Attualità L’Armenia per un giorno «al centro» dell’Europa (Rassegna Stampa 4 e 5 maggio 2026)

A Yerevan si è aperto il 4 maggio 2026 l’ottavo vertice della Comunità politica europea con tutti gli Stati del continente (tranne la Russia di Putin). L’evento precede di un mese le elezioni del parlamento armeno. Un passaggio pieno di incognite, tra influenze russe, accordo con l’Azerbaigian e avvicinamento all’Unione europea. Le questioni in gioco.


Il 4 maggio 2026 tutti i leader europei si sono riuniti nella capitale armena per l’ottavo vertice della Comunità Politica Europea (Cpe), l’appuntamento semestrale che consente ai Paesi dell’Unione europea e a tutti gli altri Stati europei – con l’aggiunta di Turchia, Georgia, Azerbaigian e Armenia – di confrontarsi sullo stato del continente. Sono escluse la Russia, che ha invaso l’Ucraina, e il suo alleato bielorusso. La scelta dell’Armenia come sede non è casuale: la piccola repubblica caucasica, culla di una delle più antiche Chiese cristiane del mondo, sta vivendo una profonda trasformazione geopolitica. Fino a poco tempo fa saldamente nell’orbita di Mosca, il Paese guarda oggi con crescente determinazione verso l’Europa.

Per decenni l’Armenia aveva cercato protezione nella Russia di fronte ai suoi storici rivali: la Turchia, che non ha mai riconosciuto il genocidio armeno della prima guerra mondiale, e l’Azerbaigian, che con gli scontri armati del 2020 e 2023 ha militarmente riconquistato il territorio conteso del Nagorno-Karabakh, espellendone gli abitanti e generando un’ondata di oltre centomila rifugiati verso l’Armenia. In quella circostanza, le forze russe di intermediazione non mossero un dito.

Fu proprio allora che l’Europa guadagnò la fiducia di Yerevan: la Ue aveva inviato una missione civile di monitoraggio dei confini, percepita dagli armeni come un segnale concreto di solidarietà. Nel 2025, il parlamento armeno ha approvato una legge per avviare il processo di adesione all’Unione europea – un percorso che inizialmente si immaginava condiviso con la Georgia, poi congelato a causa della svolta autoritaria del governo di Tbilisi.

Un ulteriore passo è stata l’accelerazione del processo di pace con l’Azerbaigian, favorita anche dagli Stati Uniti di Trump con la firma, nell’agosto 2025, della cosiddetta Trump Route for International Peace and Prosperity. Simbolo di questo nuovo clima è la partecipazione del presidente dell’Azerbaigian al vertice di Yerevan – per la prima volta in un evento sul suolo armeno, anche se tramite collegamento video, come annunciato dal premier Nikol Pashinyan all’apertura del vertice.

Le tensioni ancora aperte

Nonostante i progressi, la situazione resta fragile. I rapporti con Baku sono ancora carichi di tensione, soprattutto per il destino dei profughi armeni del Nagorno Karabakh, che per circa 30 anni era stato un territorio dove gli abitanti armeni si erano dati una forma di autogoverno (repubblica dell’Artsakh). Sul fronte russo, Putin ha fatto sapere apertamente a Pashinyan che un’Armenia nell’Unione europea non potrà restare alleata della Russia e membro dell’Unione economica euroasiatica. Mosca osserva con grande irritazione il riavvicinamento tra Yerevan e Bruxelles, e l’Europa sta aiutando l’Armenia a difendersi dagli attacchi informatici, dai flussi finanziari illeciti e da altre forme di pressione che la Russia eserciterà in vista delle elezioni parlamentari di giugno – le prime dalla fine della guerra persa contro l’Azerbaigian.

Leggi anche >> Armeni vittime della pulizia etnica nel Nagorno Karabakh

L’Armenia, d’altra parte, resta ancora dipendente dalla Russia su diversi fronti economici, a cominciare dal gas. Il suo equilibrismo tra Mosca e Occidente, dunque, non è affatto concluso.

Il vertice e le sue ricadute concrete

L’Armenia non aveva mai ricevuto tanta attenzione internazionale. Al vertice Cpe ha fatto seguito il primo summit bilaterale Ue-Armenia della storia. Tra le possibili conseguenze concrete di questi incontri figurano una più rapida liberalizzazione dei visti per l’accesso in Europa e nuovi aiuti finanziari. Anche Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa – l’organizzazione di 46 Stati per la democrazia e i diritti umani di cui l’Armenia fa parte – ha riconosciuto i significativi progressi compiuti dalle istituzioni democratiche armene, pur sottolineando che si trovano ancora sotto pressione.

Con le elezioni parlamentari di giugno, Pashinyan e il suo partito, Contratto Civile, cercano un mandato popolare per consolidare la svolta verso l’Europa. Il Paese è economicamente fragile, privo di sbocchi sul mare, incastrato tra il mondo turco e, a sud, confinante con l’Iran. La riapertura dei confini con Turchia e Azerbaigian – attualmente in discussione – sarebbe il segno più tangibile della volontà di chiudere un conflitto che ha pesato sull’Armenia fin dall’indipendenza negli anni Novanta.

Pashinyan partirà favorito contro i partiti di opposizione filorussi, ma per portare a termine il processo di pace avrà bisogno di una maggioranza di due terzi in parlamento, indispensabile per le modifiche costituzionali necessarie a firmare un accordo definitivo con Baku. I temi centrali del dibattito pubblico sono di grande rilevanza: la sovranità, la sicurezza, le opportunità economiche e l’orientamento geopolitico. Restano sullo sfondo le debolezze strutturali che l’Armenia condivide con molti Paesi post-sovietici: un sistema giudiziario poco indipendente e condizionato da interessi politici. (f.p.)

Vai al sito


Armenia e Regno Unito firmano partenariato su sicurezza e difesa (Ansa)


Comunità politica europea: Costa (Ue), “vertice di pace, appuntamento storico in Armenia” (Sir)


Roberta Metsola si scontra con Ilham Aliyev al vertice europeo in Armenia (Euronews)


Vertice in Armenia con 47 capi di Stato tra Ue, Nato e Zelensky. Meloni vedrà Rubio a Roma (AffariItaliani)


L’Occidente avanza: dalla Comunità politica europea riunita in Armenia parte una sfida a Putin (Eunews)


L’Armenia mette alla prova la pazienza di Mosca con la visita di Zelensky e il vertice dei leader Ue (Euronews)


Vertice di 48 leader in Armenia, von der Leyen: “Diventare più indipendenti”. Assenti Trump e Merz (Rainews)


Perché l’Armenia è così importante per la Francia e per i candidati all’Eliseo (Quotidiano.net)