Pace con l’Azerbaigian, “la garanzia di sicurezza più affidabile”. (Sardegnagol 29.01.26)
La pace con l’Azerbaigian rappresenta la “garanzia di sicurezza più affidabile” per l’Armenia. Lo ha affermato il primo ministro Nikol Pashinyan in occasione del 34° anniversario delle Forze Armate armene, sottolineando che il Paese non si sta preparando a una nuova guerra.
“Non ci sarà alcun conflitto. La pace tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica dell’Azerbaigian è stata stabilita, e non esiste garanzia di sicurezza più solida della pace”, ha dichiarato Pashinyan, aggiungendo che il governo intende rafforzare questo percorso diplomatico.
Il premier ha annunciato una profonda trasformazione delle Forze Armate, sostenuta da ingenti investimenti e dall’acquisizione di armamenti moderni, descritti come superiori a quelli precedentemente disponibili.
Pashinyan ha inoltre accusato alcuni partner internazionali di aver rifiutato in passato la vendita di armi all’Armenia, per timori legati al possibile utilizzo fuori dai confini riconosciuti a livello internazionale e al rischio di diffusione di segreti tecnici all’interno dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO).
Secondo il premier, dal settembre 2022 i partner del CSTO avrebbero mancato di rispettare gli obblighi contrattuali in materia di sicurezza, trattenendo forniture militari già pagate per centinaia di milioni di dollari, creando quella che ha definito una “minaccia esistenziale” per la sovranità del Paese.
Pashinyan ha spiegato che la situazione si è sbloccata dopo l’accordo di Praga dell’ottobre 2022, in cui Armenia e Azerbaigian hanno riconosciuto reciprocamente la propria integrità territoriale sulla base della Dichiarazione di Alma-Ata del 1991. Successivamente, Erevan ha deciso di congelare la propria adesione al CSTO.
Il premier ha ribadito che l’unica missione dell’esercito armeno è la difesa del territorio nazionale riconosciuto a livello internazionale, pari a 29.743 chilometri quadrati, precisando che le controversie sui confini saranno affrontate tramite commissioni congiunte di delimitazione.
Infine, Pashinyan ha evidenziato le riforme in corso nel settore militare, tra cui la transizione verso un esercito più professionale e la riduzione del servizio militare obbligatorio da 24 a 18 mesi.
