Per iniziativa del sodalizio “Conviviamo Calalzo”, con il sostegno della Pro Loco e del Comune di Calalzo, nella sala consiliare vengono proposte due serate, che mettono a tema il genocidio degli armeni, il “Metz Yeghern” (Grande Male), spesso circondato dall’indifferenza degli storici: la tragica operazione dell’Impero Ottomano trail 1915 e il 1916 causò 1.500.000 di morti.
La sera di sabato 31 agosto, alle ore 20.30, verrà proiettato il film del fratelli Taviani, che riprende il romanzo “La masseria delle allodole” (2007).
L’indomani, domenica 1° settembre, alle ore 18, sarà a Calalzo Antonia Arslan, scrittrice, traduttrice e storica del genocidio armeno, autrice del romanzo “La masseria delle Allodole”, pubblicato nel 2004. Dialogherà con Antonio Bortoluzzi
La memoria della tragedia che ha travolto la famiglia dell’autrice e il popolo armeno merita di essere letta e ascoltata.
Per informazioni sugli eventi, contattare Roberta Vascellari (cell. 338 1917031; mail: prolococalalzo@prolocobellunesi.it).
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2024-08-26 18:00:032024-08-26 18:01:11CALALZO DI CADORE - 31 agosto 2024 - Calalzo ricorda il genocidio degli Armeni
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2024-08-19 08:38:482024-08-19 08:42:11RIONERO IN VULTURE - 26 agosto 2024 - Hayren, frammenti di musica armena
Georges Ivanovič Gurdjieff (1875-1949) e Thomas de Hartmann (1884-1956)
Canto armeno
Tradizionale
Nare Nare
Georges Ivanovič Gurdjieff e Thomas de Hartmann
Waltz
Tradizionale
Hoy Areq
Georges Ivanovič Gurdjieff e Thomas de Hartmann
Duduki
N.ro 40
Chants from Holy Book
Tradizionale
Chachane
Mer Tan Itev
Dle Yaman
Georges Ivanovič Gurdjieff e Thomas de Hartmann
Canto persiano
Komitas Vardapet (1869-1935)
Tchur Guka Verin Saren
Shataki par
Ensemble Nor Arax
Maurizio Redegoso Kharitian, viola
Aram Ipekdjian, duduk
Antonio Sernia, tar persiano
Il Festival dei Saraceni propone un suggestivo programma dedicato al patrimonio musicale armeno.
Giovedì 22 agosto alle 21 nell’Oratorio di Sant’Antonio di Pamparato il pubblico del Festival dei Saraceni potrà scoprire la suggestiva tradizione musicale dell’Armenia, nell’interpretazione al tempo stesso coinvolgente e molto idiomatica del violista Maurizio Redegoso Kharitian, dal pianista Tatevik Aivazian e di Aram Ipekdjian al duduk, un antico strumento musicale tradizionale armeno dal suono estremamente evocativo.
Stretta tra l’Europa, il Medio Oriente, la Russia e i paesi dell’Asia centrale, l’Armenia ha risentito profondamente delle influenze culturali degli imperi che con il tempo si sono succeduti in questa regione.
In particolare, nel corso dei secoli nel territorio corrispondente all’attuale Armenia sono passati tra gli altri gli urartei, una civiltà fiorita all’epoca degli assiri nella zona del Lago di Van e tuttora avvolta dalle nebbie del tempo, i greci, i persiani, i romani, gli arabi, gli ottomani e i russi ma – nonostante questo – il popolo armeno ha sempre saputo preservare la propria identità culturale, che iniziò a svilupparsi con l’adozione del Cristianesimo come religione di stato, avvenuta nel 301 d.C. – oltre un decennio prima dell’Editto di Milano emanato da Costantino e Licinio – e la creazione di un proprio alfabeto, che permise la traduzione in lingua armena dei testi sacri e la creazione di una fiorente letteratura.
Sotto il profilo musicale, l’Armenia vanta una tradizione antichissima, le cui prime testimonianze certe risalgono addirittura al V secolo d.C., quando vennero tradotti in armeno alcuni tropari e canti liturgici e vide la luce una serie di inni sacri originali.
Chiesa di Pamparato
L’importanza fondamentale di queste prime opere musicali fu sottolineata dall’antico storico armeno Mosè di Corene, che giunse al punto da definire la musica un elemento distintivo dell’identità nazionale.
Il programma di questo concerto è imperniato sulle figure carismatiche e molto affascinanti di quelli che vengono ritenuti i massimi protagonisti della cultura armena, ossia Komitas Vartapet e Georges Ivanovič Gurdjieff, alle cui opere fanno corona una serie di brani tradizionali, che consentono di apprezzare le sonorità molto evocative del duduk e del tar persiano, un aerofono ad ancia doppia il primo e uno strumento a sei corde simile al liuto suonato con un piccolo plettro d’ottone il secondo.
Tra le tempestose vicende che funestarono la storia del popolo armeno, nel 1869 nacque Soghomon Gevorki Soghomonyan, un compositore e musicologo geniale, passato alla storia della musica con il suo nome da monaco Komitas Vartapet. Accanto agli studi sacri e letterari, il giovane Soghomon si avvicinò alla musica, iniziando a nutrire un interesse sempre maggiore per la musica tradizionale del suo popolo, che lo portò a diventare l’antesignano degli etnomusicologi, molto prima dell’ungherese Béla Bartók.
Secondo Avedis Nazarian, un musicista contemporaneo armeno residente in Italia, Komitas ebbe «il merito di aver portato il canto popolare a un livello altissimo, ponendo le fondamenta della musica sinfonica e orchestrale armena».
Con la sua capillare ricerca, il compositore intendeva andare alle radici della musica armena, partendo da canti di epoca precristiana e non tralasciando espressioni musicali turche e curde.
Dopo avere pronunciato gli ordini sacri e assunto il nome Komitas, il compositore iniziò a scrivere una Divina Liturgia (Badarak) diventata una delle più utilizzate dalla Chiesa apostolica armena, e a presentare il patrimonio musicale del suo paese in tutte le principali nazioni europee.
Durante il genocidio armeno, Komitas fu deportato in uno sperduto paese dell’Anatolia centrale, ma l’intervento di alcuni intellettuali e dell’ambasciatore degli Stati Uniti ne permisero la liberazione e il ritorno a Istanbul. Purtroppo, le atrocità dei massacri compiuti contro il suo popolo fecero vacillare il suo equilibrio psico-fisico, al punto da renderne necessario nel 1919 il ricovero in una clinica psichiatrica parigina, dove si spense nel 1935. In seguito le sue ceneri furono traslate a Yerevan, dove oggi riposano con tutti gli onori nel Pantheon.
Nato sei anni dopo Komitas, Gurdjieff fu un intellettuale a tutto tondo, in quanto – oltre alla musica – si interessò di molti altri campi dello scibile umano, segnalandosi in particolare per le sue profonde speculazioni filosofiche, che lo portarono a elaborare la Quarta Via, che lui stesso definì come una forma di Cristianesimo esoterico.
Considerata come una strada per raggiungere un reale e completo sviluppo dell’uomo, la Quarta Via suscitò un grandissimo interesse nella sofisticata Europa dei primi anni del XX secolo, contribuendo a rendere Gurdjieff sempre più famoso e richiesto nei circoli più esclusivi.
Nell’ambito più strettamente musicale, Gurdjieff strinse un proficuo rapporto con il pianista e compositore russo Thomas de Hartmann, che scrisse centinaia di brani per pianoforte, dettatigli da Gurdjieff, che in seguito esercitarono un profondo influsso su molti musicisti contemporanei tra cui Franco Battiato e Keith Jarrett, oltre che su vari pensatori del milieu New Age.
A più di settant’anni di distanza dalla scomparsa di Gurdjieff e a quasi novanta da quella di Padre Komitas, Maurizio Redegoso Kharitian, Aram Ipekdjian e Antonio Sernia portano oggi avanti un’ambiziosa opera di riscoperta della musica tradizionale armena, presentandola in stagioni di grande prestigio.
In particolare, i tre interpreti si pongono l’obiettivo di proporre al grande pubblico una serie di brani, mantenendone intatto da un lato lo spirito evocativo e aggiungendo dall’altro le sonorità fresche ed estremamente attraenti del duduk e del tar persiano, per tramandare alle generazioni che verranno la preziosa eredità di un millennio e mezzo di storia della musica armena.
Undici appuntamenti con orchestre e grandi interpreti di rilievo internazionale
Il Teatro Comunale di Modena presenta una nuova stagione di Concerti 2024/25 con undici appuntamenti di rilievo internazionale che spaziano dalla musica barocca al contemporaneo. Un programma, in prevalenza sinfonico, con orchestre di prestigio dal panorama europeo, quali Chamber Orchestra of Europe, la Filarmonica di Stoccarda e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e direttori di fama mondiale, da Antonio Pappano a Lera Auerbach. Spazio anche ai grandi interpreti, a cominciare dai pianisti Lucas Debargue, Bertrand Chamayou e Thomas Enhco, e alla musica da camera, con l’armeno Avetis String Quartet e il consueto Concerto della Memoria e del Dialogo con il pianista e compositore Paolo Marzocchi. Tre gli appuntamenti della Filarmonica del Teatro Comunale, fra i quali l’atteso concerto di Capodanno.
……
Sabato 8 febbraio 2025 si ascolterà la Settima Sinfonia di Dmitrij Šostakovič nell’esecuzione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Andrés Orozco-Estrada. Šostakovič scrisse la Sinfonia nel 1942 a Leningrado, durante il terribile assedio dell’esercito tedesco. Accolta come il simbolo della resistenza alla minaccia nazista, venne eseguita a New York da Arturo Toscanini con l’Orchestra della NBC, dopo che il microfilm della partitura era riuscito a raggiungere gli Stati Uniti con un viaggio rocambolesco attraverso la Persia e l’Egitto.
Il Quartetto d’archi Avetis, un ensemble armeno di recente formazione, presenterà mercoledì 5 marzo un programma con compositori rappresentanti delle scuole nazionali di stampo romantico fra i quali Padre Komitas (1869-1935), un sacerdote considerato il fondatore della scuola nazionale di musica armena e riconosciuto come uno dei pionieri dell’etnomusicologia.
Il cartellone si concluderà domenica 27 aprile 2025 con Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Alondra de la Parra. Il programma proporrà il Concerto in fa di George Gershwin con Thomas Enhco al pianoforte, la suite sinfonica Sheherazade di Rimskij-Korsakov e il brano più celebre di Arturo Márquez Navarro, autore noto al pubblico latino-americano e ampiamente riconosciuto come uno dei più importanti compositori messicani della sua generazione.
Il Teatro propone quest’anno un unico abbonamento a 9 concerti (esclusi il concerto di Capodanno e il Concerto della Memoria e del Dialogo), disponibile dal 2 al 16 settembre per la prelazione agli abbonati alla stagione scorsa, il 17 e 18 settembre 2024 per il cambio posto e dal 20 al 28 settembre per i nuovi abbonati.
Vincitore nel 2006, a soli 19 anni, della prestigiosa Thelonious Monk Competition, Tigran Hamasyan si è visto catapultare in breve tempo nei giri musicali che contano. Persino un produttore esigentissimo come Manfred Eicher si è accorto di lui e lo ha invitato a incidere per la sua ECM alcuni album, Luys / Luso, con tanto di coro, e Atmospheres, con gli scandinavi Arve Henriksen, Eivind Aarset e Jan Bang.
Successivamente il musicista di origine armena è entrato nella scuderia della Nonesuch, altro marchio discografico prestigioso per il quale è uscito The Call Within, album di riferimento del concerto inserito in Fano Jazz By The Sea 2021. Inciso in trio, The Call Within esplora l’invisibile mondo interiore dell’artista, realistico e palpabile tanto quanto la realtà che circonda la sua persona fisica e in cui è possibile incontrare tutte le sue ispirazioni: antiche mappe geografiche, poesia cristiana e pre-cristiana, storie e leggende popolari armene, astrologia, geometria.
Dieci composizioni originali in cui la realtà storica e un mondo immaginario si fondono, dando vita a un’esperienza extrasensoriale unica, plasmata da uno dei talenti più versatili del jazz contemporaneo.
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2024-07-07 19:04:072024-07-07 19:04:07FANO - 24 luglio 2024 - Tigran Hamasyan al Fano Jazz
Nato a Scutari (Turchia) nel 1880, Hrand Nazariantz fu scrittore, giornalista, intellettuale e massimo esponente della poesia simbolista in lingua armena. , Nazariantz. Per effetto della politica anti-armena che caratterizzò gli ultimi anni dell’Impero ottomano prima del genocidio di quel popolo si rifugiò in Puglia. In Italia intensificò i rapporti sia con esponenti della diaspora armena che con protagonisti della cultura italiana, francese ed inglese. Stabilitosi nella nostra città, dove gli fu assegnata la cattedra di lingua francese e inglese presso l’Istituto Nautico, Nazariantz diede vita alla periferia della città al villaggio di Nor Arax, popolato da altri esuli armeni, impiegati nell’annessa fabbrica di tappeti orientali. Nel 1953 arrivò ad un passo dal Nobel per la letteratura, poi assegnato a Winston Churchill. Si spense a Bari nel 1962… Difficile asciugare in poche parole la complessa e fertile parabola umana di quest’uomo al quale Bari, Casamassima e Conversano (le città in egli cui visse) hanno dedicato strade e lapidi. Su Naziariantz sono stati scritti saggi imponenti. Intorno alla stessa figura altri autori hanno dato vita a storie di fantasia. E’ il caso di Piero Fabris, autore di ‘La compagnia del melograno’, un romanzo edito da Radici Future. Nella storia, i genitori di una brillante giornalista ricevono un plico di documenti relativi a Hrand Nazariantz. Da ciò prende vita un vivace percorso di scoperta della dimensione cosmogonica della poesia di Nazariantz, percorso che qui viene messo in parallelo a quello che il ricercatore di Verità intraprende intorno al mistero della melagrana, questo frutto tanto caro agli antichi e ai mistici e che rappresenta l’energia vitale, la fecondità e la coesione. Ciò non meravigli, essendo il campo dei simboli l’habitat di ispirazione in cui si muove questo autore, che ama pure indagare nel mito e nella tradizione popolare, oltre che occuparsi di poesia, di teatro e di pittura (in quest’ultima veste ha esposto sia in Italia che all’estero). ‘La compagnia del melograno’ verrà presentato da Concetta Antonelli, sabato 22 giugno alle 18:00 negli spazi di Masseria Dirupo (nel territorio di Noci) nell’ambito di ‘Le pietre che parlano’, rassegna a cura della stessa Antonelli e di Michele Agostinelli ; interverrà il Prof. Kegham Jamil Boloyan. Ingresso libero. Con la presentazione del lavoro di Fabris cala il sipario su questa prima edizione di ‘Le pietre che parlano’. Bilancio più che lusinghiero per una rassegna che si è distinta per la varietà dei temi in discussione, la presenza di personalità di spicco e la felice sintonia instauratasi tra le motivazioni di partenza, ispirate al più profondo rispetto del territorio, e il calore della cornice agreste che le ha accolte.
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2024-06-23 19:04:152024-06-23 19:05:49BARI - 22 giugno 2024 - Presentazione libro Hrand Nazariantz, come il melograno
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2024-06-18 18:59:382024-06-19 16:19:44On Line - maggio settembre 2024 - CORSO DI ALTA FORMAZIONE "LA TERRA DELL’EDEN" INTRODUZIONE ALLA CIVILTÀ ARMENA: STORIA, LETTERATURA, ARTE
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2024-06-09 16:18:532024-06-19 16:19:33LA SPEZIA - 23 giugno 2024 - Presentazione Libro "Una famiglia armena" di Laura Ephrikian
dedicata a Charles Aznavour, artista intramontabile,
al centenario dalla nascita,
ripercorriamo la sua vita tramite immagini e video.
Intervento musicale
Aní Balian interpreterà alcuni celebri brani del famoso chansonnier
accompagnata al pianoforte dal M.° Gianfranco Iuzzolino.
Segue rinfresco
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2024-05-30 17:55:332024-05-30 18:06:17MILANO - 23 giugno 2024 - Speciale Serata dedicata a Charles Aznavour, artista intramontabile, al centenario dalla nascita,
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2024-05-30 17:35:532024-05-30 18:06:28ROMA - 11 giugno 2024 - Conferenza di Aram I – Catholicos di Cilicia
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