Armenia: l’energia passa da Turchia e Azerbaijan (Assadakah 11.02.26)
Letizia Leonardi (Assadakah News) – L’Armenia sta mettendo sul tavolo una delle partite più delicate e strategiche degli ultimi anni: la possibile sincronizzazione del proprio sistema elettrico con quello di quattro Paesi confinanti, Georgia, Iran, Turchia e Azerbaijan.
A dirlo, in conferenza stampa il 3 febbraio, è stato il ministro dell’Amministrazione territoriale e delle Infrastrutture David Khudatyan.
Khudatyan ha dichiarato che dal punto di vista tecnico non ci sarebbero ostacoli. La sincronizzazione sarebbe possibile con tutti e quattro i vicini.
Ma è qui che emerge il nodo reale. Parlare di rete energetica condivisa con Turchia e Azerbaijan significa aprire una porta politica enorme. Perché non si tratta soltanto di fili, kilovolt e scambi commerciali, ignifica discutere di dipendenza, stabilità, vulnerabilità e rapporti di forza.
Il ministro ha sottolineato che la sincronizzazione non avrebbe soltanto valore commerciale, ma aumenterebbe anche la stabilità del sistema elettrico armeno. In altre parole, l’Armenia cerca una rete più robusta e meno esposta, ma per ottenerla valuta anche connessioni con Paesi che, sul piano politico e storico, non sono esattamente “partner naturali”.
Khudatyan ha riferito che durante una visita in Turchia è stato stabilito che il processo è realizzabile dal punto di vista tecnico. Tuttavia, non esistono ancora tempi definiti né soluzioni operative già concordate.
Un modo, di fatto, per dire che il dossier è aperto ma resta altamente sensibile.
Sul fronte iraniano, il ministro ha ha fatto sapere che scorso anno l’Armenia avrebbe fornito elettricità stabile all’Iran ricevendo in cambio gas naturale.
Khudatyan ha però precisato che le reti non sono unificate, ma semplicemente interconnesse.
Nel frattempo, la linea elettrica Armenia–Iran da 400 kV risulta completata per circa l’85%, segno che qui non si parla più di ipotesi, ma di infrastruttura quasi pronta.
Con la Georgia, ha spiegato Khudatyan, ci sono progressi nelle gare d’appalto. Il ministro si è detto fiducioso che un contratto con i costruttori sarà firmato entro il 2026, con l’avvio dei lavori e la partecipazione di aziende internazionali.
Parallelamente, l’Armenia sta valutando il futuro del proprio settore nucleare. Secondo Khudatyan sono arrivate proposte per centrali nucleari modulari da: Russia, Stati Uniti,
Francia, Cina e Corea del Sud.
La scelta del modello non sarà immediata. Il ministro ha indicato come orizzonte decisionale il 2026 o 2027, spiegando che non bisogna affrettare i tempi perché servono ulteriori studi.
E soprattutto, a seconda del modello scelto, si deciderà anche con quale Paese collaborare.
