Novità Editoriale: Il numero di dicembre di Venezia Arti, parla dell’arte Armena

Abstract

Venezia Arti è la rivista annuale di storia della arti del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, soggetta a blind peer review e realizzata sia in stampa che in digitale (open access) dalle Edizioni Ca’ Foscari. Fondata nel 1987 da Giuseppe Mazzariol e Wladimiro Dorigo come bollettino dell’allora Dipartimento di Storia e critica delle arti, dopo quasi trent’anni ha mantenuto e consolidato il suo ruolo raccogliendo un vasto consenso nel mondo scientifico internazionale. La rivista viene distribuita a oltre 100 istituzioni italiane e straniere. Venezia Arti è aperta a studiosi di tutti i settori delle arti e incoraggia una visione di tipo interdisciplinare, capace di documentare con sistematicità critica avvenimenti e problemi nella cultura artistica. Fra i propri autori annovera accademici e studiosi, nonché dirigenti e professionisti del settore museale e altre organizzazioni culturali.

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Ad Amatrice solidarietà armena nel trentesimo anniversario del terremoto di Spitak (Armenia).

“Spitak 30”

Commemorazione, gratitudine, solidarietà

nel trentesimo anniversario del terremoto in Armenia

Progetto di solidarietà “Spitak 30”

Il 7 dicembre 2018 ricorre il trentesimo anniversario del devastante terremoto che colpì l’Armenia settentrionale con epicentro la cittadina di Spitak. Il numero delle vittime fu superiore a 25.000, oltre 50.000 i feriti, centinaia di migliaia gli sfollati.

La catastrofe che si abbattè alle soglie del rigido inverno armeno riuscì – nonostante il clima politico dell’epoca, le barriere e la cortina di ferro – a calamitare aiuti da tutto il mondo in una gara di solidarietà senza precedenti. Lo stesso presidente Gorbachov (all’epoca l’Armenia faceva ancora parte dell’Unione Sovietica) non esitò a chiedere aiuto all’Occidente.

L’Italia fece la sua parte: la Protezione Civile si distinse per una missione di soccorso (la prima all’estero del neonato dipartimento) che ancora oggi è ricordata in Armenia per la professionalità dimostrata.

Progetto

Nel trentesimo anniversario del devastante terremoto che colpì l’Armenia, il “Consiglio per la comunità armena di Roma” ha promosso il progetto “Spitak 30”  e ha ritenuto  opportuno dar seguito all’iniziativa con lo slogan «COMMEMORAZIONE, GRATITUDINE, SOLIDARIETA’».

Commemorare le vittime dei due sismi, ringraziare la Protezione Civile che nel 1988 si prodigò nei soccorsi e dare solidarietà alla comunità di Amatrice con una donazione simbolica ma di alto significato culturale.

Per l’occasione il “Consiglio per la comunità armena di Roma” con il coinvolgimento di altri membri della comunità armena Italiana, farà dono  alla ricostruita biblioteca comunale di Amatrice di una raccolta di libri in lingua italiana aventi per tema gli Armeni e l’Armenia: un gesto simbolico, naturalmente; ma anche un ponte culturale all’insegna dell’amicizia fra i popoli.

Il “Consiglio” ha altresì deciso di includere nell’evento una donazione simbolica alla parrocchia del comune di Cittareale come ulteriore segno di amicizia e di gratitudine in nome della fede che accomuna i nostri popoli.

 

All’evento che si svolgerà presso il Polo del Gusto di Villa San Cipriano di Amatrice, partecipano:

– Il Sindaco di Amatrice Dr. Filippo Palombini.

– Il Sindaco di Cittareale Dr. Francesco Nelli

– Il vescovo di Rieti Sua Eccellenza Domenico Pompili

– Il Parroco della Chiesa di Cittareale Don Ferruccio Bellegante

– L’Arch. Massimo Mario Simonelli, capo missione del Dipartimento della protezione Civile nel 1988 con alcuni colleghi della protezione civile che prestarono servizio a Spitak

– Una delegazione della protezione Civile Lazio il cui capo Fabrizio Cola, fu in Armenia da Vigile del fuoco.

– In rappresentanza dell’Ambasciata Armena in Italia D.ssa Marieta Stepanyan

– Il Rettore del Pontificio Collegio Armeno Mons Narek Naamoyan

– La Madre Superiora della Congregazione delle Suore Armene Madre Arousiag Sajonian

– Delegazione del Consiglio per la comunità armena di Roma

 

Durante la cerimonia è prevista la consegna di targhe commemorative.

 

Si ringraziano tutti coloro che, con le loro donazioni, hanno aderito  al progetto.

 

Consiglio per la comunità armena di Roma

Novità in Libreria: Il chicco acre della melagrana di Letizia Leonardi – Kevork Orfalian

Narrazione sulla vita e le esperienze in carcere di un armeno, Kevork Orfalian. La storia deve annoverare questa testimonianza nell’elenco infinito delle aberrazioni inflitte al popolo armeno. Per non dimenticare.

Perché è fallito ogni tentativo di riaprire i rapporti tra Turchia e Armenia (Agi.it 11.03.18)

L’Armenia ha cancellato un accordo siglato con la Turchia e così fallisce definitivamente il tentativo di normalizzare le relazioni tra i due paesi. La firma dei protocolli di Zurigo nel 2009 avevano l’obiettivo di ripristinare piene relazioni e aprire il confine condiviso.

ll presidente Serzh Sargsyan ha dichiarato che l’Armenia ha fatto tutto il possibile “per non lasciare il peso della risoluzione delle relazioni sulle spalle delle generazioni future”, aggiungendo che “la Turchia non ha fatto alcun passo per la ratifica e implementazione”. Da parte sua Ankara ha sottolineato che i protocolli erano stati sottoposti a tempo debito alla Grande Assemblea Nazionale per essere approvati e che nel frattempo diverse misure sono state adottate per rafforzare la fiducia reciproca, incluso l’apertura della rotta Istanbul-Yerevan.

È tuttavia esemplificativo che le negoziazioni si erano concluse quasi subito con la sostanziale bocciatura dei Protocolli da parte della Corte Costituzionale armena, che ha posto precondizioni inaccettabili per Ankara. Nel rapporto del 10 gennaio 2010 è riportato che “la repubblica di Armenia richiede espressamente alla Turchia il riconoscimento del genocidio avvenuto nel 1915 nella Turchia ottomana e nell’Armenia Occidentale”.

In realtà la questione dei protocolli è l’ultima fase di una situazione di impasse, poiché riconoscere i crimini del 1915 come “genocidio” è un’opzione impensabile in quanto tocca corde molto delicate per la psicologia del Paese. Ovviamente a complicare il quadro rientra anche la questione dell’ormai congelato conflitto del Nagorno-Karabakh e dell’amicizia tra Ankara e Baku.

Il Nagorno-Karabakh è il conflitto regionale più vecchio nello spazio post-sovietico, dovuto all’occupazione militare dell’Armenia nelle regioni circostanti il Nagorno-Karabakh e alla strenue opposizione dell’Azerbaijan a porre ogni compromesso riguardo la propria integrità territoriale.

Le tensioni sono l’esito di una profonda e duratura ostilità tra due Stati confinanti che hanno dato la priorità alla riacquisizione delle terre come materia di dignità nazionale. İn tale prospettiva né l’Azerbaijan né l’Armenia sembrano disposti ad abbandonare questa causa in cambio di una maggiore sicurezza militare o di un guadagno economico.

Senza entrare nel merito della questione, è doveroso menzionare che sin da subito Ankara, allineandosi sulla posizioni del partner turcofono, ha chiuso i suoi confini con l’Armenia per esercitare pressioni su Yerevan. Sebbene questo aspetto non sia incluso nei protocolli, la Turchia vincola la riapertura dei confini alla soluzione del conflitto. In definitiva la Turchia non risolverà la questione se le autorità armene e quelle azerbaigiane non avvieranno un dialogo diretto.

Insomma anche se il processo sembrava essere destinato al fallimento sin dalle battute, con esso cade anche l’ultimo tassello della strategia ‘zero problemi con i vicini’ varata dall’allora ministro degli esteri Ahmet Davutoğlu.

Certamente la piena normalizzazione avrebbe risvolti molto importanti non solo per i riflessi economici dell’apertura del confine, ma anche perché scioglierebbe una volta per tutte il nodo cruciale rappresentato dal riconoscimento del genocidio da parte di molti Stati. Le recenti mozioni della Knesset (il parlamento) israeliana e della Camera olandese sono l’ennesima prova di quanto la questione sia divisiva.

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Anche il Comune di Cagliari riconosce il genocidio armeno ed esprime piena solidarietà alle vittime della Diaspora

Il Consiglio per la comunità armena di Roma esprime la propria gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito all’approvazione delle delibera dimostrando coraggio e onestà intellettuale e scegliendo la strada della verità e della giustizia.


Il consiglio comunale di Cagliari

“Premesso che – tra il 1915 e il 1920 il popolo armeno è stato vittima di un genocidio, Metz Yeghèm (il Grande Male) perpetrato dall’allora governo turco che provocò circa 1 milione e mezzo di vittime;

– le istituzioni pubbliche degli Stati, ivi compresa l’Italia, hanno il dovere di proclamare con forza e ricordare questa verità storica, riconoscendo ufficialmente quel tragico genocidio; – nel novembre del 2000 la Camera dei Deputati ha riconosciuto il genocidio armeno approvando una mozione;

– il Pontefice Giovanni Paolo II ha ricevuto in Vaticano il Patriarca degli Armeni, ricordando quel genocidio che tante vittime ha creato sia nel clero che nella popolazione;

considerato che tale genocidio era stato organizzato con la volontà di cancellare la culla della cristianità in vista della creazione di uno Stato turco etnicamente omogeneo;

tenuto conto che la Turchia si rifiuta categoricamente di riconoscere ufficialmente il genocidio armeno, al contrario di quanto hanno fatto Germania ed Austria che hanno riconosciuto il genocidio degli ebrei, processando chi ha il coraggio di affrontare l’argomento appellandosi al famigerato art. 301 del codice penale che punisce chi offende la Turchia e il sentimento nazionale;

constatato che

– dopo anni di oblio molti Stati, tra i quali Francia e Italia, hanno riconosciuto ufficialmente il genocidio armeno e la Comunità Europea in data 18 giugno 1987 ha posto come conditio sine qua non per l’entrata della Turchia in Europa il riconoscimento del genocidio stesso;

– lo sterminio del popolo armeno è stato riconosciuto come un genocidio dalla sottocommissione dei Diritti dell’Uomo dell’ONU nel 1985;

il Consiglio comunale riconosce il genocidio armeno ed esprime piena solidarietà al popolo armeno e alle vittime della Diaspora.”

Il Segretario Generale Giovanni Mario Basolu           –                Il Presidente del Consiglio Guido Portoghese


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Domenica 26 novembre 2017 – “Nino! Nino!” in onda su RAI-Radiotre

DOMENICA 26 NOVEMBRE 2017, h. 20.30
 
Radiotre – RAI
 
Nell’ambito della rassegna teatrale di RAI-Radiotre Tutto esaurito! – Trenta giorni di teatro a Radiotre, a cura di Antonio Audino e Laura Palmieri, domenica 26 novembre alle 20.30 andrà in onda sulle frequenze radiofoniche di Radiotre il melologo Nino! Nino!, scritto da Sonya Orfalian e promosso dall’associazione Suoni e Pause in collaborazione con l’associazione Luna Scarlatta.
 
Un’occasione per ricordare una delle figure centrali della cultura e della storia politica del nostro Paese. Un’occasione, anche, per contribuire a far conoscere alle giovani generazioni italiane l’universalità, la profondità e l’alto valore morale ed educativo del pensiero di Antonio Gramsci e delle sue riflessioni: un pensiero che si è esercitato non soltanto su aspetti della civiltà politica italiana ed europea in un’epoca segnata dalle tragedie della Storia, ma anche sui destini e le vicende di popoli e di culture lontane dalle nostre contrade.
 
Il melologo di Sonya Orfalian, ispirato alla vicenda umana e politica di Gramsci, vuole anzitutto rappresentare un contributo alla diffusione e alla attualizzazione delle idee originali del grande pensatore e uomo politico sardo. Il lavoro ha al suo centro la lettura scenica di un testo – sostenuto da musiche e proiezioni video – che mira a collegare alcuni spunti della riflessione gramsciana al nostro presente, segnato fortemente dall’incontro e, talvolta, dalla collisione tra popoli e dimensioni culturali diverse a confronto nelle società in cui viviamo.
 
Gramsci, di antiche origini albanesi, non disdegna di occuparsi di temi universali e la sua visione internazionalista lo porta a concentrarsi con generosa passione anche su dolorose questioni che riguardano altri popoli, genti lontane e spesso dimenticate. Tra questi, anche gli Armeni e il loro genocidio.
 
Il melologo è interpretato da Graziano Piazza. Le musiche originali sono di Riccardo Giagni.

X EDIZIONE DEL RICONOSCIMENTO GIORNALISTICO HRANT DINK A ROMA

Giovedì 25 maggio 2017 a Roma, presso la Biblioteca Vallicelliana, si è svolta la X Edizione del riconoscimento giornalistico Hrant Dink per la libertà di informazione.
A cura del Consiglio per la Comunità armena di Roma, in collaborazione con Reporter Senza Frontiere e con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia, il riconoscimento è stato assegnato quest’anno alla giornalista Marta Ottaviani, considerata tra i maggiori esperti italiani di Turchia.
Diversi i momenti di ricordo del giornalista armeno-turco Hrant Dink di cui quest’anno ricorre il decimo anniversario dall’uccisione, uccisione per cui ancora non sono state chiarite le responsabilità. Hanno preso la parola Victoria Bagdassarian Ambasciatrice della Repubblica d’Armenia, Paola Paesano direttrice della Biblioteca Vallicelliana, Robert Attarian e Nevart Cricorian del Consiglio della Comunità armena di Roma.
La giornalista Monia Parente di Radio Vaticana ha letto l’ultimo articolo di Hrant Dink, mentre l’Avvocato Fulvio Sarzana ha sottolineato gli aspetti più critici della professione giornalistica nel mondo contemporaneo. Marco Tosatti, primo giornalista a ricevere il riconoscimento Hrant Dink nel 2007, ha parlato delle sfide che i giornalisti affrontano quotidianamente e della passione necessaria a svolgere un mestiere difficile e purtroppo bistrattato. Infine Emanuele Aliprandi ha letto le motivazioni che hanno portato alla scelta di assegnare il premio a Marta Ottaviani.
Marta Ottaviani, dopo aver ricevuto il premio dalle mani dell’Ambasciatrice Bagdassarian ha ricordato, visibilmente commossa, Hrant Dink (che lei ha conosciuto durante il suo soggiorno in Turchia) e la sua forza di uomo prima e di giornalista poi e anche del suo grande amore per la Turchia, un paese che oggi vive momenti difficili.
Nel corso della cerimonia Raffaele Aufiero, giornalista e autore teatrale, ha ricevuto una menzione speciale per il suo lavoro e per la sua sensibilità nei confronti dell’Armenia e della sua cultura.

COMUNICATO STAMPA: X edizione del riconoscimento giornalistico Hrant Dink a Marta Ottaviani

Sarà la giornalista Marta Ottaviani ad essere insignita del “Riconoscimento giornalistico Hrant Dink” giunto alla sua decima edizione.

La cerimonia di premiazione avrà luogo presso la Biblioteca Vallicelliana di Roma (via della chiesa nuova 18) il prossimo 25 maggio alle ore 17,30.

Nel corso dell’evento sarà altresì consegnata una “menzione speciale” al giornalista ed editore Raffaele Aufiero per il contributo dato alla divulgazione del pensiero di Dink.

 

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IL RICONOSCIMENTO GIORNALISTICO HRANT DINK

«Quello che voglio è vedere i turchi che parlano di quanto è successo. Bisogna che turchi e armeni inizino a dialogare. C’è una sola strada percorribile ed è quella del dialogo. Sempre».Hrant Dink

Il “Riconoscimento giornalistico Hrant Dink per la libertà di informazione” è stato istituito dal “Consiglio per la comunità armena di Roma” nel 2008 a distanza di una anno dall’assassinio del giornalista armeno turco Hrant Dink , Esso rappresenta un doveroso omaggio ad un uomo che si è battuto per la tolleranza, per il dialogo e per la riconciliazione e rappresenta altresì un momento di riflessione sul tema della libertà di informazione nel mondo.

Il riconoscimento ha lo scopo di valorizzare l’opera dei giornalisti che non esitano a parlare di questioni “spinose. Un premio alla libertà di informazione, ma anche un premio al coraggio ed alla onestà intellettuale, quello stesso coraggio che ha indotto valorosi uomini, come Hrant Dink, (e tanti altri scrittori, giornalisti ed accademici) a non tacere.

 

La prima edizione ha visto premiati i giornalisti Roberto Olla del TG1, Flavia Amabile e Marco Tosatti de La Stampa (con una menzione speciale all’associazione Reporter Senza Frontiere nella persona del suo vicepresidente Domenico Affinito) mentre nella seconda edizione (gennaio 2009) sono state premiate le giornaliste Caterina Maniaci (Libero) e Patrizia Alberici (Radio Rai) con una menzione speciale a Rodolfo Casadei (Tempi). Nella terza edizione il premio fu assegnato ad Antonio Capuozzo mentre la quarta edizione ha visto premiato il Presidente della Comunità di S. Egidio Marco Impagliazzo. La quinta edizione  del 2012 è stata assegnata invece a Gian Antonio Stella e la sesta edizione del 2013 a Maria Cecilia Sangiorgi. L’edizione del 2014 ha visto protagonista il giornalista Piero Marrazzo mentre quella del 2015, in occasione del centenario del genocidio è stata dedicata a tutti i giornalisti che sono caduti mentre svolgevano il loro lavoro. L’anno scorso il riconoscimento fu assegnato ad Anna Mazzone ed a Franca Giansoldati.

 

MARTA OTTAVIANI

Marta Federica Ottaviani è nata a Milano nel 1976. Laureata in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, si è specializzata all’Istituto per la Formazione al Giornalismo Carlo De Martino.

Nel 2005 è partita per Istanbul, dove ha iniziato a scrivere per le principali testate italiane, a iniziare dall’agenzia stampa Apcom.

Oggi collabora soprattutto per i quotidiani Avvenire e La Stampa, Radio In Blu e il periodico Strade, intervenendo spesso come opinionista a Radio3mondo, sul Tgcom e a Omnibus su LA7.

È considerata uno dei maggiori esperti italiani di Turchia.

Dopo otto anni di permanenza nel paese, ora vive fra Milano e Istanbul.

Col suo ultimo libro, Il Reis,  ha vinto il Premio Fiuggi-Storia, per la sezione Gian Gaspare Napolitano-Inviato Speciale (2016).

Ha pubblicato Il Reis. Come Erdoğan ha cambiato la Turchia (Textus Edizioni, 2016), Cose da Turchi  (Mursia, 2008) e Mille e una Turchia (Mursia, 2010).

 

IL CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” (in origine “Consiglio della comunità armena di Roma”) nasce nel 1999 con lo scopo di mantenere, diffondere e rafforzare lo spirito e l’identità armena.

Con gli anni la sua azione non si è limitata alla sola territorialità romana ma ha abbracciato sempre più, grazie alle proprie iniziative e agli strumenti a disposizione, una intensa attività culturale e di opinione a sostegno della Repubblica Armena e di quella del Nagorno Karabakh-Artsakh.

Oltre alla funzione di vigilanza contro il negazionismo e l’armenofobia, ai rapporti con le istituzioni ed ai contatti con i media, promuove (in alcuni casi anche d’intesa con altre realtà italiane o in collaborazione con l’ambasciata nazionale) iniziative a sostegno della causa armena.

È attivo nei rapporti con le istituzioni, il mondo della scuola e quello dell’informazione.

Il sito “comunitaarmena.it” è un attivo portale di informazione sulla realtà armena in Italia e nel mondo.

Anche il comune di Sasso Marconi (BO) sarà inserito nell’elenco dei Giusti del Medz Yeghern. Approvata mozione di solidarietà con il popolo armeno.

In data 29 marzo 2017 il Consiglio Comunale di Sasso Marconi sulla scia di altri comuni italiani a deliberato una mozione a “Sostegno a progetti di approfondimento storico e di divulgazione del genocidio del popolo armeno” nella quale

RILEVATO

che il genocidio è il più feroce e disumano fra i crimini in quanto tende all’eliminazione di tutto un popolo, della sua identità, della sua cultura, della sua storia e della sua religione;

RICONOSCIUTA

la necessità che l’opinione pubblica approfondisca il dramma del popolo armeno affinché tali tragedie della storia siano di monito soprattutto alle giovani generazioni;

ESPRIME

piena solidarietà al popolo armeno e

IMPEGNA

la Giunta Comunale a sostenere progetti di approfondimento storico e di divulgazione del genocidio del popolo armeno, oltre che a promuovere ogni possibile azione di riconciliazione fra i popolo armeno ed il popolo turco, partendo dal riconoscimento dei fatti storici e restituendone la memoria attraverso pubblici eventi, studi e qualsivoglia iniziativa di rievocazione.

DISPONE INOLTRE

la diffusione della presente ordine del giorno a mezzo comunicato stampa affinché l’intera cittadinanza sia partecipe del sentimento di solidarietà verso il popolo armeno;

Il Consiglio per la comunità armena di Roma esprime la propria gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito all’approvazione delle delibera dimostrando coraggio e onestà intellettuale e scegliendo la strada della verità e della giustizia.

Il comune di Agnone esprime solidarietà al Popolo Armeno nella sua battaglia per la verità storica e per la difesa dei diritti umani.

Il Consiglio Comunale di Agnone, nella seduta del 8 marzo u.s., a seguito di azione proposta dal Presidente dell’Associazione Culturale “Viva la Solidarietà”, ha deliberato una mozione nella quale si esprime  piena solidarietà al popolo armeno vittima del “genocidio” di cui in narrativa, nella sua battaglia per la verità storica e per la difesa dei diritti umani.

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