Aereo che trasportava cittadini armeni da Roma è atterrato con successo a Yerevan (Fonte Armenpress 16.03.20)

Yerevan 16.03.20 – 67 cittadini armeni provenienti dall’Italia sono atterrati questa mattina all’aeroporto Zvartnots di Yerevan con il volo charter di Atlantis European Airways messo a disposizione dal Governo dell’Armenia per far rientrare i cittadini armeni in patria dopo lo scoppio del virus Covid 19.

Tutti i passeggeri sono stati trasportati in un luogo di residenza speciale, a Dilijan, dove dovranno trascorrere la quarantena di 14 giorni.

Ne dà l’annuncio Il Vice Primo Ministro dell’Armenia Tigran Avinyan il quale poi ringrazia tutte le agenzie coinvolte, la compagnia aerea e l’equipaggio, l’ambasciatore dell’Armenia presso la Santa Sede Karen Nazaryan e lo staff dell’Ambasciata armena in Italia “per il lavoro coordinato ed efficace”.

Dal canto suo il ministro della sanità armena Arsen Torosyan ha aggiunto che “Non ci sono stati incidenti di emergenza durante il volo. Non è stata segnalata febbre alta tra i passeggeri al loro arrivo. Il resto è stato fatto secondo il piano annunciato”.

La diffusione del Covid 19 non ha purtroppo risparmiato la piccola repubblica caucasica dell’Armenia. Secondo i dati diffusi dal Governo ci sono ad oggi 30 casi. Le Autorità riferiscono anche che un paziente infetto del Covid 19 è guarito.


Armenia-Italia: volo charter da Roma per rientro cittadini armeni atterrato ad Erevan
Erevan, 16 mar 09:05 – (Agenzia Nova) – Il volo charter da Roma ad Erevan operato da Atlantis Armenian per il rimpatrio di 67 cittadini armeni in Italia è atterrato questa mattina nella capitale caucasica. Lo ha confermato il vicepremier Tigran Avinyan con un messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook. “I passeggeri del volo sono stati trasferiti in una struttura specializzata, dove rimarranno per un periodo di quarantena di due settimane”, ha scritto, ringraziando “tutte le agenzie coinvolte, l’equipaggio dell’aereo e il personale dell’ambasciata armena in Italia per l’ottimo lavoro svolto”. “Nonostante alcune ore di ritardo, il volo è atterrato questa mattina all’aeroporto internazionale Zvartnots di Erevan: non ci sono stati particolari incidenti durante il viaggio, e i passeggeri non hanno manifestato febbre elevata”, ha aggiunto il ministro della Sanità, Arsen Torosyan. (segue) (Res)

Coronavirus: Armenia dichiara lo Stato di emergenza fino al 16 aprile (Agenzianova 16.03.20)

Erevan, 16 mar 13:00 – (Agenzia Nova) – Il governo armeno ha dichiarato lo Stato di emergenza nazionale fino al prossimo 16 aprile, per contenere al massimo la diffusione del Covid-19 nel paese caucasico. Lo si apprende dal portale di informazione “News.am”. Il provvedimento è stato disposto durante la riunione di governo straordinaria odierna, convocata per discutere nuove misure di sicurezza sanitaria dopo che il numero totale dei contagiati nel paese ha raggiunto le 30 persone. (Res)

Spada conservata in monastero veneziano è risultata essere tra le armi più antiche del mondo (Sputniknews 15.03.20)

Un’arma di 5mila anni fa dell’Età del Bronzo veniva erroneamente considerata come un manufatto medievale: la scoperta è stata fatta dalla giovane dottoranda italiana Vittoria Dall’Armellina.

La spada notata dalla dottoranda in archeologia Vittoria Dall’Armellina durante la visita al Museo di San Lazzaro degli Armeni a Venezia è risultata avere un’età stimata di 5mila anni, si legge in un comunicato dell’Università Ca’ Foscari del capoluogo veneto.

Vittoria Dall’Armellina aveva visitato il museo nel 2017 e la sua attenzione era stata catturata da un oggetto esposto nella mostra fatto risalire al Medioevo e precedentemente rinvenuto in un piccolo centro dell’Anatolia orientale (Turchia) sulla costa del Mar Nero.

La studentessa di archeologia dell’università di Ca’-Foscari di Venezia, aveva notato una certa somiglianza della spada con oggetti simili della prima Età del Bronzo, quando furono prodotte dall’uomo per la prima volta le spade. Dopo due anni di ricerche, si è scoperto che il manufatto ha effettivamente circa 5mila anni.

Vittoria ed i suoi colleghi hanno stabilito che l’oggetto apparteneva a Padre Ghevond (Leonzio) Alishan, eminente studioso, poeta e sacerdote armeno. Alishan lo ricevette in dono alla fine del XIX secolo e dopo la sua morte nel 1901, il manufatto fu consegnato al monastero.

È stato anche possibile stabilire che la spada era costituita da rame arsenicato (Cu3As), una lega frequentemente utilizzata prima della diffusione del bronzo.

Vai al sito

Ararat, il brandy simbolo dell’Armenia nel mondo.

ARARAT, IL BRANDY SIMBOLO DELL’ARMENIA NEL MONDO: INVECCHIA A YEREVAN, NELLA CANTINA-FORTEZZA CHE È PURE MUSEO DEL GUSTO

images/stories/armenia/Yerevan_AraratMuseum10.jpg
turismo   italia   news   turismoitalianews   storia   reportage   cultura   tradizione   Armenia   Ararat   Giovanni Bosi   Yerevan   Arca di Noè   albicocche   brandy   simbolo 

Giovanni Bosi, Yerevan / Armenia

Le albicocche sono indiscutibilmente il simbolo dell’Armenia, basti pensare che alcuni semi di questo frutto sono stati rinvenuti nella zona dell’antico tempio di Garni e già gli antichi romani lo avevano chiamato “mela armena”, connotazione geografica che oggi si ritrova ancora in botanica. Eppure – quasi inaspettatamente – c’è anche un altro simbolo di questo Paese, di cui gli stessi armeni vanno orgogliosi e che si richiama al monte sacro: l’ArArAt, il brandy.

 

(TurismoItaliaNews) Beh, in fondo è comprensibile se si tiene conto che l’Ararat, la montagna associata all’Arca di Noè, “luogo di Dio”, pur ricadendo oggi in territorio turco costituisce una componente irrinunciabile della storia armena. E così si dice, a proposito dell’omonimo brandy, che sia molto di più di una bevanda da sorseggiare, magari per meditare: piuttosto un’opportunità per immergersi nella cultura armena.

ArArAt, il brandy simbolo dell'Armenia nel mondo: invecchia a Yerevan, nella cantina-fortezza che è pure Museo del gusto

ArArAt, il brandy simbolo dell'Armenia nel mondo: invecchia a Yerevan, nella cantina-fortezza che è pure Museo del gusto

“Ararat è un simbolo dell’inizio di una nuova vita, un simbolo di persone aperte e nobili, un simbolo di un paese libero e ospitale: l’Armenia” ci spiegano. E allora per capirne di più, siamo andati a Yerevan per vedere direttamente nel cuore di questo simbolo, dove nasce e invecchia questo leggendario brandy: il possente stabilimento-cantina in Admiral Isakov Ave. è stato costruito al posto della fortezza Hin Erivan nel 1887 dal mercante e filantropo Nerses Tairyan per la Yerevan Brandy Company, e poi comprato nel 1899 da “Shustov & Sons”, famosa azienda vinicola russa del grande industriale Nikolay Sciustov, che già l’anno successivo otteneva il “Gran premio” all’Esposizione Universale di Parigi. Dal 1998 fa parte del gruppo francese Pernod Ricard.

Qui non solo si produce impiegando uve autoctone, coltivate nell’Ararat Valley e nelle regioni di Tavush e Nagorno, ma opportunamente è stato allestito anche un suggestivo percorso museale che consente di conoscere da vicino la tradizione del brandy in Armenia e scoprirne i segreti produttivi, visto che poi tutto i sensi diventano protagonisti, compresi gusto e olfatto grazie alle degustazioni assicurate.

ArArAt, il brandy simbolo dell'Armenia nel mondo: invecchia a Yerevan, nella cantina-fortezza che è pure Museo del gusto

Leggendario si diceva: è proprio così, perché giustamente l’ ArArAt è considerato l’orgoglio di molte generazioni e un simbolo globale del Paese. “L’Armenia è l’erede di un’antica civiltà e la culla della viticoltura e della vinificazione – ci spiegano mentre visitiamo il Museo – ha un patrimonio culturale meravigliosamente ricco, natura fertile, forza e tradizioni spirituali e persone di talento piene di carattere. È stato qui che l’unione di naturale generosità ed energia creativa ha dato nuova vita al business del brandy”.

A ben guardare lo stabilimento sembra esso stesso una fortezza con le sue mura monumentali, sulla riva destra del fiume Hrazdan. La visita della capitale Yerevan – sia che si tratti di delegazioni ufficiali piuttosto che di artisti – parte inevitabilmente dalle botti in cui invecchia il brandy con tour giornalieri pensati anche per i turisti, per immergersi nella storia secolare di questa nobile bevanda e dei segreti della produzione moderna. Del resto, già nel 1887 l’aspetto della produzione classica di brandy aveva rappresentato una svolta tecnologica e proprio grazie all’alta qualità della produzione Sciustov aveva ottenuto l’autorizzazione per scrivere sulle bottiglie “cognac” anzichè “brandy”, arrivando addirittura a diventare fornitore della Corte imperiale della Russia.

ArArAt, il brandy simbolo dell'Armenia nel mondo: invecchia a Yerevan, nella cantina-fortezza che è pure Museo del gusto

Il segreto di questo brandy? “Sta nel sole, nella terra e nell’acqua dell’Armenia” risponde senza esitazione la nostra guida nella visita al Museo. “ArArAt è un simbolo dell’inizio di una nuova vita, un simbolo di persone generose aperte e di un paese libero e ospitale. Come erede delle antiche civiltà e culla della viticoltura e della vinificazione, l’Armenia cattura l’immaginazione con il suo ricco patrimonio culturale, il potere spirituale delle tradizioni e il talento di persone appassionate. E’ stato qui nella terra dell’Ararat che generosità ed energia creativa si sono fuse per rilanciare la produzione di brandy”. C’è dunque un pressante tocco di nazionalità a sostenere la popolarità di questo prodotto. A proposito: inutile dire che la raccomandazione “bevi con moderazione” vale anche qui…

Durante la visita c’è la possibilità di vedere la cantina della maturazione (il sistema è quello della doppia distallazione), conoscere le condizioni in cui il brandy viene conservato (il periodo minimo di invecchiamento è di tre anni in legno di rovere del Caucaso, “caucasian oak”), annusare l’aroma unica della cantina (ogni botte di quercia ha la sua storia…) e scoprire addirittura che all’interno dello stabilimento alcune celebrità hanno una propria botte con tanto di nomi. Fino ad arrivare al momento più atteso, la degustazione, per la quale la regola è fissa: deve essere effettuata tassivatamente con un bicchiere di vetro trasparente per apprezzare il colore del brandy.

ArArAt, il brandy simbolo dell'Armenia nel mondo: invecchia a Yerevan, nella cantina-fortezza che è pure Museo del gusto

ArArAt, il brandy simbolo dell'Armenia nel mondo: invecchia a Yerevan, nella cantina-fortezza che è pure Museo del gusto

Tra i dettagli particolarmente curati c’è anche l’imbottigliamento, che si conclude con l’apposizione del tappo sul quale c’è, in rilievo, la Fenice simbolo di qualità dell’azienda. Le tipologie di brandy sono diverse, tra le quali il Vaspurakan 15 Years Old (intenso color ambra, tocco di oro antico; aroma strutturato e complesso, sentori di spezie, legno affumicato e frutta secca, tipico della botte di quercia caucasica), il Nairi 20 Years Old (profumo armonioso con fragranza balsamica arricchita da toni citrici di cedro e pompelmo rosa; note più speziate di legno, miele e cannella), l’Erebuni 30 Years Old e il famoso Dvin Collection Reserve (invecchiato 10 anni in botti di quercia, gradazione 50°, ricco colore ambrato, sfumature intense di mogano).

E non mancano gli aneddoti. Uno di questi (non suffragato però da documenti storici) racconta che durante la Conferenza di Yalta, Winston Churchill rimase talmente colpito dal gusto del brandy armeno che chiese a Stalin, che glielo aeva offerto, di inviargliene diverse bottiglie. Cosa che si sarebbe avverata, con la spedizione al premier britannico ogni anno di 400 bottiglie di brandy Dvin (etichetta che celebra l’antica capitale Dvin, prodotto per la prima volta nel 1943). Una storia che si è ripetuta nel 2013 quando il presidente russo Vladimir Putinm incontrando David Cameron nella sua villa a Sochi, ha donato al primo ministro britannico una bottiglia di brandy armeno ricordando l’offerta di Stalin a Churchill nel 1945.

ArArAt, il brandy simbolo dell'Armenia nel mondo: invecchia a Yerevan, nella cantina-fortezza che è pure Museo del gusto

ArArAt, il brandy simbolo dell'Armenia nel mondo: invecchia a Yerevan, nella cantina-fortezza che è pure Museo del gusto

Abbiamo iniziato parlando delle albicocche, che pure sono utilizzate – in particolare con la qualità Shalakh – per la preparazione di distillati. In Armenia sono infatti diverse le varietà locali, alcune delle quali si trovano soltano in specifiche regioni come le stesse Shalakh, le Novrast Krasnyj, le Khosrovshay, le Tabarza, le Karmir Nakhidhevani, le Bedem-Erik, le Abutalini, le Spitak ed altre. Proprio la varietà Shalakh – chiamata anche Yerevani, che in armeno vuol dire “di Yerevan” ma anche ‘ananas’ – è il simbolo del Paese.

Per saperne di più
armenia.travel/en
#lovearmenia
#visitarmenia
fb ArmeniaTravelOfficial
www.araratbrandy.com

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: direttore@turismoitalianews – twitter: @giornalista3

 

Dalle albicocche ai khachkars i simboli della tradizione dell’Armenia: da Noè all’Ararat l’orgoglio di un popolo

Alla ricerca dell’Arca perduta: a Echmiadzin, in Armenia, in un’antica chiesa c’è un pezzo della barca di Noè

E’ il lavash il patrimonio dell’Armenia: nel sottile pane tradizionale c’è la storia bimillenaria del Paese asiatico

L’Arca di Noè e il monte Ararat sulla banconota da 500 dram dell’Armenia votata come “la migliore dell’anno”

Armenia: premier Pashinyan, coronavirus potrebbe portare nuove opportunità per economia (Agenzianove 13.03.20)

Erevan, 13 mar 10:52 – (Agenzia Nova) – Le conseguenze della diffusione del nuovo coronavirus sui mercati globali potrebbero portare nuove opportunità per l’economia armena, oltre ovviamente ai problemi che ne deriveranno. Lo ha dichiarato il capo del governo di Erevan, Nikol Pashinyan, durante una live su Facebook. “L’economia globale sta subendo cambiamenti estremamente drastici, che ovviamente potrebbero creare seri problemi alle economie dei singoli paesi: tuttavia, i cambiamenti che interesseranno i mercati mondiali potrebbero aprire nuove finestre di opportunità per il nostro paese”, ha detto il premier.

Alla scoperta di Gyumri, la piccola perla dell’Armenia (siviaggia.it 12.03.20)

Sebbene sia una città molto piccola, Gyumri è un vero gioiello da non perdere: ecco cosa vedere

Splendide architetture che raccontano un passato ricchissimo delle più varie influenze culturali dell’Europa orientale, ma anche tante testimonianze artistiche di grande pregio: Gyumri è una bellissima città dell’Armenia, che ha vissuto un grande dramma, senza però lasciarsi abbattere. È un luogo che saprà regalarvi grandissime emozioni, e per questo motivo merita assolutamente una visita.

Siamo nel nord dell’Armenia, a pochi chilometri dal confine con la Turchia. La città di Gyumri è piuttosto piccola, ma è anche la seconda più popolosa di tutto il Paese, dopo naturalmente la capitale Erevan. In passato è stata chiamata in molti modi: originariamente era Kumayri, poi divenne Alessandropoli e, con la morte di Lenin, assunse il nome di Leninakan, che durò sino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

gyumri

Gyumri – Foto: 123rf

Nella storia più recente di Gyumri non c’è solamente un cambio di denominazione, bensì anche un evento molto drammatico. Nel 1988, la città è stata colpita da un violento terremoto che ha provocato gravissimi danni, arrivando a radere al suolo molti edifici e a comprometterne definitivamente tanti altri. Quello che era un fondamentale polo economico e industriale dell’Armenia ha così vissuto anni difficilissimi. Ma nonostante tutto ci sono ancora molte meraviglie che attendono solamente di essere (ri)scoperte dai turisti.

Gyumri sorge a poca distanza da uno degli aeroporti principali del Paese, così raggiungerla non è affatto difficile. La città, che ha un sapore decadente e molto romantico, si snoda attorno al suo centro storico, costituito da due viali alberati che corrono paralleli. Ad intersecare le due arterie principali, un’infinità di stradine sempre più strette e, in alcuni casi, addirittura acciottolate. Centinaia di edifici di tufo nero con portoni riccamente decorati si affacciano sulle viuzze del centro, donando al posto un’atmosfera un po’ cupa.

gyumri

La Chiesa del San Salvatore – Foto: 123rf

Nonostante le piccole dimensioni di questa città, vi vissero moltissimi grandi artisti le cui testimonianze risplendono ancora oggi in strutture a loro dedicate, dei veri e propri musei affascinanti. Come ad esempio la casa-museo di Hovhannes Shiraz, poeta armeno che scrisse famosi componimenti nella prima metà del ‘900, o la galleria d’arte delle sorelle Aslamazyan, due talentuose pittrici e artiste della ceramica. Imperdibile è anche il Museo nazionale dell’architettura e della vita urbana, uno splendido edificio costruito da un ricco commerciante alla fine dell’800, al cui interno sono raccolte preziose testimonianze della storia di Gyumri.

Una delle architetture più belle della città è la Chiesa del San Salvatore, che venne gravemente danneggiata dal terremoto. Oggi la restaurazione è quasi completa e ha portato la chiesa ai suoi antichi fasti. Proprio nelle sue vicinanze possiamo ammirare quello che è conosciuto come “Vicolo delle croci”: una strada interamente dedicata a decine di Khachkar, cippi funerari scolpiti nel tufo o nel basalto, tipici dell’Armenia.

E dopo aver girato in lungo e in largo la cittadina, è tempo di un po’ di riposo. La fabbrica di birra Old Alexandropol vi accoglierà per visitare lo splendido edificio che la ospita, ormai divenuto un monumento nazionale, ma anche per scoprire qualcosa in più sulle varie fasi di produzione della birra e naturalmente per assaggiarne un bel boccale.

12

Armenia: ministero Sanità, restano 4 i casi di coronavirus nel paese (Agenzianova 12.03.20)

Erevan, 12 mar 08:32 – (Agenzia Nova) – Sono quattro al momento i casi di coronavirus accertati in Armenia. È quanto riferito dal ministero della Sanità, che ha così smentito alcune indiscrezioni apparse su Facebook secondo cui vi sarebbero altri tre casi accertati. “Cari utenti di Facebook, vi invitiamo a non creare ulteriore panico nell’opinione pubblica e a mostrare un senso di responsabilità”, si legge nella nota del dicastero armeno, secondo cui i casi restano quelli identificati il primo e l’11 marzo e sono quattro in tutto. “Chiediamo di dare seguito solo alle notizie provenienti da fonti ufficiali”, si legge inoltre nella nota del ministero. (Res)

Armenia: premier Pashinyan, elezioni dal 1995 al 2018 non sono state libere (Agenzianova 11.03.20)

Erevan, 11 mar 09:46 – (Agenzia Nova) – Dal 1995 alla “rivoluzione di velluto” del 2018, fatta eccezione per le parlamentari del 1999, tutte le elezioni non hanno espresso il libero arbitrio della popolazione armena. È quanto affermato dal premier armeno, Nikol Pashinyan, che durante un comizio a Goris ha letto la bozza della dichiarazione sul referendum costituzionale del 5 aprile. “Dopo il 2018, la rivoluzione pacifica in Armenia, è necessario dare una valutazione politica alla leadership precedentemente in carica. Abbiamo steso una bozza della dichiarazione del referendum che fornirà una valutazione politica dei processi politici che si sono svolti in Armenia negli ultimi trent’anni”, ha affermato Pashinyan. Il primo punto della dichiarazione esprime il mancato rispetto degli standard democratici nelle tornate elettorali svoltesi negli ultimi trent’anni, con unica eccezione le parlamentari del 1999. (segue) (Res)

Caparros lascia il Siviglia. È il nuovo CT del’Armenia (artribune.com 10.03.20)

Joaquin Caparros è il nuovo CT dell’Armenia. Lo ha annunciato il Siviglia, club nel quale Caparros ha allenato prima di diventare responsabile del settore giovanile. Guiderà la Nazionale armena fino nelle qualificazioni ai Mondiali 2022.

Sevilla Fútbol Club

@SevillaFC

? @JoaquinCaparros deja el para dirigir a la selección de Armenia.

¡Gracias por tanto y no olvides, aquí está tu casa, Joaquín!

Armenia – Elevata specializzazione nella prevenzione di epidemie (assadakah 06.03.20)

(ArmenPress/Assadakah) – L’Armenia ha un punteggio elevato di 90 punti nella prevenzione delle epidemie rispetto ad altri Paesi del mondo. Prevenire le epidemie ha affermato che l’Armenia si è preparata meglio a trovare, fermare e prevenire le epidemie.

“Ci sono sistemi funzionanti per trovare, arrestare e prevenire le minacce per la salute, ma devono lavorare per mantenere questo livello di protezione”, ha dichiarato il sito Web di Prevent Epidemics. I Paesi contrassegnati in verde sulla mappa del sito Web sono quelli con un livello di protezione sicuro. Il sito web afferma che l’Armenia ha raggiunto un ReadyScore di 80 o superiore e sta lavorando per migliorare e sostenere la sua preparazione.

Secondo Prevent Epidemics, le aree di preparazione che l’Armenia ha stabilito per trovare, fermare e prevenire le minacce per la salute sono il coordinamento, la comunicazione e la difesa dell’IHR, le malattie zoonotiche e la sicurezza alimentare. Tra le lacune c’è la resistenza antimicrobica. Tra i paesi vicini dell’Armenia, la Georgia ha segnato 57 punti. I Paesi con punteggi 90 o superiori sono Canada, Giappone, Australia, Emirati Arabi Uniti. Il vice primo ministro dell’Armenia Tigran Avinyan ha commentato questo rapporto su Facebook, osservando: “L’Armenia è pronta a trovare, fermare e prevenire le epidemie”.

Vai al sito