Il Consiglio per la comunità armena di Roma aderisce alla Campagna «COVID-19 Armenia: insieme contro la pandemia».

https://www.himnadram.org/en

Il Consiglio per la comunità armena di Roma

aderisce alla Campagna «COVID-19 Armenia: insieme contro la pandemia».

 

 All’inizio del mese di maggio l’ Ambasciata Armena in Italia aveva diramato il messaggio di seguito riportato, che avevamo divulgato a suo tempo e riproponiamo di seguito, appellandoci alla bontà del cuore di tutte le persone di buona volontà.

 

La Fondazione “Hayastan All Armenian Fund”, in stretta collaborazione con il Presidente della Repubblica d’Armenia, con il Presidente della Repubblica di Artsakh, con l’Ufficio del Commissario Generale per la Diaspora, con il Ministero della Salute ed il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica d’Armenia, continua la raccolta fondi «COVID-19 Armenia: superiamo insieme l’epidemia». 

Segnaliamo i link dei video (in inglese e in armeno) dedicati alla campagna della raccolta fondi con la descrizione delle opzioni per la donazione.

https://www.youtube.com/watch?v=6hs9CSDFbxw

https://www.youtube.com/watch?v=KW-v2ga-nwI

 

https://www.himnadram.org/en 

Tsovinar Hambardzumyan è la nuova Ambasciatrice armena in Italia

Dopo che il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha concesso in data 19 maggio 2020 il gradimento per la nomina di Tsovinar Hambardzumyan ad ambasciatrice dell’Armenia presso lo Stato italiano, il Presidente della Repubblica Armena Armen Sarkissian ha nominato, con decreto presidenziale, la Sigra Tsovinar Hambardzumyan Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica di Armenia presso la Repubblica Italiana,

Nata il 5 luglio del 1971, a Yerevan Sua Eccellenza Hambardzumyan ha ricoperto sin dal 1995 importanti incarichi nell’ufficio di Presidenza della Repubblica Armena e dal 2018 era stata nominata Capo del Dipartimento delle relazioni estere dell’Ufficio del Primo Ministro della Repubblica Armena.

Nel 2007 ha ricevuto la lettera di apprezzamento del Presidente della Repubblica Armena e nel 2017, una medaglia di gratitudine.

È autrice della monografia “Can Democracy Bring Security to South Caucasus?” monografia, NATO Defense College (90 pagine, Roma, 2010, in inglese), È anche autrice di “Women’s Economic and Social Rights Implementation and Monitoring Mechanisms: the Lessons Learned,” sito ufficiale dell’Associazione delle scuole politiche del Consiglio d’Europa (9 pagine, 2018, in inglese)

Dal 2008, è stata coinvolta come osservatore internazionale nelle missioni di osservatori OSCE / ODIHR per valutare i processi elettorali in diversi paesi

Ottima conoscenza dell’inglese e del russo, oltre che dell’italiano (a livello lavorativo).

Il Consiglio per la comunità armena di Roma dà il benvenuto a Sua Eccellenza Tsovinar Hambardzumyan augurandoLe buon inizio di missione diplomatica e buon lavoro.

La PRIMA REPUBBLICA INDIPENDENTE ARMENA del 1918 – Di Pietro Kuciukian

Più di cento anni fa, il 28 maggio 1918 la parte armena dell’effimera “Repubblica democratica federativa della Transcaucasia”, raggruppante deputati georgiani, azeri e armeni, proclamava la sua indipendenza. Non c’era scelta. Due giorni dopo gli eletti georgiani facevano esplodere quell’ insieme eterogeneo che era stato creato sulle ceneri dell’Impero Zarista. Defezionarono sperando di poter vivere sotto protezione tedesca, rimasero faccia a faccia gli armeni e gli azeri che dichiararono rispettivamente la loro indipendenza. E ciò, malgrado da parte armena la FRA Dashnagzutiun, partito maggioritario a quell’epoca, non avesse concepito nel suo programma politico l’indipendenza. Di necessità e virtù e, nel caos indescrivibile del momento caratterizzato dall’avanzata ottomana, dalla rivoluzione d’ottobre nel Caucaso del Sud e dalle conseguenze della guerra mondiale, nasceva l’indipendenza. Questa indipendenza sarebbe rimasta lettera morta se, con l’energia della disperazione, ciò che restava del popolo armeno a pezzi, non fosse riuscito il 26 maggio a bloccare la progressione dell’invasore turco e a impedire l’annientamento totale della nazione. A Sardarabad, a Bash-Abaran e  a Karakilisa, nel maggio del 1918 un popolo forte della sua disperazione, fermò l’avanzata delle forze ottomane che stavano per annientare i sopravvissuti al genocidio, gli armeni di Yerevan e dei territori circostanti. L’offensiva della III armata turca di VehibPashaaveva un chiaro obiettivo: stabilire una congiunzione con i fratelli azeri e insieme concludere l’impresa genocidaria. La resilienza di Sardarabad fu un miracolo. Grazie a questa vittoria sul panturchismo, poteva  nascere la prima Repubblica Indipendente d’Armenia. Doveva ancora darsi delle frontiere e un’organizzazione statuale. Sopravvivrà 2 anni e mezzo, in un contesto apocalittico, prima di essere afferrata dal vento della storia che impose per 80 anni l’egemonia del potere sovietico su tutto l’ ex Impero zarista e anche oltre. Ma le basi dello stato armeno erano state gettate e, malgrado la dominazione di Mosca, andranno rafforzandosi con la Repubblica Socialista Sovietica d’Armenia che partorirà nel 1991, l’Armenia attuale, dopo l’autodistruzione dell’Unione Sovietica. Oggi questa seconda Repubblica indipendente suscita fierezza, si iscrive nel patrimonio nazionale armeno e tutti gli armeno del mondo, otto milioni in diaspora e tre in patria si riconoscono orgogliosamente in essa.

Pietro Kuciukian, console onorario della Repubblica di Armenia

28 MAGGIO, FESTEGGIAMO L’ANNIVERSARIO DELLA PRIMA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI ARMENIA!

Il 28 maggio ricorre il 102° anniversario della fondazione della Repubblica democratica di Armenia nota anche come Prima repubblica armena.

L’istituzione della prima Repubblica armena ebbe luogo in uno dei periodi più cruciali della storia della nazione armena.

Avendo appena subito un genocidio e nel mezzo di una crisi umanitaria, il popolo armeno e i suoi leader furono costretti ad affrontare una nuova enorme sfida con l’esercito turco-ottomano che avanzava verso Yerevan.

Le battaglie cruciali a Sardarabad, Bash-Abaran e Gharakilisa nel maggio 1918 fermarono l’avanzata delle forze ottomane e le respinsero, creando così un rifugio sicuro sia per i sopravvissuti al genocidio sia per gli armeni russi a Yerevan e nei territori circostanti. Entrambe le popolazioni erano in difficoltà disperate dopo la caduta del regime zarista in Russia e il successivo caos politico e militare nel Caucaso. L’eroica resistenza armena e la sconfitta turca hanno dato l’opportunità ai leader armeni di proclamare una Repubblica armena indipendente dopo proclami simili da parte dei georgiani e dei turchi azeri.

IL 28 MAGGIO 1918 NASCEVA LA PRIMA REPUBBLICA ARMENA!

 

Novità Editoriale: “The Restoration of wall paintings in several Armenian churches of first christian ages”

Di recente è stato pubblicato un libro particolare, in armeno e in inglese, con la presentazione in quattro lingue (più italiano e francese) del Prof. Patrick Donabédian dell’Università di Aix-Marseille, dedicato alla ricerca e al restauro delle pitture murali in varie chiese in Armenia del primo cristianesimo “THE RESTORATION OF WALL PAINTINGS IN SEVERAL ARMENIAN CHURCHES OF FIRST CHRISTIAN AGES” curato dall’Arch. Arà Zarian e dalla restauratrice di opere d’arte Christine Lamoureux. Casa editrice “Tigran Metz”, 330 pagine, 703 foto a colore, formato 27x30x4.

Ci dispiace molto, ma per motivi di emergenza sanitaria in Italia causati dal virus Covit-19, non sarà possibile organizzare la presentazione del libro in varie località italiane a breve termine.

Il libro è il frutto di una campagna di ricerca, di studio e di restauro dei cicli affrescati, durata otto anni, eseguita in varie chiese del primo cristianesimo dislocate alle pendici del mitico monte Aragatz. Gli autori si sono recati ripetutamente in Armenia, impegnando passione, devozione, propri mezzi e professionalità per recuperare, conservare e restaurare dipinti murali di straordinaria bellezza e valore storico-culturale. Il loro obiettivo è mantenere l’immensa carica dei messaggi, non sempre chiarissimi, tramandati dai secoli, mai studiati in modo approfondito e sistematico.

Arch Ara Zarian

 

Gli autori ringrazino tutti coloro che porteranno il loro contributo acquistando il libro. Il ricavato dalla vendita andrà interamente revoluto ai futuri lavori di restauro dei meravigliosi affreschi conservati in tante chiese armene come Akhtalà, Kobayr cappella, Kirants, Shatin, Khudchap.

IL Genocidio Armeno nei testi e nella musica. Armin T. Wegner – Gabriel Wegner

Armin T. Wegner – Gabriel Wegner

Artist

Gabriel Wegner

Title

Armin T. Wegner

Label

K Records

Music publishers

Teorema Edizioni Musicali s.a.s.

Autors

Gabriele Wegner; Giovanni Luca Scaglione

Release date

24/04/2020

Year

2020

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In questo album si possono percepire i sentimenti e le emozioni che ribolliscono nei testi e nella musica di Gabriel Wegner con l’energia e l’inquietudine che la crudeltà e l’atrocità del Genocidio Armeno facevano affiorare prepotentemente ad ogni accento, ad ogni pausa che i musicisti (Valerio Giovanardi e Gianluca Scaglione) cercano di domare. Un lungo viaggio, mille peripezie, la storia, forse uguale a quella di mille altri gruppi con il cuore nel pentagramma e pochi sogni realizzati all’attivo. Umili di fronte all’enormità di questo triste capitolo della storia dell’Umanità: il pensiero va a quei viaggiatori dimenticati, che ancora oggi vagano disperati cercando solo un posto nella nostra memoria. Un intero album dedicato alla figura storica di Armin T. Wegner (nonno di Gabriel Wegner), incentrata all’orribile scenario del Genocidio Armeno, di cui lui non fu solo testimone diretto, ma grazie alla sua macchina fotografica e ai suoi scritti ha fatto partecipe il mondo di ciò che stava succedendo. L’eroe delle due guerre, il giusto tra i giusti.

Armin T. Wegner era scrittore, poeta, si adoperò quale giornalista per divulgare le molte ingiustizie umanitarie di cui fu partecipe. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale denunciò, a rischio della propria vita, il massacro (genocidio) degli Armeni, perpetrato dal governo Turco. Le sue denunce non furono solo scritte ma anche fotografiche, eseguite di nascosto e che fino a quel periodo la fotografia era solo una forma d’arte, infatti lui può essere considerato il primo reporter fotografico della storia

Durante il Regime Nazista Armin T. Wegner fu uno dei principali intellettuali tedeschi che alzò la sua voce a favore dei diritti umani del popolo ebreo, scrivendo una lettera aperta a Hitler. Seguì il suo arresto e fu torturato dall’SS. Dopo quattro mesi trascorsi in campi di concentramento lasciò la Germania. Dopo un breve periodo in Inghilterra e in Palestina venne in Italia, dove potè portare tutta la sua opera letteraria, in quanto l’Italia era alleata con la Germania.

 

Genocide

Genocide è senza dubbio il preludio di quello che sarà il percorso dell’opera nelle sue varie fasi.

Poet in Dead Town

È questo il brano che ha dato il via all’intero progetto, il primo brano è ispirato alle foto di Armin T. Wegner e ai suoi scritti.

Nowhereisland

Nowhereisland è l’elogio in chiave poetico-evocativa di un luogo che ha segnato la vita di Armin T. Wegner. Parliamo dell’isola di Stromboli, in Sicilia, dove Armin scelse di passare parte dell’ultima fase della sua vita.

Aleppo

L’intento di Aleppo è quello di fungere da linea invisibile che collega la tragedia del Genocidio Armeno (1915 – 1916) alla più recente Battaglia di Aleppo (2012 – 2016), una linea influenzata dal fattore geografico, essendo avvenuti i fatti nella medesima regione. Aleppo ai tempi del Genocidio Armeno era l’ultima roccaforte dove giungevano, già stremate, le orde di profughi costrette a fuggire dal loro territorio di appartenenza – l’antica Anatolia – per poi essere definitivamente mandate a morire nel deserto di Deir ez-Zor.

Comunicato. Attacchi indecenti nei confronti dei membri del Consiglio per la comunità armena di Roma

Ci vediamo costretti a dover ricorrere a una dichiarazioni pubblica che avremmo volentieri evitato, dal momento che ci vengono segnalate azioni denigratorie nei confronti del Consiglio per la comunità armena di Roma ed dei suoi onorabili membri da parte di alcuni soggetti.

A tal riguardo ci preme precisare che:

  • Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” e tutti i suoi membri, dal 1999, anno della sua costituzione, è stato ed è a tutt’oggi in prima linea con lo scopo di mantenere, diffondere e rafforzare lo spirito e l’identità armena. Missione che lo stesso Consiglio ha svolto e continua a svolgere con successo
  • Il“Consiglio per la comunità armena di Roma”con tutti i suoi membri, grazie alle proprie iniziative e agli strumenti a disposizione, è impegnato da vent’anni, non contro le realtà armene ma per gli armeni, in una intensa attività culturale e di opinione anche a sostegno della Repubblica Armena e della repubblica di Artsakh.
  • Oltre alla funzione di vigilanza contro il negazionismo e l’armenofobia, ai rapporti con le istituzioni e ai contatti con i media, il Consiglio e i suoi membri hanno promosso e continuano a promuovere, iniziative a sostegno della causa armena, per lo svolgimento delle quali non esitano ad intrattenere continuamente stretti contatti con altre realtà, armene ed italiane, ecclesiastiche e laiche,  e a fornire proficua collaborazione alla Ambasciata armena a Roma; questo lo si evince peraltro dalle innumerevoli attività organizzate  e dagli attestati di stima ricevuti da tutti i rappresentanti diplomatici che si sono succeduti dal 1992 ad oggi, nei confronti dei quali il “Consiglio per la comunità di Roma” e i suoi membri  nutrono da sempre rispetto, poiché nello svolgimento della loro funzione istituzionale, rappresentano la Repubblica indipendente d’Armenia.
  • Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” non è un soggetto politico, e i suoi membri non esercitano alcuna attività politica, né all’estero e men che meno nella madre Patria. Ogni affermazione contraria a questo non è che una mera illazione priva di ogni prova e fondamento.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma invita gli autori delle diffamazioni e i divulgatori di notizie infondate o parzialmente riprodotte, di soprassedere dal compiere ulteriori azioni nocive all’onorabilità dei suoi membri, ricordando, che per la legge Italiana, la diffamazione,  anche a mezzo stampa, è un atto vile e perseguibile penalmente.

 

In Libreria: “Nella Notte” di Inga Nalbandian –  Voce «in diretta» sul genocidio del popolo armeno.

NELLA NOTTE
Autore: NALBANDIAN INGA
Editore: PAOLINE
Data di pubblicazione: Marzo 2020
Codice: 9788831551991

Prezzo – € 13,00

Pubblicato per la prima volta in italiano il libro di Inga Nalbandian: romanzo-testimonianza del 1917, voce «in diretta» sul genocidio del popolo armeno, che si commemora ogni anno il 24 aprile.

La scrittrice Inga Collins, nata in Danimarca nel 1879, si sposò nel 1904 con Paul Nalbandian, di origine armena, trasferendosi successivamente con lui a Costantinopoli. Allo scoppio del primo conflitto mondiale, i Giovani Turchi ordinarono il massacro degli armeni. Paul si ammalò gravemente e morì poco dopo. Inga, per salvare i figli, tornò nella sua terra natale, per collaborare in seguito con la Società delle Nazioni in difesa dei diritti dei rifugiati sopravvissuti al genocidio. Morì nel 1929.

Nel 1917, Inga aveva deciso di scrivere un romanzo, Dans la nuit (Nella notte), testimonianza di quel genocidio. «Forse sorprenderà – scrisse l’autrice – che abbia presentato queste scene sotto forma di racconti invece di scrivere solo un resoconto dei fatti, condensato e preciso come un documento storico. Ma, per parlare di queste cose, ho dovuto vedere con altri occhi e sentire con altri cuori, altrimenti non avrei potuto descrivere gli eventi più efferati e incredibili».

Orrore e speranza, soavità e angoscia convivono nelle pagine del romanzo. Una testimonianza rigorosamente basata su fatti storici, che ora viene per la prima volta tradotta dalla giornalista Letizia Leonardi e pubblicata in Italia. Il libro è arricchito dalla presentazione dall’attrice di origini armene Laura Ephrikian (nota come Laura Efrikian), e dalla postfazione della giornalista Daniela Cecchini, corrispondente dall’Italia per La Voce, rivista degli italiani in Francia.

Vai al sito delle Paoline Editore

Rouben Shougarian, ex ambasciatore armeno in Italia, è deceduto a Boston a seguito ad una improvvisa malattia.

E’ con grande dolore che abbiamo appreso la notizia della morte dell’ex Ambasciatore armeno in Italia, Sua Eccellenza Rouben Shougarian, deceduto oggi nell’ospedale del Massachusetts

Nato nel 1962 Shougarian è stato Ambasciatore armeno in Italia dal 2005 al 2008.

Durante il suo mandato  sono degni di ricordo il faccia a faccia con l’ ambasciatore turco in diretta televisiva sul canale Rai e l’inaugurazione della targa di Roma Capitale in memoria del Genocidio Armeno ( sita nel piazzale antistante il pontificio collegio armeno),  l’inaugurazione del  khatc’kar per l’amicizia italo armena, nonché la partecipazione alla storica cerimonia di commemorazione dedicata a Hrant Dink sulla piazza del Campidoglio.

Intellettuale rispettato  da tutti, onesto e di singolare umanità. Il mondo armeno perde uno dei suoi figli migliori, un pensatore e  brillante diplomatico. Noi perdiamo un grande amico.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma nell’esprimere sincera tristezza per questa prematura scomparsa, partecipa commosso al dolore della moglie Lilit e dei figli  Narek, Tigran  e Haik.

IL TEMPO PASSA, LA MEMORIA RESTA. Contro il virus del negazionismo gli anticorpi della Memoria. 105° anniversario del genocidio armeno.

IL TEMPO PASSA, LA MEMORIA RESTA

24 aprile 1915 – 24 aprile 2020

105° anniversario del genocidio armeno.

Contro il virus del negazionismo gli anticorpi della Memoria

Il prossimo 24 aprile ricorre il 105° anniversario dell’inizio delle uccisioni e deportazioni di massa a danno della minoranza armena nell’impero ottomano.

L’emergenza Coronavirus impedisce qualsiasi manifestazione pubblica a ricordo del primo genocidio del XX secolo.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” ha di conseguenza lanciato un evento in rete, a ricordo di quella tragica ricorrenza.

  • Logo ricorrenza

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla pagina FB della comunità (www.facebook.com/comunitaarmena) un logo creato ad hoc per il 105° anniversario del Medz Yeghern con invito a condividirlo, come segno di vicinanza e partecipazione, sui profili personali.

  • Video clip

48 ore prima dell’evento previsto per il 24 aprile sarà lanciato, sempre sulla piattaforma Facebook, una breve video clip che ci si augura venga anch’essa diffusa e condivisa in rete quanto più possibile.

  • Video Party diretta FB

A partire dalle ore 10.30 di giovedì 23 aprile saranno trasmessi in Video Party sempre sulla pagina FB della comunità, documentari, filmati e contenuti multimediali sul mondo armeno.

  • Diretta FB 24 aprile

Nella giornata del 24 aprile La pagina FB “Comunità armena” trasmetterà in diretta, a partire dalle ore 15,00 testimonianze, interviste, contributi e riflessioni sul tema. Nei prossimi giorni saranno resi noti i nomi dei partecipanti.

Lo scorso anno il parlamento italiano ha approvato una storica risoluzione di riconoscimento del genocidio armeno. Sulla scia di tale pronunciamento, il “Consiglio per la comunità armena di Roma” si augura che l’opinione pubblica italiana sia sempre più partecipe nel ricordo della tragedia del 1915.

L’antidoto al negazionismo è la Memoria.

Il tempo passa, la Memoria resta

Consiglio per la comunità armena di Roma

www.comunitaarmena.it