Terra Santa: Gerusalemme, ancora pietre e sputi contro il patriarcato armeno. Abunassar “matrice razzista (SIR 04.08.26)

Nuovo episodio di violenza contro la comunità cristiana nella Città Vecchia di Gerusalemme. Il monastero di San Giacomo, sede del Patriarcato armeno, è stato preso di mira da un gruppo di estremisti ebrei che ha sputato all’ingresso della struttura e lanciato pietre contro il complesso monastico (video). Secondo quanto riporta il sito giordano Abouna.org, la polizia israeliana ha arrestato sei sospetti, tra cui cinque minorenni e un adulto, dopo aver raccolto segnalazioni da cittadini e testimoni oculari presenti nella zona. Tre dei fermati sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per valutare la proroga della custodia cautelare, mentre gli altri tre sono stati rilasciati con misure restrittive. Le forze dell’ordine hanno affermato di considerare con la “massima serietà” qualsiasi episodio di violenza o razzismo e hanno assicurato che proseguiranno le indagini per individuare e perseguire i responsabili. L’episodio si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per l’aumento delle aggressioni contro i cristiani e i loro luoghi di culto a Gerusalemme, in particolare nella Città Vecchia. Citando un rapporto del Religious Freedom Data Center, Abouna.org evidenzia che tra aprile e giugno 2026 sono stati registrati 83 attacchi contro cristiani, quasi il doppio rispetto al trimestre precedente. Tra gli episodi documentati figurano sputi, aggressioni fisiche, minacce, insulti, atti vandalici e lanci di pietre contro chiese e monasteri. Il rapporto sottolinea inoltre che molti degli autori delle aggressioni sarebbero minorenni e, in alcuni casi, incoraggiati dai propri familiari. Un dato che trova riscontro anche nell’ultimo episodio, dove cinque dei sei arrestati non hanno ancora raggiunto la maggiore età. Da tempo le Chiese di Terra Santa denunciano una recrudescenza di questi atti ostili, sostenendo che non si tratta più di casi sporadici ma di un fenomeno che rischia di compromettere la serenità e la presenza della comunità cristiana nella Città Santa. Diversi sacerdoti e religiosi, riportano media internazionali citati da Abouna.org, riferiscono che sputi, insulti e molestie sono ormai esperienze frequenti quando indossano l’abito religioso o mostrano simboli cristiani nello spazio pubblico. L’attacco al monastero di San Giacomo giunge alcuni mesi dopo l’aggressione a una religiosa francese sul Monte Sion, spinta a terra e colpita con calci da un estremista. Un episodio che aveva suscitato dure condanne e rinnovato gli appelli delle Chiese per una tutela più efficace dei luoghi santi, della libertà religiosa e della dignità di tutti i credenti. Wadie Abunassar, Coordinatore del Forum dei cristiani di Terra Santa, attraverso i social media, davanti alla notizia degli arresti degli autori del gesto, ha ribadito che “occorre lavorare con determinazione per eliminare l’odio”. Citando anche l’aggressione di un autista arabo, fermo con il suo veicolo a un semaforo, da parte di giovani ebrei, Abunassar ha rimarcato che “sono episodi di matrice razzista. Per questo non basta arrestare gli aggressori: è necessario indagare seriamente sui contesti nei quali maturano e si alimentano sentimenti di odio e intolleranza. Occorre inoltre applicare sanzioni severe, non solo per impedire ai responsabili di reiterare simili comportamenti, ma anche per scoraggiare altri dal compiere atti analoghi. Tutto ciò è tanto più urgente in un momento in cui sembra che molti esponenti dell’estremismo di destra siano convinti di poter agire al di sopra della legge”.

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Sputi e pietre contro una chiesa armena a Gerusalemme (InfoVaticana)