UE-Armenia, sempre più vicine (Osservatorio Balcani e Caucaso 03.06.26)

Negli ultimi tre anni le relazioni tra Armenia e Unione europea hanno conosciuto un’accelerazione senza precedenti attraverso una progressiva istituzionalizzazione della cooperazione politica, economica e di sicurezza. Un passaggio centrale è stata la due giorni Unione – Armenia di inizio maggio, con prima il summit della Comunità Politica Europea, giunto all’ottavo incontro e poi il primo summit Armenia-UE.

Questi importanti appuntamenti si sono tenuti nel quadro del percorso di avvicinamento che si era andato consolidando nel marzo 2025, quando il parlamento armeno ha adottato una legge per avviare formalmente il processo di adesione all’Unione europea. Pochi mesi dopo, nel dicembre 2025, Bruxelles e Yerevan hanno adottato una nuova Agenda strategica per il partenariato UE-Armenia, che definisce le priorità della cooperazione bilaterale nei prossimi anni.

La partnership si fonda sul Comprehensive and Enhanced Partnership Agreement (CEPA), entrato in vigore nel 2021, e su un crescente coinvolgimento europeo nel paese caucasico. Dopo l’invio della missione civile EUMA nel febbraio 2023, l’UE ne ha esteso il mandato nel febbraio 2025 per ulteriori due anni. Nell’aprile 2026 Bruxelles ha inoltre deciso di dispiegare in Armenia la European Union Partnership Mission (EUPM), con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del paese rispetto alle minacce esterne.

Come riporta il portale ungherese EUrologus, sul piano economico la cooperazione è sostenuta dal piano europeo “Resilience and Growth” da 270 milioni di euro, annunciato nel 2024, e dagli investimenti previsti nell’ambito della strategia Global Gateway, pari a circa 2,5 miliardi di euro. L’Armenia è stata inoltre inclusa nello European Peace Facility, dal quale dovrebbe ricevere 30 milioni di euro.

Il Summit

Il summit UE-Armenia del 5 maggio ha rappresentato il punto più avanzato raggiunto finora nelle relazioni tra Bruxelles e Yerevan. L’incontro si è concluso con la firma ufficiale di una serie di lettere di intenti e accordi settoriali, sottoscritti pubblicamente dai funzionari responsabili della loro implementazione, alla presenza, come testimoni, del presidente del Consiglio europeo António Costa, della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e del primo ministro armeno Nikol Pashinyan. I contenuti politici dell’intesa sono stati sintetizzati dalla stessa von der Leyen nel suo intervento finale e formalizzati nella Joint Declaration adottata al termine del summit.

Nel suo discorso, von der Leyen ha descritto l’Armenia come parte della “più ampia famiglia europea”, definendo il rapporto bilaterale una “partnership unica” destinata a entrare in una nuova fase. Il summit ha infatti delineato una cooperazione più strutturata in settori strategici, dalla connettività alla sicurezza, dall’energia alla liberalizzazione dei visti.

Uno dei pilastri principali riguarda la connettività regionale. Le parti hanno annunciato nuove iniziative per facilitare il transito e i collegamenti infrastrutturali, inclusa la modernizzazione dei valichi di frontiera e il rafforzamento del ruolo dell’Armenia come hub regionale. È stato inoltre avviato un dialogo ad alto livello sui trasporti, destinato a coordinare investimenti e integrazione con le reti europee.

Sul piano energetico, il summit ha confermato il sostegno europeo allo sviluppo delle energie rinnovabili in Armenia, in particolare nel settore solare. Bruxelles considera la cooperazione energetica parte integrante della strategia armena di diversificazione e riduzione della dipendenza esterna, in un quadro più ampio di sicurezza energetica integrata in Caucaso, verso il Mar Nero.

Un ulteriore capitolo ha riguardato il digitale e l’innovazione. L’UE ha espresso interesse a sostenere investimenti pubblici e privati nel settore tecnologico armeno, incluse infrastrutture digitali e progetti legati all’intelligenza artificiale. La Commissione ha presentato questo asse come uno dei settori di maggiore potenziale nella cooperazione futura tra Armenia e mercato europeo.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla sicurezza. La dichiarazione congiunta conferma il sostegno europeo alle iniziative di pace e stabilità nel Caucaso meridionale e richiama la crescente cooperazione nel contrasto alle minacce ibride.

Uno dei punti politicamente più rilevanti riguarda la liberalizzazione dei visti. Durante il summit è stato presentato il primo rapporto sui progressi compiuti dall’Armenia nel percorso verso la facilitazione dei visti con l’UE, tema che negli ultimi anni ha assunto un forte valore simbolico nel dibattito pubblico armeno. In questo contesto si inserisce l’avvio di forme di cooperazione con Frontex.

Infine, il summit ha posto particolare enfasi sugli aspetti sociali ed economici della partnership. Tra i progetti menzionati figurano iniziative di sminamento e programmi abitativi destinati agli sfollati, in particolare alle persone colpite dalle conseguenze dei recenti conflitti regionali, ma soprattutto la situazione degli esuli karabakhi.

Nelle parole dell’ambasciatore, la soddisfazione

I media HVG, OBCT e TSN hanno incontrato per un’intervista congiunta l’Ambasciatore dell’Unione europea in Armenia, Vassilis Maragos, il 7 maggio 2026 a Yerevan.

Alla domanda su quali fossero le sue aspettative per questa intensa tre giorni di incontri tra Armenia e Unione europea, l’ambasciatore ha descritto l’evento come ottimo, con ragguardevoli risultati. Secondo la sua valutazione, il summit non ha rappresentato un punto di partenza ma la fase di maturazione di un percorso già avviato. L’azione europea, ha spiegato, si inserisce in un modo concreto e settoriale che mira a rafforzare la resilienza del paese in ambiti economici, energetici, sociali e infrastrutturali. L’obiettivo principale è la diversificazione dell’Armenia in termini di mercati, partner e capacità di scelta strategica.

L’ambasciatore è tornato sulla parola chiave che più ha echeggiato durante questi giorni di intesi interscambi: la connettività. L’UE sta già lavorando al rafforzamento delle infrastrutture di trasporto e di frontiera, compresi i progetti che coinvolgono la Georgia e l’Iran, sostenendo anche iniziative di interconnettività regionale più ampie legate ai progetti di connettività del Corridoio di Mezzo e del Mar Nero. In questo contesto, l’Ambasciatore Maragos ha sottolineato che una maggiore interdipendenza e l’apertura regionale potrebbero creare nuove opportunità economiche, rafforzare la sicurezza energetica e contribuire alla stabilità a lungo termine nel Caucaso meridionale.

Nel complesso, il quadro delineato restituisce un approccio europeo fondato su interventi mirati e graduali, che combinano infrastrutture, digitalizzazione e sostegno economico, con l’obiettivo di rafforzare la capacità del paese di integrarsi progressivamente nei sistemi regionali e transnazionali di trasporto, mercati, energia, mobilità umana e scambi culturali.

Un’apertura a ventaglio per un paese finora fortemente condizionato nel suo sviluppo da una geografia di area land-locked e da un impietoso quadro di isolamento regionale. Nessuna sorpresa, quindi, che la soddisfazione sia palpabile per questa possibile boccata d’aria, per questo scatto in avanti rispetto al trentennio passato, tre decadi di indipendenza difficilissime, apertesi e chiusesi con delle guerre.

Il viaggio in Armenia è stato organizzato su invito del programma EUNEIGHBOURS EAST, finanziato dall’Unione europea.

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