Turchia, Erdogan minaccia: “Possiamo entrare in Israele e iniziare una guerra, continuano a massacrare Gaza e Libano” (IlGiornaleditalia 14.04.26)
Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha minacciato Israele di “entrare nel suo territorio” e di poter “iniziare una guerra“, per evitare che in Libano, a Gaza e in Cisgiordania Tel Aviv continui a “massacrare“ la popolazione.
Turchia, Erdogan minaccia: “Possiamo entrare in Israele e iniziare una guerra, continuano a massacrare Gaza e Libano“
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato un possibile intervento militare contro Israele, alimentando ulteriormente le tensioni in Medio Oriente già segnato da un’escalation senza precedenti.
Secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, Erdogan ha dichiarato che la Turchia potrebbe “entrare in Israele” per impedire quella che ha definito una politica di espulsione dei palestinesi dai loro territori. Il leader turco ha paragonato tale eventualità alle operazioni militari già condotte da Ankara in Libia e nel Nagorno-Karabakh.
“Proprio come siamo entrati in Libia e nel Karabakh, possiamo entrare in Israele. Nulla ci impedisce di farlo”, ha affermato Erdogan, sottolineando la necessità di agire con forza per evitare che situazioni simili a quelle osservate in Libano possano verificarsi anche nei territori palestinesi.
Nel suo intervento, il presidente ha accusato Israele di aver costretto circa 1,2 milioni di libanesi a lasciare le proprie case, nonostante il cessate il fuoco, a causa degli attacchi contro aree civili. Dichiarazioni che si inseriscono in una crescente retorica critica da parte di Ankara nei confronti delle operazioni militari israeliane nella regione.
La risposta israeliana non si è fatta attendere. Il ministro per i Beni culturali Amichai Eliyahu ha duramente attaccato Erdogan, definendolo un “dittatore megalomane” con ambizioni imperialistiche. Secondo Eliyahu, il presidente turco si vedrebbe come un moderno sultano ottomano, guidando un Paese descritto come economicamente fragile e democraticamente compromesso.
Le dichiarazioni incrociate segnano un ulteriore deterioramento dei rapporti tra Ankara e Tel Aviv, già tesi negli ultimi anni. L’ipotesi di un coinvolgimento diretto della Turchia nel conflitto rappresenterebbe un salto di qualità significativo, con potenziali conseguenze su scala regionale e internazionale.
