Armenia. Mosca avverte, ‘Impossibile integrarsi nell’UE restando nell’Unione Eurasiatica’ (Notizie Geopolitiche 20.01.26)

di Enrico Oliari –

Il Ministero degli Affari esteri russo ha inviato un messaggio chiaro e diretto al primo ministro armeno Nikol Pashinyan: l’Armenia dovrà decidere in modo urgente e definitivo quale direzione strategica intraprendere e con quali alleati proseguire il proprio percorso politico ed economico.
A ribadirlo è stato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, intervenuto in una conferenza stampa dedicata ai risultati della diplomazia russa nel 2025. Commentando le aspirazioni di Erevan verso l’integrazione europea, Lavrov ha escluso con fermezza la possibilità di una doppia appartenenza normativa.
Secondo il capo della diplomazia russa, adottare gli standard dell’Unione Europea rimanendo al tempo stesso membri dell’Unione Economica Eurasiatica non è praticabile. “È ovvio per chiunque abbia una conoscenza anche di base dei principi di funzionamento dell’UEE e dell’UE che questo non è possibile. È semplicemente tecnicamente impossibile”, ha dichiarato Lavrov, ricordando come il tema sia già stato più volte affrontato dal vice primo ministro russo Aleksei Overchuk nei colloqui con la controparte armena.
Si creerebbe, ad esempio, una valvola per cui le merci di un circuito economico entrerebbero liberamente nell’altro.
Oltre alla questione geopolitica ed economica, Mosca ha espresso anche una forte preoccupazione per l’evoluzione delle tensioni interne all’Armenia, in particolare per quanto riguarda il rapporto con la Chiesa Apostolica Armena. “Osserviamo con rammarico come si sta sviluppando la situazione”, ha affermato Lavrov, lasciando intendere che il tema abbia ormai una rilevanza non solo interna ma anche regionale.
Le dichiarazioni del ministro russo segnano un nuovo passaggio critico nei rapporti tra Mosca ed Erevan, mettendo l’Armenia di fronte a una scelta strategica che potrebbe ridefinire il suo posizionamento internazionale nei prossimi anni.
Per ora il dossier resta sul tavolo del Cremlino in attesa di ulteriori sviluppi e chiarimenti ufficiali da parte statunitense.

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