Zungri e quel filo rosso con la Comunità armena, Verduci: «Le grotte ricordano i nostri antichi abitati» (Vibonese 19.05.26)
C’è un filo rosso che unisce la comunità armena a Zungri. Un legame fatto di storia, amore per le proprie radici, desiderio di conoscere e tramandare che si rinsalda anche in occasione di una giornata particolare, quella del 24 aprile. In questa data si ricorda il genocidio avvenuto a inizio Novecento nell’area che comprendeva l’Anatolia, Cappadocia e gran parte del Medio Oriente.
Il genocidio
Nel 1915 centinaia e centinaia di intellettuali armeni furono arrestati, torturati e uccisi dal movimento dei Giovani turchi che all’epoca governava l’Impero Ottomano. Fu l’inizio di quello che molti storici definiscono come il «primo genocidio del ‘900». A perdere la vita, in quei drammatici anni, circa 1 milione e mezzo di armeni.
Come spiega Carmine Verduci, rappresentante della Comunità armena in Calabria: «Per noi, come Comunità Armena di Calabria, questa giornata ha un valore identitario, storico e comunitario. È il momento – aggiunge – in cui rinnoviamo la memoria del popolo Ameno che ci è fratello, ricordando il genocidio, riaffermiamo il legame profondo che unisce la diaspora armena ai territori che l’hanno accolta anche storicamente influenzata».
In questo contesto, l’insediamento rupestre di Zungri, con le sue grotte e la sua storia, presenta similitudini con gli abitati che accolsero gli armeni. Un popolo che ha un legame storico importante con la Calabria risalente al IX secolo d. C. quando, per ragioni militari, un contingente armeno a seguito dello stratega Niceforo Foca (il vecchio) approdò nella nostra regione. Si stanziò tra Bruzzano e Brancaleone dove edificarono costruzioni scavate nella roccia.
Un po’ come avvenne nella cittadina del Poro, il cui complesso di case grotta conserva testimonianze del passaggio di popoli antichi.
Per questo, fa rilevare Verduci, «la giornata della memoria diventa così un ponte tra passato e futuro, tra Armenia e Calabria, tra memoria e rinascita».
Il legame tra la Comunità Armena e Zungri
Il legame tra la comunità armena e Zungri si è sviluppato nel tempo attraverso ricerche storiche, percorsi culturali e scambi Istituzionali con l’amministrazione comunale e figure istituzionali del luogo: «Zungri, con il suo insediamento rupestre e la sua storia antica – fa presente il referente Verduci – è per noi un luogo che dialoga naturalmente con la tradizione armena ed in particolare dei villaggi scavati nella roccia in Armenia e in quella grande Armenia antica che oggi non c’è più». Un avvicinamento «cresciuto grazie a iniziative culturali condivise, visite e studi che hanno messo in luce affinità simboliche e architettoniche, la volontà comune di valorizzare un patrimonio spirituale e antropologico che unisce i due popoli. Il risultato è un rapporto fatto di rispetto reciproco e collaborazione, che continua a rafforzarsi anno dopo anno».
Nel 2026 non sono mancate iniziative sparse in tutte la Calabria. Anche il liceo Capialbi di Vibo ha ospitato un’interessante giornata di approfondimento. In altri contesti si sono svolte altrettante significative iniziative, «tra cui il Valle degli Armeni Tour 2026, che ha coinvolto Brancaleone Vetus, Bruzzano Zeffirio e Ferruzzano Superiore». L’evento ha registrato oltre 40 partecipanti, provenienti non solo dalla Calabria ma anche da altre regioni italiane, come il Trentino.
«Si è svolta la commemorazione del genocidio, organizzata insieme ad altre associazioni del territorio. Inoltre alcuni incontri con le scuole, prima e dopo la giornata, dimostrano quanto la nostra comunità stia facendo sul piano culturale per diffondere il messaggio del Genocidio affinché anche le nostre generazioni sappiano sia importante ricordare».
Anche Zungri e Brancaleone hanno manifestato vicinanza con «l’esposizione del tricolore armeno, Zungri con la bandiera esposta sul palazzo comunale e Brancaleone con la bandiera che sventola sulla rupe che domina il borgo antico e tutta la cittadina costiera». Una partecipazione «calorosa e sentita, confermando che la memoria armena in Calabria è viva, condivisa e partecipata».
Il messaggio di Zungri
Ne è testimonianza il messaggio dell’amministrazione Fiamingo in occasione della ricorrenza:
«Il 24 aprile – si legge sul post social – rappresenta un momento di riflessione condivisa per la Armenia e per la comunità internazionale, affinché il sacrificio di oltre un milione di vittime innocenti non venga dimenticato e continui a interrogare le coscienze.
Zungri si unisce a questo ricordo riaffermando i valori fondamentali di rispetto, dignità umana e convivenza pacifica tra i popoli. La memoria non è solo commemorazione, ma responsabilità: un impegno concreto a contrastare ogni forma di violenza, discriminazione e negazione dei diritti.
Il legame storico tra la Calabria e il popolo armeno resta un esempio significativo di incontro tra culture, fondato su accoglienza, solidarietà e scambio reciproco, elementi che ancora oggi arricchiscono il nostro territorio».
