L’Armenia scopre la sua corsa: quattro giorni in bici tra montagne, laghi e la sfida di Erevan (La Stanpa 05.09.26)

Dal 10 al 13 settembre il Tour of Armenia debutta nel calendario UCI Europe Tour. Quattro tappe, 568 chilometri e 5.300 metri di dislivello per attraversare un Paese che punta sul ciclismo per raccontare se stesso al mondo. E al traguardo di Erevan ci sarà anche il campione olimpico Samuel Sánchez.

C’è un Paese da attraversare e una corsa tutta da scrivere. L’Armenia entra per la prima volta nel calendario dell’UCI Europe Tour con il Tour of Armenia, una nuova prova di categoria 2.2 che dal 10 al 13 settembre porterà il gruppo attraverso alcune delle regioni più suggestive del Paese, prima del gran finale nella capitale Erevan.

Quattro giornate di gara, 568 chilometri complessivi e 5.300 metri di dislivello positivo, ma anche un viaggio attraverso laghi, altopiani, foreste e città. Una corsa che nasce con un’ambizione precisa: diventare un appuntamento stabile del calendario internazionale e, contemporaneamente, utilizzare la bicicletta come strumento per far conoscere l’Armenia oltre i suoi confini.

 

 

Una corsa per scoprire un Paese

Il percorso attraverserà le regioni di Gegharkunik, Tavush, Lori e Aragatsotn, mettendo insieme caratteristiche tecniche differenti e scenari profondamente diversi.

Non sarà soltanto una sfida per i corridori. Sarà anche una sorta di finestra aperta sull’Armenia, un Paese che negli ultimi anni ha scelto di investire con decisione nello sviluppo del ciclismo e nel turismo sportivo.

L’obiettivo della Federazione Ciclistica Armena e del Ministero dell’Educazione, della Scienza e della Cultura della Repubblica d’Armenia è infatti quello di trasformare il Tour of Armenia in una manifestazione annuale, capace di consolidarsi progressivamente nel panorama internazionale.

La prima edizione rappresenta dunque un punto di partenza: una gara pensata per dare spazio ai talenti emergenti del ciclismo e, nello stesso tempo, per mostrare al pubblico internazionale territori ancora poco conosciuti dal grande turismo sportivo.

 

 

Samuel Sánchez, un campione olimpico come ambasciatore

A raccontare questo debutto ci sarà anche una delle figure più prestigiose del ciclismo spagnolo. Samuel Sánchez, campione olimpico della prova in linea ai Giochi di Pechino 2008, sarà Ambassador del Tour of Armenia e assisterà da vicino al gran finale nella capitale.

Diciotto stagioni nel ciclismo professionistico hanno costruito un palmarès di assoluto rilievo. Oltre all’oro olimpico, Sánchez ha conquistato tre podi nei Grandi Giri e otto vittorie di tappa, comprese due cronosquadre.

Al Tour de France è stato secondo nel 2010, prima di conquistare l’anno successivo la maglia a pois di miglior scalatore. Alla Vuelta a España è salito due volte sul podio: terzo nel 2007 e secondo nel 2009, con sei successi di tappa complessivi nella corsa spagnola.

Ora sarà lui a vivere da vicino l’atto finale di una competizione che, per l’Armenia, rappresenta molto più di una semplice gara.

«È un grande piacere poter fare da Ambassador a questa corsa, in un Paese che sta investendo sempre di più sul ciclismo. Sono convinto che il Tour of Armenia non solo contribuirà alla crescita di questo sport a livello locale, ma rappresenterà anche una magnifica opportunità per mostrare al resto del mondo alcuni dei suoi luoghi più spettacolari».

Sánchez sottolinea anche il valore simbolico della prima edizione: «Per me è un privilegio essere presente a questa prima edizione, vivere da vicino l’atto finale della corsa e godermi il traguardo a Erevan».

E c’è anche un legame particolare con l’esperienza organizzativa italiana: «Inoltre, poter contare sull’esperienza di un team organizzativo legato a una prova delle dimensioni del Giro d’Italia è una garanzia assoluta e rende questo debutto ancora più speciale».

Infine, l’auspicio per il futuro: «Credo che sarà un’esperienza davvero emozionante e mi auguro che sia l’inizio di una corsa capace di crescere e consolidarsi nel calendario internazionale per molti anni a venire».

Prima tappa: sulle rive del “mare d’Armenia”

Il viaggio comincerà giovedì 10 settembre da Gavar, capoluogo della regione di Gegharkunik. Da qui il gruppo affronterà i 135 chilometri che conducono a Mets Masrik, con appena 450 metri di dislivello.

Una giornata che, almeno sulla carta, sembra destinata alle ruote veloci.

Ma il vero protagonista della prima frazione sarà il paesaggio. Il percorso costeggerà infatti il Lago Sevan, il più grande lago dell’Armenia e uno dei simboli naturali del Paese.

Situato ad alta quota, il Sevan viene spesso chiamato il “mare d’Armenia”. Le sue acque e le sue rive sono una delle principali destinazioni turistiche del Paese e accompagneranno i corridori nella prima parte del loro viaggio.

Una partenza quasi ideale per una corsa che vuole raccontare l’Armenia anche attraverso ciò che scorre ai margini dell’asfalto.

Seconda tappa: la montagna entra in scena

Venerdì 11 settembre il Tour of Armenia cambierà completamente volto.

La seconda tappa, da Kirants a Stepanavan, sarà la più impegnativa dell’intera corsa per dislivello: 177 chilometri e 2.400 metri di salita.

Kirants è un piccolo borgo della regione di Tavush, conosciuto anche per il suo monastero risalente al VII secolo. Da qui la strada porterà il gruppo verso Stepanavan, località di montagna caratterizzata da un altopiano di basalto e soprattutto dal suo celebre Dendroparco, una grande area verde considerata unica nel Caucaso meridionale.

La tappa potrebbe già cominciare a delineare la classifica generale. Dopo una prima giornata favorevole agli sprinter, i corridori dovranno fare i conti con una quantità di salita decisamente maggiore e con un percorso destinato a selezionare il gruppo.

Terza tappa: dal Lago Sevan al Lago Parz

Sabato 12 settembre sarà la volta della terza frazione, 162 chilometri da Martuni a Dilijan, con arrivo al Lago Parz, e 1.700 metri di dislivello.

Si parte da Martuni, nell’area di Gegharkunik, per tornare ancora una volta accanto al Lago Sevan. La strada seguirà la sponda occidentale dello specchio d’acqua prima di inoltrarsi verso territori più montuosi.

Sono previsti due Gran Premi della Montagna, elementi che potrebbero modificare in maniera significativa la classifica generale.

La destinazione finale sarà Dilijan, una delle località più conosciute dell’Armenia settentrionale, con l’arrivo collocato nei pressi del Lago Parz, piccolo lago di montagna immerso nel verde a pochi chilometri dal centro abitato.

Dopo le salite della seconda tappa, potrebbe essere questa la giornata decisiva per gli uomini della generale.

L’ultimo atto nel cuore di Erevan

Poi arriverà la capitale. Domenica 13 settembre il Tour of Armenia si chiuderà a Erevan, con una frazione completamente diversa dalle precedenti: un circuito cittadino destinato a incoronare il primo vincitore della storia della corsa.

Il percorso prevede 10 giri da 9,4 chilometri, per un totale di 94 chilometri e 750 metri di dislivello.

La strada entrerà nel cuore della capitale, trasformando l’ultima tappa in una passerella sportiva e, allo stesso tempo, in una vetrina per la città.

Erevan offrirà ai corridori e a chi seguirà la gara alcuni dei suoi luoghi più rappresentativi: la cattedrale di San Gregorio Illuminatore, il Vernissage, celebre mercato dell’antiquariato e dell’artigianato, la Moschea Blu e la Piazza della Repubblica.

È qui che si chiuderà il primo capitolo del Tour of Armenia.

Quattro giorni per cominciare una storia

Quattro tappe, dunque. Quattro territori diversi. E un unico filo rosso: la bicicletta come modo per attraversare e raccontare un Paese.

Il Tour of Armenia nasce con l’ambizione di entrare stabilmente nel calendario internazionale, ma la sua prima edizione sarà soprattutto una dichiarazione d’intenti. L’Armenia vuole costruire una propria identità ciclistica, dare spazio ai giovani talenti e attirare l’attenzione del turismo sportivo internazionale.

Il primo vincitore salirà sul podio di Erevan il 13 settembre. Ma la sfida più importante, per gli organizzatori, sarà quella che comincerà il giorno dopo: trasformare questa prima corsa in una tradizione.