Novità in libreria: Il canto di Haïganouch

“Il canto di Haïganouch” è un libro che si muove tra geografie e tragedie, tra vite individuali e grandi eventi, portando il lettore dentro uno dei capitoli più complessi e dolorosi del Novecento.

Ian Manook costruisce un racconto ampio, stratificato, profondamente umano. Dopo “L’uccello blu di Erzerum”, questo secondo capitolo continua a esplorare il destino di una famiglia armena dispersa tra esilio, sogni e violenza politica. Ma non è solo una saga familiare. È un romanzo sulla resistenza, sulla memoria, sulla possibilità di restare umani anche quando tutto sembra spingere nella direzione opposta.

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LUTTO NELLA COMUNITA’ ARMENA E’ venuta a mancare LAURA MIRACHIAN diplomatica Italiana di origini armene

🔘 LUTTO NELLA COMUNITA’ ARMENA

E’ venuta a mancare LAURA MIRACHIAN diplomatica Italiana di origini armene, una fra le primissime donne nominato Ambasciatore di grado nel 2008.

È stata Presidente della DID – Donne Italiane in Diplomazia. Nei quarant’anni di servizio, è stata Capo Missione a Belgrado durante le guerre balcaniche, Direttore Generale per i Paesi europei (inclusi Russia, Turchia, Balcani, Caucaso, Asia Centrale), Ambasciatore in Siria, Rappresentante Permanente presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra (ILO, OMS, WIPO, WMO). È stata insignita di varie onorificenze italiane e straniere, tra cui Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Chevalier de la Légion d’Honneur (Francia) e Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno (Santa Sede).

➡️ La messa di suffragio sara svolta domani 23 marzo 2026 alle ore 17,30 presso la chiesa Santa Maria in Trastevere a Roma. Mentre i Funerali sono previsti il prossimo mercoledì 25 marzo alle ore 10 a Padova nella Chiesa di San Giuseppe.

Sincere condoglianze ai famigliari e a tutti coloro che le hanno voluto bene.

Che riposi in pace.🔘 LUTTO NELLA COMUNITA’ ARMENA

E’ venuta a mancare Laura Mirachian diplomatica Italiana di origini armene, una fra le primissime donne nominato Ambasciatore di grado nel 2008.

È stata Presidente della DID – Donne Italiane in Diplomazia. Nei quarant’anni di servizio, è stata Capo Missione a Belgrado durante le guerre balcaniche, Direttore Generale per i Paesi europei (inclusi Russia, Turchia, Balcani, Caucaso, Asia Centrale), Ambasciatore in Siria, Rappresentante Permanente presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra (ILO, OMS, WIPO, WMO). È stata insignita di varie onorificenze italiane e straniere, tra cui Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Chevalier de la Légion d’Honneur (Francia) e Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno (Santa Sede).

➡️ La messa di suffragio sara svolta domani 23 marzo 2026 alle ore 17,30 presso la chiesa Santa Maria in Trastevere a Roma. Mentre i Funerali sono previsti il prossimo mercoledì 25 marzo alle ore 10 a Padova nella Chiesa di San Giuseppe.

Sincere condoglianze ai famigliari e a tutti coloro che le hanno voluto bene.

Che riposi in pace.

Comunicato stampa – La rinascita del vino armeno raccontata nel nuovo libro Vini armeni

Presentato a Roma il volume “Non ti scordar di me – Storia e oblio del Genocidio Armeno”

Importante presentazione a Palazzo Mancuso sul GENOCIDIO ARMENO
Alle ore 11, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto si svolge la presentazione del volume “Non ti scordar di me – Storia e oblio del Genocidio Armeno”, di Vittorio Robiati Bendaud, con saggio introduttivo di Paolo Mieli. Saluti del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Intervengono, oltre agli autori, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, la deputata Chiara Gribaudo, i deputati Giulio Centemero e Maurizio Lupi, il professor Aldo Ferrari. Modera Nicola Porro.
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Vi è una sola risposta oppositiva al negazionismo: affermare la Memoria del Metz Yeghérn e testimoniare che questo è stato”.

 

L’evento tenutosi lunedì 7 maggio 2025 alla sala del refettorio di palazzo San Macuto alla Camera dei Deputati non è stata solo l’occasione per presentare il bel libro di Vittorio Robiati Bendaud “Non ti scordar di me”, prefazione di Paolo Mieli, Edizioni Liberilibri, dedicato al genocidio armeno.

Alla presenza del presidente della Camera, Lorenzo Fontana e del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, l’autore coadiuvato da Mieli e Nicola Porro  ha rimarcato ancora una volta la fondamentale importanza di coltivare la memoria del genocidio e ha invitato non a soffermarsi sulle conseguenze delle brutali azioni dell’uomo (genocidi e pulizie etniche) ma sulle cause a monte che portano a compiere tali efferatezze.

Grazie anche agli interventi di alcuni deputati presenti (citiamo fra gli altri Centemero, Gribaudo, Lupi, Bignami), questa mattina non sono state ascoltate solo frasi di circostanza e vuote parole ma si è avuta l’impressione di un comune sentire, di una sinergica azione tra il popolo italiano, le sue istituzioni e quelle armene rappresentate dall’ambasciatore Karapetyan e dalla diaspora.

Oggi, 7 maggio, ancora una volta l’Italia ha mostrato vicinanza e sensibilità alla causa armena. E lo ha fatto con la solennità e autorevolezza della sede ospitante e delle Istituzioni che hanno partecipato all’evento

Non scordiamoci il genocidio armeno: lo dobbiamo alla memoria delle vittime di allora, lo dobbiamo al futuro delle prossime generazioni.

ROMA – 29 aprile 2025 – Cerimonia di commemorazione del Genocidio Armeno.

LA CERIMONIA DI COMMEMORAZIONE DEL 110° ANNIVERSARIO DEL GENOCIDIO ARMENO SARA’ CELEBRATA IL PROSSIMO 29 APRILE 2025
La cerimonia di commemorazione del 110° anniversario del genocidio armeno che era stata annullata a seguito del decesso di Papa Francesco e della proclamazione di cinque giornate di lutto nazionale da parte del Consiglio dei Ministri sarà celebrata il prossimo martedì 29 aprile 2025 alle ore 19,15 sempre in P.zza Lorenzini a Roma in presenza delle Istituzioni Capitoline, dei rappresentanti della Chiesa Armena e degli Ambasciatori armeni presso il Quirinale e la Santa Sede.
La presente vale anche a titolo di invito.

 

 

Cerimonia di commemorazione

del 110° anniversario del genocidio armeno

alla presenza dei Responsabili delle Chiese Armene,

delle rappresentanze diplomatiche della Repubblica di Armenia

presso il Quirinale e presso la Santa Sede,

oltre ad esponenti del mondo politico, diplomatico, ecclesiastico e della società civile.

Mercoledì 29 aprile alle ore 19,15

presso il

“Giardino Genocidio degli Armeni”

Piazza Lorenzini (Portuense)

Il 24 aprile è la Giornata della Memoria del popolo armeno in cui si ricorda

 l’inizio di uno dei crimini più atroci contro l’umanità che fu definito

”Il primo genocidio del XX Secolo”

 

A 110 anni da quel crimine, saremo insieme,

per condannare ogni violenza

e ribadire il nostro “NO” alle guerre e al negazionismo

e il nostro “SI” al rispetto dei diritti fondamentali

di ogni essere umano.

E’ venuta a mancare una delle più grandi sostenitrici della Causa Armena Siobhan Nash-Marshall,

E’ venuta a mancare una delle più grandi sostenitrici della Causa Armena
Siobhan Nash-Marshall, professoressa di Filosofia al Manhattan ville College
Il Consiglio per la comunità armena di Roma piange la dipartita di una delle più grandi sostenitrici e attiviste della causa armena. E’ venuta a mancare a News York Siobhan Nash-Marshall, professoressa di Filosofia al Manhattan ville College, che avevamo avuto la fortuna e l’onore di incontrare lo scorso 19 novembre a Roma in occasione dell’evento dedicato ai 20 anni della Masseria delle Allodole svoltosi preso la Camera dei Deputati in onore di Antonia Arslan di cui Siobhan era intima amica e avevano realizzato insieme vari progetto di cui uno dedicato ai giovani dell’Artsakh.
Il Consiglio per la comunità armena porge le sue condoglianze ai famigliari e agli amici di Siobhan e a tutti coloro che l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene.
Ci mancherai. Ci mancherà il tuo genio e la tua creatività.
Ciao Siobhan.

INTENZIONE DI PREGHIERA PER IL POPOLO ARMENO (Aprile 2021)

INTENZIONE DI PREGHIERA PER IL POPOLO ARMENO
Traendo spunto da una richiesta che ci era giunta questa mattina da un lettore, abbiamo preparato una piccola preghiera che potrà essere proposta come “intenzione” durante le messe di sabato e domenica prossime. La mettiamo a disposizione di tutti. Eccola:
“In occasione del 106 anniversario della Memoria del genocidio del popolo armeno definito da Papa Francesco “Il primo genocidio del XX secolo” raccogliamoci in preghiera per questi nostri fratelli cristiani martiri che 106 anni fa hanno sacrificato la loro vita per non rinnegare la loro fede ancestrale e preghiamo per il popolo armeno sparso nel mondo, che tanto ha sofferto e continua a soffrire per via di discriminazioni e odio affinché trovi pace e possa vivere nella sua terra con dignità e prosperità. Preghiamo”.

CONTRO LE BUGIE AZERE, SOLIDARIETA’ ALLE VITTIME. L’ORRORE DI KHOJALI. AZERI COLPITI DA AZERI

COMUNICATO STAMPA

“L’ORRORE DI KHOJALI. AZERI COLPITI DA AZERI”

La guerra, si sa, porta distruzione e morte. Lo abbiamo sperimentato nei mesi scorsi, durante 44 giorni di conflitto nel Nagorno Karabakh (Artsakh). 

Suonerà forse strano per qualcuno ma oggi noi armeni vogliamo ricordare le vittime azere di Khojaly.

Quei civili usati dal loro stesso governo prima come scudi umani e poi ammazzati per lotte politiche interne dell’Azerbaigian.

Quelle anime innocenti alle quali  era stata data la possibilità di salvare la vita  durante le operazioni militari, ma che i leader politici e militari azeri hanno preferito sacrificare per biechi interessi strategici. 

La narrazione sulle vicende  di Khojaly che il governo dell’Azerbaigian ha cominciato a proporre dagli anni 2000 in poi, investendo anche ingenti somme, corrompendo giornalisti e politici, fa acqua da tutte le parti e viene smentita, così come avvenuto anche in quest’ultima guerra,  dalle stesse fonti azere.

La verità è stata prima nascosta e poi ribaltata a uso e consumo della propaganda di un Paese che da trenta anni è retto dalla dittatura della dinastia Aliyev. Tutto nell’intento di alimentare l’ odio antiarmeno.

Menzogne, bugie sulla pelle di poveri innocenti. Non sapremo mai quanti sono quelli che persero la vita tra il 25 e il 26 febbraio 1992, visto che non è mai stata presentata una documentazione probatoria e il numero dei caduti è andato crescendo di anno in anno. Ma sappiamo solo che le vittime di Khojaly (e qualche soldato disertore infilatosi nel corridoio umanitario garantito dagli armeni) sono stati ammazzati in territorio azero, oltre le prime linee azere di combattimento dove mai e poi mai i soldati armeni si sarebbero spinti per colpire dei civili ai quali avevano tra l’altro concesso da giorni una via di fuga per non coinvolgerli  nell’operazione militare mirata solo ad annientare le batterie lanciamissili azere che colpivano Stepanakert, la capitale dell’Artsakh.

Da anni la propaganda azera parla di ” genocidio”, da anni mente su cos’è effettivamente accaduto laggiù.

 

Ecco una breve cronistoria:

– Il 30 gennaio 1992 L’AZERBAIGIAN ATTACCA la repubblica del Nagorno Karabakh (Artsakh). E’ la loro risposta, anche quella volta di natura bellica, alla richiesta di esercitare il diritto all’autodeterminazione basata sulla Carta delle Nazioni Unite e legislazione sovietica dell’epoca.

– dalla cittadina di Khojaly (prevalentemente abitata da azeri) piovono quotidianamente (anche prima della guerra vera e propria) razzi Grad sulla popolazione di Stepanakert.

– il Comando armeno decide un’operazione militare per eliminare le batterie lanciamissili e la annuncia una settimana prima invitando le autorità ad allontanare la popolazione civile; da Baku la risposta è negativa. Solo all’ultimo accettano che venga istituito un corridoio umanitario che porti i civili fino in territorio azero.

– i civili scappano utilizzando quel corridoio ma quando sono arrivati in Azerbaigian (fuori dal territorio del Nagorno Karabakh) vengono falcidiati dagli stessi militari azeri.

– tre giorni dopo viene organizzata una messa in scena dei corpi (non si conoscerà mai l’effettivo numero che andrà aumentando di anno in anno…) a beneficio di giornalisti; quasi tutti sono turchi e azeri ma ci sono anche stranieri fra i quali una reporter cecoslovacca che per errore viene invitata due volte sul sito e si accorge che alcuni cadaveri tra una visita e l’altra sono stati “manipolati” per far apparire mutilazioni e torture.

Il presidente dell’Azerbaigian, Mutalibov, accusato di una gestione fallimentare della guerra appena iniziata, accusa apertamente il Fronte Popolare dell’Azerbaigian per il massacro di Khojaly affermando che lo stesso è stato organizzato per provocare un colpo di stato. Pochi giorni dopo, proprio in conseguenza di quanto accaduto, Mutalibov sarà costretto a dimettersi.

– con gli anni la propaganda azera ha ribaltato i fatti e ha addebitato il massacro agli armeni;

 

CONTRO LE BUGIE AZERE, SOLIDARIETA’ ALLE VITTIME.  DIFFIDATE DELLE MENZOGNE DI STATO AZERE!

 

Consiglio per la comunità armena di Roma

www.comunitaarmena.it

La solidarietà del Comune di San Vincenzo al popolo Armeno nella battaglia per la verità storica

Il Consiglio per la comunità armena di Roma esprime la propria gratitudine a tutti i membri del Consiglio comunale di San Vincenzo per aver approvato una mozione che riconosce il Genocidio Armeno del 1915 e per aver voluto  manifestare la “proprio piena solidarietà al popolo armeno nella sua battaglia per la verità storica e per la difesa dei diritti umani”.

 “Il Consiglio Comunale esprime il proprio riconoscimento circa i fatti storici del genocidio del 1915 ed esprime la piena solidarietà al popolo armeno nella sua battaglia per la  verità storia e per la difesa dei diritti umani” si legge nella delibera della mozione presentata dal consigliere Roberta Casali e votata all’unanimità dei presenti nella seduta del primo dicembre 2020

Tale atto è un ulteriore incoraggiamento per proseguire la battaglia della Memoria con la consapevolezza di avere al nostro fianco uomini e donne che hanno dimostrato coraggio e onestà intellettuale e che, come gli armeni, credono ancora nella verità e nella giustizia.

Un sincero GRAZIE

Consiglio per la comunità armena di Roma

CHI AVRA’ IL CORAGGIO DI SOSTENERE LA DITTATURA AZERA? (comunicato stampa)

comunicato stampa
CHI AVRA’ IL CORAGGIO DI SOSTENERE LA DITTATURA AZERA?
Una associazione denominata “Unione Azerbaigian-Italia”, con sede evidentemente a Baku a giudicare dalla posizione dei nomi delle due nazioni, ha organizzato una manifestazione davanti a Montecitorio in risposta a quella che si è tenuta ieri su iniziativa delle associazioni e comunità italo armene e alla quale hanno partecipato attivamente rappresentanti di tutte le forze politiche.
Orbene, ci domandiamo quale nostro politico italiano avrà il coraggio di prendere le difese dell’Azerbaigian considerato che quel Paese:
– È retto da una dittatura della famiglia Aliyev da oltre trenta anni
– Nella classifica mondiale della libertà di informazione (Freedom press index, 2020) si colloca al 168° posto su 180 nazioni (la Turchia è al 154°, l’Armenia al 61°, l’Italia al 41°); le carceri sono piene di giornalisti, oppositori politici, membri ONG
– È tra i Paesi più corruttori al mondo (Corruptionperceptions index)
– È acclarato da tutti gli osservatori internazionali che la guerra di queste settimane è stata scatenata dall’Azerbaigian stesso (sia per le modalità dell’attacco, sia per il non interesse armeno a scontrarsi contro un nemico molto più equipaggiato)
– È ugualmente certo che tra le fila delle forze combattenti azere sono arruolati mercenari jihadisti turcomanni provenienti dalla Siria e ingaggiati dalla Turchia che già si sono prodotti in atti di barbarie contro i soldati armeni
– Ripetutamente il dittatore Aliyev ha promesso di conquistare Yerevan; dopo il Nagorno Karabakh sarà la volta della repubblica di Armenia
– Il governo azero è ormai un fantoccio al servizio della politica espansionista di Erdogan che punta a riguadagnare una supremazia neo-ottomana nel Mediterraneo e nel Medio Oriente e ha promesso di completare nei confronti degli armeni l’opera dei padri (ovvero il genocidio del 1915)
Atteso tutto quanto sopra, siamo curiosi di vedere quali deputati avranno il coraggio di appoggiare le istanze dell’Azerbaigian e le bugie costruite dalla propaganda del regime
CHI AVRA’ IL CORAGGIO?
L’Armenia e il Nagorno Karabakh (Artsakh) vogliono la pace; l’Azerbaigian e la Turchia vogliono l’Armenia e il Nagorno Karabakh
L’Italia non deve rimanere indifferente, non deve alimentare un nuovo genocidio del popolo armeno. L’Europa non deve permettere che Erdogan e Aliyev diventino i nuovi Hitler del ventunesimo secolo
CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA