REGGIO CALABRIA – 15 dicembre 2019 – Conferenza Gli Armeni in Calabria

Molte sono le tracce archeologiche, culturali e linguistiche, che testimoniano la presenza degli Armeni nell’area jonica, compresa fra Brancaleone e Ferruzzano, della provincia di Reggio Calabria.

Il vecchio abitato abbandonato di Bruzzano che porta il nome di “Rocca degli Armeni”, la Chiesa grotta dell’Albero della Vita di Brancaleone vecchia, gli antichi palmenti nella zona boscosa di Ferruzzano dove si possono ammirare graffiti di croci armene, e i numerosi nomi e cognomi della popolazione, sono tutte testimonianze rilevanti e inequivocabili.

Un territorio vasto, ricco di tracce di antichi insediamenti e villaggi che confermano la presenza di tale popolo e che merita di essere conosciuto e visitato.

Per approfondire il tema, ti segnaliamo l’evento organizzato dall’Associazione Interculturale International House il 14 e 15 dicembre, per valorizzare e diffondere il prezioso lavoro di ricerca e studio a cui da anni si sono dedicati numerosi storici e ricercatori con passione e professionalità.

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ROMA -12 dicembre 2019 – ” Komitas Vardapet, Gloria Eterna” – Concerto del coro dei Diaconi della Santa Sede di Etchmiadzin

Comunicato stampa

Per la prima volta in Italia

Concerto “KOMITAS VARDAPET, GLORIA ETERNA”

Per la prima volta in Italia il Coro dei Diaconi della Sede Madre di Santa Etchmiadzin si esibirà il prossimo 12 dicembre 2019 ore 18.00, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, in occasione del 150° anniversario della nascita del Padre della Musica Armena “Komitas”.

Un repertorio di canti religiosi e popolari della ricca e antica tradizione armena echeggerà nel cuore del quartiere romano di Trastevere in un viaggio nel tempo che ci porta nel passato, quando quelle aree e melodie cosi intime e melanconiche, venivano tramandate verbalmente da una generazione all’altra, fino all’arrivo del genio di Komitas che fece appena in tempo a salvarle dall’eterna distruzione e dall’oblio prendendole in custodia per tramandarle alle future generazioni.

L’evento, che gode del patrocinio del Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali Sua Eminenza  Cardinale Leonardo Sandri e del  Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani,  Sua Eminenza  Cardinale Kurt Koch,  è organizzato dal Legato Patriarcaledella Chiesa Apostolica  Armena nell’Europa Occidentale e Rappresentante della Chiesa armena  presso la Santa Sede, dalle Ambasciate della Repubblica d’Armenia  presso la Santa Sede e presso la Repubblica Italiana in collaborazione con  la Comunità di Sant’Egidio.

 

BASILICA DI SANTA MARIA IN TRASTEVERE, GIOVEDI’ 12 DICEMBRE, ORE 18

 

Soghomon Gevorki Soghomonyan nacque in una famiglia di musicisti (8 ottobre secondo il calendario Gregoriano) la madre morì quando lui aveva un anno e il padre dieci anni dopo. Fu allevato dalla nonna finché nel 1881 fu ammesso al seminario di Echmiadzin, dove impressionò i suoi insegnanti con il suo talento canoro e musicale e dove si diplomò nel 1893. Nello stesso anno divenne un monaco e gli fu dato il nome di Komitas, appartenuto ad un Catholicos e musicista armeno del settimo secolo. Due anni dopo divenne prete e ottenne il titolo “padre” (Vardapet o Vartabed).

Fondò e condusse il coro del monastero dove risiedeva fino al 1896, quando si recò a Berlino per studiare presso la FriedrichWilhelmUniversität (oggi nota come Humboldt-Universität). Nel 1899 acquisì il titolo di dottore in musicologia e tornò a Echmiadzin, dove condusse il coro polifonico maschile. Viaggiò per tutta la regione, registrando canzoni e danze folcloristiche; in questo modo collezionò e pubblicò circa tremila canzoni, spesso riadattate per il suo coro.

Il suo capolavoro fu una Divina liturgia (Badarak), ancora oggi una delle musiche più utilizzate durante la messa della Chiesa apostolica armena. L’opera fu iniziata nel 1892, ma Komitas non la finì mai completamente a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale. La base della composizione è formata dai canti dei preti più anziani mescolati con la musica popolare proveniente dalla sua raccolta. Oggi la versione più nota è quella per coro maschile a tre voci. Il testo non è originale, ma deriva dal testo tradizionale delle messe della chiesa armena. Diede molte lezioni in varie università dell’Europa, della Turchia e dell’Egitto, diffondendo la conoscenza della musica armena.

Dal 1910 visse ad Istanbul, dove fondò un coro di trecento membri. Il 24 aprile 1915, il giorno dell’inizio del genocidio armeno, fu arrestato e deportato, con altri 180 notabili armeni, a Çankırı, nell’Anatolia centrale. Grazie all’aiuto del poeta turco EminYurdakulMehmed, dell’autrice Halide EdipHanım e dell’ambasciatore degli Stati Uniti d’America Henry Morgenthau senior, Komitas fu rimandato nella capitale insieme ad altri otto deportati.

La visione dei massacri del 1915 che avevano costituito il genocidio armeno e la distruzione di gran parte del suo lavoro decennale di raccolta della tradizione musicale armena e di successiva ricomposizione, lo condussero ad una irreversibile chiusura in se stesso e a gravi problemi psichiatrici, ed è considerato uno dei martiri del genocidio[3]. Nell’autunno del 1916 fu ricoverato in un ospedale militare turco e nel 1919 in una clinica psichiatrica parigina, dove morì nel 1935. Le sue ceneri furono trasferite a Erevan e sepolte nel Pantheon. (Fonte Wikipedia)

RIVOLI – 07 dicembre 2019 – Nor Arax, Viaggio nella musica armena

Nor Arax, Viaggio nella musica armena (Vai al sito)

 

NOR ARAX

Al Castello di Rivoli un “viaggio nella musica armena”

Ciclo: Musiche dal mondo

Sabato 7 dicembre, Ore 21.00

Teatro del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea,

Piazzale Mafalda di Savoia, Rivoli

 

 

Nor Arax

Giacomo Agazzini violino

Umberto Fantini violino

Maurizio Redegoso Kharitian viola

Claudia Ravetto violoncello

 

In collaborazione con Polincontri, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Accanto ai nomi di Komitas Vardapet e Georges Ivanovič Gurdjieff spiccano quelli di compositori moderni come Khachatoor Avedissian, Vache Sharafyan, Tigran Mansurian: “viaggio nella musica armena. Da Komitas a Mansurian nell’anno dei loro anniversari (150° dalla nascita di Komitas e 80° compleanno di Mansurian)” si rivela un mosaico tinto di sonorità lontane colte nella loro evoluzione e nutrite dalle suggestioni di una civiltà antica e misteriosa che in qualche modo ci risulta familiare. Sul palco del Teatro del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, sabato 7 dicembre, il quartetto che nasce da un progetto omonimo, più ampio e strutturato, dal nome evocativo “Nor Arax”: Nor Arax, come fu battezzato dai profughi di Smirne il piccolo villaggio di casupole in legno e cemento che li accolse a Bari negli anni del genocidio e della diaspora. “Arax” come il fiume alle pendici dell’Ararat, entrambi simboli dell’identità armena. Ispirati da questa terra antica, luogo spirituale e affascinante a cavallo tra oriente ed occidente, Giacomo Agazzini, Umberto Fantini, Maurizio Redegoso Kharitian, Claudia Ravetto insieme ad altri componenti dell’iniziativa, si incontrano per dare realizzazione e nome ad un progetto che dal 2008 propone concerti e spettacoli, spaziando dal quartetto d’archi agli strumenti tradizionali, aprendosi alla collaborazione di artisti di ogni disciplina, in quello che nel tempo è diventato un «laboratorio permanente di ricerca per esplorare e far conoscere un patrimonio culturale che da secoli si intreccia con la nostra storia e la nostra cultura».

In programma:

KOMITAS VARDAPET (1869-1935)

arrangiamenti di S.Aslamazyan

 

– Shogher Jan (Ragazza raggiante)

– Chinar Es (Sei come un platano)

– Hoy Nazan (Oh! Nazan)

– Kroonk (La gru)

– Shushiki (Il ballo di Shushig)

G.I.GURDJIEFF (1872-1949)

brani da “Asian songs and rythms” trascriz. di M.Redegoso Kharitian

-Oriental Song

– n.40

– Armenian Melody

– Long ago in Mikhailov

– Armenian Song

 

  1. AVEDISSIAN (1926-1996)

“Im yerek” (Il mio giovane bastone), trascrizione di M.Redegoso Kharitian

 

  1. SHARAFYAN (1966)

“Achken Tzov”, by chant of the St.Grigor Narekatsi

 

  1. MANSURIAN (1939)

Quartetto per archi n.1

“Viaggio nella musica armena” è il primo dei tre spettacoli previsti in cartellone SCENE per il ciclo triennale, giunto al suo secondo anno, di “Musiche dal Mondo”: un nuovo filone finalizzato alla sensibilizzazione e l’informazione riguardo realtà geografiche e culturali lontane dalla nostra, con particolare attenzione ai contesti di provenienza di nuovi cittadini e migranti, secondo la logica dello spettacolo dal vivo come strumento di inclusione sociale.

 

Prossimi spettacoli previsti per Musiche dal Mondo:

sabato 14 dicembre 2019 ore 21:00

Teatro Eugenio Fassino di Avigliana

“Parientes”

Peppe Servillo, voce

Javier Girotto, sax soprano e baritono

Natalio Mangalavite, tastiere e voce

 

sabato 27 giugno 2019 ore 21:00

Circolo della musica Rivoli

“Kidal”

Tamikrest

AREZZO – 07 dicembre 2019 – Concerto e conferenza sulla figura di Padre Komitas

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Comunicato stampa: Della mia dolce Armenia, evento a cura dell’Associazione D.I.M.A. per i 150 anni dalla nascita di Komitas. Mostra fotografica e concerto.

Con Della mia dolce Armenia D.I.M.A. da vita a una serie di eventi nei quali, mantenendo la centralità della musica, si intreccia alla storia, alla poesia e alla letteratura che hanno contribuito a ispirarla. In una visione umana più profonda e consapevole il linguaggio della musica e delle immagini unito al racconto, diventano chiave di lettura viva della stessa musica e di storie vicine e lontane che aiutano a capire il mondo in cui viviamo.

Sabato 7 dicembre 2019 l’Associazione Culturale D.I.M.A. di Arezzo, in collaborazione con Armonica Onlus di Roma, ospiterà l’evento della serie Gli Incontri di D.I.M.A. – XVIII° edizione Della mia dolce Armenia, organizzato in occasione dei 150 anni dalla nascita di Padre Komitas, intellettuale, musicista ed etnomusicologo armeno, simbolo del paese caucasico.
La giornata prevederà una serie di iniziative, nello specifico l’inaugurazione della mostra fotografica a cura di Andrea Ulivi (visitabile dal 7 al 22 dicembre nei locali di Casa Petrarca), una conferenza a cura di Carlo Coppola sulla figura di Padre Komitas e il concerto Della mia dolce Armenia con Agnessa Gyurdzhyan, soprano e Lilit Khachatryan, pianoforte.

L’evento, coinvolgerà anche gli alunni del Liceo Scientifico Statale “F. Redi” di Arezzo in un progetto di alternanza scuola-lavoro: i giovani studenti infatti, a seguito di un’approfondita formazione, saranno le guide della mostra fotografica che si terrà dal 7 al 22 dicembre.
Sarà possibile visitare la mostra su prenotazione all’indirizzo email info@dimamusicarezzo.com oppure telefonando al +39 3772994923 (al pomeriggio dalle ore 15 alle 19).

Mostra fotografica, a cura di Andrea Ulivi. Inaugurazione sabato 7 dicembre ore 16.30, Casa Petrarca.

Una serie di immagini in bianco e nero, quelle di Andrea Ulivi, che hanno come tema l’Armenia. La mostra comprende circa quaranta fotografie scattate dal 2009 al 2014. Il suo obiettivo è di indagare quei luoghi e offrirsi all’anima di quel popolo. Due i grandi temi toccati: la vita di un popolo antichissimo e i luoghi a questo popolo sacri, i luoghi che hanno costituito la sua identità, la sua armenità, la sua spiritualità: “Fotografare i luoghi affinché questi stessi luoghi non ci dimentichino. Non fotografo i luoghi per ricordarli, ma per essere; perché questi luoghi non ci dimentichino, là dove lasciamo le nostre tracce come in un deserto”.

Andrea Ulivi (Firenze, 1960) è fotografo, editore e docente. Nel 1998 fonda a Firenze la casa editrice Edizioni della Meridiana. In campo fotografico ha realizzato mostre personali tra cui Zona Tarkovskij, San Miniato. Una porta di speranza, Luce armena, Della mia dolce Armenia, Immagini dal Silenzio, oltre ad aver pubblicato numerosi volumi fotografici. ha esposto in Italia, Armenia, Europa, Stati Uniti. È curatore per l’Italia degli scritti del regista Andrej Tarkovskij. È fotografo di scena, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Vittorio e Piero Alinari, curatore dell’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij. Insegna presso la Scuola di Editoria di Firenze. Vive e lavora a Firenze.

Conferenza e introduzione al concerto, a cura di Carlo Coppola ore 17.30, Casa Petrarca.

Dottore di Ricerca in Italianistica presso l’Università di Bari, si occupa di Storia della Diaspora Armena in Italia dal Medioevo al Genocidio del 1915. Con il Centro Studi “Hrand Nazariantz” che presiede tiene abitualmente presentazioni e conferenze sulla cultura armena antica e contemporanea. Principali pubblicazioni: Hrand Nazantz: tracce di una doverosa biografia (2012), Profughi armeni a Bari tra istituzioni filantropiche e Chiesa cattolica nella crisi degli anni Trenta (2014)  l’edizione critica di Nella terra del terrore il Martirio dell’Armenia di Henri Barby (2016). Il 3 settembre 2018 il Presidente della Repubblica di Armenia Armen Sarkissian gli ha concesso la Cittadinanza della Repubblica di Armenia. Approfondirà e contestualizzerà la figura di Komitas non solo come musicista, intellettuale ed etnomusicologo ma anche da una prospettiva storico-sociale.

Concerto Della mia dolce Armenia, a seguito della conferenza.

Un viaggio musicale nella cultura armena alla scoperta del repertorio per voce e pianoforte di Komitas. Un concerto per festeggiare il 150esimo anniversario dalla nascita del compositore proponendo una scelta rappresentativa dell’opera laica. Padre Komitas, emblema della cultura armena ma figura sconosciuta al mondo occidentale, svolse un lavoro etnomusicologico importantissimo tramandando la musica popolare attraverso una serie di registrazioni e trascrizioni realizzate da lui stesso. Raccolse un patrimonio immenso che comprendeva canti legati alla coltivazione dei campi, canti patriottici, canti d’amore, canti rituali per nozze, danze e anche ninna nanne.

Agnessa Gyurdzhyan soprano e Lilit Khachatryan pianista, entrambe di origine armena, condurranno il pubblico in questo affascinante viaggio nella musica di Komitas.

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VENEZIA – ottobre / dicembre – VI seminario sull’arte armena e dell’Oriente cristiano

Da ottobre a dicembre si svolgerà il VI Seminario sull’arte armena e dell’Oriente cristiano, organizzato dal Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali (Stefano Riccioni), dal Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (Aldo Ferrari e Marco Ruffilli); l’iniziativa rientra nella programmazione didattica della Scuola di Dottorato in Storia delle Arti.

Il Seminario ha  il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia, del Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena di Venezia, della Congregazione Armena Mechitarista e della Hamazkayin Armenian Educational & Cultural Society.

Si tratta ormai di un appuntamento consolidato, ma che quest’anno, pur mantenendo al centro del suo orizzonte la dimensione culturale dell’arte armena, si allarga ad altre aree dell’Oriente cristiano, in particolare al mondo bizantino ed a quello georgiano.

Da quest’anno, inoltre, nel segno di una volontaria ripresa della tradizionale collaborazione con il Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena avviata con le “Onnig Manoukian Lectures” da Adriano Alpago Novello e Gianclaudio Macchiarella, alcuni seminari si terranno presso la sede del Centro, nella Loggia del Temanza.

Al Seminario interverranno numerosi specialisti italiani ed internazionali, confermando il valore di questa iniziativa che pone sempre più Ca’ Foscari all’avanguardia degli studi sull’Oriente cristiano e sull’Armenia in particolare.

ROMA – 05 dicembre 2019 – Ara Malikian all’Auditorium parco della Musica

ARA MALIKIAN

ROYAL GARAGE WORLD TOUR

GIO 5 DIC | 21:00 | SALA SINOPOLI
Ara Malikian, il prodigio armeno-libanese del violino, divo dei territori ispanici di tutto il mondo, con il suo impetuoso mix di grande virtuosismo classico e tutta la cultura etno-rock che scorre nelle sue vene sin dalla nascita torna all’Auditorium Parco della Musica con il suo nuovo tour Royal Garage World Tour.
Un tour tra i diversi stili che hanno accompagnato la sua carriera e tra le  grandi città che hanno lasciato un segno nel suo stile e nel suo cuore per tutta la sua carriera. Un tour dedicato all’essenza della musica, forgiato da anni di viaggi in tutto il mondo alla scoperta dei suoni migliori e più caratteristici.
violino
Ara Malikian
viola
Humberto Armas
percussioni
Georvis Pico
violoncello
Cristina López
basso
Ivan Ruiz Machado
violino
Anna Milman
chitarra
Tony Carmona
tastiere
Iván “Melon” Lewis
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