Cos’è un genocidio? Ce lo spiega una mostra a Palazzo Ducale (Noitv 24.01.26)
LUCCA – Aperta fino al 20 febbraio, “Genocidi del XX secolo” mette a confronto la Shoah, il genocidio armeno e quello dei tutsi in Ruanda, per svelare i meccanismi che hanno portato nella storia a questo terribile crimine contro l’umanità
“Genocidi del XX secolo” è un viaggio nella storia che mette a confronto analogie e differenze, per aiutare a riconoscere i meccanismi che, passo dopo passo, possono condurre a uno sterminio, soprattutto nei contesti di guerra. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 20 febbraio dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, e, nell’orario pomeridiano, anche domenica 25 gennaio, presso la sala dell’Antica Armeria di Palazzo Ducale, a Lucca.
La mostra propone un approccio comparato dei tre genocidi riconosciuti dall’umanità come tali: quello degli Armeni dell’Impero Ottomano; il genocidio degli Ebrei d’Europa e quello dei Tutsi in Ruanda. L’analisi delle similitudini e delle differenze che questi genocidi presentano permette di comprendere meglio i meccanismi che hanno caratterizzato ognuno di essi.
Una parte del lavoro di documentazione, a cura del Mémorial de la Shoah di Parigi, è teso a dare le basi storiche e giuridiche per comprendere cosa si intenda con il concetto e la definizione di “genocidio”. Un percorso pensato in particolare per le scuole, ma utile a tutta la società.
La mostra è stata organizzata, in occasione della Giornata della Memoria, dalla Provincia di Lucca attraverso la Scuola per la Pace e con la collaborazione dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea.
Nell’esposizione, dunque, si approfondiranno i percorsi storici che hanno portato al genocidio degli Armeni che nell’arco di poco più di un anno, dall’aprile 1915 al dicembre 1916 ha visto un milione 300mila Armeni, cittadini dell’Impero Ottomano essere assassinati su ordine del partito Unione e Progresso: una cifra, quella delle vittime di questo genocidio, che rappresenta quasi 2/3 dell’intera popolazione armena dell’Impero.
Seguendo l’ordine strettamente cronologico, si arriva al 1941/1945 per approfondire la Shoah: la ricostruzione dei dati demografici ha permesso, oggi, di attestare che il bilancio della distruzione degli Ebrei d’Europa oscilla tra i 5, 9 e i 6,2 milioni di vittime: più del 60% degli Ebrei del nostro continente, quindi e oltre un terzo degli Ebrei di tutto il mondo.
L’ultimo genocidio del XX Secolo è quello dei Tutsi in Ruanda, datato 1994. Tra il 7 aprile e la metà del mese di luglio di quell’anno, furono assassinate in Ruanda quasi un milione di persone: in meno di tre mesi, i tre quarti della popolazione Tutsi fu annientata.
Il 28 gennaio, doppio appuntamento con le autrici del libro «E poi torno anch’io». Vera Paggi e Lorenza Pleuteri, che, alle 10 si confronteranno con le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e nel pomeriggio, alle 17, a ingresso libero, nella Sala Tobino di Palazzo Ducale, incontreranno la cittadinanza e presenteranno il loro libro.
La loro è una storia raccontata attraverso i documenti di archivio, il processo, la giustizia mancata, le voci e i ricordi dei familiari, ma è anche una storia di donne, colleghe, amiche, mogli, figlie e nipoti che ‘tengono in vita’ quella storia. L’8 marzo 1944 dalla stazione Santa Maria Novella a Firenze parte un trasporto diretto a Mauthausen. Su quel convoglio ci sono, tra gli altri, cinque operai della SITCA (Stabilimento industriale toscano e Cartiera Cini), che avevano incrociato le braccia in quei giorni di marzo per il più grande sciopero operaio della Seconda guerra mondiale. Arrestati con altre settantadue compagne di lavoro da un baldanzoso commissario di PS, vengono portati tutti al centro di raccolta nazista delle Scuole leopoldine di Firenze. Le donne saranno liberate, loro moriranno a Mauthausen. Questo libro, corredato da documentario audio, racconta la storia di quei mariti, padri, nonni e bisnonni, di cui in pochi hanno conservato memoria.
L’ultimo appuntamento in calendario è per il 3 febbraio quando, sempre in Sala Tobino a Palazzo Ducale, il direttore dell’Isrec, Jonathan Pieri e i componenti dell’Istituto Silvia Quintilia Angelini e Stefano Bucciarelli avranno un doppio incontro – la mattina con le scuole secondarie di secondo grado (ore 10) e il pomeriggio con la cittadinanza (ore 17) – sul tema«Persecuzione antiebraica in provincia di Lucca 1943-1945: leggi razziali, deportazione e salvezza». Anche questo incontro è a ingresso libero.
Per le scuole medie e superiori possibilità di visite guidate della mostra. Per informazioni e prenotazioni si può contattare la Scuola per la Pace della Provincia al numero 0583/417481 o alla mail scuolapace@provincia.lucca.it
