La “petite Arménie”: storia della comunità armena di Lione (Meridiano13.it 16.03.26)

La comunità armena di Lione è tra le più grandi in Francia, patria adottiva degli armeni arrivati in varie ondate nel corso dell’ultimo secolo in fuga da guerre e persecuzioni.

La presenza di tale diaspora nel capoluogo dell’Alvernia-Rodano-Alpi è ben visibile nel centro della città, dove si trovano una chiesa apostolica armena, una scuola e un monumento in memoria del genocidio. In alcune boulangerie di Lione è poi possibile provare il gata, oltre ai classici baguette e croissant.

La “piccola Armenia” di Décines-Charpieu

Anche il comune di Décines-Charpieu (30mila abitanti circa) è un epicentro della comunità armena nell’area urbana di Lione.

Già sul tram che parte dalla stazione ferroviaria di Lyov-Part-Dieu si sente parlare armeno e il legame con il paese caucasico emerge entrando a Décines-Charpieu, dove un cartello segnala il gemellaggio del centro abitato francese con la città di Stepanavan.

Poche vie più in là la toponomastica suggerisce l’approcciarsi di una vera e propria petite Arménie. Dalla strada principale si svolta, infatti, prima su rue Wilson e poi su rue du 24 Avril 1915. Entrambe queste denominazioni richiamano eventi di oltre cent’anni fa ben presenti nella memoria collettiva degli armeni.

Il 24 aprile è la data in cui in Armenia e nel mondo si commemora il Medz Yeghern (grande crimine), il genocidio perpetrato dalle truppe ottomane in cui tra il 1915 e il 1917 caddero vittime oltre 1,5 milioni di civili, prevalentemente di etnia armena, oltre che greca e assira. Il presidente statunitense Woodrow Wilson (in carica dal 1913 al 1921) è invece guardato con grande rispetto da molti armeni, in quanto fu tra i leader internazionali che per primi si attivarono per alleviare le sofferenze delle vittime del genocidio e per il diritto all’autodeterminazione del loro paese.

Sulla rue du 24 Avril 1915 si trovano, nel giro di pochi metri, due chiese armene (una apostolica e una evangelica), un centro culturale – la Maison de la culture arménienne de Décines (MCA) – un monumento alle vittime del genocidio, oltre a una popolare scuola di ballo.

A raccontare a Meridiano 13 la storia della comunità armena di Décines-Charpieu, Jacques Etoyan, volontario alla MCA.

La presenza degli armeni nell’area è legata a stretto giro ai tragici eventi della Prima guerra mondiale. I reduci del genocidio arrivarono a Marsiglia, per poi risalire progressivamente la valle del Rodano e insediarsi a Lione dal 1925. Nel 1932 crearono un primo punto d’incontro, la Maison du Peuple (l’immagine di copertina di questo articolo ritrae l’interno dell’edificio costruito negli anni Trenta).

Da allora, spiega Etoyan, la comunità è cresciuta e ha partecipato alla vita di Décines-Charpieu. Negli anni Settanta altri gruppi di armeni, tra i quali il nostro interlocutore, sono arrivati in Francia dal Libano.

Proprio in quel periodo, nel 1978, la Maison du Peuple è stata rinnovata, assumendo la denominazione MCA e dotandosi di personale a tempo pieno per promuovere la cultura armena nella zona.

Negli anni Dieci una nuova evoluzione con la costruzione di un altro edificio grazie al supporto dello Stato e della comunità. Questa costruzione, decorata con le lettere dell’alfabeto armeno, oggi ospita il Centre national de la mémoire arménienne, con al suo interno un ristorante, una mediateca, uffici e una sala espositiva.

Il caratteristico edificio che ospita il Centre national de la mémoire arménienne e il ristorante Ara (Meridiano 13/Aleksej Tilman)

Diverse le attività organizzate per tenere viva la cultura armena: da un mercatino nel periodo di Natale, al pranzo annuale offerto agli anziani della comunità nel ristorante Ara, gestito dal Centro.

Viviamo in un ambiente armeno, ma ci evolviamo anche con la società francese, senza escludere nessuno.

Jacques Etoyan

Oltre alle sue istituzioni, a cambiare è anche la comunità armena di Lione. Negli ultimi vent’anni, infatti, sono arrivati in numero consistente armeni dall’Armenia. E, col tempo, l’apertura delle frontiere e di voli low cost diretti per Erevan, si sono rafforzati i rapporti con il paese caucasico da tutti considerato come una patria lontana… ma non più così tanto.

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