Novità in Libreria: Giustizia per gli armeni: Il processo Tehlirian. Analisi e implicazioni politiche

Nel 1921, sei anni dopo lo sterminio del popolo armeno in Turchia, un sopravvissuto di nome Soghomon Tehlirian uccide l’ex Gran Visir ottomano Talaat Pascià per le strade di Berlino. Il politico turco era stato determinante nel genocidio commesso contro gli armeni. Tehlirian fu processato nel giugno 1921, assolto ed espulso. L’assassinio e il successivo processo non solo attirarono l’attenzione di tutto il mondo, ma suscitarono anche notevole preoccupazione negli ambienti giudiziari, politici e militari tedeschi. Perché questi funzionari erano allarmati e cosa li spinse a ricorrere a ogni tipo di stratagemma per accelerare l’iter processuale e liberarsi di quel “fastidioso straniero”?

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Comunicato Stampa – SOLDATI DELL’AZERBAIGIAN INVADONO L’ARMENIA

SOLDATI DELL’AZERBAIGIAN INVADONO L’ARMENIA

Patetico vittimismo della dittatura azera

Non finiremo mai di stupirci dell’energico attivismo del rappresentante diplomatico del dittatore Aliyev in Italia. Un attivismo che durante i 44 giorni della guerra scatenata dall’Azerbaigian con l’aiuto della Turchia e dei mercenari jihadisti contro la piccola repubblica de-facto del Nagorno Karabakh (Artsakh) si è contraddistinto nel produrre una serie di fake-news che con il tempo sono state smentite e smascherate dai fatti e dagli stessi protagonisti del mondo azero.

Attivismo che è proseguito anche dopo la fine della guerra, con una serie di notizie e comunicati che avevano lo scopo di presentare l’Azerbaigian come vittima e l’Armenia come aggressore, anche con l’aiuto di una manciata di rappresentanti del popolo italiano che hanno deciso di sposare la causa della dittatura azera, ricca e luccicante ma pur sempre dittatura (168°/180 Freedom Press Index 2020).

Da ultimo, ecco un nuovo attacco che addebita all’Armenia e agli armeni la morte di due giornalisti il cui mezzo ha colpito una mina anticarro in una sperduta sterrata di montagna, lamentando la (presunta) mancata consegna delle mappe dei campi minati e parlando di fantomatici gruppi di sabotatori armeni che starebbero predisponendo nuove mine negli insediamenti e nelle strade dell’Azerbaigian.

Premesso che siamo dispiaciuti per la morte di tutte le persone innocenti alle quali va il nostro cordoglio, non riusciamo a capire perché il governo azero non limiti la libera circolazione di veicoli e persone in zone che fino a poco tempo fa erano teatro di guerra.

A noi sembra che questo attivismo mediatico sia solo l’ennesimo tentativo della diplomazia azera per deviare l’attenzione per cercare di sottrarsi alle pressioni che arrivano dalle istituzioni europee e mondiali.

Difatti, sono ripetuti i richiami della comunità internazionale rivolti al dittatore Aliyev per rilasciare i prigionieri di guerra armeni che secondo alcune stime sono quasi 200.

Sono molteplici gli inviti all’Azerbaigian per permettere alla missione UNESCO di visitare i distretti occupati con l’intento di tutelare il millenario patrimonio artistico e culturale armeno che soldati e funzionari azeri stanno distruggendo e non mancano ovviamente i richiami all’Azerbaigian a non ricorrere ad ulteriori provocazioni e a rispettare l’integrità dei confini territoriali dell’Armenia.

 E nel mezzo della crisi per la recente occupazione di territori della repubblica di Armenia da parte di alcune centinaia di soldati dell’Azerbaigian, questa esplosione giunge proprio a proposito per far vestire a Baku i panni della povera vittima.

La guerra scatenata a settembre dello scorso anno, in piena pandemia, da Azerbaigian, Turchia e mercenari assoldati per annientare la popolazione armena del Nagorno Karabakh – Artsakh ha prodotto già più di 5000 vittime tra le file armene e altre migliaia in quelle azere, oltre alla distruzione e all’orrore che la guerra  lascia nel cuore delle persone come una ferita aperta.

Il nostro appello alla comunità internazionale, ai media e soprattutto a certi politici, è quella di non cadere nel tranello azero della disinformazione e lavorare per una pace stabile e duratura, basata sulla verità e sul rispetto dei diritti dei popoli.

Noi ripudiamo la guerra, l’Armenia vuole la pace.

Consiglio per la comunità armena di Roma

www.comunitaarmena.it

Comunicato stampa NUOVE MINACCE DALL’AZERBAIGIAN CHE VIOLA L’INTEGRITA’ TERRITORIALE DELL’ARMENIA.

Comunicato stampa

NUOVE MINACCE DALL’AZERBAIGIAN CHE VIOLA L’INTEGRITA’ TERRITORIALE DELL’ARMENIA.

PREOCCUPAZIONE PER I RISCHI DI UNA NUOVA GUERRA NEL CAUCASO

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” esprime profonda preoccupazione per la nuova, ennesima, provocazione azera lungo il confine con la repubblica di Armenia.

Tra mercoledì e giovedì alcune centinaia di soldati delle forze armate dell’Azerbaigian sono penetrate nel territorio armeno violando il confine internazionale e procedendo a lavori di ingegneria per modificarlo artificiosamente.

Lo scorso 20 aprile il Presidente dittatore Aliyev aveva dichiarato che “L’Azerbaijan tornerà a Zangezur, che l’Armenia lo voglia o no” aggiungendo “se vuole, risolveremo questo problema più facilmente, se non vuole, lo risolveremo con la forza”.

Lo stesso non ha esitato a confessare che la guerra di 44 giorni era stata deliberatamente voluta dall’Azerbaigian: “Proprio come prima e durante la guerra, ho detto che devono liberarsi dalle nostre terre, altrimenti li espelleremo con la forza. E così è successo. Lo stesso sarà il destino del corridoio Zangezur” aveva chiosato il Presidente Azero che ora per nulla preoccupato delle conseguenze di tali azioni, prosegue nella sua azione destabilizzante e minaccia l’Armenia rivendicando un presunto diritto sulle “terre storiche” nonostante l’Azerbaigian esista come nazione solo dal 1918.

Duplice è l’obiettivo del regime di Aliyev: da un lato sfruttare l’andamento del confine così come stabilito in epoca sovietica assumendo il controllo di posizioni in altura più favorevoli; dall’altro occupare pascoli e bacini idrici a servizio dei villaggi armeni di confine causando un danno all’economia rurale di tali zone.

Il dittatore Aliyev inoltre trattiene come ostaggi circa 200 militari e civili armeni catturati dopo la firma dell’accordo di tregua del 9 novembre successivo alla guerra scatenata contro la repubblica di Artsakh.

Ancora una volta l’Azerbaigian non si smentisce e così come nel recente passato, prima di ogni suo atto aggressivo nei confronti della vicina Armenia, ricorre alla propaganda, attraverso la sua rappresentanza diplomatica in Italia, inviando ai vari organi di stampa lettere e interviste false costruite ad hoc nel tentativo di “sverginare” la già compromessa reputazione del paese.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” nel denunciare questa nuova azione destabilizzante contro un Paese membro del Consiglio d’Europa, guarda con favore alle iniziative diplomatiche volte a risolvere rapidamente la situazione (da ultimo le parole del presidente francese Macron) e invita, in primis gli organi di comunicazione a prestare attenzione a non diventare cassa di risonanza di notizie e informazioni errate di un paese che figura agli ultimi posti nella graduatoria della libertà di stampa e in secondo luogo le istituzioni italiane a condannare questa politica di aggressione turco-azera che rischia di innescare una nuova pericolosa crisi nel Caucaso meridionale.

Italia se ci sei batti un colpo.

Consiglio per la comunità armena di Roma

www.comunitaarmena.it

 

Grazie al comune di Zagarolo per mozione riconoscimento genocidio popolo armeno

Il Consiglio per la comunità armena di Roma ha appreso con soddisfazione a che anche il Comune di Zagarolo, nella seduta del Consiglio Comunale dello scorso 27 aprile 2021, ha riconosciuto ufficialmente la realtà storica del genocidio armeno.

Nella mozione di legge che l’Amministrazione Comunale di Zagarolo

“Nel riconoscere a sua volta i fatti storici del genocidio del 1915, esprime la propria piena solidarietà al popolo armeno nella sua battaglia per la verità storica e per la difesa dei diritti umani”.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma nel ringraziare sentitamente per l’approvazione dell’o.d.g. di cui sopra afferma che tale pronunciamento “è un ulteriore incoraggiamento a proseguire la battaglia della Memoria con la consapevolezza di avere al nostro fianco uomini e donne che hanno dimostrato coraggio e onestà intellettuale e che, come noi, credono ancora nella verità e nella giustizia e condividono gli ideali del popolo armeno”.

Al Comune di Zagarolo, che sarà inserito tra i “Giusti per la Memoria” del Medz Yeghern va il nostro sentito Grazie.

Consiglio per la comunità armena di Roma


Copia delibera Consiglio Comunale.

 

In libreria: La mezzaluna sulla croce. L’Islam di Erdogan, l’Armenia e l’Europa Copertina flessibile

“Il Nagorno Karabakh è ancora una volta un paese dell’Islam e riacquista il suo posto all’ombra della Mezzaluna” annunciava trionfante Recep Tayip Erdogan, mentre nella piccola enclave che è stata la culla della cultura armena, il popolo che per primo abbracciò il cristianesimo nel 301 e che fu sterminato nel 1915 dai turchi, si avviava a un nuovo esodo. Tre mesi prima, il presidente turco aveva riconvertito a moschea la Basilica di Santa Sofia a Istanbul in una riedizione della conquista di Costantinopoli del 1453. Intanto, la Turchia pianificava la costruzione di moschee in Europa più alte delle nostre chiese, a Strasburgo, a Colonia, ad Amsterdam. Perché “l’Europa sarà musulmana, se Allah vuole”, come dichiarano i dirigenti del Partito per la giustizia e lo sviluppo di Erdogan, impegnato anche in una reislamizzazione della Turchia che fu laica tramite le scuole religiose, la censura intellettuale e la scristianizzazione di decine di luoghi di culto che risalgono ai tempi degli Apostoli.

Prezzo di Copertina € 13.30 

COMABBIO RACCONTA L’ARMENIA

Sabato 27 febbraio ore 18.00 conferenza stampa online di presentazione della rassegna

La conferenza stampa di presentazione della rassegna si svolgerà online sabato 27 febbraio alle ore 18.00 ed è aperta a tutti.
Per partecipare è necessario registrarsi su https://comabbioraccontalarmenia.blog/conferenza-stampa/.
Alla conferenza interverranno il Sindaco Marina Paola Rovelli e alcuni relatori, tra i quali Antonia Arslan, Pietro Kuciukian, Shushan Martirosyan, Aldo Oriani, Marco Ruffilli, Baykar Sivasliyan, Paolo Arà Zarian, Simone Zoppellaro.

COMUNICATO STAMPA

COMABBIO RACCONTA L’ARMENIA: GRANDI NOMI PER LA RASSEGNA

 

Respiro internazionale per gli incontri online e in presenza con autori, esperti e conoscitori dell’Armenia in programma dal 5 marzo al 23 maggio

Comabbio (VA), 23/02/2021 – Verrà presentata durante la conferenza stampa online sabato 27 febbraio alle ore 18.00, la rassegna “Comabbio racconta l’Armenia”, iniziativa di respiro internazionale del Comune di Comabbio, che si svolgerà da venerdì 5 marzo a domenica 23 maggio nell’incantevole borgo dove il pittore Lucio Fontana amava ritirarsi. Un ricco programma di incontri online, ai quali si aggiungeranno in maggio alcuni appuntamenti in presenza, compatibilmente con l’evolversi della pandemia. Un progetto ambizioso che ha raccolto il contributo dei più importanti rappresentanti, studiosi e conoscitori della cultura armena tra scrittori, giornalisti, fotografi, armenisti, storici, musicisti, architetti, artisti e altre personalità provenienti da Italia, Armenia, Stati Uniti e Turchia. Tra i nomi più noti, la scrittrice di origini armene Antonia Arslan, autrice del romanzo “La Masseria delle Allodole”, tradotto in oltre 20 lingue, che ha riportato alla ribalta il tema del genocidio armeno. Molto attesi anche gli interventi di Shushan Martirosyan dalla capitale armena Yerevan, Siobhan Nash-Marshall del Manhattanville College di New York, e Mons. Levon Arciv. Zekiyan, Arcieparca degli armeni cattolici di Istanbul e di Turchia e Delegato Pontificio per la Congregazione Mechitarista. Previste anche due conferenze online rivolte agli studenti delle scuole superiori, il 30 marzo e il 22 aprile, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Varese.

 

Si comincia venerdì 5 marzo con “Armenia l’altopiano delle sorprese”, un’introduzione all’Armenia a cura di Massimo Rolandi, docente, Shushan Martirosyan esperta di viaggi, e Aldo Oriani, naturalista ornitologo e teriologo. Venerdì 12 marzo Marco Ruffilli, membro dell’Association Internationale des Études Arméniennes, racconterà la storia e l’affascinante simbologia del khachkar, stele di pietra tipica dell’Armenia sulla quale è scolpita la croce con altri elementi. Antonia Arslan sarà in scena venerdì 19 marzo con “Ballata Caucasica”, mentre il 26 marzo lo chef Sedrak Mamulyan e Shushan Martirosyan ci parleranno di cucina tradizionale armena in collegamento dall’Armenia. Sabato 27 marzo Siobhan Nash-Marshall, professore di filosofia, affronterà i temi del genocidio armeno e del negazionismo turco. Venerdì 9 aprile l’architetto Paolo Arà Zarian racconterà il suo intervento per il restauro dei dipinti murali del monastero di Dadivank in Karabakh. Sarà dedicato a oltre due millenni di storia armena l’intervento del 16 aprile di Aldo Ferrari, professore di storia, lingua e letteratura armena all’Università Ca’ Foscari di Venezia, autore di numerosi saggi sul tema. Parlerà dell’attuale situazione politica e sociale in Armenia, anche alla luce delle conseguenze del recente conflitto per il controllo del Karabakh, il giornalista Simone Zoppellaro venerdì 23 aprile. Sabato 24 aprile – anniversario del genocidio armeno – il pianista e musicologo Alberto Nones ci condurrà in un piccolo viaggio musicale in Armenia con esecuzione di alcuni brani armeni interpretati dagli allievi del Conservatorio di Gallarate. Sarà invece un viaggio virtuale attraverso la Repubblica d’Armenia l’incontro del 30 aprile con Nadia Pasqual, autrice della prima guida di viaggio italiana interamente dedicata al Paese, e Shushan Martirosyan, che faranno conoscere i luoghi più interessanti da visitare sotto il profilo storico, culturale e naturalistico. Venerdì 7 maggio appuntamento con due insigni rappresentanti della diaspora armena in Italia, Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica d’Armenia in Italia, e il prof. Baykar Sivasliyan, armenista e presidente dell’Unione Armeni d’Italia, che parleranno degli armeni, popolo di cerniera tra l’Occidente e l’Oriente.

La rassegna proseguirà poi con incontri dal vivo, alcuni dei quali già programmati, tra i quali segnaliamo quello di sabato 15 maggio con Mons. Levon Arciv. Zekiyan, che celebrerà la Messa Vespertina e terrà una conferenza. Sempre il 15 maggio si svolgerà un laboratorio sull’alfabeto armeno e verranno inaugurate le mostre dei fotografi Emanuele Cosmo e Marco Ansaloni. Previsti per domenica 16 maggio i concerti all’alba e al tramonto del trio Piovan-Fanton e un laboratorio sui khatchkar. Saranno, invece, programmati a breve gli interventi di Alberto Elli, studioso di lingue e religioni, autore di un volume dedicato ad arte, storia e itinerari dell’Armenia, lo scultore Mikayel Ohanjanyan, e l’architetto Gayanè Casnati. Già confermato invece per sabato 22 maggio lo spettacolo “Canta, gru, canta” reading-mise en espace della Compagnia CamparIPadoaN con la regia di Giulio Campari, interpretato dagli attori Natascha Padoan e Marco Balbi. Una ballata per l’Armenia, ideata da vari autori, anche armeni, che rievocherà la “canzone” popolare della gru, un uccello originario dell’Armenia, per dare voce alla memoria di donne e uomini armeni, vittime dimenticate del genocidio. La rassegna si concluderà domenica 23 maggio con una tavola rotonda.

L’iniziativa “Comabbio racconta l’Armenia” nasce dal desiderio di Giusy Tunici, abitante del borgo sull’omonimo lago, di condividere le esperienze di due viaggi in Armenia. I suoi racconti hanno suscitato la curiosità dei concittadini e del Sindaco Marina Paola Rovelli, che l’ha delegata a narrare le sue esperienze. La risposta entusiasta degli enti locali e degli esperti in materia, via via coinvolti, hanno trasformato il programma iniziale in un progetto molto ambizioso e articolato che Giusy Tunici si è fatta carico di coordinare. La rassegna si inserisce nell’ambito del progetto “Il paese racconta un Paese” del Comune di Comabbio e intende promuovere la conoscenza di un luogo attraverso la sua storia, la cultura, le tradizioni, le caratteristiche del territorio e della popolazione. Un progetto che nasce dalla consapevolezza che il livello di maturità di una società si misura anche dalla sua capacità di rapportarsi a ciò che è diverso per origini, cultura e religione. Ente capofila è il Comune di Comabbio, Assessorato alla Cultura, con la collaborazione della Biblioteca di Comabbio, la Parrocchia di Comabbio, il Borgo di Lucio Fontana, gli Amici della Santa Collina e la Compagnia CamparIPadoaN. La rassegna ha ottenuto il patrocinio dell’Unione Armeni d’Italia e Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena.

 

La conferenza stampa di presentazione della rassegna si svolgerà online sabato 27 febbraio alle ore 18.00 ed è aperta a tutti. Per partecipare è necessario registrarsi su https://comabbioraccontalarmenia.blog/conferenza-stampa/. Alla conferenza interverranno il Sindaco Marina Paola Rovelli e alcuni relatori, tra i quali Antonia Arslan, Pietro Kuciukian, Shushan Martirosyan, Aldo Oriani, Marco Ruffilli, Baykar Sivasliyan, Paolo Arà Zarian, Simone Zoppellaro.

 

Sito web rassegna: https://comabbioraccontalarmenia.blog/

Comunicato stampa:  http://bit.ly/Comabbio-CS-23FEB2021

Gallery fotografica: https://bit.ly/gallery_Armenia

 

 

Contatto stampa

Nadia Pasqual

Cell. 349 2131565

nadia.pasqual@markpr.it

On line – 9 febbraio / 11 maggio – VII SEMINARIO DI ARTE ARMENA E DELL’ORIENTE CRISTIANO

A partire dal 9 febbraio e fino all’11 maggio si svolgerà il VII Seminario di Arte armena e dell’Oriente cristiano, organizzato da Aldo Ferrari e Stefano Riccioni, con la collaborazione di Marco Ruffilli e Beatrice Spampinato.
Il seminario è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Filosofia e Beni culturali e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, con il patrocinio del Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena (CSDCA), della Congregazione armena mechitarista, dell’Associazione italiana per lo studio dell’Asia centrale e del Caucaso (ASIAC), ai quali da quest’anno si unisce anche il prestigioso Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut.
In considerazione del protrarsi della situazione pandemica, i curatori hanno deciso di creare un evento on line, con undici dirette streaming, invitando numerosi studiosi, tra i principali specialisti di queste materie, provenienti da Armenia, Francia, Georgia, Italia e USA, e di ampliare così anche il pubblico che potrà partecipare collegandosi alla piattaforma zoom, previa iscrizione.

Alla vigilia del 106° anniversario del Genocidio Armeno il comune di Palestrina riconosce il genocidio armeno.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma esprime la propria gratitudine a tutti i membri del Consiglio comunale di Palestrina per aver approvato, proprio alla vigilia del 106° anniversario della ricorrenza del genocidio del popolo armeno, una mozione con la quale oltre a riconosce le veridicità storica del Medz Yeghern manifesta la “proprio piena solidarietà al popolo armeno nella sua battaglia per la verità storica e per la difesa dei diritti umani”.

 “Il Consiglio Comunale esprime il proprio riconoscimento circa i fatti storici del genocidio del 1915 ed esprime la piena solidarietà al popolo armeno nella sua battaglia per la  verità storia e per la difesa dei diritti umani” si legge nella delibera della e votata all’unanimità dei presenti.

Tale atto è un ulteriore incoraggiamento per proseguire la battaglia della Memoria con la consapevolezza di avere al nostro fianco uomini e donne che hanno dimostrato coraggio e onestà intellettuale e che, come gli armeni, credono ancora nella verità e nella giustizia.

Un sincero GRAZIE

Consiglio per la comunità armena di Roma


 

Audio della seduta: https://www.comune.palestrina.rm.it/pagina100_consiglio-comunale-odg-e-audio.html?fbclid=IwAR2fD74jtYTrvw9VrK4bLtO0KA1A4ZcHfpYXztqNtEJNKsyG8qvsqXcqkIk

Aprile 2021 – Alcune delle iniziative religiose, laiche e on line programmate in occasione del 24 aprile

24 APRILE 2021

  • Roma  alle 11.00 Santa Messa in rito Armeno in memoria dei martiri del Genocidio Armeno presso il Pontificio Collegio Armeno (Sal. San Nicola da Tolentino 17)
  • Padova  alle h. 10.30, Cerimonia commemorativa alla presenza del Sindaco di Padova Sergio Giordani. https://www.padovanet.it/evento/cerimonia-il-106%C2%B0-anniversario-del-genocidio-armeno
  • Milano dalle 12.00 alle 13.00 –  in Piazza Duomo ang. via Marconi “Flash mob organizzato da AGBU MIlan”.
  • Milano  ore 16.00 – Preghiamo per i Santi Martiri del Genocidio Armeno  –  Piazza Sant’Ambrogio – Monumento di Croce (Khachkar)
  • Camponogara alle ore 10.00 – Un melograno per ricordare l’Armenia  presso lo spazio verde vicino al teatro Dario Fo sarà piantato un melograno, alla presenza del Sindaco di Camponogara e di un rappresentante dell’Associazione Italiarmenia.
  • Ferrara alle ore  21.00 “Metz Yeghern Il genocidio degli armeni tra memoria, negazione e silenzi” 

 

 

25 APRILE 2021

  • Milano alle h. 11.00 S. Messa di commemorazione dei Santi Martiri del genocidio, presso la chiesa armena di via Jommelli
  • Roma  alle 18.30 “Preghiera con i martiri Armeni” Celebrazione ecumenica per la pace, Basilica di San Bartolomeo all’isola.

 

26 APRILE 2021

  • On Line –  dalle ore 15 alle 18   NAPOLI:  Webinar – “La Cristianità: Il Volto di nostra sorella Armenia.

 

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