Armenia, 45 squalifiche a vita e campionato di Serie B annullato: le partite erano tutte truccate! (derbyderbyderby.it 05.07.20)

La Federazione di calcio armena (FFA) ha sospeso il proprio campionato di Seconda divisione, la nostra Serie B, con effetto immediato, squalificando cinque squadre dopo aver ricevuto “prove innegabili” del loro coinvolgimento in partite truccate. Circa 45 persone, tra cui i proprietari di club, i giocatori e gli allenatori, sono state squalificate a vita e altre 13 sono state bandite per diversi periodi per essere state coinvolte nella manipolazione delle partite, ha reso noto la FFA. I media locali hanno riferito che i proprietari di club con passaporto russo, giocatori e allenatori russi, nonché calciatori ucraini, lettoni e bielorussi sono tra i coinvolti. La Lokomotiv Yerevan, a pari punti con i leader della seconda divisione FC Van, Aragats, Torpedo Yerevan e Masis, è stata squalificata dal campionato a seguito di risultati sospetti, tra cui un 12-0, ma anche altri risultati: 0-12, 1-8, 9-2, 0-7, 0 -8 e 8-2. Anche l’FC Yerevan, ritiratosi dalla Premier League 2019-2020 a febbraio a causa di problemi finanziari e tecnici, è stato squalificato per le partite truccate.

“Le decisioni sono state prese dopo che la FFA ha ricevuto prove innegabili da organizzazioni internazionali e forze dell’ordine”, ha dichiarato il presidente della FFA Armen Melikbekyan in una nota. “Le prove che abbiamo ricevuto dai nostri colleghi internazionali saranno trasferite alle forze dell’ordine armene”. Melikbekyan ha promesso una leadership federale trasparente dopo la sua vittoria elettorale a dicembre. Per anni ci sono state notizie di diffuse partite truccate e corruzione nel paese del Caucaso meridionale. “Il nostro obiettivo è sradicare la corruzione e il sistema di giochi fissi nel calcio armeno”, ha detto Melikbekyan.

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Monsignor Gugerotti nunzio apostolico in Gran Bretagna (larena.it 04.07.20)

Papa Francesco ha nominato nunzio apostolico in Gran Bretagna il veronese monsignor Claudio Gugerotti, finora nunzio apostolico in Ucraina. Il nunzio, lo ricordiamo, è l’ambasciatore della Santa Sede, quindi del Papa, in una Chiesa locale.

Gugerotti, 64 anni, formatosi nell’Istituto Don Mazza, aveva operato negli ultimi anni, oltre che in Ucraina, in Bielorussia, dopo essere stato nunzio per dieci anni in Georgia, Armenia e Azerbaigian. Tutti Paesi dell’ex Unione Sovietica. Prima ancora era stato responsabile del settore armeno della Congregazione delle Chiese orientali.

In Bielorussia Gugerotti aveva lavorato per il raddoppio dei vescovi cattolici, passati da quattro a otto, per consentire di rinforzare il grande risveglio del cattolicesimo dopo la caduta dell’Unione Sovietica, e soprattutto nella lunga trattativa per favorire un maggiore dialogo tra Bielorussia ed Europa. Era arrivato poi in Ucraina quando il Paese stava vivendo una gravissima situazione economica, peggiorata dalla guerra e dalle condizioni dei profughi. «Il mio primo compito sarà fasciare i cuori feriti e sostenere ogni possibile iniziativa di riconciliazione», aveva detto in occasione del trasferimento a Kiev Gugerotti, «grazie al prestigio di cui la Santa Sede gode per la forza morale riconosciuta ovunque a papa Francesco. Prima di tutto, quindi, il servizio della carità».

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La Basilica di Siponto, punto d’incontro tra l’Oriente e l’Occidente (ilsipontino.net 02.03.20)

Di  Aldo Caroleo Archeoclub Siponto

Sull’importanza che la Puglia ha rappresentato,per la sua collocazione geografica, nel passato come ponte tra le culture d’Oriente e d’Occidente,tutti gli storici sono d’accordo.

Siponto è stata uno dei più importanti pilastri di questo ponte e la Basilica di Santa Maria Maggiore ne è la più bella e straordinaria testimonianza. E’ noto che sin dai primi tempi apostolici a Siponto fu attiva una comunità ebraica ,forse la più importante  e, intorno al X Secolo una  comunità Armena  attestata in una zona tra Manfredonia e Foggia :  Casale  Faziosi. Gli Armeni furono, secondo gli storici i primi veri costruttori di chiese Cristiane sia a volta che a cupola di cui furono i precursori. Tante  e bellissime le testimonianza di un  Popolo,quello Armeno, sfortunato e perseguitato, che seminò cultura e religiosità cristiana autentiche. Furono, gli armeni,  costruttori fortissimi di chiese e architetti e teologi insuperabili.

La chiesa di santa Maria Maggiore di Siponto, eretta  nella metà dell’XI Sec. ha infatti dei peculiari influssi architettonici armeni, impreziositi e completati dallo straordinario Romanico Pugliese.

Non è escluso che maestranze Bizantine, che eressero la Santa Maria, abbiano preso a modello le note chiese Armene (Ani,Marmashen,Bagaran,Edmjadsin,ecc.).

Stretti, peraltro, furono i legami dell’Arcivescovo Leone con le gerarchie bizantine nelle quali con tutta probabilità,figuravano dei funzionari armeni. Attinenze architettoniche tra la santa Maria e le chiese armene si possono riscontrare sulle facciate: colonne e arcatelle

Cattedrale Ani   Cattedrale di Marmashen (o Marmachen)

ma anche dall’impostazione della pianta quadrata e della cupola appoggiata su quattro colonne centrali.

Della originaria cupola della chiesa di Siponto non si sa nulla perché essa crollò  in due eventi sismici successivi: nel 1223  e  nel 1225.  L’attuale copertura  ad una unica volta a crociera è stata realizzata in epoca successiva e con evidenze barocche.

Le foto delle cupole delle chiese armene coeve alla Santa Maria, ci danno cupole poggianti su quattro pilastri centrali   e mi inducono a pensare (è solo un mio pensiero) che anche la Santa Maria avesse una cupola centrale secondo i motivi architettonici  armeni.

E’ questo un altro esempio, se ce ne fosse ancora bisogno, di come la nostra Basilica ,quella in pietra bianca,   merita una  giusta attenzione perché venga sempre di più  tutelata e dovrebbe essere  senza alcun dubbio    annoverata   tra i monumenti dell’UNESCO  come   “Patrimonio dell’Umanità”.

Aldo Caroleo Archeoclub Siponto

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Unione europea: Partenariato orientale, vertice il 2 e il 3 luglio. “L’impegno dei giovani, esplorare il presente e navigare nel futuro” (SIR 01.07.20)

È tempo di vertice sul coinvolgimento dei giovani per il partenariato orientale, che quest’anno si svolgerà in forma virtuale, il 2 e il 3 luglio. Saranno 400 i partecipanti, giovani leader e operatori della regione, che si confronteranno con i leader politici dell’Ue alla luce del tema “L’impegno dei giovani nel partenariato orientale: esplorare il presente e navigare nel futuro!”. “Responsabilizzare i giovani della regione è e rimarrà una priorità per l’Ue: investire nella gioventù è sempre il miglior investimento”, ha commentato il commissario per il vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi, annunciando il lancio di “un new deal per i giovani” che cercherà di collaborare “con i governi per garantire le competenze di cui il mercato del lavoro ha bisogno”. Così, ha aggiunto Várhelyi, “si renderanno i giovani competitivi a livello globale e si consentirà loro di trovare posti di lavoro di alta qualità anche a livello regionale”. Ci saranno lavori di gruppo, presentazioni, webinar e tavole rotonde in cui parteciperanno giovani di Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Repubblica di Moldavia e Ucraina, su questioni che vanno dall’istruzione all’imprenditorialità, dalla comunicazione alla disinformazione, dai programmi Ue per i giovani, al coinvolgimento della società civile nel contesto del partenariato orientale. Sarà possibile seguire interamente i lavori in streaming sulla pagina Facebook dell’evento.

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L’Italia ricambia gli aiuti internazionali: medici italiani in Armenia per l’emergenza Covid (01.07.2020)

Medici italiani in Armenia – Il Coronavirus ha colpito più o meno indistintamente tutto il mondo eppure, nel momento peggiore per il nostro paese, molti paesi “amici” hanno inviato medici e aiuti in Italia senza pensarci due volte. Team di medici e infermieri sono giunti in Italia nei mesi scorsi dalla Russia, da Cuba, dall’Albania, dalla Cinadalla Germania.

Pochi mesi fa (eppure sembra passata una vita), Luigi Di Maio parlava così degli arrivi di medici e aiuti internazionali in Italia: “Da questi aerei scenderanno diverse decine di medici, circa 120 uomini. Poi ci saranno mascherine, ventilatori e impianti per disinfettare gli ambienti. L’Italia non è sola”.

Questa volta, invece, in un’Italia che non è fuori dall’emergenza ma che sente meno la pressione della pandemia sulle proprie spalle, la Guardia di Finanza ha annunciato l’arrivo di un team di medici italiani in Armenia tramite un post su Facebook sulla propria pagina ufficiale.

Un ATR72 del servizio aereo della Guardia di Finanza, infatti, è stato impiegato per il trasporto di personale medico, dall’Italia ad Erevan, a sostegno della popolazione armena durante l’emergenza Coronavirus che, come non dobbiamo dimenticare, non è ancora finita.

Qui di seguito il post ufficiale con le immagini dell’arrivo dei medici pubblicato sulla pagina Facebook della Guardia di Finanza:

Albicocca, il frutto dolce e virtuoso della piena estate (giornaledibrescia.it 30.06.20)

Verde per l’ingente fogliame fino ad un mese fa e ora giallo per il carico sovrabbondante di frutti: è l’albicocco che fa bella mostra di sè in tanti orti, campi e frutteti bresciani e che, grazie alla maurazione scalare, non mancherà di farci dono di drupe dolci e succose per tante settimane ancora.

E’ uno dei segni più evidenti dell’estate piena alle nostre latitudini, insieme all’imbiondire delle messi e alla comparsa delle prime pannocchie di granturco, Doveroso dunque farlo entrare nella dispensa di Stagioni in tavol@, anche perchè si tratta d’un frutto pieno di virtù e con una storia che merita d’essere raccontata. A cominciare dalla sua origine e persino dal suo nome..

Da noi è arrivato infatti circa 2.000 anni fa, sull’onda lunga delle conquiste di Alessandro Magno, e i Romani lo chiamarono “mela armeniaca”, perchè erano convinti che arrivasse dall’Armenia. Oggi sappiamo invece che tutto ebbe inizio molto prima e molto più a Oriente, con ogni probabilità tra Cina settentrionale e Persia.

Ma quell’Armenia senza fondamento non è andata perduta, anzi è rimasta tanto nella definizione scientifica impostale da Linneo, Prunus armeniaca, quanto in quell’armellina che qualifica il seme. ma ancor di più nel nome ricorrente del frutto in gran parte dei dialetti italiani, a cominciare dal nostro brescianissimo “ambrognaga”.

Il termine albicocca ha invece la sua radice nall’arabo  “al-barquq”, perchè furono proprio gli arabi a reintrodurla in Italia e in buona parte dell’Europa mediterranea nel X secolo, consolidandone la presenza dopo che di questa colrivazione si era praticamente persa memoria.

Nomi e origini a parte, oggi sono i Paesi del bacino del Mediterraneo a coltivarne più della metà della produzione mondiale, con l’Italia in buona posizione con alcune varietà davvero pregiate curate nei frutteti di Sicilia, Campania, Emilia Romagna e Basilicata.

IL PARERE DELL’ESPERTO.  Sono davvero moltissime le proprietà benefiche dell’albicocca che la fanno apprezzare ben oltre la dolcezza della sua polpa e del suo succo, al punto da consigliarne il consumo per tutto l’arco dell’estate.

Ricca di zucchero e peptina (una fibra di facile soluzione per il nostro organismo), vanta infatti un patrimonio assai prezioso di vitamine, in particolare C, B1, B2 e B3, così come è consistente la presenza di betacorotene (vitamina A) e di acido folico. Non disprezzabile inoltre l’apporto di sali inerali quali ferro, magnesio, calcio e soprattutto potassio, dal potente effetto drenante, del quale l’albicocca è ricca come pochi altri frutti. Innumerevoli i vantaggi per il nostro organismo a cominciare dal placare velocemente l’appetito e dal proteggere la pelle dai raggi del sole.

Tra le altre virtù va considerato l’ausilio al controllo della glicemia, grazie all’effetto garantito da un particolare acido (Aba), la prevenzione dei problemi della vista grazie ai carotenoidi, segnalati dal colore arancio intenso del frutto, mentre il potassio è un alleato straordinario contro la ritenzione idrica e la peptina è un blando lassativo che contribuisce a regolarizzare l’attività dell’intestino.

LA RICETTA. Questo è certamente il miglior periodo per consumare le albicocche fresche, da sole o in macedonia così da garantirsi l’integrità di tutti gli elementi distintii di questo frutto. Ma la grande disponibilità, insieme alla difficile conservazione in frigoifero, o peggio, in freezer, suggeriscono pure di farne confettura o mantenerle sotto spirito, nonchè sciropparle o essiccarle. E val la pena di ricordare che la celeberrima Sachertorte, nella sua versione canonica, è farcita proprio da una marmellata di albicocche.

Tra le preparazioni cotte ci piace però segnalare anche quella delle albicocche al forno farcite al mascarpone, una ricetta semplice quanto inusuale e di grande soddisfazione. Prendete innanzitutto albicocche mature ma sode, lavatele con attenzione e dividetele a metà privandole del nocciolo; quindi cospargete l’incavo di burro e zucchero preferibilmente di canna e mettetele ben distanziate l’una dall’altra su una teglia perima di infornarle a 160 °C per 7/10 minuti.

Nel frattempo, in una terrina, mischiate con una frusta la medesima quantità di mascarpone e di ricotta nonché una buona dose di miele, magari di zagare o di più saporito castagno. Togliete la teglia dal forno e farcite le alcicocche con il vostro mix caseario. A questo punto avete due possibilità: servire le albicocche raffreddate per un dessert semplice, magari cospargendo il tutto di briciole di biscotto, oppure sottoporle ad una leggera gratinatura ancora in forno per pochi minuti a 200 °C per un tocco più esclusivo.

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Armenia: la calda estate politica (Osservatorio Balcani e Caucaso 30.06.20)

In Armenia è stato avviato un processo contro il principale leader dell’opposizione – e tra le persone più ricche del paese – accusato di corruzione e malversazioni

30/06/2020 –  Armine Avetisyan Yerevan

Non solo coronavirus, ma anche intensi sviluppi politico-giudiziari in Armenia. Il 15 giugno, il procuratore generale della Repubblica ha presentato una mozione al parlamento per avviare un procedimento penale contro Gagik Tsarukyan, leader della seconda forza parlamentare, il partito “Armenia Prospera”. Il giorno dopo, la maggioranza dei parlamentari ha votato a favore della richiesta del procuratore generale.

Gagik Tsarukyan, magnate e politico al quinto mandato in parlamento, è una delle persone più ricche in Armenia e forse il funzionario pubblico più ricco. I suoi affari spaziano non solo in Armenia, ma anche all’estero, nei paesi ex sovietici ed europei.

Secondo la sua dichiarazione dei redditi presentata alla Commissione elettorale centrale (CEC) prima delle elezioni parlamentari anticipate del dicembre 2018, al 19 novembre 2018 il leader di Armenia Prospera aveva un patrimonio di 678.509.000 dram (129.000.000 di euro circa). Inoltre ha dichiarato 13 auto di lusso e 13 proprietà immobiliari per un valore di oltre 8 milioni di dram: 15 unità di mobili per camera da letto (1.998.130 euro), 10 unità di mobili per soggiorno (1.711.000 euro), tende di seta (251.799 euro), 20 lampadari (1.587.300 euro), 2 orologi con catena d’oro e diamanti (1 milione di dollari), 3 anelli d’oro con diamanti (4,7 milioni di dollari) ecc.

La perquisizione

Il 14 giugno, il Servizio di sicurezza nazionale armeno ha condotto una perquisizione nella villa di Tsarukyan e poi ha rilasciato tre dichiarazioni sull’avvio di tre distinti procedimenti penali sulle attività di Tsarukyan, dichiarando un danno per lo stato per un importo di 29 milioni di dollari.

Secondo il Servizio di sicurezza nazionale, uno dei procedimenti fa riferimento a centinaia di tangenti scambiate durante le elezioni parlamentari del 2 aprile 2017, in cui erano coinvolti sia la direzione che i membri del partito. Si è scoperto che nel periodo pre-elettorale gli elettori erano stati corrotti per centinaia di milioni di dram per votare sia per i candidati che per il partito: l’operazione era organizzata dalla leadership del partito, con il coinvolgimento attivo dei membri del partito e ruoli chiaramente distribuiti. Ad esempio, un voto valeva 10.000 dram. Il denaro sarebbe stato distribuito anche sotto forma di beneficenza e altre spese. Lo scopo era ottenere più voti ed entrare in parlamento.

Le indagini preliminari sono tutt’ora in corso

Proteste

Dopo l’annuncio dei procedimenti penali, Tsarukyan è stato convocato dal Servizio di sicurezza nazionale per essere interrogato. Nel frattempo, i parlamentari e i sostenitori di Armenia Prospera si radunavano vicino alla sede dell’interrogatorio. A tarda sera, la polizia ha annunciato che erano state trattenute 252 persone. Sempre nelle stesse ore veniva perquisita anche la residenza di Tsarukyan.

“Questa è una montatura. Sì, è politica, vogliono fare pressione, ricattare, intimidire. Ma oggi vi dico, io, Gagik Tsarukyan: sarei immorale se facessi un passo indietro”, ha annunciato il magnate il 14 giugno uscendo dalla sua casa, in quel momento sotto perquisizione.

Successivamente, il Servizio di sicurezza nazionale ha pubblicato i filmati della perquisizione  che mostravano i mobili e le auto di lusso del leader di Armenia Prospera, nonché documenti firmati da diversi parlamentari del partito che si impegnavano a fornire un certo numero di voti a favore del partito o rinunciare al proprio mandato. Alcuni hanno ammesso di aver firmato un documento del genere, mentre uno ha affermato che si tratta di un falso.

Nessun arresto

A tutto ciò è seguito uno scontro tra accusa e difesa sul possibile arresto di Gagik Tsarukyan, che è durato diversi giorni e si è concluso il 21 giugno. Il tribunale di Yerevan ha respinto infatti la richiesta della procura. Successivamente, il consigliere del procuratore generale ha annunciato ufficialmente che la procura farà sicuramente appello contro la decisione, sottolineando che il giudice ha respinto l’arresto non per assenza di ragionevole sospetto, ma semplicemente affermando che Tsarukyan non avrebbe ostacolato le indagini.

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Armenia: premier Pashinyan ringrazia Italia e altri paesi per sostegno contro Covid-19 (Agenzia nova 29.06.20)

Erevan, 29 giu 14:16 – (Agenzia Nova) – Nei giorni scorsi l’ambasciata d’Italia in Armenia ha dato il benvenuto alla unità medica del Dipartimento della Protezione civile italiana, composta da 11 uomini e donne che aiuteranno per tre settimane il paese caucasico nella lotta al Covid-19. Ad annunciare l’arrivo in Armenia degli uomini e delle donne della Protezione civile è stata la stessa sede diplomatica italiana a Erevan, sottolineando che l’operazione avviene anche grazie al coordinamento tra la Farnesina e il ministero degli Esteri armeno. L’operazione rientra nell’ambito del Meccanismo europeo di protezione civile e avviene per fare fronte all’aumento dei contagi da Covid-19 nel paese caucasico. (Rum)

Gli armeni di Calabria: fascino e segreti di un popolo a Brancaleone Antico (Calabria.live 28.06.20)

di GIUSEPPE SPINELLI — Quanti sono i segreti del nostro territorio che aspettano solo di essere scoperti da una grande quantità di visitatori, curiosi, appassionati. Il culto della tradizione è nel DNA dei calabresi, popolo che ha accolto nei secoli altri popoli, nel segno della fraternità e del rispetto. A Brancaleone, sulla costa jonica, c’è la cosiddetta “Valle degli Armeni”. Ce la facciamo raccontare da un allievo dell’apprezzatissimo archeologo Sebastiano Stranges, Carmine Verduci, ricercatore e presidente della Pro Loco di Brancaleone. Viene fuori la narrazione di un territorio e delle sue tradizioni che affascina.

«A volte la vita – dice Carmine – ti riserva delle sorprese che quasi per caso le fai tue, il destino di ognuno di noi in certi momenti ti aspetta dietro l’angolo. Da circa nove anni sono con onore, Presidente della Proloco di Brancaleone (RC). Questa stella non ci si crede, mi accompagna da quando ero ragazzino, infatti i miei sogni non erano diventare un calciatore ma già d’allora guardavo con interesse al settore turistico come fonte di gratificazione personale e non solo. Si proprio così, lo spirito che mi avvicinava a tutto ciò era evidente, mi rendevo conto che il mio paese, la mia terra avevano grandi potenzialità ed erano solo da sviluppare.

La Proloco ha il direttivo che agisce e mi guida, non tutto è farina del mio sacco, il segreto sta in questo avere una squadra forte, così siamo in grado di raggiungere i nostri obiettivi. Ci occupiamo seguendo le linee guida: Turismo, Cultura e valorizzazione

del Territorio.

La fantastica Storia degli Armeni nasce con il mio incontro con il prof. Sebastiano Stranges al quale sono molto legato.

Nel 2012 ci incontriamo a Brancaleone Vetus, zona situata alle spalle della cittadina costiera. Siamo in provincia della città metropolitana di Reggio Calabria ai confini tra la Locride e l’area Grecanica la quale comprende anche Brancaleone, in questo Borgo antico dove i miei nonni mi portavano quand’ero bambino, e mi raccontavano le storie del luogo.

Da questo incontro con il Prof. Stranges si iniziò a parlare e lui mi chiedeva: “ma tu hai mai visto questa grotta tipica della Cappadocia dell’antico Impero Armeno con tutti i graffiti che contiene?”

Da questi piccoli confronti quasi quotidiani è nata la mia passione a interessarmi alla storia di questo popolo che ha subìto tante sofferenze e anche seguendo il prof. Stranges che già dal 1980 era in giro per la Calabria a fare delle conferenze su queste tematiche.

Da questo momento in poi per me è stato un interesse crescente a questa scoperta ancora da rivelare, fino a creare un ponte con l’Armenia al punto di essere riconosciuta come associazione attiva sul territorio dall’Ambasciata della Repubblica Armenia di Calabria e dalle altre Comunità Armene sparse in tutte le Regioni d’Italia.

Ogni anno realizziamo dal 2015 una manifestazione molto particolare che ricorda il genocidio del popolo armeno da parte della Turchia avvenuto “ufficialmente” dal 1915 al 1923. Questo viene celebrato a Brancaleone

Borgo Parco Archeologico, inserito nell’Atlante dei Beni Culturali Italiani e dove in ambito tipico accendiamo questa Fiamma della Memoria, grazie anche alla nostra amica fondatrice della Comunità Armenia di Calabria Tehmina Arshakyan. Grazie a lei questo movimento culturale inizia a farsi sentire e tante riviste Franco-Armene hanno citato la nostra opera e tanti Armeni sono venuti a visitare questa Grotta emozionandosi.

Questo luogo è rinomato non perché ne sto parlando, ma tanti storici ne hanno provato il valore.

A Venezia e in tanti altri posti d’Italia dove esistono comunità Armene, Brancaleone è stato citato come passaggio fondamentale di questo popolo tra l’IV e IX secolo D.C.

Si stabilirono tra Capo Spartivento località che si trova nel comune di Palizzi (RC) e Capo Bruzzano località situata nella zona di Africo Nuovo (RC).

Da dati storici e scoperte recenti che per vari motivi non svelo, le testimonianze, parlano di questi insediamenti che perdurarono per oltre un secolo.

E come a Brancaleone troviamo questa Grotta con Pilastro centrale, tipico delle Grotte Armene e un forno che abbiamo ritrovato qualche anno fa confermato dagli stessi visitatori Armeni arrivati dall’Italia e da tutta Europa, troviamo segni attribuiti a dei Santi molto venerati in Armenia come nella Zona di Staiti (RC) altro piccolo Borgo gioiello da visitare perché molto caratteristico, troviamo la Località San Biagio. Qui c’era una piccola chiesa altro Santo molto venerato dal popolo armeno.

Come anche a Brancaleone troviamo la Grotta dove all’interno sono presenti le Croci Graffite in stile armeno. La località San Gregorio armeno rievoca il culto anche a Napoli.

Poi troviamo un altro luogo che dista circa 6 km. da Brancaleone, si tratta di Bruzzana Antico, dove troviamo La Rocca Armenia, che era un Castello scavato nella roccia utilizzato come punto di ristoro per le truppe che provenivano dai luoghi di scontri. Alcuni documenti parlano di una battaglia con gli Arabi nel 925 D.C. in un primo momento ebbero la

meglio, ma successivamente gli Armeni riconquistarono la postazione e da lì nasce il loro insediamento chiamato successivamente La valle degli Armeni, nome utilizzato da noi come Brand a seguito delle numerose iniziative create in questa zona.

Devo segnalare anche ulteriori studi effettuati dal famoso Orlando Sculli, il quale ha censito oltre 150 Palmenti rupestri nel territorio di Ferruzzano (RC). Sono delle vasche scavate nelle pietre che servivano a pigiare il vino già presenti in epoca Ellenica e su di esse presentano delle Croci di stile armeno e nella stessa zona trovasi una chiesetta tipica.

Da ciò il mio e il nostro interesse per questo popolo che ha lasciato delle tracce indelebili su questo territorio. E ogni volta che c’è la possibilità lo omaggiamo. A questo proposito, stiamo creando una sorte di rete perché possa diventare una zona turistica per tutti».

— La tua esperienza in questo ambito ti ha dato tanta conoscenza e voglia di fare nel sviluppare un area e credere in essa. Qual è il ruolo e il messaggio ai più giovani di Kalabria Experience?

«Come hai certamente notato la “K” di Kalabria diventa fondamentale per rimarcare le nostre origini. Proviene dalla nostra antica lingua Greca marchio registrato creato proprio da noi e in essa abbiamo adottato il simbolo del Pavone che rappresenta l’Alfa e l’Omega, simbolo di Rinascita e di Luce: lo troviamo a Brancaleone.

Kalabria-Experience ha questo obiettivo, trasmettere un mondo sommerso per troppo tempo al mondo, anche attraverso un turismo di nicchia ma di elevato senso culturale.

Inizialmente è stato arduo, ma attualmente i numeri di presenze sono in aumento, purtroppo questo periodo di pandemia ha bloccato l’ascesa ma esso è servito nonostante tutto a organizzarci sfruttando e approfittando del web.

Ad esempio questo blocco ha aiutato noi alla realizzazioni di nuove collaborazioni e rapporti con altre associazioni rafforzando la rete che ci siamo prefissi di ingrandire, perché il nostro messaggio a tutti vuole essere: “Approfondire la conoscenza di questa Terra per offrirla al mondo con tutte le sue peculiarità”.

Grazie a tutto ciò tanti giovani e professionisti si stanno avvicinando a questo nostro progetto, arricchendolo di tanta esperienza e continuità.

Da queste campagne di sensibilizzazioni che Kalabria – Expirience attua, è nato un gruppo di fotografi registi che nelle loro uscite realizzano documenti visivi. Successivamente vanno inserite nelle nostre promozioni per il territorio, quindi come potete notare anche la pubblicità la produciamo in casa quasi a costo zero per il momento e che utilizziamo anche per mostre itineranti. Sono belle tutte queste produzioni, perché chi le fa vive da sempre il territorio e ne conosce il respiro.

Il bello in tutto questo è il supporto che stiamo avendo delle attività produttive della nostra zona. Questo vuol dire che siamo sulla buona strada, tutti abbiamo capito che l’unione fa la forza e noi di questo ne siamo orgogliosi.

A luglio, Coronavirus permettendo, partiremo con una bella iniziativa: Kalabria Foto Experience. I migliori scatti della nostra Regione attraverso gli occhi dei fotografi dell’Associazione, che sono veramente degli artisti.

— L’ indifferenza da parte di alcuni calabresi nei confronti della propria terra, la sete di tanti conterranei di sapere delle loro origini, le tante differenze come ricchezza non sfruttate… è possibile realizzare, a suo avviso, un punto d’incontro per unire le tante Calabrie nel mondo? L’aspetto logistico, comunicativo e l’aggregazione con le istituzioni può diventare punto di partenza?

«Certo la collaborazione e i punti di riferimento visibili fanno bene a progetti di questo tipo. Siamo un’associazione che ha sempre cercato di creare prospettive di interscambi, che ben vengano momenti di iniziative di condivisione. La politica dal punto di vista istituzionale c’è stata sempre vicina però non abbiamo mai avuto fondi perché abbiamo sempre lavorato, contando solo sulle nostre forze.

Siamo aperti ad ogni collaborazione, il lavoro è tanto da fare nella variegata diversificazione di questa terra che presenta anche tra città e città a pochi km di distanza mondi diversi.

Ecco “La Vera Grande Bellezza” che forse volutamente non si vuole scoprire». 

Si ringraziano Rosalba Primerano Laponte, la dott.ssa Tehmina Arshakyan, la dott.ssa Giuseppina Ierace presidente della Unpli di Reggio Calabria, “Il Giardino di Morgana” e il suo Presidente dott. Domenico Guarna di Reggio Calabria.

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Papa nomina Elie Yghiayan Visitatore Apostolico fedeli armeni (Askanews 27.06.20)

Roma, 27 giu. (askanews) – Il Santo Padre ha accolto la rinuncia presentata da S.E. Mons. Jean Teyrouz dall’ufficiodi Visitatore Apostolico per i fedeli armeni residenti in Europa Occidentale. Il Santo Padre ha nominato Visitatore Apostolico per i fedeli armeni residenti in Europa Occidentale S.E. Mons. Elie Yghiayan, Vescovo dell’Eparchia di Sainte-Croix-de-Paris. Ne da notizia il Bollettino della Sala Stampa Vaticana.