Clero filo-russo minaccia la pace in Armenia? (Corrierepl.it 12.03.26)

Clero filo-russo – Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha lanciato un allarme al Parlamento europeo: alcune figure del clero armeno, legate principalmente alla Russia, starebbero agendo come agenti di influenza straniera, cercando di ostacolare il processo di pace con l’Azerbaigian e di riaccendere il conflitto nel Nagorno-Karabakh.

Secondo Pashinyan, questi ecclesiastici avrebbero sfruttato le emozioni dei rifugiati armeni fuggiti dal Karabakh dopo la riconquista azera del 2023, diffondendo disinformazione anche a livello europeo. Alcuni di loro avrebbero inoltre ricevuto sostegno da residenti in Russia e da oligarchi filo-bielorussi.

Clero filo-russo minaccia la pace in Armenia

Il processo di pace, formalizzato con un accordo firmato alla Casa Bianca l’8 agosto 2025 tra Armenia e Azerbaigian, ha segnato il primo anno senza vittime negli scontri tra i due Paesi dalla indipendenza armena nel 1991.

Sono in corso anche nuove connessioni commerciali e di trasporto tra Yerevan e Baku, considerate un dividendo economico e strategico della pace.

Tuttavia, il contesto regionale resta delicato. La guerra del 2023 ha evidenziato il fallimento delle forze di pace di Mosca, mentre l’invasione dell’Ucraina da parte del Cremlino nel 2022 ha spinto Armenia, Georgia e Moldavia a cercare un avvicinamento all’Unione Europea come forma di garanzia di sicurezza.

Intanto, l’UE segue da vicino le prossime elezioni armene del 7 giugno 2026, preoccupata che forze filo-russe possano tentare di sostituire Pashinyan con candidati allineati a Mosca.

A tal fine, Bruxelles invierà osservatori elettorali, esperti in minacce ibride e stanzierà 15 milioni di euro per supportare l’Armenia nella tutela della propria sovranità e nella lotta all’influenza straniera. Parallelamente, l’UE intensifica il dialogo con Baku, considerando l’Azerbaigian centrale nella riduzione della dipendenza energetica europea dalla Russia grazie al Corridoio Meridionale del gas. L’equilibrio tra stabilità interna, pace regionale e influenza esterna rimane dunque il principale nodo politico per l’Armenia, che dovrà saper bilanciare sicurezza, sviluppo e democrazia nelle prossime sfide elettorali e diplomatiche.

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