Armenia. Erevan stretta tra Bruxelles e Mosca mentre cresce la pressione russa (Notizie Geolpolitiche 30.07.26)

L’Armenia si trova al centro di una crescente competizione geopolitica dopo che il Servizio di intelligence estero russo ha accusato l’Unione Europea di spingere il governo di Nikol Pashinyan a ridurre l’influenza economica e politica di Mosca nel Paese. Secondo l’intelligence russa, Bruxelles avrebbe promesso liberalizzazione dei visti e una maggiore integrazione economica in cambio di un progressivo allontanamento dall’Unione economica eurasiatica e dal tradizionale legame con la Russia. Si tratta di affermazioni non supportate da prove pubbliche e che riflettono la posizione ufficiale di Mosca.
L’Armenia continua tuttavia a dipendere in larga misura dall’economia russa, dalle rimesse dei lavoratori emigrati, dalle esportazioni agricole, dall’energia e dalle reti commerciali costruite negli ultimi decenni. Un distacco rapido da questo sistema comporterebbe costi economici significativi, mentre i benefici di un maggiore avvicinamento all’Unione Europea richiederebbero tempi più lunghi.
Mosca dispone inoltre di efficaci strumenti di pressione economica. Le recenti restrizioni alle importazioni di prodotti agricoli armeni hanno colpito produttori e agricoltori, evidenziando quanto l’accesso al mercato russo resti essenziale per l’economia di Erevan. Al contrario, l’Unione Europea non appare ancora in grado di assorbire rapidamente le esportazioni armene, che dovrebbero affrontare nuovi standard, maggiori costi logistici e una concorrenza più intensa.
L’allontanamento dall’orbita russa è stato accelerato anche dalla crisi del Nagorno Karabakh. La riconquista del territorio da parte dell’Azerbaigian e il successivo esodo della popolazione armena hanno alimentato la convinzione che Mosca non sia stata in grado di garantire la sicurezza del proprio alleato. Da allora Erevan ha intensificato la cooperazione con Francia, India e altri partner occidentali, pur senza ottenere garanzie di sicurezza paragonabili a quelle assicurate in passato dalla presenza militare russa.
Il valore strategico dell’Armenia va oltre le dimensioni del Paese. Il Caucaso meridionale rappresenta un nodo fondamentale per i collegamenti tra Europa e Asia e coinvolge gli interessi di Russia, Unione Europea, Stati Uniti, Turchia, Iran e Cina. Per Bruxelles un’Armenia più autonoma rafforzerebbe i corridoi commerciali alternativi alla Russia, mentre per Mosca la perdita di Erevan segnerebbe un ulteriore arretramento della propria influenza nello spazio post sovietico.
Il governo di Pashinyan cerca di perseguire una maggiore autonomia strategica, ma deve evitare che il progressivo avvicinamento all’Europa provochi una crisi economica e un indebolimento della sicurezza nazionale. La scelta tra Bruxelles e Mosca non riguarda soltanto l’orientamento politico del Paese, ma anche la capacità di garantire mercati di sbocco, stabilità economica e protezione militare in una delle regioni più contese dello spazio eurasiatico.

Vai al sito