Nella Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani si prega con testi armeni (Korazym 17.01.26)

Da domenica 18 a domenica 25 gennaio, tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo, nell’emisfero nord si celebra la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, iniziativa ecumenica in cui i cristiani di tutto il mondo, appartenenti a diverse tradizioni e confessioni, si riuniscono spiritualmente in preghiera per l’unità della Chiesa.

‘Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati’, frase tratta dalla Lettera agli Efesini, è il tema proposto per quest’anno. San Paolo ricorda che si è tutti chiamati a vivere in comunione e che, attraverso il dialogo, la collaborazione e la testimonianza comune, si può costruire una Chiesa unita e forte, in grado di affrontare le sfide di questo tempo per realizzare, così, la visione di Cristo per la sua Chiesa: un corpo unito, che riflette la sua gloria e il suo amore nel mondo e si impegna per la pace, la giustizia, la dignità umana e il diritto alla patria.

Il sussidio per la Settimana di quest’anno è stato elaborato dalla Commissione internazionale nominata dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani (DPUC) e dalla Commissione Fede e costituzione (F&C) del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) riunitasi dal 13 al 18 ottobre 2024 presso la Santa Sede di Etchmiadzin, in Armenia. Durante l’incontro, presieduto dal reverendo dott. Mikie Roberts del CEC e dal reverendo p. Martin Browne del DPUC, i rappresentanti del Gruppo locale armeno hanno collaborato con la Commissione internazionale.

La Chiesa apostolica armena fa parte della tradizione ortodossa orientale ed è costellata dalla presenza di numerosi martiri. I suoi rituali, in ambito teologico e liturgico, influenzati da antiche usanze cristiane e da influssi culturali armeni, riflettono un’intensa spiritualità. Vanta una fiorente tradizione di ecumenismo e si impegna a costruire relazioni con altre comunità cristiane. Negli ultimi decenni ha avviato il dialogo con varie denominazioni, tra cui le Chiese cattoliche, ortodosse e protestanti, cercando con tutte un terreno comune e preservando al contempo il proprio patrimonio unico. La partecipazione al Consiglio ecumenico delle chiese e le sue relazioni con il Vaticano e altri organismi ecumenici mostrano il suo impegno per l’unità dei cristiani e per il progresso nella comprensione reciproca.

L’unità delle chiese cristiane è una chiamata fondamentale che richiede un impegno collettivo. Superare le divisioni storiche, affrontare le sfide contemporanee e lavorare insieme per il bene comune sono passi essenziali per realizzare questa unità.

Nelle note introduttive del testo si specifica in cosa consiste l’unità per la Chiesa armena: “La Chiesa apostolica armena, attraverso le sue pratiche ed i suoi insegnamenti, propone una profonda riflessione sull’essenza dell’unità all’interno del Corpo di Cristo, intesa non solo come semplice concetto, ma come realtà viva e pulsante. Recitando il Credo, i fedeli dichiarano di credere in ‘una Chiesa santa, cattolica e apostolica’, professando così la centralità di questa unità nella loro vita spirituale.

Questo impegno all’unità trova la sua massima espressione nelle sinassi eucaristiche della Chiesa, dove le preghiere della comunità non hanno come unici destinatari i cristiani di tutto il mondo e i loro leader spirituali, ma anche l’unità della Chiesa stessa. Ogni domenica, durante la liturgia, i fedeli si abbracciano l’un l’altro e cantano: ‘La Chiesa è diventata una’, manifestazione tangibile della loro fede collettiva e dello scopo condiviso che li unisce.

La lunga storia della Chiesa armena e dei suoi leader, costellata dalla presenza di numerosi martiri, è una chiara testimonianza dell’impegno incrollabile degli Armeni e della loro capacità di preservare la fede cristiana nella terra d’Armenia e nella regione circostante. L’unità all’interno della Chiesa dovrebbe trascendere l’affermazione dottrinale; infatti, si tratta di un’esperienza vissuta che approfondisce l’identità spirituale dei fedeli e rafforza la loro testimonianza collettiva. Abbracciando e vivendo questa unità, la Chiesa apostolica armena non solo onora le sue sacre tradizioni, ma contribuisce anche in modo significativo alla maggiore unità della Chiesa di Cristo. Questa riflessione ci invita a riconoscere e abbracciare il potere trasformativo dell’unità, sia all’interno delle nostre comunità di fede sia nella Chiesa più ampia”.

Le origini della Chiesa apostolica armena sono profondamente radicate negli insegnamenti degli apostoli Taddeo e Bartolomeo, che evangelizzarono l’Armenia già nel I secolo d.C., tuttavia, fu sotto la guida di san Gregorio l’Illuminatore, il primo Catholicòs (Patriarca) ufficiale dell’Armenia, che il cristianesimo iniziò a fiorire. Nel 301 d.C., sotto il re Tiridate III, l’Armenia fu la prima nazione ad adottare il cristianesimo come religione di Stato, un evento che ne contraddistinse il carattere di pioniere della fede molto prima che l’Impero romano aderisse al cristianesimo.

La Santa Sede di Etchmiadzin, situata vicino a Yerevan, è il centro spirituale e amministrativo della Chiesa apostolica armena. La Sacra Tradizione narra che in questo luogo san Gregorio ricevette una visione divina di Cristo che scendeva dal cielo e colpiva il suolo con un martello d’oro, indicando questo sito come sede ideale per la prima cattedrale armena. Questa visione portò alla costruzione della cattedrale di Etchmiadzin, una delle chiese più antiche del mondo, simbolo del legame duraturo tra la Chiesa armena e i suoi fedeli.

Durante i secoli, la Santa Madre Sede ha continuato ad essere centro di spiritualità ed autorità ecclesiastica, offrendo guida ai fedeli e tutelando il patrimonio cristiano armeno. La Chiesa apostolica armena fa parte della tradizione ortodossa orientale, caratterizzata da specifiche pratiche teologiche e liturgiche. I suoi rituali, influenzati sia da antiche usanze cristiane sia da influssi culturali armeni, riflettono una profonda riverenza ed una intensa spiritualità.

La Divina Liturgia, insieme ai sacramenti della Chiesa, che sono celebrati in armeno classico, comprendono canti secolari, uso di incenso e paramenti ornamentali, che insieme creano un’atmosfera che avvicina i fedeli alla Chiesa degli albori. La Chiesa apostolica armena, in conformità con gli insegnamenti dei primi tre Concili ecumenici, sostiene la dottrina apostolica della Santa Trinità e la pienezza della divinità e dell’umanità di Cristo, in linea con l’unanime comunione ortodossa orientale. La Chiesa afferma che Cristo ha sofferto, è stato crocifisso, è risorto il terzo giorno, è asceso al cielo e attende di tornare nella gloria per giudicare i vivi e i morti. Questa interpretazione cristologica è fonte di profonda ispirazione per il pensiero teologico della Chiesa e, nel corso della storia, ne ha influenzato le relazioni ecumeniche.

Attraverso il sacramento del battesimo, gli Armeni rinascono in Cristo e partecipano alla vita divina attraverso il sacramento della Santa Comunione e la celebrazione dell’Eucaristia. La Chiesa crede che lo Spirito Santo, che ha ispirato i profeti e gli apostoli, continua a ispirare i fedeli e a guidare la Chiesa, che è una, santa, cattolica e apostolica. La Chiesa amministra un unico battesimo e proclama la risurrezione dei morti, il giudizio eterno e la promessa di vita eterna nel Regno dei Cieli.

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