Armenia: sondaggio elettorale, ampi consensi a favore del premier Karapetyan (Agenzianova 24.03.17)

Erevan, 24 mar 11:49 – (Agenzia Nova) – Il premier armeno, Karen Karapetyan, resta una delle personalità più stimate dalla popolazione e l’82,2 per cento vorrebbe che venisse confermato alle elezioni del 2 aprile prossimo. È quanto emerge da un sondaggio di Gallup condotto dopo l’avvio della campagna elettorale per le parlamentari. Secondo il 59,4 per cento dei partecipanti all’indagine, inoltre, il lavoro del governo di Erevan negli ultimi sei mesi è stato positivo. Occupazione, economia e lotta alla corruzione: questi sono i tre settori indicati come prioritari dai cittadini nelle attività dell’esecutivo. Il 61,7 per cento dei partecipanti al sondaggio vedono positivamente la partecipazione del primo ministro nella campagna elettorale del Partito repubblicano, di cui Karapetyan è vicepresidente. Al sondaggio di Gallup hanno partecipato 1.145 persone con diritto di voto provenienti da varie parti dell’Armenia.
(Res)

La lezione di Luigi Luzzatti e il diritto alla libertà (Firstonline.info 23.03.17)

In tempi tormentati come i nostri il segretario generale di Assopopolari ricorda la straordinaria attualità dell’opera e del pensiero di Luigi Luzzatti, uomo di governo, parlamentare, banchiere di cui ricorre il novantesimo anniversario della scomparsa -Esemplare il suo impegno in difesa degli armeni, colpiti dal genocidio turco

«Ricordatevi di questi perseguitati! Metteteli in condizione di lavorare e di vivere nella tranquillità famigliare. L’Italia deve offrire un contributo tangibile della sua civiltà millenaria a queste infelici creature con la sua fraterna ospitalità». Il 4 dicembre 1923, Luigi Luzzatti, del quale ricorre quest’anno il novantesimo anniversario della scomparsa, con queste parole accompagnò il capo di una delegazione del popolo armeno dal presidente del Consiglio italiano, Benito Mussolini.

Luzzatti, ormai fuori dall’attività parlamentare e da quella governativa – dal 1922 gran parte dell’attività politica italiana aveva perduto autonomia essendo stata concentrata dal fascismo nelle mani del Primo Ministro – trova comunque la possibilità di svolgere la sua “missione” politica; al di fuori di un sempre più stretto recinto della politica italiana si può dedicare ai popoli oppressi.

In quegli anni è ancora in corso il genocidio del popolo armeno iniziato nel 1915, quando, con l’arresto di oltre duemila armeni – politici, intellettuali, commercianti, giornalisti e studenti – l’impero Ottomano dà inizio al primo genocidio del Novecento. Una ferita – oltre 2.500.000 morti – profonda e aperta, rispetto alla quale non c’è ancora condivisione.

Per la Turchia, ufficialmente, non c’è mai stato un genocidio e il numero delle vittime di quei “fatti”, inferiore a 200 mila unità, è considerato il frutto della legittima e doverosa risposta ad una insurrezione armata che metteva in pericolo la sicurezza del Paese.

Viviamo, oggi, giorni difficili nei quali la libertà e la sicurezza dei popoli sono sottoposte ad un pericoloso e costante attacco e il dramma dell’immigrazione, da qualunque angolo lo si voglia leggere, scuote profondamente le nostre coscienze. L’opera, ai più sconosciuta, di Luzzatti a difesa dei popoli oppressi e la sua intensa attività di sensibilizzazione dei governi e delle organizzazioni internazionali, risultano quanto mai attuali.

Egli si dedicò sia a far rinascere nel popolo armeno la speranza della libertà sia a richiamare l’attenzione italiana – a lui si deve l’ospitalità degli armeni nell’Italia Meridionale – ed internazionale sulla necessità di moralità politica, contro il disimpegno delle grandi potenze a cominciare dall’assenza di un’azione diplomatica che, insieme alla mancanza di unità d’azione fra Gran Bretagna e Russia, aveva permesso ai turchi di proseguire nello sterminio in massa del popolo armeno.

Luzzatti, nato in una famiglia ebraica, non poteva restare indifferente di fronte all’oppressione dei popoli, egli sentiva verso tutti gli orfani della Terra il dovere di un padre.

Il 2 marzo del 1924, Willonghby H. Dickinson, uno dei Vice Presidenti dell’Unione tra le Associazioni per la Società delle Nazioni, venne in Italia per scuotere la sfiducia italiana verso la Società delle Nazioni e disse a Luigi Luzzatti “The Italian don’t feel the use of it”. Lo statista italiano non negò ma fece notare che mai le minoranze erano state tanto calpestate come dopo l’istituzione della Società delle Nazioni e che questa avrebbe dovuto interrompere immediatamente la strage degli armeni e la conseguente dispersione di quel popolo.

L’antisemitismo si risvegliava anche nei paesi più liberi, come la Polonia e, evidentemente, la Società delle Nazioni non assolveva il proprio compito, la voce delle minoranze non giungeva utilmente fino ad essa.

“Perché – chiedeva Luzzatti – l’Inghilterra, che è il socio più importante della Società delle Nazioni, non fa propri questi apostolati con la forza dei suoi mezzi e del suo prestigio? Con la sua autorità l’Inghilterra poteva e doveva trovare una home agli armeni”.

Pochi anni dopo la storia, anche per questa colpevole inerzia, con l’altro grande genocidio, quello del popolo ebraico ad opera delle forze nazi-fasciste, diede drammaticamente ragione a Luzzatti.  Anche in questo frangente, come sempre nella sua vita, Luzzatti seppe tenere insieme l’attività politica, in questo caso diplomatica, dalla concretezza del fare.

A Bari, in quegli anni, cominciò ad occuparsi degli armeni scappati nella città pugliese, avviandoli ad una delle attività a loro più consone, quella della produzione di tappeti a beneficio della colonia stessa, per evitare di costringerli a ritornare nella steppa di Sardarabad. Sempre a Bari ebbe numerosi incontri con lo scrittore e poeta armeno, Hrand Nazariantz, il letterato Jenovk Armen, che fece incontrare con importati e influenti personalità.

Ottenne una commissione tecnica per il Caucaso, per l’Armenia Sovietica, con lo scopo di esaminare il territorio assegnato a 50 mila armeni profughi in Grecia, per accertare che vi fossero le condizioni di una vita materiale dignitosa prima di mandarvi quella sventurata gente.

A Milano gettò le basi di una società anonima che si occupasse della vendita dei tappeti armeni prodotti nel villaggio di Nor Arax. Provò e in parte riuscì a riparare al tradimento inflitto dalla insensibilità morale e politica della comunità internazionale nei confronti un intero popolo.

Ancora una volta, anche in questioni internazionali, Luzzatti seppe anticipare i tempi. Ancora una volta, tutta la lungimiranza e l’impressionante attualità del suo pensiero e della sua opera ci forniscono delle chiavi di lettura utili per capire il presente e il futuro.

* Giuseppe De Lucia Lumeno è il Segretario Generale dell’Associazione  Nazionale fra le  Banche Popolari

”Armenia fiorisce il canto”. spettacolo-concerto di Massimo Lippi a memoria del genocidio del 1915 (Sienafree 21.03.17)

L’ambasciatrice dell’Armenia scrive al Comune: con Siena Città Aperta vi siete posti l’obiettivo di guidare i cittadini alla scelta di un mondo non di differenze ma di solidarietà
Interpreti le soprano Agnessa Gyurdzhyan e Klàra Mitsova, le pianiste Lilit Khachatryan ed Elina Yanchenko, le allieve della scuola di “Danza nel mondo” e Agostino Lippi

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Un’opera teatrale scritta e diretta dal poeta e artista senese Massimo Lippi, che rilancia il messaggio della sua scultura monumentale realizzata nella città di Ashtarak a memoria del genocidio subito dalla popolazione armena nel 1915. “Armenia fiorisce il canto”, lo spettacolo-concerto promosso dall’associazione culturale Musicaincanta per venerdì 24 marzo, alle ore 21, al Teatro dei Rozzi nell’ambito del festival Siena Città Aperta, propone un ampio ventaglio di partecipazioni che spaziano dalle soprane Agnessa Gyurdzhyan e Klàra Mitsova alle pianiste Lilit Khachatryan ed Elina Yanchenko, dalle allieve della scuola di “Danza nel mondo” diretta da Judith Bartlett ad Agostino Lippi, il quale ha scolpito nella pietra il “Tavolo della Pace” nel simposio internazionale di Shushi in Artsakh (Armenia, 2014) e che vestirà i panni del terribile distruttore del popolo armeno.

L’impegno civile a favore della pace e della natura ha portato Massimo Lippi a scrivere quest’opera che si avvale di simboli, immagini, danza e melodie per testimoniare <<un fatto storico che pesa ancora sulla coscienza del mondo – come sostiene il Maestro – attraverso la sublimazione di un dolore che non può essere placato con il torpore della dimenticanza. Per questo, abbiamo il dovere di riaccendere, attraverso l’arte, i segni vivi della Verità e della Giustizia e di riaffermare, libero e alto, l’immenso valore della pace e della convivenza tra gli uomini>>.

Un’opera che ha raccolto il plauso anche di Victoria Bagdassarian, ambasciatrice della Repubblica di Armenia, che ha nei giorni scorsi ha inviato una lettera al sindaco Bruno Valentini: “Quando ho sfogliato il programma di ‘Siena Città Aperta’ – scrive – ho subito notato nell’introduzione le parole pace, tolleranza e diritti umani. Parole che oggi hanno perso la loro forza e il loro significato: la pace non è sempre il traguardo, la tolleranza è sostituita dalla paura e i diritti umani sono stati calpestati da un individualismo cieco e sfrenato. Eppure, il Comune di Siena con un programma ricchissimo di eventi si è posto l’obiettivo, difficile da realizzare ma per questo ancora più importante e fondamentale, di guidare i cittadini alla scelta di un mondo non di differenze ma di solidarietà”.

Victoria Bagdassarian plaude al Festival Siena Città Aperta e racconta che “da armena, figlia di un popolo che ha sempre creduto nella cultura, desidero ringraziare Lei, la Giunta Comunale, il Consiglio Comunale e tutto il Comune di Siena per una manifestazione che è una dichiarazione di intenti. Ed è un ringraziamento che non si limita oggi ma vuole estendersi a quanto Siena, le sue istituzioni e la sua cittadinanza hanno fatto nel tempo riservando un’attenzione affettuosa e morale, all’Armenia, alla sua cultura, alla sua storia, al suo Genocidio”. L’ambasciatrice, che non sarà a Siena per impegni presi precedentemente, conclude la missiva affermando che “vi saranno presto altre occasioni per ribadire la storica amicizia Armenia-Italia e Armenia-Siena”.

Per quanto riguarda l’opera, nella prima scena irrompe la soavità degli angeli, raffigurati dal gruppo di allieve della scuola di “Danza nel Mondo”. La voce struggente e malinconica della cantante armena Agnessa Gyurdzhyan reinterpreterà alcuni canti popolari in un’avvolgente sequenza di motivi e anche l’episodio evangelico di Gesù in agonia nell’orto degli ulivi. Al pianoforte, la musicista armena Lilit Khachatryan ed Elina Yanchenko si alterneranno nell’esecuzione di brani tradizionali per dare maggiore rilievo all’azione scenica, mentre la Maestra Klàra Mitsova interpreterà un canto in un crescendo drammatico di potente suggestione. L’iniziativa è a ingresso libero.

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“Armenia fiorisce il canto”: spettacolo-concerto in ricordo del genocidio del 1915

Massimo Lippi racconta. L’ambasciatrice dell’Armenia scrive al Comune: con Siena Città Aperta vi siete posti l’obiettivo di guidare i cittadini alla scelta di un mondo non di differenze ma di solidarietà

 SIENA. Un’opera teatrale scritta e diretta dal poeta e artista senese Massimo Lippi, che rilancia il messaggio della sua scultura monumentale realizzata nella città di Ashtarak a memoria del genocidio subito dalla popolazione armena nel 1915. “Armenia fiorisce il canto”, lo spettacolo-concerto promosso dall’associazione culturale Musicaincanta per venerdì 24 marzo, alle ore 21, al Teatro dei Rozzi nell’ambito del festival Siena Città Aperta, propone un ampio ventaglio di partecipazioni che spaziano dalle soprane Agnessa Gyurdzhyan e Klàra Mitsova alle pianiste Lilit Khachatryan ed Elina Yanchenko, dalle allieve della scuola di “Danza nel mondo” diretta da Judith Bartlett ad Agostino Lippi, il quale ha scolpito nella pietra il “Tavolo della Pace” nel simposio internazionale di Shushi in Artsakh (Armenia, 2014) e che vestirà i panni del terribile distruttore del popolo armeno.

L’impegno civile a favore della pace e della natura ha portato Massimo Lippi a scrivere quest’opera che si avvale di simboli, immagini, danza e melodie per testimoniare “un fatto storico che pesa ancora sulla coscienza del mondo – come sostiene il Maestro – attraverso la sublimazione di un dolore che non può essere placato con il torpore della dimenticanza. Per questo, abbiamo il dovere di riaccendere, attraverso l’arte, i segni vivi della Verità e della Giustizia e di riaffermare, libero e alto, l’immenso valore della pace e della convivenza tra gli uomini”.

Un’opera che ha raccolto il plauso anche di Victoria Bagdassarian, ambasciatrice della Repubblica di Armenia, che ha nei giorni scorsi ha inviato una lettera al sindaco Bruno Valentini: “Quando ho sfogliato il programma di ‘Siena Città Aperta’ – scrive – ho subito notato nell’introduzione le parole pace, tolleranza e diritti umani. Parole che oggi hanno perso la loro forza e il loro significato: la pace non è sempre il traguardo, la tolleranza è sostituita dalla paura e i diritti umani sono stati calpestati da un individualismo cieco e sfrenato. Eppure, il Comune di Siena con un programma ricchissimo di eventi si è posto l’obiettivo, difficile da realizzare ma per questo ancora più importante e fondamentale, di guidare i cittadini alla scelta di un mondo non di differenze ma di solidarietà”. Victoria Bagdassarian plaude al Festival Siena Città Aperta e racconta che “da armena, figlia di un popolo che ha sempre creduto nella cultura, desidero ringraziare Lei, la Giunta Comunale, il Consiglio Comunale e tutto il Comune di Siena per una manifestazione che è una dichiarazione di intenti. Ed è un ringraziamento che non si limita oggi ma vuole estendersi a quanto Siena, le sue istituzioni e la sua cittadinanza hanno fatto nel tempo riservando un’attenzione affettuosa e morale, all’Armenia, alla sua cultura, alla sua storia, al suo Genocidio”. L’ambasciatrice, che non sarà a Siena per impegni presi precedentemente, conclude la missiva affermando che “vi saranno presto altre occasioni per ribadire la storica amicizia Armenia-Italia e Armenia-Siena”.

Per quanto riguarda l’opera, nella prima scena irrompe la soavità degli angeli, raffigurati dal gruppo di allieve della scuola di “Danza nel Mondo”. La voce struggente e malinconica della cantante armena Agnessa Gyurdzhyan reinterpreterà alcuni canti popolari in un’avvolgente sequenza di motivi e anche l’episodio evangelico di Gesù in agonia nell’orto degli ulivi. Al pianoforte, la musicista armena Lilit Khachatryan ed Elina Yanchenko si alterneranno nell’esecuzione di brani tradizionali per dare maggiore rilievo all’azione scenica, mentre la Maestra Klàra Mitsova interpreterà un canto in un crescendo drammatico di potente suggestione. L’iniziativa è a ingresso libero.

Divisioni interne alla comunità armena dietro alle interferenze politiche nell’elezione del nuovo Patriarca (Agenzia Fides 21.03.17)

Istanbul (Agenzia Fides) – Il deputato Garo Paylan, membro armeno del Parlamento turco, ha presentato un’interpellanza scritta al ministro turco degli Interni, Süleyman Soylu per chiedere chiarimenti riguardo alle interferenze di ordine politico che stanno condizionando l’elezione del futuro Patriarca armeno di Costantinopoli, con sede a Istanbul. Interferenze che a giudizio di molti osservatori sono alimentate da divisioni interne tra esponenti autorevoli dello stesso Patriarcato.
Le procedure per eleggere il successore di Mesrob II Mutafyan – giovane e intraprendente Patriarca armeno di Costantinopoli reso inabile da una malattia incurabile che lo ha colpito dal 2008 – erano state concordate tra alcuni alti rappresentanti del Patriarcato durante un summit convocato a Erevan, presso la Sede patriarcale di Echmiadzin (Armenia) dal Patriarca Karekin II, Catholicos di tutti gli Armeni, lo scorso 23 e 24 febbraio (vedi Fides 2/3/2017). Quell’incontro, superando all’apparenza precedenti contrapposizioni in seno al Patriarcato di Costantinpoli, aveva previsto l’elezione di un Locum Tenens e di un Comitato operativo, che avrebbero dovuto sovrintendere all’elezione, entro sei mesi, del nuovo Patriarca, “secondo le procedure vigenti”.
Lo scorso 15 agosto, seguendo il programma concordato, l’Assemblea dei chierici del Patriarcato aveva eletto come Locum Tenens l’Arcivescovo Karekin Bekdjian, alla guida della diocesi armena apostolica in Germania. Ma subito dopo tale elezione, il Patriarcato armeno di Costantinopoli ha ricevuto una lettera da parte di Aziz Merjan, vice-governatore del governatorato di Istanbul, che definiva “legalmente inammissibile” il processo elettorale già avviato.
L’interpellanza del parlamentare Paylan chiede quali siano le motivazioni di tale atto di interferenza politica, considerando l’accordo interno raggiunto in seno al Patriarcato sulle procedure di elezione del nuovo Patriarca. Nel suo intervento, Paylan fa riferimento anche alla piena compatibilità tra la procedura in corso e le disposizioni giuridiche internazinali che regolano la vita interna delle comunità religiose minoritarie presenti in Turchia dopo la liquidazione dell’Impero ottomano.
In realtà, dietro la lettera del vice-governatore di Istanbul si intravede anche il permanere di divisioni interne in seno al Patriarcato armeno di Costantinopoli: secondo fonti armene consultate dall’Agenzia Fides, l’Arcivescovo Aram Ateshyan – che dal 2008, dopo il manifestarsi della malattia del Patriarca, aveva assolto le funzioni di Vicario patriarcale generale – considera la lettera del vice-governatore un elemento di cui occorre tener conto, e che mette in discussione la legittimità del processo elettorale messo in moto dopo il summit di Erevan. Ateshyan continua di fatto a esercitare le funzione di Vicario patrarcale generale, e non sembra intenzionato a cederle all’Arcivescovo Karekin Bekdjian, eletto Locum Tenens. (GV) (Agenzia Fides 21/3/2017).

Armenia-Emirati: presidente Sargsyan domani in visita ad Abu Dhabi (Agenzia Nova 21.03.17)

Erevan, 21 mar 12:31 – (Agenzia Nova) – Il presidente dell’Armenia, Serzh Sargsyan, si recherà domani in visita negli Emirati Arabi Uniti. Sargsyan parteciperà a un forum d’investimenti bilaterale ad Abu Dhabi, secondo quanto riferisce una nota dell’amministrazione presidenziale di Erevan. Il capo dello stato armeno si era recato in visita negli Emirati nel 2016 e in quell’occasione aveva concordato l’organizzazione del forum.

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Il Russian Direct Investment Fund lancia un fondo russo armeno. (Bebeez.it 17.03.17)

The Russian Direct Investment Fund (RDIF), fondo sovrano russo, sta lanciando il Russia-Armenia Investment Fund assieme all’azienda statale armena  SME Investments (si veda privateequitywire). Attraverso lo strumento del fondo, si ricercheranno opportunità per rafforzare la collaborazione tra i due paesi. Questo accordo è stato firmato durante la visita del Presidente armeno in Russia che lo ha visto incontrare il Presidente Putin. Si tratta del risultato più importante dei colloqui tra il ministro dell’industria e del commercio russo Denis Manturov ed il ministro dello sviluppo economico armeno Suren Karayan, durante i quali sono stati fissate le priorità per lo sviluppo congiunto delle relazioni tra Russia e Armenia.

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Armenia: centinaia per morte oppositore (Ansa 17.03.17)

Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza oggi a Erevan, capitale dell’Armenia, per denunciare la morte in carcere di un attivista dell’opposizione.
Secondo testimoni circa mille persone hanno invaso le strade per il secondo giorno consecutivo criticando il governo e chiedendo l’apertura di un’inchiesta imparziale sulla morte del 49enne Artur Sarkisyan. L’uomo aveva cominciato il mese scorso lo sciopero della fame per protestare contro la sua carcerazione ed è morto d’infarto ieri.
Sarkysian era stato arrestato l’anno scorso con l’accusa di fiancheggiare il terrorismo: aveva infatti portato da mangiare a miliziani catturati dopo aver attaccato una stazione di polizia a Erevan.

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Turchia-Armenia: ministro Esteri russo Lavrov, pronti ad assistere eventuali negoziati fra Ankara ed Erevan (Agenzianova 16.03.17)

Mosca, 16 mar 11:46 – (Agenzia Nova) – La Russia è pronta ad assistere Armenia e Turchia nell’ambito di eventuali negoziati diplomatici bilaterali. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in un’intervista alla rivista bimestrale “Regional Post”, dedicata all’area del Caucaso. “Quando Erevan e Ankara decideranno di sedersi al tavolo negoziale, Mosca sarà pronta ad assicurare la massima collaborazione”, ha spiegato Lavrov. Il ministro russo si è detto convinto della capacità dei paesi vicini di risolvere le questioni ancora aperte, sottolineando come Mosca accoglierebbe con favore l’apertura del confine fra la Turchia e l’Armenia, quale membro dell’Unione economica eurasiatica (Uee). “Saremmo estremamente felici se la parte turco-armena delle frontiere esterne dell’Uee fosse aperta al libero movimento di persone, beni e servizi”, ha spiegato Lavrov. (Rum)

ARMENIA: L’UE combatte la corruzione in vista delle elezioni di aprile (Eastjournal 15.03.17)

Lo scorso 5 febbraio la delegazione dell’UE in Armenia e il Consiglio d’Europa hanno dato vita a un progetto congiunto, volto a garantire assistenza elettorale al paese, in particolare in vista delle elezioni parlamentari del prossimo aprile. Con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale, l’ambasciatore dell’UE a Yerevan, Piotr A. Świtalski, ha espresso l’intenzione di fare del 2017 l’anno del “passo avanti” nella lotta alla corruzione in Armenia. Già nel febbraio dello scorso anno, Świtalski aveva sottolineato l’importanza di restaurare la fiducia della popolazione armena nel sistema politico della nazione, anche facendo leva sul nuovo codice elettorale.

La supervisione del processo elettorale in Armenia ha come scopo quello di incrementare la credibilità della commissione centrale in vista delle elezioni, formando al tempo stesso le squadre di osservatori interni. A tal proposito, il 12 febbraio la delegazione ha partecipato alla verifica della nuova tecnologia per l’autenticazione dei votanti alle elezioni regionali di Semyonovka.

Fermare il flusso della corruzione

Intanto, la società civile armena pare reagire positivamente agli stimoli, e lo stesso governo ha promosso alcuni emendamenti anti-corruzione. Il 1 febbraio la delegazione dell’UE in Armenia ha dato il via alla campagna “Stop the Flow of Corruption”, rinnovando alcuni dei passati obiettivi e ponendone di nuovi. La lotta alla corruzione politica resta una delle priorità della delegazione, assieme alla frode elettorale e al clientelismo.

Secondo Świtalski, è importante che si diffonda un sentimento di intolleranza tra la popolazione. È certo fondamentale che il prossimo parlamento armeno dia la priorità alla lotta alla corruzione, ma non basta: il problema deve essere compreso estensivamente, attraverso l’uso di strumenti informativi accessibili a tutti.

Karen Zadoyan, presidente dell’Associazione degli avvocati armeni, ha elaborato un elenco di punti-chiave per combattere la corruzione. Tra di essi figura la criminalizzazione dell’arricchimento illecito, per la quale esiste già un progetto di legge, che diverrà effettivo il 1 luglio. Anche Zadoyan, del resto, sottolinea l’importanza della partecipazione diffusa alla lotta contro la corruzione, auspicando la nascita di una piattaforma digitale che permetta ai cittadini stessi di denunciare i singoli episodi.

Cultura e tecnologia contro la corruzione

Il 27 gennaio, l’Impact Hub di Yerevan ha ufficializzato il lancio della campagna “L’Arte della (anti) corruzione”. Il progetto nasce dalla partnership con l’UE, e pone come obiettivo quello di demolire il senso di inevitabilità che molti armeni associano al concetto di corruzione. L’ambasciatore Świtalski ha evidenziato infatti che il fenomeno, pur riguardando in primis la sfera politica, è in realtà radicato nella mentalità comune. La campagna pone pertanto il focus sull’aspetto culturale, stimolando la diffusione di messaggi anti-corruzione in diverse forme: video, scritti e rappresentazioni teatrali.

L’azione europea in Armenia prevede anche il finanziamento di una tecnologia innovativa, elaborata in collaborazione con il Tumo Center per le tecnologie creative di Yerevan. Il progetto prevede lo sviluppo di un gioco online ambientato in una città oppressa dalla corruzione. L’obiettivo del gamer sarà quello di trovare soluzione alle problematiche del mondo virtuale, simili a quelle reali: corruzione, abuso di potere e di risorse, e così via.

Inoltre, il 17 febbraio, Świtalski ha annunciato che l’UE sovvenzionerà una campagna da 1 milione di euro per la promozione di settori creativi nella regione di Shirak, nella convinzione che la cultura e le nuove tecnologie possano stimolare lo sviluppo economico e sociale del paese.

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Mosca: Colloqui russo armeni (Agenparl 15.03.17)

Presidente della Russia Vladimir Putin : Sig Sargsyan, Signore e Signori,

Come è tradizione, i miei colloqui con il presidente dell’Armenia sono state costruttive e business-like. Abbiamo discusso gli aspetti chiave della nostra cooperazione bilaterale e scambiato opinioni sulle agende internazionali e regionali.

Abbiamo tenuto colloqui con i capi dei ministeri e delle agenzie, e con i membri della comunità di business, durante i quali abbiamo discusso in dettaglio le statali e sviluppo in corso le prospettive della nostra cooperazione bilaterale multiforme.

Vorrei sottolineare che la visita del presidente Sargsyan a Mosca si svolge in un momento importante nella vita politica dell’Armenia. Il paese sta completando una riforma costituzionale che stabilirà una repubblica parlamentare, ed è presto per tenere elezioni parlamentari. So che le autorità armene e lei personalmente, il sig Sargsyan, stanno facendo grandi sforzi per garantire che la campagna elettorale, il voto, e il processo di conteggio dei voti sarà libero e democratico. Vi auguro ogni successo in questo. La Russia vuole veramente un Armenia stabile, indipendente e in via di sviluppo in modo dinamico.

I rapporti dei nostri paesi sono quelli degli alleati veri. Presto, il 3 aprile, segnerà una data importante – il 25 ° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche. Russia e l’Armenia sinceramente cercano di rafforzare la loro cooperazione reciprocamente vantaggiosa e tutto tondo partenariato strategico.

Abbiamo un intenso dialogo politico. I nostri governi hanno contatti attivi e lavorare insieme, come fanno i nostri ministeri degli esteri e dei consigli di sicurezza. I nostri ministeri hanno anche stabilito stretti legami di lavoro, ed i nostri scambi parlamentari sono in espansione.

La Russia è il primo partner economico dell’Armenia. Il nostro commercio bilaterale è aumentato del 6 per cento l’anno scorso. Pensiamo che questo sia un vero successo, data la situazione economica globale instabile. Ora stiamo esaminando la possibilità di effettuare transazioni reciproche in moneta nazionale, al fine di continuare ad espandere e diversificare il nostro mestiere.

investimenti russi nell’economia Armenia arriva a più di $ 3 miliardi. Intorno al 2000 le società con capitale russa operano oggi in Armenia. La nostra cooperazione settore energetico si sta sviluppando rapidamente. La Russia è il più grande fornitore di gas naturale in Armenia, che fornisce il 100 per cento del gas dell’Armenia. Gazprom ha contribuito a ricostruire la quinta unità di potenza della centrale elettrica termica Razdan e ha portato la sua capacità fino a 480 megawatt. Rosatom sta modernizzando centrale nucleare armena.

La nostra cooperazione nel settore minerario sta sviluppando con successo. società russa Polimetall sta sviluppando campi d’oro in Armenia, e Rusal ha investito $ 120 milioni in una venture di produzione di alluminio in comune.

La Russia sta aiutando a sviluppare le infrastrutture di trasporto dell’Armenia. Russian Railways sta portando avanti un programma su vasta scala per modernizzare la rete ferroviaria, con un investimento di $ 500 milioni.

regioni Armenia hanno stabilito legami di partnership solide con più di 70 regioni russe. Il quinto russo-armeno interregionale Forum ha avuto luogo a Erevan lo scorso ottobre. Speriamo che i legami bilaterali ottenere una spinta dal programma di cooperazione interregionale che è stato firmato il 24 gennaio e viene eseguito a partire dal 2016 fino al 2021.

Contatti tra le persone e, scientifici e di educazione culturale sono particolarmente importanti per i nostri paesi. Circa 5.500 cittadini armeni stanno studiando nelle università russe, oltre 1.500 dei quali a spese del governo russo. L’anno scorso, come parte della nostra cooperazione culturale e umanitario, i due paesi svolta con successo giorni reciproca della cultura.

Premere dichiarazioni seguenti colloqui russo-armeno.  Presidente dell'Armenia Serzh Sargsyan.

Premere dichiarazioni seguenti colloqui russo-armeno. Presidente dell’Armenia Serzh Sargsyan.

Abbiamo notato le nostre posizioni comuni o simili nel nostro scambio di opinioni sulle attuali questioni internazionali e regionali. I nostri paesi cercano di coordinare la loro azione in sede ONU. Collaboriamo con successo nel portare avanti il processo di integrazione all’interno dell’Unione Economica Eurasiatica e la CSI, e stiamo sviluppando la nostra cooperazione costruttiva all’interno della CSTO. Siamo grati ai nostri amici armeni per la loro cooperazione in questo settore molto importante. Nel mese di ottobre 2016, e nel febbraio di quest’anno, russi aerei dell’aeronautica consegnati aiuti umanitari dall’Armenia alla Siria.

Abbiamo discusso la situazione con Nagorno-Karabakh. La Russia continua a fare tutto il possibile per facilitare soluzioni reciprocamente accettabili per il conflitto sia all’interno del Gruppo di Minsk in seno all’OSCE, e in contatti diretti con Erevan e Baku.

In conclusione, vorrei ringraziare i nostri colleghi e il signor Sargsyan personalmente per un dialogo sostanziale e proficuo di oggi. Sono sicuro che gli accordi raggiunti ci aiuteranno a continuare ad approfondire il partenariato strategico tra i nostri due Paesi.

Grazie per l’attenzione.

Presidente dell’Armenia Serzh Sargsyan : Putin, Signore e Signori,

Putin ha dato un resoconto dettagliato del nostro incontro e dei suoi risultati. Vorrei dire qualche parola sui seguenti argomenti. I colloqui erano in effetti costruttivi e molto sostanziale. Come sempre, hanno avuto luogo in un clima di completa comprensione reciproca che caratterizza lo spirito di partnership di alleanza.

Ognuno dei nostri incontri è una buona occasione per analizzare e discutere l’applicazione dei contratti e progetti comuni e per delineare nuovi piani di cooperazione tra i nostri paesi.

Quest’anno è un anno anniversario per le nostre relazioni; stiamo che segna il 25 °anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra i nostri paesi. Oggi, abbiamo fatto una recensione dettagliata della strada i nostri paesi hanno viaggiato negli ultimi 25 anni.

La cooperazione bilaterale tra l’Armenia e la Russia è diventata più dinamica e guadagnato più approfondita di sostanza in questi ultimi anni. Putin e ho notato che continui sforzi congiunti per approfondire la nostra cooperazione strategica sono nell’interesse dei nostri popoli fratelli.

A seguito delle discussioni su tutta la gamma di questioni bilaterali, abbiamo affermato la nostra disponibilità a continuare gli sforzi per approfondire la cooperazione in materia di sicurezza, la politica estera, questioni militari-tecnica, il commercio e l’economia, e la sfera umanitaria, in conformità con il nostro accordo sulla Amicizia, Cooperazione e reciproca assistenza, e la Dichiarazione sulla cooperazione Alleanza tra Armenia e Russia, che guarda al futuro.

In questo contesto, vorrei sottolineare l’importanza della firma dell’accordo intergovernativo sul gruppo delle forze armate combinate dei nostri paesi hanno stabilito, e l’entrata in vigore dell’accordo sul sistema di difesa aerea regionale unificata nella sicurezza collettiva Caucaso regione. Questi documenti saranno senza dubbio contribuire a rafforzare la sicurezza nel Caucaso meridionale.

Premere dichiarazioni seguenti colloqui russo-armeno.

dichiarazioni seguenti colloqui russo-armeno.

Abbiamo discusso l’intera gamma dei nostri rapporti commerciali ed economici, con particolare attenzione alle aree quali il commercio, gli investimenti, l’energia ei trasporti. La Russia è il più grande partner commerciale dell’Armenia. Nel 2016, il commercio tra i nostri paesi è aumentato del 15 per cento entro le nostre stime. Inoltre, nel gennaio di quest’anno, abbiamo registrato un incremento molto significativo rispetto ai dati dello stesso periodo dello scorso anno.

Questa è la prova del potenziale grave che potremmo utilizzare, anche attraverso l’Unione economica eurasiatica, nell’interesse della nostra imprenditori e cittadini. Armenia, come membro attivo dell’Unione economica eurasiatica si propone di approfondire la cooperazione all’interno di questa organizzazione e di facilitare il pieno funzionamento delle sue strutture e dei meccanismi senza barriere artificiali. Vogliamo anche aumentare autorità internazionale dell’organizzazione. Totale investimenti russi nel settore reale dell’economia armena ora arriva a più di $ 4,5 miliardi. business russo è presente in tutti i settori dell’economia armena, con più di 1.400 aziende, più di 2000 se prendiamo singoli imprenditori in considerazione. L’energia nucleare, la scienza e la tecnologia avanzata sono tutti i settori che arricchiscono la gamma delle nostre relazioni bilaterali tradizionali.

Siamo pronti a dare la dovuta attenzione allo sviluppo di diversi progetti nel settore dei trasporti e dei servizi logistici. Tenendo conto posizione geografica dell’Armenia e l’appartenenza al EAEU, vediamo un grande potenziale per lo sviluppo di transito attraverso l’Armenia in Iran e il Golfo Persico.

cooperazione interregionale è uno dei più importanti della nostra interazione. Siamo fermamente fissato a incoraggiare e sostenere le regioni dei nostri paesi nel loro desiderio di sviluppare il commercio diretto, legami economici e umanitari.

Abbiamo esaminato il nostro coordinamento della politica estera all’interno delle Nazioni Unite, OSCE, EAEU, CSTO e altre organizzazioni internazionali, e esaminato diversi aspetti del lavoro dell’Unione economica eurasiatica, tra cui prospettive di sviluppo reciprocamente vantaggiosi legami con altri paesi e organizzazioni internazionali. Abbiamo notato la necessità di lavoro coerente per rendere la CSTO più efficace e per garantire l’osservazione delle norme e dei principi di documenti di base dell’organizzazione e gli obblighi che abbiamo preso su. Abbiamo anche discusso importanti questioni regionali internazionali, come la lotta al terrorismo, la situazione in Medio Oriente, e la crisi siriana. Colgo l’occasione per ringraziare la Russia per il suo aiuto nel trasporto di aiuti umanitari armeno per il popolo siriano.

Abbiamo discusso in dettaglio nella sicurezza della regione, in particolare il processo di risoluzione del Nagorno-Karabakh e creare le condizioni necessarie per il processo di negoziazione per andare avanti. Apprezziamo il contributo di Russia e gli altri co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE per risolvere il problema attraverso mezzi esclusivamente pacifici. Ancora una volta richiamò l’importanza di rispettare gli accordi di cessate il fuoco permanente tripartiti del 1994-1995 e la necessità di attuare gli accordi raggiunti a Vienna e St Petersburg. Condividiamo l’idea che la minaccia della forza o il suo utilizzo sono completamente inaccettabile e sarebbe un colpo al processo di pace.

Signore e signori, faremo ogni sforzo per continuare a sviluppare la nostra alleanza e collaborazione nell’interesse del ‘progresso e dei nostri popoli dei nostri paesi amicizia. Sono certo che gli accordi raggiunti oggi contribuiranno a rafforzare la cooperazione dei nostri paesi in tutti i settori in uno spirito di amicizia e di sostegno reciproco.

In conclusione, vorrei ringraziare l’onorevole Putin una volta di più. Grazie, e grazie ai nostri amici russi per l’ospitalità e per i colloqui produttivi e costruttivi. In particolare vi ringrazio per il ritorno in Armenia il lavoro del grande artista Vrubel, Demone e Angelo con Anima di Tamara , che è stato rubato da Armenia nel 1995. Grazie agli sforzi delle autorità russe, questo dipinto è stato trovato e Putin ha parlato oggi della Russia intenzione di tornare questo dipinto in Armenia.

La ringrazio molto, signor Presidente.

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