Il 27 settembre tra le tombe di Yerablur, sei anni dopo: i volti dietro le cifre della guerra in Artsakh (Korazym 27.09.26)

Domenica 27 settembre 2026, nel sesto anniversario dell’inizio della guerra dei 44 giorni dell’Azerbaigian in Artsakh, genitori, vedove, figli e commilitoni si sono recati al pantheon militare di Yerablur, a Erevan. Alcuni sono rimasti seduti accanto alle tombe; altri hanno portato fiori freschi, acceso incenso o pulito le lapidi con le fotografie dei loro cari. The Armenian Report ha documentato la commemorazione.

Le bandiere dell’Armenia e dell’Artsakh sventolano sopra le file di sepolture. Per molte famiglie, Yerablur è diventato il luogo in cui la guerra continua ad avere un volto e un nome. La visita del 27 settembre è un gesto di memoria, ma anche il ritorno a un’assenza che accompagna ogni giorno della loro vita.

I caduti e i dispersi

Secondo i dati del Comitato investigativo armeno riportati da The Armenian Report, nella guerra del 2020 morirono 3.833 persone della parte armena: 3.755 militari e 78 civili. Altre 191 persone, tra cui 172 militari e 19 civili, risultano tuttora disperse. Sono cifre che descrivono la dimensione della perdita; le fotografie sulle tombe di Yerablur ricordano che ciascuna corrisponde a una storia.

I combattimenti iniziati il 27 settembre terminarono con la dichiarazione firmata il 9 novembre 2020 da Armenia, Azerbaigian e Russia. Sei anni dopo, il dolore delle famiglie resta presente, così come l’attesa di chi non ha ancora avuto notizie definitive dei dispersi. A Yerablur, nel giorno dell’anniversario, il ricordo prende la forma semplice dei fiori deposti, delle lapidi curate e del tempo trascorso accanto ai propri cari.

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