Centenario del genocidio degli Armeni 1915-2015 (L’Adigetto.it 17.11.15)

a Fondazione Caritro ha organizzato un convegno e una mostra per i giorni 20 e 21

Per ricordare il genocidio degli Armeni cominciato cento anni fa, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto ha organizzato un convegno intitolato «Centenario del Genocidio degli Armeni 1915-2015» e una mostra che si terranno rispettivamente nei giorni di 20 e 21 novembre 2015.
La giornata di venerdì 20 il convegno si svolgerà all’Auditorium Santa Chiara dalle 9.15 alle 17. Nella giornata di sabato 21, sarà inaugurata nella sede Caritro di Via Calepina la mostra di immagini e testimonianze sugli «Armeni in Anatolia, 1915».
Come si sa, allo scoppio della Grande Guerra i turchi (schierati con gli Imperi Centrali) avevano deportato il popolo curdo, considerato nemico a tutti gli effetti.
Moltissimi morirono, per questo fu chiamato «genocidio», parola poco gradita dalla Turchia di Oggi, che riconosce la morte di massa di quel popolo deportato, ma lo considera un inevitabile «effetto collaterale» di una guerra globale. Continua

L’Aquila. Centenario del genocidio degli Armeni, Giunta trasmette al Consiglio la proposta di delibera per il riconoscimento (Abruzzonews24.it 17.11.15)

Le ultime dal Comune di L’Aquila | L’Aquila – 17 novembre 2015. Su proposta dell’Assessore alla Cultura, Elisabetta Leone, la Giunta ha approvato una delibera per il “Riconoscimento del Genocidio del Popolo Armeno in occasione del suo centenario”, disponendone la trasmissione al Consiglio comunale, per l’iscrizione all’ordine del giorno della prossima seduta. E’ quanto viene riportato in un comunicato diramato, oggi, dal servizio informazione e comunicazione del Comune di L’Aquila. I dettagli della nota, della quale si riporta l’intero contenuto testuale, sono stati resi pubblici, alle 13, anche sulle pagine del portale web dell’ente, sul quale e’ stata rilanciata la notizia. La Giunta ha, poi, approvato una delibera per condividere e sostenere l’Iniziativa “Chi si ricorda oggi dello sterminio degli Armeni” promossa dall’Ente Musicale Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”, in collaborazione con l’Associazione L’Idea di Cleves, che si terrà all’Aquila, presso l’Auditorium del Parco, nei giorni 12 e 13 dicembre 2015Continua

Il seminario sullo sterminio degli armeni (lacittadisalerno.it 16.11.15)

Nuovo incontro alle ore 15 all’Università di Salerno promosso dal Seminario permanente di storia e storiografia. Oggi sarà ospite il dott. Antonio Ferrara, dell’Università di Napoli Federico II, che proporrà una riflessione, a partire da un recente saggio di ricerca, sullo sterminio degli armeni cristiani. Esattamente cento anni fa, infatti, tra la primavera del 1915 e la fine del 1916, circa 600.000 sudditi cristiani dell’impero ottomano, in prevalenza armeni, furono vittima di un inumano genocidio. Eventi drammatici, purtroppo a lungo dimenticati o addirittura negati. Ma, come spiega l’autore della ricerca, “a cent’anni di distanza da questi ultimi – e a valle del rinnovamento degli studi storici reso possibile dall’accesso alle fonti ottomane – è possibile disporre di un quadro credibile degli eventi, e al tempo stesso ricostruire, almeno per sommi capi, l’evoluzione di una storiografia ormai abbastanza ricca e articolata”.

La riflessione su uno degli stermini, innescati anche da cause religiose, che hanno insanguinato il secolo scorso è tanto più attuale alla luce dei recenti fatti di Parigi. Il seminario, aperto al pubblico, pertanto, intende offrire un’occasione di dibattito, alla presenza di studenti e docenti dell’ateneo salernitano, perfare del passato un mezzo attraverso cui riflettere sul presente. Continua

Culture e identità tra Armenia e Toscana (Ilcittadinoonline 14.11.15)

SIENA. Questo martedì 17 novembre, a partire dalle ore 18.00, l’artista armeno Mikayel Ohanjanyan sarà al Siena Art Institute per una delle “conversazioni” aperte al pubblico del ciclo stARTers-Assaggi d’Arte. Ohanjanyan è reduce da un grande successo alla Biennale di Venezia: nella primavera di quest’anno, insieme ad altri diciotto artisti e alla curatrice Adelina von Fürstenberg, ha vinto il Leone d’Oro per il miglior padiglione nazionale nella città lagunare con la mostra Armenity.

Mikayel Ohanjanyan è autore di un’interessante sintesi di ricerca formale e analisi dei contesti sociali all’interno dei quali l’artista si trova ad operare, a cavallo tra i paesaggi ed i ritmi dell’Armenia e la sua città di adozione, Firenze, dove vive da ormai quindici anni. L’elemento di partenza è sempre il cubo, variamente manipolato, distorto, attraversato da vuoti che assumono una consistenza quasi materica. Il risultato è un’arte che traduce in un linguaggio sintetico ed universale l’incontro di mondi, culture e riflessioni incarnato dall’artista…Continua

Lamezia: “Lo sterminio del popolo cristiano-armeno”, iniziativa di Cantiere Laboratorio (Lametino.it 14.11.15)

Lamezia Terme – Nel centenario dell’“Olocausto” di quel popolo, Cantiere Laboratorio e la sua organizzazione giovanile, “Gioventù Controcorrente”, con la collaborazione di “Gioventù Nazionale“ ed “Identità Tradizionale”, per ricordare e non dimenticare, hanno organizzato un incontro pubblico dal titolo: “1915 – 2015: un Genocidio dimenticato. Lo sterminio del popolo cristiano-armeno”. L’evento, che si svolgerà giovedì 19 novembre alle 19:30 presso la sala “Studio Meeting”, vedrà, tra gli altri interventi, la testimonianza di Padre Karem Boghos, armeno-siriano di Aleppo.

“Ci sono tragedie di nazioni e popoli sui quali cala una coltre di silenzio. Genocidi alla ribalta, altri ignorati,  come se la vita umana avesse un peso diverso  a seconda dell’ etnia o religione di appartenenza.  Il genocidio del popolo armeno del 1915 è uno di quelli posti nel dimenticatoio della storia. La Turchia lo nega ancora e chi parla di “genocidio armeno”  viene perseguito legalmente, eppure fu perpetrato dal suo governo laicista e massonico dei “Giovani Turchi” che, nell’aprile del 1915, iniziò un sistematico sterminio, una vera e propria pulizia etnica che decretò la morte di oltre 1 milione e mezzo di armeni  cristiani nel tentativo di cancellarne l’identità”…Continua

Note in onore degli armeni trucidati (Il Friuli 13.11.15)

Nell’anno del centenario del genocidio del popolo armeno (1915-1916), l’Università di Udine, in collaborazione con il Comune di Udine e con l’Associazione friulano-armena Zizernak, propone un momento di riflessione attraverso una lettura-concerto dal titolo “Con occhi immobili…”. Introdurrà Antonia Arslan, autrice de ‘La masseria delle allodole’, di cui saranno letti alcuni passi, accompagnati da brani musicali della compositrice armena Irma Toudjian, al pianoforte, voce narrante Cristina Benedetti. L’iniziativa si terrà martedì 17 novembre alle 20.45 presso il salone del Parlamento del Castello di Udine.
L’evento, patrocinato dall’Ambasciata di Armenia in Italia e dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, sarà preceduto dagli interventi di Angelo Vianello, già delegato alla cultura dell’ateneo friulano, di Federico Pirone, assessore comunale alla cultura, e da Diran Igidbashian, per l’Associazione Zizernak… Continua

A Palazzo Galli un incontro dedicato alla tragedia del genocidio armeno. (Ilpiacenza.it 13.11.15)

a Palazzo Galli un incontro dedicato alla tragedia del genocidio armeno.

A distanza di un secolo dal tragico sterminio perpetrato dall’Impero Ottomano che causò la morte di oltre un milione di armeni (alcune stime parlano anche di un milione e mezzo di persone uccise), la Banca di Piacenza cercherà di ricostruire e di far luce su questa drammatica, e troppo spesso dimenticata, pagina di storia contemporanea.

Martedì 17 novembre alle 18, nella sala Panini di Palazzo Galli, si svolgerà infatti un incontro dal titolo “Il genocidio armeno. 100 anni di silenzio – I racconti degli ultimi sopravvissuti”. L’incontro, organizzato con il patrocinio della Repubblica d’Armenia in Italia, prevede la ricostruzione dei fatti e la lettura di testimonianze di alcuni sopravvissuti. Continua

 

Armenia: due soldati uccisi da cecchini azeri nel Nagorno Karabakh (Askanews 13.11.15)

Roma, 13 nov. (askanews) – Due soldati armeni dell’esercito della provincia di fatto indipendente del Nagorno Karabakh sono rimasti uccisi dopo essere stati colpiti da proiettili sparati da “cecchini” dell’Azerbaigian. L’ha affermato oggi l’Armenia.

“Il 12 novembre due soldati dell’esercito del Karabakh sono stati uccisi da cecchini azeri nel settore meridionale del fronte del Karabakh”, ha riferito il ministero della Difesa di Erevan in un comunicato.

Armenia e Azerbaigian sono ancora tecnicamente in guerra per il Nagorno Karabakh, la provincia a maggioranza armena che ha proclamato unilateralmente l’indipendenza. La guerra degli anni ’90, che ha provocato almeno 30mila morti, è stata interrotta da un cessate-il-fuoco, che è tuttavia regolarmente violato dalle due parti.

Armeni in Siria: tra passato e guerra attuale (Sputniknews.com 12.11.15)

Da più di quattro anni che il legittimo governo siriano di Assad resiste contro quel terrorismo creato ad hoc fuori dai confini nazionali e per capire anche le alleanze tra i vari paesi dell’area medio orientale, alleati ed ostili a Damasco, è importate analizzare un aspetto non secondario circa la secolare presenza armena in Siria.
Gli armeni erano molto integrati nella società siriana, in quanto abitanti del paese prima della sua formazione come stato indipendente. La stragrande maggioranza è costituita da sopravvissuti al Genocidio e loro discendenti. L’ultima fermata infatti delle deportazioni era il deserto siriano tanto che a Deir al-Zor vi è la chiesa armena che fungeva da memoriale del genocidio armeno prima che Jabhat al-Nusra la facesse esplodere con le reliquie delle vittime del 1915. Professionisti, commercianti ed artigiani  costituivano sicuramente la maggioranza della minoranza armena in Siria.

Il rapporto degli armeni con tutte le chiese cristiane e con il clero islamico è stato sempre eccellente. Il motivo è da ricercare nel fatto che la popolazione armena, essendo una realtà locale, aveva relazioni con le altre chiese da secoli, addirittura prima che numerose etnie locali diventassero islamiche.

Il rapporto con la famiglia Assad è stato sempre ottimo, in quanto appartengono a una minoranza, gli alauiti, che tanti armeni ancora oggi  considerano lontani figli dei crociati. Nonostante quello in Siria sia un regime, bisogna riconoscere che il Presidente Bassar al-Assad in questi 20 anni è riuscito a garantire la pace interconfessionale ed interetnica. Continua

 

Dodici colonne per non dimenticare il genocidio degli armeni (Gariwo 10.11.15)

Esattamente cento anni fa si consumava il terribile destino della popolazione armena, vittima del primo grande genocidio del Novecento. A un secolo di distanza, sabato 14 novembre, verrà inaugurato al Sunset Park di Las Vegas, negli Stati Uniti, un nuovo memoriale per non dimenticare il milione e mezzo di persone uccise durante il Metz Yeghern.

La costruzione del monumento è stata annunciata all’inizio dell’anno ed è iniziata il 24 aprile, il giorno del centesimo anniversario del genocidio. L’Armenian-American Cultural Society (AACS) di Las Vegas ha finanziato il progetto, che ha visto la partecipazione di tutte le chiese e le organizzazioni armene della città.

La struttura, di forma circolare, sarà formata da dodici pilastri di cemento, rappresentanti ognuna delle dodici province turche nelle quali si è consumato il genocidio. Andy Armenian, console onorario della Repubblica di Armenia a Las Vegas, all’inizio dell’anno aveva affermato in un’intervista con la Nevada Public Radio come il monumento sia un simbolo di speranza che possa servire a ricordare un evento passato per prevenire futuri genocidi in tutto il mondo. “Una meta di riflessione”, non solo per l’intera comunità armena.

Alla cerimonia, programmata per le 10 della mattina, parteciperanno personalità di rilievo della comunità religiosa armena della città, rappresentanti dei governi armeno e libanese, oltre che personaggi della scena politica locale. Continua