Domani alla Libreria Arcadia l’ Armenia di Antonia Arslan (Giornaletrentino 20.02.19)

TRENTO. Domani 21 febbraio alle 19, alla Libreria Arcadia di via Fontana 16 a Rovereto, arriva Antonia Arslan con le sue storie armene. Antonia Arslan, scrittrice e saggista italiana di origine…

TRENTO. Domani 21 febbraio alle 19, alla Libreria Arcadia di via Fontana 16 a Rovereto, arriva Antonia Arslan con le sue storie armene. Antonia Arslan, scrittrice e saggista italiana di origine armena, ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. Sostiene di aver ritrovato la sua “armenità” (una condizione dell’anima e culturale), attraverso la poesia di Varujan.

È stata capace di raccontare la storia di un popolo e la diaspora armena attraverso libri come “La masseria delle allodole” ( trasposto in un film dai fratelli Taviani ), “La strada di Smirne” e “Lettera a una ragazza in Turchia”, solo per citarne alcuni. Ovviamente al centro del suo interesse è sovente finita la scottante vicenda del genocidio armeno operato dai turchi a ridosso della prima guerra mondiale e poi rimosso e negato dalla coscienza collettiva turca: un genocidio che rappresenta una sorta di anticipazione dell’olocausto compiuto ai danni degli ebrei dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

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Nagorno-Karabakh: Osce, presidente Lajcak sarà in Armenia e Azerbaigian a marzo (Agenzianova 19.02.19)

Mosca, 19 feb 11:51 – (Agenzia Nova) – Il ministro degli Esteri della Slovacchia, Miroslav Lajcak, già presidente di turno dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), ha annunciato oggi di volersi recare in visita ufficiale nelle capitali di Armenia e Azerbaigian il mese prossimo, per discutere la questione relativa al conflitto in corso nel Nagorno-Karabakh con le autorità dei due paesi caucasici. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Sputnik”. “Mi recherò a Baku ed Erevan nella prima metà di marzo, per discutere questa ed altre questioni”, ha detto il capo della diplomazia slovacco al termine del suo incontro di oggi con l’omologo russo, Sergej Lavrov. (segue) (Rum)

Genocidio armeno, respinti i ricorsi contro il monumento (Tio.ch 18.02.19)

GINEVRA – Gli abitanti della zona del parco Trembley a Ginevra non possono opporsi all’installazione del monumento commemorativo del genocidio armeno “Les Réverbères de la mémoire” (i riflessi della memoria): lo ha deciso il Tribunale federale (TF), che ha negato alle persone in questione il diritto di ricorrere.

Con la sentenza pubblicata oggi potrebbe essere posta la parola fine a una vicenda che si trascina da oltre dieci anni: la città aveva infatti approvato già nel 2008 l’erezione del monumento, opera del 50enne artista francese di origine armena Mélik Ohanian e costituito da alti lampioni a cui sono appese delle ampolle a forma di lacrima.

In un primo tempo l’autorità aveva manifestato l’intenzione di collocare la struttura nella città vecchia, ma vi erano stati problemi di natura archeologica. Si era poi pensato a un’area vicina al Palazzo delle Nazioni Unite, dove già si trova una statua del Mahatma Gandhi: ma questa scelta – invisa alla Turchia – era stata disapprovata anche dalle autorità federali, che temeva per la neutralità della Ginevra internazionale.

La città ha quindi optato per il parco Trembley, un giardino pubblico nel quartiere di Petit-Saconnex. La giustizia aveva dato il via libera nel marzo 2018, non riconoscendo ai ricorsi l’effetto sospensivo. L’opera è così stata inaugurata nell’aprile dello stesso anno.

Alcuni abitanti della zona hanno però chiamato in causa il Tribunale federale, sostenendo che con l’installazione del monumento il parco sarebbe potuto diventare un luogo di manifestazioni e di tensioni fra la comunità turca e quella armena.

Nella sua sentenza, la corte di Losanna ricorda che “i vicini hanno il diritto di presentare ricorso quando sono interessati con certezza o almeno con sufficiente probabilità dagli inconvenienti che una decisione può causare”. Nel caso in questione secondo i giudici questa condizione non è soddisfatta. “I ricorrenti non spiegano chiaramente in che cosa consistano i disturbi che temono, né in che modo sarebbero colpiti in modo particolare e più intenso rispetto al resto delle altre persone”.

Per il TF i tribunali ginevrini non hanno perciò arbitrariamente negato la capacità di ricorso. La corte ha quindi condannato i ricorrenti a pagare le spese giudiziarie di 3000 franchi e a risarcire la città con 3000 franchi per gli oneri legali.

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Super: torna lo scouting dei brand di ricerca by Pitti Immagine -Design emergente dall’Armenia- (Vogue.it 18.02.19)

…. Torna anche a questa edizione il progetto speciale dedicato alla scena della moda e del design emergente dall’Armenia, in collaborazione con Fashion & Design Chamber of Armenia. Protagonisti sei giovani designer, alcuni al loro debutto internazionale

  1. 1

    Avagyan_ Sonya Avagyan, giovane designer armena, lancia il proprio marchio concentrandosi inizialmente su t-shirt e felpe dall’anima pop e sperimentale. Capi sportivi e funky si fondono con l’eredità della terra d’origine alla luce di un perfetto senso dello stile.
  2. 2

    Kivera Naynomis _ Tra i più apprezzati luxury fashion brand presenti sul mercato armeno, le collezioni di Kivera partono dalla lezione della sartoria classica per costruire un raffinato omaggio alle tradizioni culturali, artistiche e architettoniche del Paese.
  3. 3

    LOOM Weaving _Sorelle e fondatrici del brand, Inga e Elen Manukyan realizzano una collezione che conferisce all’antica pratica del ricamo hand made uno stile moderno e luminoso. Un guardaroba dall’anima pratica ed insieme elegante, dove ogni capo è un pezzo unico.
  4. 4

    Shabeeg _ Su capi disegnati a mano e poi realizzati da eccezionali maestri, le stampe si ispirano alla natura armena nel suo complesso: la fauna, la flora, la storia secolare, l’abbigliamento tradizionale (taraz), l’architettura e molto altro.
  5. 5

    Vahan Khachatryan _ Nato e cresciuto a Yerevan, Vahan trae profonda ispirazione dall’eredità artistica del nonno pittore. Già punto di riferimento nel panorama della moda armena, il brand si distingue per i suoi abiti esclusivi, dove l’eccellenza della qualità e del design è amplificata dalla cura del dettaglio.
  6. 6

    Z.G.EST_ Zero Gravity Established punta su abiti confortevoli e accoglienti per una sensazione di assenza di gravità. Giovane brand di successo sul mercato armeno, le sue collezioni si contraddistinguono per smart style, proposte design innovative e la camicia come elemento chiave.

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Nagorno-Karabakh: ministri Esteri russo e armeno discutono prospettive risoluzione conflitto (Agenzianova 17.02.19)

Mosca, 17 feb 10:31 – (Agenzia Nova) – I ministri degli Esteri di Armenia e Russia, rispettivamente Zohrab Mnatsakanyan e Sergej Lavrov, hanno avuto ieri un incontro bilaterale a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, in corso nel capoluogo della Baviera. Lo ha confermato il ministero degli Esteri di Mosca in un comunicato. Al centro dei colloqui, lo stato delle relazioni bilaterali e la questione del Nagorno Karabakh. Il ministero russo ha reso noto che durante i colloqui le due parti hanno discusso delle prospettive della risoluzione del conflitto nella regione. Inoltre è stata sottolineata l’importanza degli sforzi compiuti dai copresidenti del gruppo di Minsk dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e altri temi di attualità del partenariato bilaterale, dell’agenda regionale e internazionale “nell’atmosfera di amicizia” nelle relazioni tra i due paesi. (segue) (Rum)

VENEZIA / Viagio intorno all’Arte Armena: un convegno internazionale a Ca’ Foscari (Storie & Archistorie 16.02.19)

 

VENEZIA, 16 febbraio 2019 – Alcuni tra i migliori specialisti di arte armena a livello internazionale, provenienti da Armenia, Francia, Italia, Germania e Repubblica Ceca, si daranno appuntamento a Venezia per il convegno internazionale, intitolato The Armenian art. Critical history and new perspectives, organizzato dall’Università Ca’ Foscari che si svolgerà presso l’Auditorium Santa Margherita dell’Università Ca’ Foscari  il 21 e 22 febbraio.

Gli interventi degli studiosi forniranno un quadro approfondito della ricerca più avanzata sui vari campi dell’arte armena, dall’architettura alla miniatura, dalle caratteristiche croci di pietra alla pittura. Si parlerà anche di “vishap”, le famose pietre presitoriche caratteristiche dell’Armenia, già oggetto del progetto cafoscarino Dragon Stones Archaeological Project. Verrà anche affrontato un tema scottante quale la preservazione del patrimonio artistico armeno in Turchia e Azerbaigian.

L’interesse per l’arte armena nell’ateneo cafoscarino ha una lunga tradizione che rivive ora con un evento di grande significato culturale e di ricerca che vede insieme il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali (cattedra di Storia dell’arte medievale) e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (cattedra di Lingua e Letteratura armena) e come docenti organizzatori Stefano Riccioni, Aldo Ferrari e Marco Ruffilli.

“Il rapporto tra Venezia e gli Armeni è intenso e fecondo. Nel corso dei secoli gli Armeni hanno vissuto nella città lagunare come mercanti, pellegrini, monaci, stampatori, artigiani e artisti. – ci spiega Aldo Ferrari, docente di lingua e letteratura armena a Ca’ Foscari – Non a caso il primo libro armeno a stampa è stato pubblicato proprio a Venezia, nel lontano 1512. Nel 1717 la Serenissima concesse alla congregazione monastica dell’abate Mechitar di insediarsi nell’isola di Lazzaro e di iniziare così una straordinaria avventura che sta alla base della rinascita culturale del popolo armeno. Sempre a Venezia venne creato il collegio Moorat Raphael dove, sino alla fine del XX secolo, ha studiato buona parte dell’élite culturale armena”.

Dal 1976 esiste a Ca’ Foscari una cattedra di lingua e letteratura armena che promuove attivamente anche gli studi sull’arte armena. L’arte armena è in effetti di un patrimonio straordinario che entusiasma tutti coloro che ne vengono a conoscenza. “Già nel 1988 – sottolinea Stefano Riccioni, docente di storia dell’arte medievale – il prof. Levon Zekiyan organizzò un fondamentale Convegno Internazionale sull’Arte Armena. Un anno dopo il prof. Adriano Alpago Novello iniziò a tenere a Ca’ Foscari il corso di Arte e Architettura Armena. Nel 1991 lo stesso Alpago Novello trasferì da Milano a Venezia, presso la Loggia del Temanza, il Centro Studi e Documentazione sulla Cultura Armena. Ancora oggi questo Centro, sotto la direzione di Minas Lourian, organizza numerosi eventi sull’arte armena, spesso in collaborazione con Ca’ Foscari e con la Biennale di Venezia. Tra le attività del centro sono anche da segnalare le “Manukian Lectures” organizzate in collaborazione con un altro importante studioso recentemente scomparso, il prof. Gianclaudio Macchiarella“.

L’interesse sempre vivo per l’arte armena è testimoniato anche dai Seminari sull’Arte Armena che da cinque anni vengono organizzati dagli stessi docenti all’interno del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea.

Il convegno internazionale sull’arte armena si prospetta come un appuntamento di grande significato culturale, che conferma l’importante ruolo di Ca’ Foscari negli studi armeni. Il convegno è organizzato in collaborazione Centro di Studi e Documentazione sull’arte armena e con l’AIEA (Association Internationale des Études Arméniennes).

Informazioni: www.unive.it

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Serj Tankian (System of a Down) spiega perché ha iniziato a dipingere (rockol.it 16.02.19)

Il cantante dei System of a Down Serj Tankian ha pubblicato sul proprio canale YouTube un video nel quale spiega i motivi per i quali ha iniziato a dipingere.

Del suo rapporto con la pittura Tankian dice:

“Inizialmente, ho iniziato a dipingere a causa della mia musica. Il mio tipo di incursione nel mondo dell’arte è stato, ‘Che aspetto ha il mio brano musicale?’. Volevo vedere che aspetto avesse un certo brano e così il primo pezzo che ho fatto è stato una rappresentazione di una composizione musicale che ho fatto al piano e ho persino inserito le note musicali usando orologi senza braccia e cose del genere e l’ho dipinto tutto. È una di quelle cose che quando sei un artista, sei un musicista ma non sei un artista visivo e all’improvviso fai un pezzo di arte visiva, te ne stai lì di fronte e pensi, ‘E’ una merda o è buono?’. E mi è davvero piaciuto. Lo guardavo e, ‘Wow, questo è davvero, davvero unico’. Per quanto possa essere obiettivo, ‘Questo è davvero interessante’. L’intera idea di dipinti composti musicalmente è qualcosa a cui sono interessato da molto tempo come artista. Ho sempre desiderato andare a una mostra, indossare le cuffie e ascoltare brani musicali, proprio come un film.”

E continua ancora:

“I dipinti per me sono la stessa cosa; non ci sono immagini in movimento, ma se li guardi veramente, puoi vederli in movimento, specialmente con la musica. Anni fa, ricordo che un giornalista mi chiese: ‘Come descriveresti la musica dei System of a Down?’. E senza pensarci davvero, solo intuitivamente, penso di aver detto qualcosa del tipo ‘È come un violino violento nel bel mezzo di una tempesta di vento’, il che ha senso, perché il vento spingerebbe l’archetto del violino e sarebbe un tipo molto violento di entropia musicale, se vuoi. Molte delle cose che ho detto in passato sono citazioni poetiche o cose del genere che sono sedimentate nella mia mente, così quando ho avuto l’opportunità di creare idee visive, sono stato in grado di farlo.”

E parlando del violino dice:

“Il particolare violino che ho usato l’ho portato dall’Armenia anni fa. Ero all’aeroporto e non me lo lasciavano portare fuori dal paese. Non era un violino costoso o altro, probabilmente era solo un violino da studente o qualcosa del genere, ho simulato di suonare il violino in modo da poter provare che era il mio violino così da portarlo fuori dal paese perché volevo un elemento musicale dell’Armenia a cui aggrapparmi. Anni dopo, l’ho dipinto di bianco e l’ho pugnalato con il suo archetto in modo che il ‘sangue’ potesse fuoriuscire. Potrei aver visto troppo ‘Dexter’ in televisione, ma è solo l’idea di un violino violento. Trovo significati opposti nelle cose, quindi un violino che di solito tende a correlarsi con un ambiente molto bello, musica classica, una atmosfera carina. Volevo che fosse brutto e famigerato e misero. Stavo cercando di trovare una definizione inversa in un oggetto, in senso artistico”.

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Nardò si prepara alla celebrazioni di San Gregorio Armeno: si parte con i riti religiosi (Leccepima.it 14.02.19)

NARDÒ – Comincia ufficialmente il calendario dei riti religiosi in onore di San Gregorio Armeno. Con la santa messa delle 18,30, avrà inizio il programma dei riti religiosi in onore del patrono di Nardò, cui sono dedicate come da tradizione soprattutto le giornate del 18, 19 e 20 febbraio. Uno sforzo comune del comitato feste patronali, della Diocesi di Nardò-Gallipoli dell’amministrazione comunale e degli istituti di istruzione secondaria superiore di Nardò, oltre ai contributi di tante aziende, associazioni e singoli cittadini, che rinnovano tutti insieme la tradizione con il viaggio collettivo nell’ anima più profonda della città.

Il 16 febbraio alle 19,30, l’inaugurazione della mostra progetto artistico ideato da Antonio Chiarello,  a cura di Pugliarmonica dal titolo “Il Vento devoto ”, che si terrà fino al 20 febbraio nel Chiostro dei Carmelitani. Martedì 19 febbraio, dalle 9  nella cattedrale, il convegno dal titolo “Siamo stranieri e pellegrini”, relatore Don Francesco Soddu,  direttore Caritas nazionale e subito dopo, presso la sala Roma, l’iniziativa sul tema “La cucina armena e la cucina salentina.

Due culture unite dalla gastronomia”, a cura degli studenti dell’istituto “Moccia” di Nardò. Alle 18 la messa pontificale e a seguire la tradizionale processione per le vie della città. Durante la mattina il concerto bandistico “Terra d’Arneo” si esibirà per le vie della città. Nel pomeriggio, alle 17 circa, è in programma l’emozionante momento commemorativo delle vittime del terremoto del 1743, con i cento rintocchi delle campane della torre dell’orologio di piazza Salandra e l’accensione della lampada, realizzata dagli alunni del Liceo artistico di Nardò, che sarà portata in cattedrale e depositata sotto la statua di San Gregorio.In serata, infine, il classico momento dedicato alla musica e al divertimento con l’atteso concerto di “Neri per caso” in piazza Salandra (inizio alle ore 20) a seguire Bengalata

“Potrebbe interessarti: https://nardo.lecceprima.it/festa-san-gregorio-armeno-nardo-14-febbraio-2019.html
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Monza, Petrosyan: “Italiano, di sangue armeno, ho preso a pugni il razzismo” (Il Giorno 13.02.19)

Monza, 13 febbraio 2019 – “Mio padre ha avuto il coraggio di portare la sua famiglia in un mondo migliore. Vivevamo a Erevan, c’era la guerra fra Armenia e Azerbaigian, c’erano sempre gli spari. A 18 anni ti chiamavano a fare il servizio militare e ti infilavano in mano un kalashnikov. E tanti finivano ammazzati. Ecco, mio padre non voleva tutto questo…”.  Gevorg “Giorgio” Petrosyan, 33 anni, pluricampione di kickboxing, soprannominato “The Doctor” per la sua tecnica chirurgica, considerato uno degli atleti più forti al mondo nella sua specialità, sarà alla Candy Arena di Monza sabato sera per l’evento “Petrosyan Mania Gold Edition”.  Petrosyan ripercorre la sua vita presa a pugni sin dalla più tenera età. Da quando nel 1999 papà Petrosyan decide un giorno di provare a scappare: salta sul rimorchio di un camion diretto in Italia con i figli Stepan e Gevorg, quest’ultimo di appena 13 anni.
“In Italia ci finimmo per caso, mio padre voleva l’Europa ma quel camion arrivò a Milano. Dieci giorni di viaggio”.
A Milano non fu facile sopravvivere.
“Furono tempi durissimi, dormivamo alla stazione Centrale, ci aiutava la Caritas. Ricordo che era inverno e ricordo il freddo, avevo le tonsille infiammate e arrivai a Milano con 40 di febbre. E ricordo mio padre preoccupato per come stavo. Poi, per caso, un ragazzo africano ci suggerì di partire per il Friuli, di andare a cercare una cittadina piccola dove farci crescere e finimmo a Gorizia: non ne avevo mai sentito parlare, ci rimasi per 14 anni”

Ora è di nuovo a Milano.
“Ci siamo tornati da 4 anni mio fratello Armen e io: abbiamo aperto la nostra palestra e insegniamo questo sport a tantissimi ragazzi. Molti saranno sul ring a Monza sabato”.

Perché combatte?
“Ho sempre voluto combattere, fin da piccolo, è sempre stato il mio sogno, volevo diventare il numero uno: mio padre mi ha sempre sostenuto in questo, mi diceva “non uscire la sera, dimentica la vita notturna, non bere…”. È stata una vita di sacrifici ma ha avuto ragione. Sono diventato un campione”.

È ancora così?
“Mi piace combattere, mi diverto. Ho fatto 108 incontri e ne ho persi solo 2 e pareggiati altri 2: gli altri li ho vinti tutti”.

Qualche giorno fa in Brianza hanno trovato 4 ragazzini nascosti nel cassone di un camion, fuggivano dall’Afghanistan.
“Chi scappa… un motivo lo ha: che sia la guerra, o la fame o altro, se uno lascia la propria casa è perché non vive più bene e cerca qualcosa di meglio”.

In Italia c’è timore, a volte odio verso gli immigrati.
“Il problema spesso sono le leggi e il fatto che non vengano fatte rispettare. Chi sbaglia deve essere punito. Io ho avuto il passaporto di questo Paese ma dopo 6 anni, grazie ai titoli mondiali che avevo conquistato”.

C’è razzismo in Italia?
“All’inizio soprattutto a Gorizia non erano abituati a vedere tanti stranieri e ricordo che gli altri ragazzi a volte ti dicevano “tornatene a casa tua, straniero di m…”: il vero problema è l’ignoranza, poi anni dopo in molti sono tornati a chiedermi scusa”.

Lei è arrivato da clandestino, ora ha la cittadinanza italiana, per meriti sportivi. Non tutti possono seguire la sua strada.
“Ma fare qualcosa di buono è alla portata di tutti. Mi sento italiano anche se il mio sangue resta armeno: ho imparato davvero questo sport in Italia, ho imparato a pensare come un italiano e ne sono fiero”.

Sabato metterà in palio il titolo mondiale Iska contro il giapponese Atsushi Tamefusa.
“Mi sto preparando, ormai per fortuna sono in fase di scarico e mi alleno solo una volta al giorno. Venerdì ho il peso: è la cosa che spesso angoscia di più gli atleti, anche se io non ho particolari problemi a rientrare nella mia categoria (-70 kg). Anche se non ne posso più: sono due mesi che mangio tre fette di pane integrale con la marmellata e 3 noci a colazione, riso con tonno o pollo a mezzogiorno e carne di pollo o pesce alla sera. Ma ormai ci siamo: il mio avversario è mancino come me, e questo può essere un problema, ma l’ho studiato bene: voglio a tutti i costi tenere la cintura a casa, chiedo al pubblico di venire, non lo deluderò”.

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Armenia: premier Pashinyan, risultati importanti in lotta ai monopoli nel 2018 (Agenzianova 09.02.19)

Erevan, 09 feb 11:33 – (Agenzia Nova) – L’Armenia ha ottenuto importanti risultati nel 2018 nella lotta ai monopoli. Lo ha detto il premier armeno, Nikol Pashinyan, commentando i dati forniti dall’indicatore del Forum Economico Mondiale di Davos che caratterizza il livello di mercato centralizzato per i singoli paesi. Nela relativa graduatoria l’Armenia ha registrato un progresso significativo di nove punti nel 2018 e si attesta al 19mo posto. “Ciò significa che la comunità internazionale riconosce che abbiamo raggiunto un grande successo nella lotta contro i monopoli nel 2018. Questa cifra è un segnale chiave per i potenziali investitori che possono notare l’Armenia è inclusa tra i primi 20 paesi del mondo in termini di lotta anti-monopolio “, ha scritto il premier sul suo profilo Facebook. (Res)