Nuova vita per la casa armena di via Marcello, il restauro svela i colori originali (TriesteNews 10.03.26)

10.03.2026 – 07.00 – Risalendo via della Madonna del Mare e giungendo ad altezza della sede temporanea della Biblioteca Attilio Hortis, a fianco della scuola Carducci avovlta nei veli di un cantiere, s’intravederà, in via Benedetto Marcello, la sagoma poderosa di un Palazzo in via di ristrutturazione. Il n. 2 e 4 su via Marcello è ormai completo e i serramenti nuovi di zecca si affiancano a vaste decorazioni ridipinte di fresco. Noto come palazzo Haggi, l’insieme di edifici (si tratta in realtà di due identici manufatti, corrispondenti ai due numeri civici) rientra nelle cosiddette ‘case armene‘: un gruppo edilizio costruito sull’alto del colle di San Vito dal ricco mercante di tappeti di fede armena Haggi Giorgio Aydinian. Sebbene Haggi avesse vissuto in alcune delle case assieme a figli & parenti, in realtà le case armene furono affittate ai triestini, giungendo ad essere un elemento caratterizzante il quartiere per la bella presenza, la vicinanza alla chiesa armena e un gusto stilistico abbastanza uniforme, improntato a stilemi italiani.
Le due case, la cui ristrutturazione a cura di B&P sembra avviarsi al completamento dopo lunghi lavori iniziati ancora nel 2022, erano stati da tempo abbandonati; eppure fino al secondo dopoguerra erano stati una parte importante del rione con negozietti al pianoterra e diverse abitazioni.

Haggi affidò la progettazione delle due case all’architetto Ruggero Berlam nel 1904: inseriti su un piano inclinato, proprio al di sotto del costone della collina, le due case vennero realizzate con uno stile neo medievale, recuperando elementi caratteristici del Medioevo italiano. Lo sguardo, tolte le impalcature, può ora ammirare archetti pensili, tante finestre a monofora e bifora e i caratteristici mascheroni, i volti intrappolati in un urlo muto. L’apparato decorativo, presente agli ultimi piani, fu opera rispettivamente del figlio Arduino e del pittore Pietro Lucano (1878-1972).

Le due case sono state sottoposte a un adeguamento anti sismico ed impiantistico e comprenderanno, completato il restauro, 22 appartamenti. Ad un primo sguardo, scorrendo le offerte online, i prezzi si aggirano sul mezzo milione per 120 metri quadri, con solo otto appartamenti ancora rimasti in vendita. Volatilizzati anche i due box auto ricavati dai precedenti negozi, mentre rimangono disponibili svariate cantine. Come avvenuto prima in Cavana e ora in svariate zone del centro, va scomparendo quel tessuto sociale di negozi e piccole famiglie un tempo elemento essenziale della vita del rione; chi può permettersi simili acquisti di solito opera per un investimento o con finalità turistiche.

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