San Gregorio di Narek, 27 febbraio 2026/ Oggi si ricorda il monaco armeno amato da papa Francesco. (Il Sussidiario 27.02.26)

San Gregorio di Narek è molto conosciuto per il suo libro delle lamentazioni: monaco, poeta e letterato è stato designato come Dottore della Chiesa

San Gregorio di Narek, monaco e Dottore della Chiesa

Il 27 febbraio di ogni anno la Chiesa commemora San Gregorio di Narek, un importante personaggio vissuto a cavallo dell’anno 1000. Nasce nel 951 e muore nel 1003. Viene ricordato per essere stato un monaco, un poeta, un teologo e un mistico armeno. Nasce in una famiglia di scrittori nella Grande Armenia, che si trova nell’attuale Turchia.
Dopo la morte prematura della madre, fu cresciuto e formato dal cugino.
La poesia era nella sua genetica: nella sua vita Gregorio condusse un’esistenza umile, insegnando teologia nei conventi e nei monasteri cristiani in Armenia, componendo poesia e canti rivolti alla divulgazione della fede cristiana.

Il 21 febbraio del 2015papa Francesco ha confermato il titolo di Dottore della Chiesa a San Gregorio, tramite apposita lettera apostolica. La cerimonia è avvenuta a Roma, nella Basilica di San Pietro, proprio in occasione della ricorrenza dei cento anni del genocidio degli armeni. Gregorio di Narek viene proclamato da papa Francesco come 36°dottore della Chiesa.


San Gregorio di Narek: l’introspezione e non il castigo è la chiave per la crescita spirituale

L’impegno di Gregorio poeta si evince nel Narek, il cosiddetto libro delle lamentazioni: la sua poetica risiede nella capacità di guardarsi dentro, di valorizzare l’introspezione dell’animo umano come strumento di pace e di umanità.
Questo è l’insegnamento di un poeta e di un teologo che porta in alto la benevolenza, la riflessione, il lavoro interiore dell’uomo come unica arma per sconfiggere il male. Si tratta di una visione moderna per i tempi, dove penitenza e castrazioni facevano parte del modus operandi tradizionale: lavorare su se stessi significava spostare l’ottica sull‘introspezione come unica modalità di salvezza, attribuendo così all’uomo un certo arbitrio e una forte autonomia rispetto a Dio, la dottrina, il dogma e la figura del male/demonio.

San Gregorio e tutto il suo impegno ecumenico, come poeta e letterato, è fonte di ispirazione per gli artisti contemporanei armeni di oggi che vedono nella sua poetica un immaginario positivo e altamente spirituale, da associare a yoga e meditazione.

Le celebrazioni per San Gregorio di Narek

San Gregorio di Narek viene celebrato in Italia attraverso lunghe sessioni di preghiere, come quella che si è tenuta nei giardini Vaticani nel 2021 e all’Angelicum nel 2022: viene considerato il ponte per eccellenza tra la cultura romana occidentale e quella armena.
All’interno dei Giardini Vaticani esiste una statua in bronzo che riproduce le effige di San Gregorio, ed è stata benedetta da papa Francesco nel 2018.

L’Armenia, una delle prime civiltà cristiane asiatiche che ha subito un terribile genocidio

L’Armenia è una ex repubblica sovietica che si trova fra Europa e Asia, sulla catena montuosa del Caucaso.
Da sempre è considerato uno Stato ponte fra la cultura d’oriente e d’occidente ed è stato il primo Paese a convertire la fede cristiana come religione ufficiale.
Oggi è uno Stato spesso in conflitto con i Paesi limitrofi, di un fascino indiscutibile: offre numerosi monasteri, chiese paleocristiane, conventi di rara bellezza e antichità, quasi tutti annoverati come patrimonio Unesco.
Si tratta di un Paese montuoso, ricco di costumi e tradizioni: gli scacchi sono il gioco nazionale, che viene insegnato come materia scolastica.
Impossibile resistere al pane, cibo tradizionale, e alla grappa locale che viene qui prodotta secondo tradizione e viene usata da sempre come rimedio naturale.
Oggi la città di origine del Santo fa parte del territorio politico turco, dopo le lotte intestine che hanno portato a un vero genocidio del popolo armeno, avvenuto fra il 1915 e il 1923, durante la Prima Guerra Mondiale.

Gli altri Santi del giorno

Oltre a San Gregorio di Narek, il 26 febbraio si ricordano: Santi Euno e Giuliano, Sant’Onorina martire, San Besas soldato e San Baldomero suddiacono.

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Il messaggio universale di San Gregorio di Narek (In Terris)