La visita di Vance a Erevan e il tweet cancellato sul genocidio armeno: “Un errore dello staff” (Republica e altri 11.02.26)
Il governo Usa non utilizza questa definizione per timore di danneggiare i rapporti con l’alleata Turchia. Il vicepresidente Usa ha annunciato la vendita di tecnologia per droni per un valore di 11 milioni di dollari e la firma di un accordo sull’uso pacifico dell’energia nucleare… (Vai al sito)
La Casa Bianca cancella il post sui social media di J.D. Vance che fa riferimento al genocidio armeno
La Casa Bianca ha cancellato un post sui social media in cui J.D. Vance faceva riferimento alle “vittime del genocidio armeno”, suscitando l’ira dei membri della diaspora armena e dei politici dell’opposizione in tutti gli Stati Uniti. Era stato pubblicato su X durante il viaggio di due giorni del vicepresidente e di sua moglie, Usha Vance, a un memoriale per gli oltre 1,5 milioni di armeni uccisi dalle truppe ottomane più di un secolo fa.
La Casa Bianca sostiene che, a scrivere il commento sul “genocidio armeno”, non sia stato Vance
Per la prima volta l’amministrazione Trump ha usato il termine “genocidio” per descrivere i massacri. Un collaboratore di Vance ha poi dichiarato ai giornalisti che il messaggio sarebbe stato frutto di un errore sui social media di un membro del personale che non viaggiava con il politico.
È la seconda volta, nell’ultimo periodo, che l’amministrazione ha dato questa motivazione per spiegare il contenuto dei suoi post sui social media. La scorsa settimana, dopo che Donald Trump aveva cercato di smorzare le polemiche per un video razzista che raffigurava Barack e Michelle Obama come scimmie. Il presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato che il messaggio era stato pubblicato per errore da un membro dello staff.
Il commento di Alex Galitsky, direttore politico del Comitato Nazionale Armeno d’America
Martedì, Vance, il primo vicepresidente o presidente degli Stati Uniti in carica a visitare il Paese, ha evitato di menzionare la parola genocidio. Ha invece descritto le atrocità come “una cosa terribile accaduta poco più di cento anni fa” nei commenti alla stampa. Ha poi spiegato come la visita sia stata una richiesta del governo armeno. Per lui, si sarebbe trattato di un“segno di rispetto” per le vittime e il governo locale.
“Vance è stato un codardo a cancellare questo post”, ha scritto sui social media Alex Galitsky, direttore politico del Comitato Nazionale Armeno d’America, un importante gruppo di difesa dei diritti umani. Ha poi descritto il post come un “insulto alla memoria” di coloro che sono morti e “un affronto” a una comunità che ha lottato a lungo per il proprio riconoscimento.
Federica Checchia
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