Comunicato. Attacchi indecenti nei confronti dei membri del Consiglio per la comunità armena di Roma

Ci vediamo costretti a dover ricorrere a una dichiarazioni pubblica che avremmo volentieri evitato, dal momento che ci vengono segnalate azioni denigratorie nei confronti del Consiglio per la comunità armena di Roma ed dei suoi onorabili membri da parte di alcuni soggetti.

A tal riguardo ci preme precisare che:

  • Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” e tutti i suoi membri, dal 1999, anno della sua costituzione, è stato ed è a tutt’oggi in prima linea con lo scopo di mantenere, diffondere e rafforzare lo spirito e l’identità armena. Missione che lo stesso Consiglio ha svolto e continua a svolgere con successo
  • Il“Consiglio per la comunità armena di Roma”con tutti i suoi membri, grazie alle proprie iniziative e agli strumenti a disposizione, è impegnato da vent’anni, non contro le realtà armene ma per gli armeni, in una intensa attività culturale e di opinione anche a sostegno della Repubblica Armena e della repubblica di Artsakh.
  • Oltre alla funzione di vigilanza contro il negazionismo e l’armenofobia, ai rapporti con le istituzioni e ai contatti con i media, il Consiglio e i suoi membri hanno promosso e continuano a promuovere, iniziative a sostegno della causa armena, per lo svolgimento delle quali non esitano ad intrattenere continuamente stretti contatti con altre realtà, armene ed italiane, ecclesiastiche e laiche,  e a fornire proficua collaborazione alla Ambasciata armena a Roma; questo lo si evince peraltro dalle innumerevoli attività organizzate  e dagli attestati di stima ricevuti da tutti i rappresentanti diplomatici che si sono succeduti dal 1992 ad oggi, nei confronti dei quali il “Consiglio per la comunità di Roma” e i suoi membri  nutrono da sempre rispetto, poiché nello svolgimento della loro funzione istituzionale, rappresentano la Repubblica indipendente d’Armenia.
  • Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” non è un soggetto politico, e i suoi membri non esercitano alcuna attività politica, né all’estero e men che meno nella madre Patria. Ogni affermazione contraria a questo non è che una mera illazione priva di ogni prova e fondamento.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma invita gli autori delle diffamazioni e i divulgatori di notizie infondate o parzialmente riprodotte, di soprassedere dal compiere ulteriori azioni nocive all’onorabilità dei suoi membri, ricordando, che per la legge Italiana, la diffamazione,  anche a mezzo stampa, è un atto vile e perseguibile penalmente.

 

In Libreria: “Nella Notte” di Inga Nalbandian –  Voce «in diretta» sul genocidio del popolo armeno.

NELLA NOTTE
Autore: NALBANDIAN INGA
Editore: PAOLINE
Data di pubblicazione: Marzo 2020
Codice: 9788831551991

Prezzo – € 13,00

Pubblicato per la prima volta in italiano il libro di Inga Nalbandian: romanzo-testimonianza del 1917, voce «in diretta» sul genocidio del popolo armeno, che si commemora ogni anno il 24 aprile.

La scrittrice Inga Collins, nata in Danimarca nel 1879, si sposò nel 1904 con Paul Nalbandian, di origine armena, trasferendosi successivamente con lui a Costantinopoli. Allo scoppio del primo conflitto mondiale, i Giovani Turchi ordinarono il massacro degli armeni. Paul si ammalò gravemente e morì poco dopo. Inga, per salvare i figli, tornò nella sua terra natale, per collaborare in seguito con la Società delle Nazioni in difesa dei diritti dei rifugiati sopravvissuti al genocidio. Morì nel 1929.

Nel 1917, Inga aveva deciso di scrivere un romanzo, Dans la nuit (Nella notte), testimonianza di quel genocidio. «Forse sorprenderà – scrisse l’autrice – che abbia presentato queste scene sotto forma di racconti invece di scrivere solo un resoconto dei fatti, condensato e preciso come un documento storico. Ma, per parlare di queste cose, ho dovuto vedere con altri occhi e sentire con altri cuori, altrimenti non avrei potuto descrivere gli eventi più efferati e incredibili».

Orrore e speranza, soavità e angoscia convivono nelle pagine del romanzo. Una testimonianza rigorosamente basata su fatti storici, che ora viene per la prima volta tradotta dalla giornalista Letizia Leonardi e pubblicata in Italia. Il libro è arricchito dalla presentazione dall’attrice di origini armene Laura Ephrikian (nota come Laura Efrikian), e dalla postfazione della giornalista Daniela Cecchini, corrispondente dall’Italia per La Voce, rivista degli italiani in Francia.

Vai al sito delle Paoline Editore

Rouben Shougarian, ex ambasciatore armeno in Italia, è deceduto a Boston a seguito ad una improvvisa malattia.

E’ con grande dolore che abbiamo appreso la notizia della morte dell’ex Ambasciatore armeno in Italia, Sua Eccellenza Rouben Shougarian, deceduto oggi nell’ospedale del Massachusetts

Nato nel 1962 Shougarian è stato Ambasciatore armeno in Italia dal 2005 al 2008.

Durante il suo mandato  sono degni di ricordo il faccia a faccia con l’ ambasciatore turco in diretta televisiva sul canale Rai e l’inaugurazione della targa di Roma Capitale in memoria del Genocidio Armeno ( sita nel piazzale antistante il pontificio collegio armeno),  l’inaugurazione del  khatc’kar per l’amicizia italo armena, nonché la partecipazione alla storica cerimonia di commemorazione dedicata a Hrant Dink sulla piazza del Campidoglio.

Intellettuale rispettato  da tutti, onesto e di singolare umanità. Il mondo armeno perde uno dei suoi figli migliori, un pensatore e  brillante diplomatico. Noi perdiamo un grande amico.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma nell’esprimere sincera tristezza per questa prematura scomparsa, partecipa commosso al dolore della moglie Lilit e dei figli  Narek, Tigran  e Haik.

IL TEMPO PASSA, LA MEMORIA RESTA. Contro il virus del negazionismo gli anticorpi della Memoria. 105° anniversario del genocidio armeno.

IL TEMPO PASSA, LA MEMORIA RESTA

24 aprile 1915 – 24 aprile 2020

105° anniversario del genocidio armeno.

Contro il virus del negazionismo gli anticorpi della Memoria

Il prossimo 24 aprile ricorre il 105° anniversario dell’inizio delle uccisioni e deportazioni di massa a danno della minoranza armena nell’impero ottomano.

L’emergenza Coronavirus impedisce qualsiasi manifestazione pubblica a ricordo del primo genocidio del XX secolo.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” ha di conseguenza lanciato un evento in rete, a ricordo di quella tragica ricorrenza.

  • Logo ricorrenza

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla pagina FB della comunità (www.facebook.com/comunitaarmena) un logo creato ad hoc per il 105° anniversario del Medz Yeghern con invito a condividirlo, come segno di vicinanza e partecipazione, sui profili personali.

  • Video clip

48 ore prima dell’evento previsto per il 24 aprile sarà lanciato, sempre sulla piattaforma Facebook, una breve video clip che ci si augura venga anch’essa diffusa e condivisa in rete quanto più possibile.

  • Video Party diretta FB

A partire dalle ore 10.30 di giovedì 23 aprile saranno trasmessi in Video Party sempre sulla pagina FB della comunità, documentari, filmati e contenuti multimediali sul mondo armeno.

  • Diretta FB 24 aprile

Nella giornata del 24 aprile La pagina FB “Comunità armena” trasmetterà in diretta, a partire dalle ore 15,00 testimonianze, interviste, contributi e riflessioni sul tema. Nei prossimi giorni saranno resi noti i nomi dei partecipanti.

Lo scorso anno il parlamento italiano ha approvato una storica risoluzione di riconoscimento del genocidio armeno. Sulla scia di tale pronunciamento, il “Consiglio per la comunità armena di Roma” si augura che l’opinione pubblica italiana sia sempre più partecipe nel ricordo della tragedia del 1915.

L’antidoto al negazionismo è la Memoria.

Il tempo passa, la Memoria resta

Consiglio per la comunità armena di Roma

www.comunitaarmena.it

 

Coronavirus: Uno spettacolo pan-armeno di beneficenza a supporto del sistema sanitario Armeno

Riceviamo dall’Ambasciata Armena e divulghiamo

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Cari connazionali,

si informa che la “Tovmasyan Charitable Foundation” ha avviato un’iniziativa inedita: uno spettacolo pan-armeno di beneficenza, che si terra’ online e sara’ interattivo. Lo spettacolo, che si svolgera’ attraverso le tecnologie VR, sarà trasmesso in diretta il 2 maggio 2020 alle 18:20 (ora italiana) contemporaneamente da Jerevan, dalla sala

concerti “Dvin Music Hall”, da Jerevan, e da Los Angeles.

Gli incassi saranno interamente devoluti a favore delle misure di contenimento del coronavirus in Armenia per supportare il sistema sanitario

nell’acquisto di respiratori polmonari e di materiale sanitario.

Le informazioni relative all’acquisto dei biglietti sono disponibili nelle schede in allegato e nelle descrizioni video sul sito: https://www.mfa.am/filemanager/Videos/Tovmasyan.zip

Cordiali saluti.

 

Ambasciata della Repubblica d’Armenia
Via XX Settembre, 98/E
00187 Roma
Tel: (+39) 06. 3296638

Fax: (+39) 06. 3297763

www.italy.mfa.am
www.mfa.am

Sua Eccellenza Victoria Baghdassarian termina il suo mandato di ambasciatore della repubblica di Armenia in Italia

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” rivolge un sentito ringraziamento a S.E. Victoria Baghdassarian, il cui mandato di ambasciatore della repubblica di Armenia in Italia è giunto a termine come da decreto presidenziale  del 10 aprile.

Nei suoi quattro anni di servizio l’ambasciatrice Baghdassarian ha saputo tessere importanti relazioni nel campo dell’economia e della politica, rafforzando ancora di più il legame fra Italia e Armenia.

In tale quadriennio  ci piace ricordare la prima visita in Armenia di un ministro degli Affari esteri italiano (Gentiloni), la prima visita in Armenia di un Capo di Stato italiano (Mattarella) nonché lo storico pronunciamento della Camera dei deputati (aprile 2019) a riconoscimento del genocidio armeno. E per ultimo le visite in Italia del Presidente dell’Assemblea nazionale armena (Mirzoyan) e del Primo ministro (Pashinyan).

Ovviamente questo ringraziamento è esteso a tutto il personale di ambasciata con l’augurio che il rapporto fra i nostri due Paesi continui nel solco dell’amicizia e della collaborazione.

A  S.E. Victoria Baghdassarian rivolgiamo fervido augurio di un futuro pieno di successo.

Consiglio per la comunità armena di Roma

TENTATIVI AZERI DI SABOTAGGIO AL CONFINE DELL’ARMENIA

Nonostante l’appello delle Nazioni Unite in questo difficile momento di pandemia, l’Azerbaigian viola ancora una volta il cessate-il-fuoco e spara contro i villaggi armeni di confine. Ferma condanna del ministero della Difesa dell’Armenia

Lunedì 30 marzo, intorno alle ore 19 locali, militari azeri hanno tentato di penetrare in territorio armeno all’altezza del villaggio di Noyemberyan della provincia di Tavush lungo il confine tra i due Stati. L’azione di sabotaggio è stata respinta. Due soldati armeni sono rimasti leggermente feriti.
L’avversario ha anche preso di mira i villaggi di Baghanis e Voskevan lungo il confine e un giovane di 14 anni residente di Voskevan è stato ferito dai colpi azeri. Il giovane è stato trasferito al centro medico Surb Astvatsamayr di Yerevan.

Il ministero della Difesa dell’Armenia ha diramato il seguente comunicato:
«Condanniamo fermamente i tentativi dell’Azerbaigian di intensificare la situazione sul confine armeno-azero, che ha provocato il ferimento di un residente 14 anni della comunità di Voskevan nella regione di Tavush. Allo stesso tempo, due militari delle forze armate dell’Armenia sono stati feriti mentre impedivano il tentativo di infiltrazione della parte azera verso le posizioni armene nella stessa direzione.
Questa violazione non provocata del cessate il fuoco non ha giustificazione, soprattutto oggi, quando tutti i Paesi del mondo mobilitano le proprie risorse mediche nella lotta contro COVID19. Con tali azioni, l’Azerbaigian ignora le richieste della comunità internazionale, in particolare dei copresidenti del Gruppo Minsk dell’OSCE e del Segretario generale delle Nazioni Unite, di aderire rigorosamente al cessate il fuoco e astenersi da azioni provocatorie durante questo periodo.
Questo incidente militare dimostra che o la parte azera non ha alcun controllo sulle azioni delle sue unità militari al confine o intensifica deliberatamente la situazione, assumendo quindi la piena responsabilità delle sue conseguenze.
Auguriamo una pronta guarigione ai nostri cittadini feriti».

 

Novità in libreria: Henri Verneuil “Le Bugatti di Marsiglia”

Traduzione di Letizia Leonardi Edizioni Terra Santa, Milano 2020

296 pagine 18,00 € e-book ISBN: 978-88-6240-726-7

Data di pubblicazione: 20 febbraio 2020 


Comunicato stampa

Antonia Arslan: «L’avventura di una famiglia armena scampata al genocidio. Un racconto di grande intensità»

Al capezzale della morente mayrig, «mammina» in armeno, un figlio scampato all’orrore – ormai adulto e professionista affermato – torna alla sua vita di bimbo e di adolescente, rievocando i sentimenti e le emozioni, le fatiche e le speranze di un piccolo apolide che ha combattuto per crescere e affermare la propria identità in un Paese straniero. È l’incipit di Le Bugatti di Marsiglia in uscita per Edizioni Terra Santa, scritto da Henri Verneuil, alla nascita Achod Malakian (1920-2002), celebre regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese di origine armena (Prix César 1996 alla carriera), fuggito da bambino con tutta la famiglia a Marsiglia per scampare a pericoli e persecuzioni subite nello spazio ottomano in via di disfacimento. Autore di film celebri, come Quando Torna l’inverno o Il clan dei siciliani, diresse due pellicole ispirate a questo romanzo autobiografico: Mayrig (1991) e Quella strada chiamata paradiso (1992), entrambi interpretati da Omar Sharif e Claudia Cardinale. Il romanzo uscì in Francia con il titolo Mayrig. Scrive l’autore nel primo capitolo, che dà il via all’intera narrazione: «Fuori, le luci della città si sono accese. Ora so che nessuno mi metterà più in guardia contro il freddo delle notti, nessuno mi tenderà più quell’inutile maglioncino di lana che mi ha sempre infastidito tanto. E io resto solo, con il rimorso delle mie stupide collere, suscitate da quegli eccessi di premura. Nei grandi dolori, talvolta tornano alla mente sciocchezze che diventano via via sempre più grandi. Il nostro teatro interiore finisce per mettere in scena una pièce di sofferenza e lacrime ed è facile montare in groppa al dolore e cavalcare con lui. Ma questa sera, il mio dolore è come un tarlo. Ho chiuso il mio teatro per lutto… o quasi. Il tempo delle lacrime verrà più tardi. Realizzo, tornando indietro nel tempo, che durante tutti questi anni nei quali ci siamo tanto amati, non ci siamo mai detti quanto ci volevamo bene. Forse per un pudore comune, o forse per il timore di sottolineare uno stato di fatto che era evidente, permanente, irrevocabile. Il ricorso alle parole sembrava superfluo: ci si amava di nascita. Tutto il resto diventava un inutile corollario. Questo amore mi ha insegnato anche l’angoscia, al pensiero di ciò che poteva capitare a qualcuno di noi. Ho imparato a stare male, fisicamente male, nello stesso momento in cui stava male un altro della famiglia». In fuga dal genocidio del loro popolo, arrivano a Marsiglia dopo un avventuroso viaggio in mare cinque fragili sagome: un padre, una madre, il figlioletto di soli quattro anni, Achod, e le sue due zie. Per bagaglio, un piccolo fagotto e, come unico patrimonio, otto bottoni rivestiti di stoffa cuciti sul vestito della mamma: otto monete d’oro. Tre donne e un uomo completamente indigenti, che non parlano francese, e che hanno un solo scopo: vivere e prosperare per amore del piccolo Achod. Un racconto intimo e poetico, ricco di squarci e di aneddoti che lasciano spazio al sorriso, all’umorismo e alla speranza. Uno struggente inno alla lotta per la sopravvivenza e agli affetti familiari. Un’acuta riflessione sul valore delle proprie radici. Chi ha amato La masseria delle allodole si innamorerà di questo romanzo forte e vero come la vita di chi l’ha scritto.

L’Autore
Henri Verneuil, alla nascita Achod Malakian (Tekirdağ, Turchia, 15 ottobre 1920 – Bagnolet, Francia, 11 gennaio 2002), è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico di origine armena, fuggito da bambino con la famiglia a Marsiglia per scampare alla persecuzione. Il romanzo uscì in Francia con il titolo Mayrig. Nel 1996 Verneuil ha vinto il Premio César alla carriera.