Alla scoperta dell’Armenia: 5 luoghi da non perdere (Io Donna 14.09.26)
L’autunno 2026 potrebbe essere la stagione giusta per scoprire l’Armenia, un paese affascinante che è ancora poco bersagliato dal turismo di massa. E lo sa bene chi dal 2025 ha iniziato ad esplorarlo facendo registrare un incremento del +40,7% di italiani, con un +14,8% di turisti da tutto il mondo nei primi 6 mesi del 2026, grazie anche ai grandi eventi sportivi come l’appena concluso “Tour of Armenia”, che ha visto trionfare il ciclista italiano Simone Raccani.
Grazie al potenziamento dei collegamenti aerei internazionali e alla crescente attenzione dei grandi gruppi dell’ospitalità, l’Armenia è oggi tra le destinazioni a più rapida crescita dell’area euroasiatica, motivo per il quale è bene affrettarsi a visitarla prima che l’overtourism abbia la meglio.
Seguendo l’itinerario segnato dal Tour of Armenia, che ha attraversato le regioni di Gegharkunik, Tavush, Lori e Aragatsotn per chiudersi nella capitale Erevan, ecco 5 tappe da non mancare assolutamente se decidete di vistare il paese.
1. Erevan, la capitale dell’Armenia

Erevan, o Yerevan, capitale dell’Armenia da oltre 1 milione di abitanti, è caratterizzata dalla sontuosa architettura dell’epoca sovietica. Il Matenadaran, che ospita migliaia di antichi manoscritti greci e armeni, domina il viale principale. (Foto: Pixabay)
Nota come la “Città Rosa” per le sfumature di tufo dei suoi palazzi storici che si stagliano sullo sfondo del biblico Monte Ararat (ad oggi nel territorio turco), è una delle città più antiche del mondo. Oggi è un vivace hub tecnologico e culturale caratterizzato dai caffè all’aperto di Place de la République, la monumentale scalinata della Cascade, la Cattedrale di San Gregorio Illuminatore, il mercato d’antiquariato del Vernissage e la suggestiva Moschea Blu.
2. Il Lago Sevan
Soprannominato il “mare d’Armenia”, è una gemma incastonata tra vette vulcaniche a quasi 1.900 metri d’altezza, che lo rende il secondo lago di montagna più alto al mondo dopo il Titicaca. Meta amatissima per le sue spiagge di sabbia, le acque turchesi e per la storica Penisola di Sevanavank con il suo monastero medievale in pietra scura.

Il lago Sevan, già mare di Gegham nell’antichità o in turco Gokcha, è il più grande lago dell’Armenia ed uno dei più grandi laghi d’alta quota al mondo. (Foto: Pixabay)
3. Le colline di Dilijan
Conosciuta come la “Svizzera d’Armenia” per le sue fitte foreste e il clima di montagna, è meta di trekking ed escursioni tra il Dendroparco e il Lago Parz, ed è stata anche una delle tappe del Tour of Armenia. Qui il Paradise Hotel Dilijan Best Western Plus ospita un ristorante panoramico con ampie vetrate sulle vallate circostanti.

Dilijan National Park è a meno di 90 minuti di auto dal centro cittadino Erevan. Il parco protegge foreste decidue uniche nel Caucaso, con una biodiversità di flora e fauna eccezionale. (Foto: Pexels)
4. La località sciistica di Tsaghkadzor
La “Valle dei Fiori”, principale meta sciistica del Paese con i suoi moderni impianti che salgono sul Monte Teghenis, regala scorci mozzafiato e ospita lo storico monastero di Kecharis. Durante l’estate si trasforma in un rifugio alpino d’eccellenza per gli amanti delle escursioni, delle mountain bike e del relax wellness.

Tsaghkadzor nell’antichità ospitava la residenza estiva per i re arsacidi d’Armenia. Sotto il dominio sovietico è divenuta un’importante località turistica. (Foto: Unsplash)
5. La città di Gyumri
Seconda città dell’Armenia, affascina con le sue suggestive stradine lastricate nel quartiere storico di Kumayri, dove spiccano gli eleganti palazzi dell’Ottocento realizzati in tufo nero e rosso con balconi in ferro battuto. Considerata il cuore artigianale, artistico e culturale del Paese, accoglie i visitatori tra botteghe storiche, gallerie d’arte e una tradizione gastronomica autentica.

Gyumri con 146 200 abitanti, è la seconda città più popolosa del Paese. (Foto: Pexels)
Il nuovo turismo in Armenia
La scorsa settimana, grazie alla collaborazione tra il governo armeno e la Federazione Ciclistica Armena con come RCS Sport e il supporto al Giro d’Italia, il “Tour of Armenia” ha acceso i riflettori su questa magnifica regione. Un ulteriore impulso allo sviluppo turistico e la valorizzazione dei territori. «Investire nello sviluppo infrastrutturale e ricettivo dell’Armenia è oggi fondamentale per supportare la crescita di un Paese che mostra un enorme potenziale, ma che necessita di ampliare e distribuire la propria capacità di accoglienza – ha raccontato Fabrizio Doria, Chief Development Officer di BWH Hotels Italy and South East Europe – Per questo abbiamo deciso di impegnarci attivamente supportando l’offerta ricettiva dalla capitale Erevan alle rive del Lago Sevan, dalle colline di Dilijan, tappa del Tour of Armenia, alla località sciistica di Tsaghkadzor. L’obiettivo è contribuire a colmare lo squilibrio tra l’aumento dei visitatori e le strutture disponibili, permettendo al Paese di intercettare in modo solido sia il viaggiatore alla ricerca di una meta autentica, sia chi viaggia per business e congressi. L’Armenia sta costruendo in tempi rapidi un’offerta turistica completa, e crediamo sia essenziale supportare con investimenti mirati le prime fasi di questo sviluppo strutturale», ha concluso il manager.
Una visione confermata dai dati di Enterprise Armenia, l’agenzia governativa per la promozione degli investimenti. Nei primi 5 mesi del 2026 gli arrivi turistici nel Paese hanno raggiunto quota 825mila, +19,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, con un’accelerazione fino al +39,6% nel solo mese di aprile e 199mila arrivi nel solo mese di maggio. Il turismo ha così raggiunto un peso del 5,3% sul PIL nazionale nel 2025. A confermare la solidità del trend anche i dati ufficiali del Comitato per il Turismo del Ministero dell’Economia armeno, secondo cui nella prima metà del 2026 il Paese ha accolto oltre un milione di visitatori, il valore più alto mai registrato per il semestre con un +14,8% sul 2025. Sul fronte delle infrastrutture, l’espansione da 500 milioni di dollari dell’aeroporto internazionale di Zvartnots, scalo che intercetta il 57% degli arrivi internazionali e gli oltre 100 milioni di dollari investiti nelle infrastrutture turistiche regionali, accompagnano un piano che punta a portare il Paese fino a 3 milioni di visitatori entro il 2030.
