Armenia. Arrestato l’ex presidente Kocharyan, nuovo scontro tra Pashinyan e le vecchie élite filorusse (Notizie Geopolitiche 27.08.26)

di Giuseppe Gagliano –

L’ex presidente armeno Robert Kocharyan è stato arrestato insieme al figlio maggiore Sedrak nell’ambito di un’inchiesta per abuso d’ufficio, corruzione e riciclaggio di denaro su larga scala. Il procedimento, che coinvolge altre nove persone e vede anche l’ex presidente Serzh Sargsyan accusato di abuso di potere, apre un nuovo fronte nello scontro tra il governo di Nikol Pashinyan e la classe dirigente che per decenni ha mantenuto stretti rapporti politici ed economici con la Russia.
Secondo la Procura generale, l’indagine riguarda presunte cessioni di beni pubblici a società private tra il 1998 e il 2008 a prezzi inferiori al loro valore di mercato. La portata dell’operazione e il profilo degli indagati attribuiscono tuttavia al caso anche una rilevanza politica e geopolitica.
L’arresto è avvenuto poche ore dopo un duro confronto parlamentare tra Pashinyan e Levon Kocharyan, figlio minore dell’ex presidente. Levon aveva accusato il primo ministro di esercitare pressioni sulla magistratura e sulle forze dell’ordine, mentre Pashinyan aveva pubblicamente sollevato interrogativi sull’origine della ricchezza della famiglia Kocharyan. La vicinanza temporale tra i due episodi ha spinto l’opposizione a denunciare una resa dei conti politica.
Kocharyan rappresenta una delle figure principali dell’Armenia post sovietica legata all’alleanza strategica con Mosca e alle élite provenienti dal Nagorno Karabakh. Pashinyan, arrivato al potere dopo le proteste del 2018, ha invece progressivamente ridimensionato i rapporti con i vecchi apparati e avvicinato Erevan all’Unione Europea.
Il governo presenta le indagini come parte della lotta alla corruzione e del tentativo di recuperare beni sottratti allo Stato. L’opposizione sostiene invece che gli strumenti giudiziari vengano utilizzati selettivamente contro gli avversari politici. La credibilità dell’operazione dipenderà quindi dalla solidità delle prove e dalla trasparenza del procedimento.
Il caso assume particolare importanza anche nei rapporti con la Russia. Durante la sua presidenza Kocharyan rafforzò l’alleanza con Mosca, favorì gli investimenti russi nei settori strategici dell’economia armena e mantenne stretti rapporti con Vladimir Putin. La sua uscita di scena indebolisce quindi uno dei principali riferimenti politici del Cremlino a Erevan.
L’arresto segue quello dell’imprenditore armeno russo Samvel Karapetyan, importante figura dell’opposizione accusata di avere incoraggiato il rovesciamento di Pashinyan. Anche questa vicenda ha evidenziato la crescente contrapposizione tra il governo e gli ambienti politici ed economici maggiormente collegati alla Russia.
Il deterioramento delle relazioni tra Erevan e Mosca si è accelerato dopo la crisi del Nagorno Karabakh. Per decenni l’Armenia aveva considerato la Russia il principale garante della propria sicurezza nei confronti dell’Azerbaigian e della Turchia. La perdita del territorio ha però alimentato la convinzione che le garanzie russe non fossero più sufficienti.
Pashinyan ha quindi cercato di diversificare le relazioni diplomatiche e militari, aumentando la cooperazione con l’Europa e altri interlocutori internazionali. L’indebolimento delle forze politiche favorevoli alla tradizionale alleanza con Mosca potrebbe accelerare ulteriormente questo processo.
L’Armenia resta tuttavia fortemente esposta sul piano strategico. L’avvicinamento all’Occidente può garantire sostegno politico, investimenti e cooperazione, ma non sostituisce automaticamente il sistema di sicurezza sul quale Erevan aveva fatto affidamento per decenni.
Analoga dipendenza rimane sul piano economico. I capitali russi hanno un peso significativo nei settori energetico, industriale, finanziario e infrastrutturale, mentre tra i due Paesi esistono profondi rapporti commerciali, familiari e migratori. Ridurre l’influenza politica di Mosca senza provocare conseguenze economiche richiederà quindi nuovi investimenti e una progressiva diversificazione.
Il caso Kocharyan rappresenta così una prova per il governo Pashinyan. Se le accuse saranno dimostrate attraverso un processo trasparente, l’operazione potrà rafforzare la lotta contro l’impunità delle vecchie élite. Eventuali pressioni politiche o irregolarità alimenterebbero invece le accuse dell’opposizione sull’utilizzo della magistratura contro gli avversari.
L’arresto dell’ex presidente segna comunque un ulteriore passaggio nel ridimensionamento del sistema politico che aveva legato l’Armenia alla Russia. Per Erevan resta da capire quale nuovo equilibrio economico e di sicurezza potrà sostituire quello costruito con Mosca.

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Armenia, Kocharyan fermato con accuse di corruzione dopo lo scontro del figlio con Pashinyan. Giustizia o nuova resa dei conti politica?


In Armenia è stato arrestato l’ex presidente Robert Kocharyan in un’indagine per corruzione (Il Post)


Armenia arresta l’ex presidente Kocharyan con l’accusa di corruzione (Euronews)


 

Armenia: Pashinyan, Stato sarà risarcito beni acquisiti illegalmente da Kocharyan, Sargsyan e Tsarukyan

Erevan, 27 ago 12:30 – (Agenzia Nova) – Il secondo presidente dell’Armenia Robert Kocharyan, il terzo presidente Serzh Sargsyan e l’imprenditore Gagik Tsarukyan, leader del partito Armenia Prospera, dovrebbero vivere delle loro pensioni e dei redditi acquisiti legalmente, mentre tutto ciò che avrebbero ottenuto illegalmente dovrà essere restituito integralmente allo Stato. Lo ha dichiarato il primo ministro armeno Nikol Pashinyan durante un briefing al termine della riunione del governo. “Devono vivere della pensione e dei loro redditi legali, mentre ciò che hanno acquisito illegalmente deve essere restituito alla Repubblica d’Armenia e al suo popolo, centesimo dopo centesimo”, ha affermato Pashinyan, aggiungendo che, in caso contrario, “significherebbe che deve scoppiare una nuova rivoluzione”. Il premier ha ricordato di avere già sollevato la questione durante il comizio conclusivo del partito Contratto civile in Piazza della Repubblica a Erevan, in vista delle elezioni parlamentari del 7 giugno. Le dichiarazioni arrivano dopo l’apertura, il 24 agosto, di un procedimento penale nei confronti di Kocharyan per tre capi d’accusa di abuso d’ufficio, due di corruzione per somme particolarmente elevate e quattro di riciclaggio di denaro; l’ex presidente è stato arrestato oggi. Tsarukyan si trova invece in custodia cautelare con accuse di frode su vasta scala e riciclaggio di denaro, mentre anche Sargsyan è coinvolto in un procedimento collegato al caso Kocharyan ed è stato posto in custodia cautelare.
(Rum)

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