Un paradigma del Novecento: grande partecipazione a Bozzolo all’incontro sul genocidio armeno (Mantovauno 01.03.26)
BOZZOLO – Un pomeriggio di riflessione, studio e memoria condivisa per tenere viva l’attenzione su una delle pagine più drammatiche del Novecento. Ieri, nella cornice della Pinacoteca di Palazzo dei Principi a Bozzolo, si è svolto l’incontro “Per non dimenticare”, che ha visto protagonista il professor Andrea Fenocchio con la presentazione del suo lavoro “Il genocidio armeno come paradigma dei drammi genocidari del Novecento”.
L’iniziativa ha registrato una partecipazione numerosa e attenta. A introdurre l’incontro sono stati il sindaco Giuseppe Torchio e l’assessore alla Cultura Irma Pagliari, che hanno richiamato con forza il valore della memoria come argine contro ogni forma di negazionismo e come fondamento di una coscienza storica condivisa.
Fenocchio, presentato dai suoi ex allievi, ha offerto un’analisi storica documentata del genocidio armeno, proponendolo come evento paradigmatico per comprendere le tragedie genocidarie che hanno segnato il secolo scorso. Nel dibattito storiografico contemporaneo, infatti, il genocidio armeno occupa un posto cruciale non soltanto come fatto storico, ma come modello interpretativo della violenza di massa novecentesca.
Secondo indirizzi ormai consolidati, esso viene indicato da molti studiosi come il “primo genocidio della storia”, un precedente decisivo anche per gli studi successivi sull’Olocausto. Non è soltanto la dimensione quantitativa – stimata in circa un milione e mezzo di vittime – a conferire centralità a quell’evento, ma il suo significato politico e culturale: la distruzione sistematica di una minoranza percepita come estranea al progetto nazionale ottomano. Si è approfondito anche al tema delle relazioni tra la Chiesa cattolica romana e il popolo armeno, nelle sue componenti ortodossa e cattolica di rito orientale. Due i grandi spartiacque storici richiamati: il genocidio stesso, che suscitò una vera e propria “crociata di carità” da parte della Chiesa in soccorso degli armeni perseguitati, e il Concilio Ecumenico Vaticano II, che aprì nuovi orizzonti nel dialogo interconfessionale. Un filone di studio che l’autore aveva già approfondito in precedenti pubblicazioni e che ieri ha trovato ulteriore sviluppo.
