Il futuro di Erevan sospeso fra Oriente e Occidente (Asianews 11.08.26)
Mosca (AsiaNews) – A fine luglio, il premier armeno Nikol Pašinyan ha dichiarato che il Paese intende sviluppare le relazioni con la Russia, ma non ritiene che debbano essere esclusive. Secondo lui, uno dei cambiamenti chiave nella politica estera dell’Armenia è stato il desiderio di ampliare la propria cerchia di partner internazionali, e di cercare alternative che prima mancavano al Paese, indicando la Cina come una delle più importanti. Pechino sta seguendo con attenzione la regione del Caucaso meridionale; cogliendo l’occasione, il 4 agosto il premier cinese Li Qiang ha inviato una lettera di congratulazioni in onore della riconferma di Pašinyan come primo ministro, osservando che “Cina e Armenia godono di una lunga e tradizionale amicizia”.
Insieme alla Cina, anche l’India, rivale storico di Pechino, è un importante partner geopolitico dell’Armenia. Lo stesso giorno delle congratulazioni cinesi, l’ambasciatore armeno in India, Vaagn Afyan, ha incontrato Amit Telang, sottosegretario per la cooperazione internazionale presso il ministero della Difesa indiano; al centro della discussione la cooperazione in materia di difesa tra i due Paesi, in particolare nei settori militare-industriale e militare-educativo.
Le relazioni tra Armenia e India hanno compiuto un salto di qualità negli ultimi anni, trasformandosi in una vera e propria partnership strategica, e il principale motore di questo riavvicinamento è stato il settore della sicurezza. L’India, che ha relazioni complesse con il Pakistan, alleato dell’Azerbaigian, ha visto nell’Armenia un partner naturale, mentre Nuova Delhi è diventata una fonte cruciale di armi per Erevan. Questo ha portato a una crescita senza precedenti nella cooperazione tecnico-militare: a partire dal 2024 l’Armenia è diventata il maggiore acquirente di armi indiane, con acquisti totali per 600 milioni di dollari. Anche la componente economica mostra una dinamica positiva, anche se l’India non è tra i principali partner commerciali e di investimento dell’Armenia. Il volume degli scambi bilaterali è inferiore a 300 milioni di dollari, mentre a titolo di confronto con la Russia supera i due miliardi di dollari.
Sebbene l’India svolga un ruolo importante nel complesso militare-industriale e di sicurezza dell’Armenia, la Cina la supera di gran lunga sul piano economico. Il 31 agosto 2025 è stata firmata a Pechino una Dichiarazione congiunta sull’istituzione di un partenariato strategico tra Armenia e Cina, e gli indicatori economici confermano il ruolo crescente della Cina, che nel 2023 era il terzo partner commerciale dell’Armenia, con un interscambio di 2,13 miliardi di dollari, in aumento del 21,3% rispetto all’anno precedente. La Cina è interessata all’Armenia per le sue materie prime: si tratta principalmente di oro (62,6% delle esportazioni), rame, argento, minerali di molibdeno e vino. Automobili, apparecchiature telefoniche, abbigliamento e materiali da costruzione vengono importati dalla Cina.
In termini di aspetti militari e politici, l’India sembra attualmente il partner più importante: Delhi è pronta non solo a fornire armi, ma anche a condividere tecnologia, addestrare personale e sostenere Erevan in un potenziale nuovo confronto con Azerbaigian e Turchia. In termini di importanza economica, la Cina è chiaramente leader; i volumi commerciali, le linee di credito e i progetti infrastrutturali rendono la Cina un partner economico prezioso.
Pašinyan cercherà di utilizzare entrambi i Paesi come fattori per diversificare i contatti esterni della Repubblica. Allo stesso tempo, la Russia rimane il principale partner economico dell’Armenia per il prossimo futuro, e l’obiettivo politico primario di Pašinyan non è l’India o la Cina, bensì l’Unione Europea. Più l’Armenia si avvicina all’Ue, più dovrà adattarsi alle sue preferenze non solo nei rapporti con la Russia, ma anche con i giganti asiatici. Per non parlare degli Stati Uniti, al cui presidente Donald Trump è stata proposta da Pašinyan una candidatura al Premio Nobel per il suo contributo alla pace con l’Azerbaigian, e ha accettato di intitolare a lui il corridoio Tripp tra le due parti dell’Azerbaigian.
