MILANO – 10 febbraio 2024 – “L’avventura italiana nello spazio, il Progetto San Marco e il contributo di Michele Dicran Sirinian”

CASA ARMENA 

HAY DUN 

70°

Sabato 10 alle h. 18.00

” L’avventura italiana nello spazio, il Progetto San Marco e il contributo di Michele Dicran Sirinian”

Incontro con Giovanni Caprara, editorialista scientifico del Corriere della Sera e autore del libro “L’Aeronautica Militare e il Programma San Marco” e Anna Sirinian, professore associato presso l’Università di Bologna

 

Milano-Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.:  0039 340210117
e-mail: mekitar@libero.it

res.armeniaca@gmail.com
facebook: Casa Armena – Hay Dun 

Canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UC8mCHn3iMBQhX1PTdq6ltpA 

 

ROMA – 03 Febbraio 2024 – Festa di San Biagio della Pagnotta, protettore della gola

In occasione della Festa di San Biagio della Pagnota

Sua Eccellenza Mons Boutros Marayati

Arcivescovo degli Armeni Cattolici di Aleppo

Presiderà la Santa Messa Solenne 

alle ore 18.00

Durante la cerimonia è previsto anche il rito della benedizione della gola


 

 

Un cartiglio in lingua armena, collocato sopra il portone, accoglie i visitatori della bella chiesetta affacciata su via Giulia, l’elegante rettifilo del Rione Ponte progettato nel 1508 da Bramante per papa Giulio II. La chiesa ha però origini ancora più antiche, che risalgono forse al X secolo, e un’iscrizione custodita al suo interno e datata 1072 ne ricorda la ricostruzione a opera dell’abate Domenico dell’allora attiguo piccolo monastero benedettino.

Proprio a partire dall’XI secolo si era nel frattempo cominciato a diffondere in città il culto del santo cui la chiesa è ancora oggi dedicata: vescovo di Sebaste, nell’allora Armenia minore, Biagio sarebbe stato martirizzato nei primi anni del IV secolo e i suoi carnefici ne avrebbero straziato le carni con affilati pettini da cardatore prima di decapitarlo. Patrono di materassai e cardatori in virtù degli inconsueti strumenti del suo martirio, San Biagio è però soprattutto invocato come protettore delle malattie della gola: prima di morire, avrebbe infatti operato un ultimo miracolo, salvando un fanciullo che stava soffocando per una lisca di pesce che gli si era conficcata in gola.

Il miracolo di San Biagio è raffigurato nell’affresco che orna la semplice facciata realizzata all’inizio del Settecento da Giovanni Antonio Prefetti, che ricostruì la chiesa dandole le forme attuali. Un affresco di Pietro da Cortona e un’immagine seicentesca della Madonna delle Grazie si conservano all’interno, completamente rifatto nel 1832 dall’architetto Antonio Navone.

Risale alla prima metà dell’Ottocento anche il nome ufficiale della chiesa, affidata da papa Gregorio XVI al clero armeno nel 1836. Fin dal XIV secolo è attestato però il soprannome con il quale la chiesa è più popolarmente nota a Roma: San Biagio della Pagnotta, dal pane che i monaci distribuivano ai poveri e che ancora oggi viene offerto ai fedeli in forma di piccole pagnotte benedette nel giorno della festa del santo, il 3 febbraio. Nella stessa occasione, è esposto alla devozione un frammento della gola del martire, collocato accanto alla porta per permettere ai fedeli di baciarlo.

 

 

 

MILANO – 03 Febbraio 2024 – Presentazione del libro “Il numero 31328” di Ilias Venezis

 

…La sua capitale era Smirne, il grande porto mediterraneo, una città profondamente greca, vivacissima, tradizionale e moderna insieme, dove convivevano greci, turchi e armeni, ebrei, levantini e gente di tante altre etnie. Una spina nel fianco del generale Kemal, il nuovo padrone della Turchia, che non a caso – dopo aver respinto a mare lo sconfitto esercito greco – la abbandonò al fuoco, che cancellasse anche il ricordo degli splendori del passato. Siamo nel settembre del 1922. Venezis è un ragazzo di campagna diciottenne, che si trova, come tanti altri, coinvolto nel disastro, in quella che viene chiamata la grande catastrofe dell’Asia Minore. Perché non ci fu solo l’incendio. Subito dopo, venne condotto contro i sudditi ottomani di etnia greca un gigantesco e capillare «rastrellamento», che portò alla deportazione verso l’interno dell’Anatolia di decine di migliaia di uomini fra i diciotto e i quarantacinque anni – avviati per la maggior parte alla morte – e nell’esodo forzato dalla patria ancestrale (abbandonando tutto, terra, case, beni, secondo lo schema collaudato contro gli armeni) di tutti gli altri, donne vecchi bambini: circa un milione e mezzo di persone….

dalla prefazione di Antonia Arslan

POTENZA – 29 gennaio 2024 – Laura Ephrikian presenta libro “Una famiglia armena” a Potenza (Sassilive 23.01.24)

Lunedì 29 gennaio 2024 alle ore 16,30 nel Polo Bibliotecario in via Don Minozzi a Potenza l’associazione  Le Ali di Frida in collaborazione con il Circolo Radici di Matera, promotore dell’iniziativa, incontrerà Laura Ephrikian per una conversazione sul suo ultimo libro, intitolato “Una famiglia armena”.

Laura appartiene a una famiglia di origini armene e come artista si è formata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Negli anni sessanta e settanta è stata presentatrice ed annunciatrice della Rai, interprete di numerosi film di successo con il marito Gianni Morandi, nonché protagonista di opere teatrali e di sceneggiati televisivi.

Questo suo ultimo libro racconta delle origini armene della sua famiglia, attraverso le vicende del nonno Akop che fuggito dal suo Paese, trova a Venezia la salvezza e l’amore.

Laura Ephrikian, da più di 30 anni, svolge attività filantropiche in Kenia, dedicandosi soprattutto ai bambini per i quali è impegnata nella costruzione di pozzi di acqua dolce e di scuole.

Si sottolinea che i fondi raccolti con la vendita del libro e dei piatti dipinti saranno devoluti per le attività suddette in Africa.

Dialogheranno con l’autrice Franca Coppola, Olimpia Orioli e Enzo Mori.

MILANO – 28 gennaio 2024 – 70° anniversario della CASA ARMENA

CASA ARMENA 

HADUN 

70°

 Domenica 28 gennaio 

alle h. 18.00

Celebriamo insieme il 70′ anniversario

 dalla fondazione di Casa Armena – Hay Dun,

avvenuta a Milano il 31 dicembre 1953

Saluti e brevi discorsi da parte di:

P. Nerses Harutyunian, Responsabile per la Chiesa Armena Apostolica d’Italia

Marina Mavian, Presidente di Casa Armena – Hay Dun

Agopik Manoukian, Presidente Onorario UAI

Pietro Kuciukian, Console Onorario della Repubblica D’Armenia in Italia

Ani Balian, consigliere UAI

Maro Ibishian, comunita’ armena milanese

Programma musicale con la partecipazione di:

Ani Martirosyan al pianoforte

Narek Gevorgyan al pianoforte,

Ani Balian, mezzo soprano,

Syuzanna Hakobyan, mezzo soprano,

Rosy Anoush Svazlian, soprano,

 Vahan Harutyunyan, tenore.

 A seguire

 Cena 

offerta in occasione di un compleanno importante!

e a seguire 

Lotteria!!

Siate generosi, il vostro sostegno e’ importante 

! Brindisi e taglio della torta ! 

Sara’ allestito anche un interessante banco libri

Ricordiamo che l’evento e’ su prenotazione

tramite e-mail :  res.armeniaca@gmail.com

o telefonando alla Signora Lucy Balian al 0039 3331728419

DOMAGNANO – RSM – 26 gennaio 2024 – «ARMENIA – ARTSAKH. Ritorno al Paradiso»

Il Coordinamento delle Associazioni Laicali di San Marino propone questo incontro sul tema della Armenia e della sorte dei cristiani in Artsakh (Nagorno – Karabakh)
NON possiamo dimenticare, né essere indifferenti

«ARMENIA – ARTSAKH. Ritorno al Paradiso»

VENERDÌ 26 GENNAIO 2024
Ore 20,45
SALA MONTELUPO – DOMAGNANO – RSM

Intervengono:

  • TERESA MKHITARYAN Fondatrice del “Germoglio”, associazione con sede a Lugano che promuove progetti umanitari in Armenia
  • RENATO FARINA Giornalista

Queste le parole del Vescovo di San Marino – Montefeltro, in occasione dell’insediamento dei Capitani Reggenti, il I° ottobre 2023, alla presenza degli Ambasciatori accreditati in Repubblica:

«Ora voglio ricordare un’altra tragedia che ferisce il cuore degli uomini, e dei cristiani in particolare: è la sorte di migliaia e migliaia di Armeni dell’Artsakh [Nagorno-Karabakh] che sono scacciati dalla loro terra per rifugiarsi nell’Armenia. Non ho le competenze che hanno Loro [gli ambasciatori e i politici presenti (ndc)] per orientare la riflessione così delicata, tocca rapporti internazionali, ma penso agli uomini, donne, bambini e agli anziani.
Viene davvero da chiedere giustizia per loro, la cui vita e storia vale certamente di più che qualsiasi progetto politico e di qualsiasi vantaggio economico.»
Mons. Andrea Turazzi, Omelia per l’Insediamento dei Capitani Reggenti, 1° ottobre 2023

MILANO – 24 gennaio 2024 – Presentazione del libro “Giustificare il genocidio La Germania, gli Armeni e gli Ebrei”

 

L’associazione Amici di Israele (ADI) in collaborazione con AMPI (Associazione Milanese Pro Israele) organizza per mercoledì 24 gennaio, alle 18.30, presso il Centro Brera di via Formentini 10 – Milano, la presentazione del libro Giustificare il genocidio.  La Germania, gli Armeni e gli Ebrei, da Bismarck a Hitler, di Stefan Ihrig (Guerini).

Parteciperà in collegamento audio-video la grande scrittrice di origine armena ANTONIA ARSLAN, autrice di “La Masseria delle allodole” e curatrice del saggio.

La recensione

“Il genocidio armeno è l’inizio degli orrori del Novecento, e la sua connessione con la Shoah è ormai indiscutibile”. Così la filosofa americana Siobhan Nash-Marshall introduce “Giustificare il genocidio”, un libro di grande rilievo storiografico, che meriterebbe di essere studiato in tutte le università del mondo. L’autore, Stepan Ihrig, è uno storico tedesco, attualmente direttore del Centro di studi germanici ed europei di Haifa, Israele. Pubblicato nel 2016 dall’Università di Harvard, il corposo volume (quasi 500 pagine) esce ora in Italia edito da Guerini, con il sottotitolo “La Germania, gli Armeni e gli Ebrei da Bismarck a Hitler”.

Solo se si approfondiscono le lontane origini del nazionalismo tedesco, della sua malintesa “realpolitik”, del suo disprezzo razziale che accomuna armeni ed ebrei, si riesce a rintracciare il filo rosso che conduce dai massacri ottomani di fine Ottocento ai forni di Aushwitz.

Già nella Germania guglielmina, infatti, Bismarck è il grande protettore del Sultano, difende a ogni costo il suo operato, tutela l’impero in disfacimento dagli appetiti delle potenze europee. Quando nel “biennio rosso” 94/96 Abdul Hamid dà il via ai massacri su larga scala degli armeni, la stampa nazionalista tedesca tende a occultare e minimizzare, parla di fatti di lieve entità, scarica le responsabilità sui “predoni curdi”. I morti sono fra i cento e duecentomila, e proprio l’impunità garantita al sanguinario Sultano indurrà i suoi successori all’ideazione del progetto genocidario.

Secondo la propaganda nazionalista e filo-turca, gli armeni sono gli “ebrei d’Oriente”, anzi “super-ebrei”: gente falsa, infida, mercanti dediti a loschi traffici, allo sfruttamento e all’usura. Come gli ebrei, anche gli armeni sono gente senza patria, pronta a tradire. I massacri rappresentano dunque una risposta necessaria, e pertanto giustificabile, al rischio reale di disfacimento dell’impero.

Allo scoppio della guerra, il regime dei Giovani Turchi avvia processo di sterminio e di nuovo la Germania sostiene l’alleato, allineandosi al negazionismo ufficiale. I massacri avvengono sotto gli occhi dei militari e dei diplomatici tedeschi. Le “deportazioni” sono lo strumento preordinato, intenzionale e sistematico per la completa cancellazione del popolo armeno.

La stampa tedesca – con poche eccezioni – giustifica l’operato dei turchi, accusa gli armeni di tradimento e di intelligenza con il nemico russo. Non esistono prove di una corresponsabilità diretta nella decisione di sterminare gli armeni, ma certo la Germania è “lo spettatore silenzioso, lo scudo protettivo, il facilitatore degi ottomani”.

Dopo la guerra, grazie soprattutto agli scritti di Johannes Lepsius e Armin Wegner, l’opinione pubblica tedesca viene messa al corrente dell’accaduto. Il libro ricostruisce minuziosamente il processo e l’assoluzione di Soghomon Tehlirian, l’armeno che ha giustiziato il triumviro Talat Pasha nelle strade di Berlino (1921). La Germania è scossa. Poiché il genocidio non può più essere negato, la propaganda nazionalista passa dal negazionismo al giustificazionismo. Agli armeni si imputa la famigerata “pugnalata alle spalle” – la stessa accusa che sarà poi rivolta agli ebrei. Di nuovo, si sottolineano le caratteristiche “razziali” degli armeni, accomunati ai loro “cugini semiti”. Il genocidio è apertamente riconosciuto come atto di “legittima difesa”, preparando il terreno per la Shoah.

Hitler detesta gli armeni quasi quanto gli ebrei, ammira svisceratamente Kemal Ataturk, afferma e scrive in varie circostanze – qui rigorosamente documentate – di ispirarsi alla “soluzione turca”. Il rapporto fra nazionalismo turco e nazismo tedesco è di centrale importanza, dal punto di vista ideologico, e questo collegamento viene analizzato in dettaglio nel corso del volume.

“Come questo libro ha dimostrato – scrive Ihrig nelle conclusioni – il genocidio armeno deve aver insegnato ai nazisti che crimini così incredibili potevano restare impuniti (…) Il fatto che si potesse ‘farla franca’ deve avere costituito un precedente di grande ispirazione (…) Il genocidio armeno aveva reso il genocidio pensabile e, a quanto pare, giustificabile”.

Franz Werfel termina il suo romanzo in tutta fretta, fra il ’32 e il ’33, nel tentativo di metter in guardia il popolo tedesco, ma ormai è troppo tardi: i nazisti sono al potere e il libro finisce al rogo. I quaranta giorni del Mussa Dagh sarà però di ispirazione per gli ebrei e per la loro disperata resistenza, nei ghetti di tutta Europa.

di Alessandro Litta Modignani

ROMA – 23 gennaio 2024 – Camera dei Deputati Presentazione libro “Un genocidio culturale dei nostri giorni. Nakhichevan: la distruzione della cultura e della storia armena”

UN GENOCIDIO CULTURALE DEI NOSTRI GIORNI
23 gennaio, ore 19
Sala Stampa, Camera dei Deputati
Via della Missione 4 | Roma
Interverranno: Antonia Arslan, scrittrice, saggista e curatrice del libro; Giulio Centemero, Presidente Gruppo Parlamentare di Amicizia Italia Armenia; Aldo Ferrari, professore presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e curatore del libro; Marco Pizzo, Direttore del Museo Centrale del Risorgimento di Roma.
E’ possibile seguire l’evento on line in diretta al seguente indirizzo https://webtv.camera.it/conferenze_stampa
La sala ha una capienza limitata, pertanto è assolutamente necessario inviare la propria prenotazione a questo indirizzo: ufficiostampa@guerini.it