Monsieur Aznavour, recensione: il biopic sulla complessa vita del cantante franco-armeno conosciuto in tutto il mondo (Spettacolo.eu 11.02.26)

La nostra recensione di Monsieur Aznavour, il biopic con Tahar Rahim sulla vita del famoso cantante franco-armeno che nonostante tutte le avversità è riuscito a raggiungere il successo

Monsieur Aznavour è un biopic diretto da Mehdi Idir e Grand Corps Malade sul celebre cantante Charles Aznavour. Figlio di armeni rifugiati in Francia, scopre fin da bambino la sua vocazione per la musica e grazie a determinazione e sacrifici, riesce ad emergere nel mondo dello spettacolo viaggiando tra Parigi e New York. Il punto di forza del film è l’interpretazione di Tahar Rahim, molto convincente nella trasformazione in Aznavour e, pur lasciando il contesto storico sullo sfondo, emergono temi importanti come razzismo e discriminazione. Nonostante sia un omaggio rispettoso, il film appare a tratti didascalico e poco approfondito nei conflitti interiori del protagonista.

Monsieur Aznavour - Tahar Rahim (foto Antoine Agoudjian)
Monsieur Aznavour – Tahar Rahim (foto Antoine Agoudjian)

Un sogno

Charles Aznavour, figlio di armeni fuggiti in Francia, sale per la prima volta su un palcoscenico quando è solamente un bambino ed è proprio in quel momento che capisce qual è il suo destino: diventare un cantante. La sua determinazione e ambizione lo portano verso il successo, nonostante debba compiere una serie di sacrifici. Durante gli anni Cinquanta inizia a viaggiare, da Parigi a New York, mentre conosce alcuni dei più grandi artisti di tutti i tempi come Édith Piaf.

Monsieur Aznavour - Tahar Rahim (foto Rémi-Deprez)
Monsieur Aznavour – Tahar Rahim (foto Rémi-Deprez)

Un protagonista versatile

Monsieur Aznavour è un biobic di Mehdi Idir e Grand Corps Malade, alla loro terza collaborazione, che tenta di omaggiare una delle più importanti figure musicali francesi a livello mondiale. La pellicola è divisa in cinque capitoli, i cui titoli sono alcune delle canzoni più celebri del protagonista. Grande valore viene dato ai primi, i quali durano maggiormente e sono più approfonditi, probabilmente perché si voleva dare spazio alla difficile gioventù di Aznavour, una fase difficile della sua vita ma che lo ha formato e segnato per sempre.

Gli ultimi capitoli durano meno ma, paradossalmente, presentano un ritmo più lento e delle scene meno avvincenti, in alcuni momenti quasi ripetitive. Nonostante ciò, quello che colpisce di quest’opera è il suo protagonista, interpretato da un versatile Tahar Rahim, il quale ha indossato i panni di Charles Aznavour andando incontro ad una trasformazione notevole ma, d’altronde, non è una novità per l’attore, basti pensare al cambiamento fisico che aveva dovuto affrontare per il suo ruolo in Alpha.

Rahim, probabilmente aiutato dal trucco e dai vestiti, ma anche da un cast di talento composto ad esempio da Marie-Julie Baup che interpreta Édith Piaf e Bastien Bouillon che presta il volto a Pierre Roche, si muove e parla proprio come il cantante franco-armeno, anche se, solo in alcuni momenti, determinati gesti o espressioni risultano leggermente caricaturali.

Monsieur Aznavour - Tahar Rahim e Marie-Julie Baup (foto Antoine Agoudjian)
Monsieur Aznavour – Tahar Rahim e Marie-Julie Baup (foto Antoine Agoudjian)

La diversità come valore aggiunto

Il contesto storico funge solo da sfondo, soprattutto all’inizio quando si fa brevemente accenno alla Seconda guerra mondiale o anche a quello che il popolo armeno, e di conseguenza la famiglia di Aznavour, ha dovuto subire. Ciò che cambia sono i vestiti, il trucco, le acconciature e i capelli che cadono mentre il tempo scorre inesorabilmente. Tramite la figura del protagonista si sfiorano tematiche molto importanti, primo fra tutti il razzismo, poi la discriminazione verso persone che esteticamente non rientrano negli standard convenzionali ed indirettamente anche l’omosessualità.

Charles Aznavour era basso, aveva un naso grande, una postura particolare e vestiti troppo grandi per lui, eppure, fatto che il film vuole sottolineare, nella vita è riuscito a raggiungere i suoi obbiettivi nonostante gli insulti, le porte in faccia e ogni genere di ostacolo gli si presentasse davanti. Potrebbe suonare scontato e retorico ma la perseveranza, la tenacia e il fatto di credere in sé stessi da spesso i suoi frutti. Ovviamente, l’ambizione che caratterizzava Aznavour aveva sia aspetti positivi che negativi e l’opera decide di mostrare entrambi, senza nessun tipo di filtro.

Monsieur Aznavour è riuscito, nonostante due ore non siano mai veramente abbastanza, a riassumere abbastanza bene l’esistenza di una persona vissuta ben 94 anni. Il problema è che anche se la pellicola si presenta come un bellissimo e rispettoso omaggio al celebre cantante, si limita a mostrare in maniera didascalica e progressiva una serie di eventi senza dare loro grande spessore. Raccontare per intero la vita di una persona è una scelta molto ambiziosa ed il rischio è che nel tentare di mostrare gli eventi più importanti, si finisce col non dare spazio ai tormenti, alle ambivalenze e in generale alle sfaccettature di un determinato personaggio.

TITOLO Monsieur Aznavour
REGIA Mehdi Idir, Grand Corps Malade
ATTORI Tahar Rahim, Victor Meutelet, Rupert Wynne-James, Bastien Bouillon, Marie-Julie Baup, Camille Moutawakil
USCITA 18 dicembre 2025
DISTRIBUZIONE Movies Inspired

 

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