«Boicottare i prodotti turchi Ankara aiuta l’Is e uccide i curdi» (Il Gazzettino, 18.12.15)

«Di turco non compro un fico secco». Con questo slogan i giovani del Centro sociale Morion ieri mattina si sono piazzati davanti al supermercato «Conad» di Strada Nuova hanno distribuito i volantini…

«Di turco non compro un fico secco». Con questo slogan i giovani del Centro sociale Morion ieri mattina si sono piazzati davanti al supermercato «Conad» di Strada Nuova hanno distribuito i volantini ai clienti e ai passanti in cui invitano a boicottare la Turchia, a boicottare l’Isis e la guerra. Chidono di non acquistare i prodotti che arrivano dalla Turchia: «Tra le principali ditte italiane che utilizza materie provenienti dalla Turchia c’è la Fatina, uno dei leader nazionali del confezionamento di frutta secca ed essicata». Spiegano che il settore della frutta secca, ed in particolare dei fichi secchi, è quello dove maggiormente si concentrano le esportazioni turche. Ma le qaziende turche sono attive anche in altri settori: in quello degli elettrodomestici c’è la Beko, per le auto la Karsan, per le ceramiche la Kalee nel campo dell’energia è attiva la Zorlu.

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