Scontri in Nagorno-Karabakh, regge la tregua tra azeri e armeni (L’Unione Sarda.it 06.04.16)

Sembra reggere il cessate il fuoco entrato in vigore ieri mattina nel Nagorno-Karabakh, dopo tre giorni di combattimenti intensi tra l’esercito azero e le truppe armene, lungo la frontiera dell’enclave situata tra le montagne del Caucaso meridionale.

Un territorio geograficamente parte dell’Azerbaigian, ma popolato in maggioranza da armeni, che già negli anni scorsi era stato al centro di un sanguinoso contenzioso.

Solo per parte azera, in tre giorni negli scontri sono rimasti uccisi 31 militari.

La tregua è stata concordata dai capi di stato maggiore di Azerbaigian e Armenia in un incontro avvenuto ieri a Mosca, che pare sempre più interessata a esibire un ruolo di primo piano nella mediazione.

Mentre oggi prende il via a Baku la missione dei co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’Osce (Stati Uniti, Russia e Francia) che ha chiesto la ripresa di negoziati per arrivare a una soluzione complessiva della crisi.

La situazione (Centimetri)
La situazione (Centimetri)

LA RUSSIA STA CON L’ARMENIA – “Se qualcuno si è schierato nel conflitto in Nagorno-Karabakh si tratta della Russia, che appoggia l’Armenia”.

Lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, sottolineando di sperare che l’Armenia risponda agli sforzi fatti dall’Azerbaigian per mettere fine agli scontri.

IN ARRIVO IL PREMIER RUSSO – Domani arriverà nella regione anche il premier russo Dmitry Medvedev, che si fermerà a Erevan e poi a Baku, mentre il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov incontrerà la sua controparte armena, Edward Nalbandian, venerdì a Mosca.

MANO TESA DELLA MERKEL – Dal canto suo, la cancelliera tedesca Angela Merkel offre il “supporto costruttivo” della Germania per allentare le recenti tensioni tra l’Armenia e l’Azerbaigian sulla regione contesa del Nagorno-Karabakh, tra le montagne del Caucaso meridionale.

È “della massima importanza che i conflitti nella regione siano risolti”, ha detto.

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