Il Medio Oriente visto da Gerusalemme. Genocidio armeno, Libano, Gaza e antisemitismo (RadioRadicale 01.07.26)
Fiamma Nirenstein, in questa puntata della rubrica “Il Medio Oriente visto da Gerusalemme”, analizza il riconoscimento del genocidio armeno da parte del governo israeliano, spiegando le ragioni storiche del precedente mancato riconoscimento – il rapporto strategico con la Turchia e il principio dell’unicità della Shoah – e la definisce una scelta che ritiene giusta, pur segnalando la reazione fredda dell’Armenia e le proteste di Azerbaigian e Turchia.
Commenta l’intervista di Netanyahu a Channel 14 in vista della campagna elettorale, precisando che non si può ancora parlare di un vero avvio della campagna, dal momento che la data del voto resta incerta e molto dipenderà anche dal comportamento dei partiti haredim, protagonisti nell’ultima settimana di blocchi stradali che hanno suscitato reazioni durissime, comprese quelle di alcuni rabbini contrari alla frattura interna al popolo ebraico in un momento di guerra.
Riporta poi il bilancio tracciato da Netanyahu sul conflitto con Iran e Hezbollah e sulla nuova rete di alleanze regionali, e la dichiarazione del premier secondo cui non vede una conclusione allo scontro in corso.
Sul Libano, contesta la ricostruzione di alcune testate italiane sui raid israeliani su Bint Jbeil, definita fuorviante perché omette il contesto delle installazioni militari di Hezbollah nell’area.
Su Gaza, riferisce di un carico di droni intercettato in arrivo dall’Egitto e di testimonianze palestinesi su un controllo repressivo di Hamas sulla popolazione, inclusa una dichiarazione dell’Autorità Palestinese sulla composizione dei detenuti nelle carceri israeliane.
Chiude con una rassegna di episodi di antisemitismo: la protesta contro i turisti israeliani in arrivo a Cagliari e la reazione di un gruppo di cittadini a loro sostegno, la polemica sulla collana a forma di Palestina storica indossata dal nuovo ambassador di Prada, le ronde antisioniste segnalate a Salonicco – città colpita 95 anni fa dal pogrom del quartiere ebraico Campbell – e le dichiarazioni del sindaco di New York Mamdani sulla natura etno-religiosa dello Stato di Israele.
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