Con papa Leone XIV per pregare la pace con lo ‘Spirito di Assisi’ (Korazym 10.10.26)

Sono 5.000 le persone attese ad Assisi dal 25 al 27 ottobre per le tre giornate di confronto, ascolto, e preghiera dell’incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio ad Assisi a distanza di 40 anni da quello iniziato da papa san Giovanni Paolo II, prendendo avvio nel pomeriggio di domenica 25 ottobre con un’assemblea introduttiva a Bastia Umbra, a cui nella giornata conclusiva ci sarà anche la presenza di papa Leone XIV.

A questo evento parteciperanno il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità, Haïm Korsia, il rabbino capo di Francia, Nasaruddin Umar, grande imam della Moschea Istiqlal di Giacarta e Hala al-Karib, attivista sudanese per la tutela dei diritti delle donne nel Corno d’Africa; mentre tra lunedì 26 e la mattina di martedì 27 ottobre i presenti potranno partecipare a 24 Forum, panel di approfondimento su temi legati alla costruzione della pace. In tutto saranno 155 i relatori che interverranno nelle diverse sessioni, tra Santa Maria degli Angeli e Assisi.

Il primo Forum ha come titolo ‘Quale pace nell’età della forza?’’, mentre il secondo sarà dedicato a ‘Le domande dei bambini’, con la presenza di padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa. Ed ancora il terzo Forum avrà come centro ‘Media, narrazioni e potere nell’età digitale’, con la presenza del direttore di Avvenire, Marco Girardo, del giornalista Rai, Marco Damilano e del vescovo di Verona, Domenico Pompili. Nel panel su ‘Economia tra pace e guerra’ interverranno l’economista Luigino Bruni e Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. Il Forum ‘La preghiera protegge il mondo’ avrà come ospiti Vitaliy Krivitskiy vescovo di Kiev-Žytomyr, il card. Timothy Radcliffe e Oded Wiener, che è stato direttore generale del Gran Rabbinato d’Israele. Il Forum 6 sarà sul tema ‘Nucleare tra disarmo e proliferazione’ con l’arcivescovo di Nagasaki Peter Michiaki Nakamura e Katsuko Tanaka, sopravvissuta al bombardamento atomico su Hiroshima. Nel panel ‘Il mondo si ripara insieme’ tra gli altri parlerà anche Laurent Ulrich, arcivescovo cattolico di Parigi.

Il Forum ‘I dolori e le speranze del mondo’ sarà dedicato ai giovani. Poi ci sarà un panel incentrato su ‘San Francesco e la pace’, con l’arcivescovo di Assisi Felice Accrocca, il cardinale Zuppi, e il giornalista Aldo Cazzullo. Nel forum su ‘L’umanità nel tempo della tecnologia’ interverrà tra gli altri il rabbino statunitense Noam Maran. Un altro Forum sarà sul tema ‘Custodire l’umanità e il pianeta: non è ancora troppo tardi’, e tra i relatori ci sarà anche Heinrich Bedford-Stroh, vescovo evangelico luterano. Poi ci saranno due panel dedicati al ‘Mediterraneo: mare del dialogo’, a cui parteciperà anche l’arcivescovo di Bari-Bitonto Giuseppe Satriano. Un altro Forum sarà dedicato a ‘La forza mite della democrazia’ a cui parteciperà anche il vescovo cattolico di Bandung, mons. Antonius Subianto.

Un altro ancora verterà su ‘Prima dei confini, le persone’, e tra gli altri interverrà Francesca Bonelli, rappresentante di Unhcr. Su ‘Preghiera e dialogo: l’eredità di Assisi’ interverrà il card. George Jacob Koovakad, prefetto del Dicastero per il dialogo interreligioso. Su ‘La questione migratoria: occidente e democrazie alla prova’ si esprimeranno tra gli altri l’arcivescovo di Canterbury Sarah Elizabeth Mullally e il vescovo di El Paso, Mark Seitz. Nel panel dedicato al ‘Patriarcato ecumenico: dall’Oriente al mondo globale’ si confronteranno Bartolomeo I, Andrea Riccardi, e il presidente della Conferenza episcopale francese, card. Jean-Marc Aveline.

Al Forum su ‘I poveri: risorsa di umanità’ parteciperà tra gli altri il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni. Nel panel su ‘I martiri contemporanei’ interverrà anche il sacerdote siriano Jacques Mourad. Un altro Forum avrà come centro ‘Le religioni dell’Asia: la ricerca della pace in un mondo in guerra’, ed un altro ancora ‘1986-2026: l’attualità dello Spirito di Assisi’, con la partecipazione di Muhammad Abdul Khabir Azad, una delle maggiori personalità musulmane del Pakistan, ed il card. Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaanbaatar. Al Forum 23 sul tema ‘Europa, forza gentile?’ interverranno Avichai Apel, rabbino di Francoforte, ed il card. Matteo Zuppi. All’ultimo invece, incentrato su ‘Africa tra opportunità e crisi’, parteciperà anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il martedì pomeriggio, poi, dopo la preghiera per la pace vissuta contemporaneamente dalle diverse religioni, papa Leone XIV concluderà l’incontro con la celebrazione finale nella piazza di san Francesco di Assisi alla presenza di 384 leader provenienti da 53 Paesi dei cinque continenti.

Presentando l’incontro internazionale sul tema ‘Pace disarmata e disarmante’ il presidente della Comunità di Sant’Egidio, prof. Marco Impagliazzo, ha sottolineato che ‘la pace è sempre possibile’: “Non abbiamo pregato invano ad Assisi, a Gerusalemme e altrove. Abbiamo fatto passare un messaggio: la pace è possibile. Oggi non vediamo altro che guerra, ma gli incontri ad Assisi, giunti al quarantesimo anno, e la presenza di papa Leone XIV, che chiede creatività nella costruzione di percorsi di pace, ci ricordano ancora una volta che la pace è possibile”.

Illustrando i temi dei forum, il presidente Impagliazzo ha ricordato la storica intuizione di papa san Giovanni Paolo II di 40 anni fa: “Le religioni per la prima volta furono chiamate a pregare per la pace gli uni accanto agli altri. ‘La pace è un cantiere aperto a tutti’, disse allora papa san Giovanni Paolo II, non solo agli specialisti. Per Sant’Egidio, allora un soggetto ecclesiale giovane queste parole suonarono come l’invito a una nuova responsabilità. Abbiamo preso l’iniziativa per non far cadere lo spirito di Assisi”.

Inoltre ha ricordato la ‘vitalità dello ‘spirto di Assisi, ribadendo la necessità del dialogo: “Oggi più che mai, nel villaggio globale, è essenziale costruire il dialogo… Dopo la caduta del muro di Berlino, la preghiera ad Assisi ha fatto la differenza, non solo in Mozambico, ma anche nella Repubblica Centrafricana, dove il processo di riconciliazione è nato per iniziativa dei leader religiosi, a Mindanao, nelle Filippine, e in Costa d’Avorio, per fare alcuni esempi. Ma lo spirito di Assisi è stato fondamentale anche nei momenti più bui: dalle accuse di terrorismo all’Islam, dove il dialogo ha arginato le derive fondamentaliste, fino alla crisi economica del 2008, la pandemia e le guerre odierne. Non abbiamo mai rinunciato a porre lo spirito di Assisi per risolvere le crisi”.

Ed ha ricordato la potenza delle parole di papa san Giovanni Paolo II al termine di quel primo incontro nella piazza di san Francesco (‘La pace attende i suoi profeti. Insieme abbiamo riempito i nostri sguardi con visioni di pace. Esse sprigionano energie per un nuovo linguaggio di pace, gesti che spezzeranno le catene fatali delle divisioni ereditate dalla storia o generate dalle moderne ideologie. La pace attende i suoi artefici, la pace è un cantiere aperto’):

“In poco tempo si procedette all’organizzazione di un incontro per l’ottobre successivo. Il titolo scelto fu ‘La preghiera alla radice della pace’, con la presenza del card. Martini e di mons. Rossano, grande esperto di dialogo con altre religioni. San Giovanni Paolo II, ricevendo i partecipanti, li esortò con forza a continuare. Da quel momento lo ‘spirito di Assisi’, per i successivi quarant’anni, ha continuato a soffiare nella ‘preghiera per la pace’ organizzata ogni anno in luoghi diversi, e con modalità articolate, mettendo a confronto i leader religiosi tra loro e con la gente delle città ospitanti”.