Al mudaC di Carrara, marmo e acciaio raccontano le relazioni umane (Archiportale 23.01.25)

23/01/2026 – Marmo e acciaio per raccontare le relazioni umane. Va in scena al MudaC di Carrara la personale di Mikayel Ohanjanyan, artista armeno vincitore del Leone d’oro alla Biennale di Venezia 2015. Visitabile dal prossimo 13 febbraio, la mostra ‘Mikayel Ohanjanyan. Legami: Ties That Bind’ è un’installazione dal forte impatto spaziale che esprime il concetto di legame tra individui, natura, tempo e storia, in una sfera esistenziale, spirituale e universale.

Nell’esposizione a cura di Christopher Atamian e Tamar Hovsepian di Atamian Hovsepian Curatorial Practice, emerge la ricerca più recente dell’artista: i legami intesi come connessione, memoria storica e resilienza. Il corpus di opere esposto è stato pensato e realizzato appositamente per Carrara, città che ospita il nuovo studio dell’artista, gemellata con la sua città di origine, Yerevan, e che lo ha accolto nel suo museo più innovativo, il mudaC, accanto ad artisti di primo piano come Jannis Kounellis, Lynn Russell Chadwick e David Tremlett.

“Formatosi in Armenia e maturato artisticamente in Italia – sottolineano i curatori – il linguaggio di Ohanjanyan è al tempo stesso profondamente radicato e universale. Siamo onorati di presentare il suo lavoro in una città e in un’istituzione di così alto valore storico”.

Il lavoro di Mikayel Ohanjanyan immagina l’umanità come parte di una vasta rete che collega gli individui tra loro, oltre che alle forze della natura, del tempo e della storia, i legami sono le strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa. Inteso come valore primario in una società contemporanea fondata su divisioni e contrasti, il legame è rappresentato in mostra da cinque sculture di diverse dimensioni, dagli elementi più monumentali (fino a 121×210×90 cm) ai più raccolti (53×68×40 cm).

Ciascuna di esse è formata da due blocchi informi in marmo statuario bianco, tenuti insieme da cavi in acciaio inox che incidono profondamente la pietra e ne attraversano la superficie. I cavi generano una evidente tensione fisica e, al tempo stesso, alludono a un’idea di unità e interdipendenza.

Sebbene le forme rimangano incomplete e intrinsecamente incompatibili, l’atto del legarle insieme suggerisce un tentativo di recuperare una memoria collettiva perduta. Un gesto di natura utopica, ma necessario per confrontarsi con il presente e immaginare il futuro.

Attraverso metafore materiali, Ohanjanyan traduce concetti astratti in forme tangibili, sollevando interrogativi fondamentali su ciò che ci unisce – gli uni agli altri, al mondo, al passato e al presente – e su come tali connessioni plasmino l’identità, la storia e la narrazione più ampia dell’esperienza umana.

Dal punto di vista visivo e concettuale, le opere di Mikayel Ohanjanyan sembrano suggerire una riconciliazione silenziosa tra forze opposte e sono capaci di mostrare, nel loro insieme, una poetica riflessione sulla condizione umana e sulle strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa.

Mikayel Ohanjanyan. Legami: Ties That Bind
mudaC ǀ museo delle arti Carrara
Inaugurazione 13 febbraio ore 18.00
13 febbraio – 30 agosto 2026

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