MILANO – 26 febbraio 2023 – Ani Martirosyan a “I Concerti della Domenica”
Domenica 26 febbraio al Teatro Filodrammatici per “I Concerti della Domenica“, Ani Martirosyan al pianoforte e Nobuko Murakoshi al violino (nella foto) si dedicano alla spesso poco nota musica classica arena spaziando fra brani di Komitas (“Garun a“; “Cinar es“; Cinque danze; “Krunk“), Hovhanissian (Due preludi), Harutiunian (“La danza dei Sassunzi“), Bagdassarian (Notturno) e Khaciaturian (Valzer; “Danza delle giovani ragazze“; Ninna nanna dal balletto “Gayané”; Adagio dal balletto “ Spartacus”; Valzer dal balletto “Maskarade”).
TEATRO FILODRAMMATICI
Via Filodrammatici, 1, Milano, MI, Italia
26/02/2023
di Domenica dalle 11:00 alle 13:00
RAVENNA E BOLOGNA – 16 e 17 febbraio 2023 – Convegno “Armenia, un popolo plurimillenario”
Si terrà il 16 e 17 febbraio a Ravenna e Bologna il convegno “Armenia, un popolo plurimillenario”, organizzato dal Dipartimento di Beni Culturali (DBC) e dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà (DISCI) dell’Università di Bologna, e da ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente.Le giornate saranno inaugurate alla presenza del Magnifico Rettore dell’Alma Mater Giovanni Molari e del Presidente dell’ISMEO Adriano Valerio Rossi. L’idea della due giorni era stata concepita prima della pandemia ed era scaturita dalle attività svolte attraverso il progetto ROCHEMP dell’Università di Bologna e del Ministero dell’Educazione, della Scienza, della Cultura e dello Sport della Repubblica di Armenia, con il supporto di AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Ripresa la possibilità di un convegno in presenza, che costituisca anche un luogo di incontro tra studiosi italiani e armeni, si è voluto dar corso al primitivo progetto, con il fine principale di mettere in luce, per un pubblico accademico ma anche e soprattutto per un pubblicodi studenti dei corsi universitari di Bologna e Ravenna e di appassionati i vari aspetti della storia e della cultura dell’Armenia, paese che ha svolto un ruolo di straordinaria importanza sia nella cultura del mondo occidentale che in quella del mondo asiatico.
Lagiornata di Ravenna, il 16 febbraio, dedicata al tema “Gli Armeni tra popoli e imperi”, offrirà un percorso attraverso la storia, l’archeologia e l’arte di questo antico popolo, originario di un altopiano che è ponte naturale tra Oriente e Occidente, ma che è stato anche terra di conquista di grandi imperi, che vi si sono succeduti nei secoli. Pur sottoposti a diverse dominazioni, gli Armeni, grazie al profondo attaccamento alla propria cultura, sono riusciti a mantenere la loro distinta fisionomia, conservandola con tenacia fino ad oggi, a oltre un secolo dal genocidio che li ha colpiti all’alba del Novecento. Si partirà dagli elementi-base di questa civiltà, la lingua e il suo specifico alfabeto, per gettare luce, attraverso relazioni tenute da specialisti italiani e armeni, su momenti particolari della sua lunga storia che ha inizio dalla metà del I millennio a.C. Si passerà dalla protostoria (IV-I millennio a.C.) al periodo urarteo (IX-VII sec. a.C.), dalla dominazione persiana achemenide (VI-IV sec. a.C.) e poi sasanide (III-VII sec. d.C.) al medioevo, ai contatti con Bisanzio e con altre civiltà.
Il convegno sarà accompagnato da alcuni eventi culturali pensati specificamente per una fruizione da parte di un pubblico esterno all’Università. In particolare il giorno 16 febbraio, presso laSala Corelli del Teatro Dante Alighieri Ravenna, dalle ore 18.45 alle 19.45 avrà luogo un concerto di musica tradizionale armena con il tipicoduduk, strumento a fiato suonato da Arsen Petrosyan, e ilqanun, una cetra, pizzicato da Astghik Snetsunt.
Lagiornata bolognese del 17 febbraio sarà invece dedicata al tema “Gli Armeni, l’Italia e Bologna” e ripercorrerà, a partire dall’incontro/scontro con l’Impero romano, le numerose e continue occasioni di contatto intercorse tra gli Armeni e il nostro Paese. Si tratta di relazioni culturali, religiose e commerciali che si susseguirono nel tempo e furono intrattenute non solo a distanza: l’Italia, fin dall’Alto Medioevo, rappresentò per molti armeni (pellegrini, soldati, monaci, mercanti, diplomatici) una meta prediletta, un approdo sicuro, una terra ospitale. Comunità o “colonie” armene si crearono in molte regioni della nostra penisola, insediamenti di diversa durata nel tempo che seppero interagire e integrarsi in vario modo con la popolazione locale e le attività del territorio. Uno dei tanti segni concreti di queste relazioni è rappresentato dal fatto che il primo libro a stampa armeno vide la luce in Italia, a Venezia, nel 1512, città nella quale era attiva da tempo una classe mercantile armena che possedeva un ospizio e una chiesa (“Santa Croce”, tuttora conservatasi) a due passi da Piazza S. Marco. Sempre a Venezia, dal 1717 in poi, troverà accoglienza nell’Isola di San Lazzaro la comunità monastica dei Padri Mechitaristi, che fecero dell’isola un “faro” di diffusione della cultura armena in Italia e in Europa e viceversa, mediante la traduzione e la diffusione dei capolavori della letteratura occidentale tra i loro connazionali.E Armeni vennero anche a Bologna, città nella quale, nel corso del XIV secolo, si era formata, fuori Porta S. Mamolo, una comunità religiosa, la cui chiesa fu consacrata nel 1342. Sempre a Bologna furono copiati e miniati manoscritti armeni, alcuni dei quali mostrano, nelle loro splendide miniature, chiari influssi di arte italiana.
L’attenzione sarà rivolta anche alle tracce tangibili che di questi rapporti sono conservate nelle biblioteche e negli archivi storici italiani. In particolare la Biblioteca Universitaria di Bologna possiede alcuni “tesori” armeni unici o rari, sia manoscritti miniati che antichi libri a stampa. Tra questi, il primo posto va a un documento eccezionale: la cosiddetta “Mappa armena” del celebre conte bolognese Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730), che la commissionò ad un erudito armeno durante un suo viaggio a Costantinopoli nel 1691. La monumentale mappa, lunga oltre tre metri e mezzo e larga più di un metro, raffigura circa ottocento luoghi sacri della Chiesa armena (santuari, monasteri, chiese), riprodotti in disegni colorati ad acquerello e descritti nelle fitte didascalie in lingua armena che li accompagnano. Della Mappa si conosceva l’esistenza fin dal Settecento, ma non si sapeva dove fosse conservata. Una fortunata circostanza la fece emergere nel 1991 dai depositi della Biblioteca Universitaria di Bologna, a dimostrazione che le biblioteche storiche italiane celano ancor oggi documenti eccezionali che arricchiscono la storia d’Italia e delle sue relazioni con altri popoli, come, nel nostro caso, gli Armeni.
In occasione del convegno, anche a Bologna sono previsti alcuni eventi culturali: nell’Atrio dell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria, sede del convegno, verrà organizzata una mostra di manoscritti e antichi libri a stampa armeni visitabile fino all’11 marzo. Inoltre, si esibiranno anche qui, in un secondo concerto dopo quello ravennate, con i loro strumenti tradizionali (duduk e qanun) i musicisti Arsen Petrosyan e Astghik Snetsunt, in chiusura del convegno (Aula Magna della BUB, 17 febbraio, ore 17); concluderà l’evento una serata letteraria presso il centro culturale CostArena, con letture e rappresentazioni teatrali riguardanti l’Armenia.
VENEZIA – 7 febbraio 2023 – Antonia Arslan presenta il nuovo libro
Nuovo appuntamento per Indovina chi viene in VEZ?: la nuova ospite del salone letterario della Biblioteca Civica VEZ questa volta sarà Antonia Arslan, famosa scrittrice e saggista italiana di origine armena, che martedì 7 febbraio alle ore 18.00 presenterà il suo nuovo libro Il destino di Aghavnì.
Nel maggio del 1915, subito prima dell’inizio del genocidio degli armeni, in una Piccola Città del centro dell’Anatolia, una ragazza di 23 anni che si chiama Aghavnì, esce di casa con i suoi cari, il giovane marito e i due figli, un bambino di sei anni e una bambina di due. Nessuno li vedrà mai più. Scompaiono, semplicemente, senza lasciar traccia. Sono stati uccisi? O rapiti? Ma da chi? Nonostante le intense ricerche delle due famiglie, nessuno sembra saperne qualcosa. Poi, anche il loro ricordo sbiadisce fino a scomparire, nell’imperversare dei terribili eventi che iniziano proprio in quei giorni, alla fine di maggio 1915. Da una fotografia di questa sorellina di suo nonno, ritrovata a casa di un cugino in America, Antonia Arslan trae un racconto avventuroso di dolore e di riscatto, di morte e di rinascita, che culmina in uno strano Natale, in un misterioso presepio che diventa un riscatto dei cuori.
L’autrice, vincitrice del Premio Stresa e del Premio Campiello con La masseria delle allodole, diventato film grazie ai fratelli Taviani, e insignita nel 2022 del Premio Comisso alla carriera per scrittori veneti, verrà intervistata da Alessandro Voltolina.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
MILANO – febbraio 2023 – Programma del mese di HAY DUN – CASA ARMENA
Milano-Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.: 0039 3402101174
e-mail: mekitar@libero.it –
Canale you tube https://www.youtube.com/
CASA ARMENA
HAY DUN
Programma di febbraio 2023
Mercoledì 1 alle h. 20.00
Proiezione del film documentario, sottotitolato in inglese,
diretto da Garin Hovannisian, prodotto da Agbu, Serge Tankian, Eric Esraelian ed Alec Mouhibian.
Basato sul diario della guerra dei 44 giorni in Artsakh, scritto da Lika Zakaryan
” Invisible Republic “
a cura di AGBU
per prenotarsi scrivere a: milanchapter@agbu.org
Venerdì 3 alle h. 20.45
“Gli Armeni di Crimea”
Conferenza del prof. Aldo Ferrari
Interviene il Console onorario d’Armenia in Italia dott. Pietro Kuciukian
Vartan Mamigonian e 1036 combattenti martirizzati nella battaglia di Avarayr nel maggio 451 per la protezione della patria,
Vi aspettiamo numerosi!
Portate le vostre torte per brindare insieme
- Sabato 25 alle 16.30
Corso di Cucina Armena
tenuto da Shakè Pambakian
Prepariamo “Topik” fagottini di pasta di ceci ripieni
Per iscrizioni inviare una e-mail a: kev.pam.shake@gmail.com
CALENDARIO SPETTACOLI GENNAIO/FEBBRAIO 2023 ” Garò-Una storia armena”
CALENDARIO SPETTACOLI GENNAIO/FEBBRAIO 20223 ” Garò-Una storia armena”
20-01-2023 ore 21.00 – Teatro Comunale Corsini
Viale della Repubblica,3 – Barberino del Mugello(FI)
Per Info : 055 841232
21-01-2023 ore 21.00 Teatro Civico
Via J.F.Kennedy, 3 – Dalmine (BG)
Per Info 035 – 6224840 ( ingresso libero)
24-01-2023 ore 20.30 Teatro Munari
Via G. Bovio,5 – Milano
Per Info 02-27002476
26-01-2023 0re 10.00 e 0re 12.00 aula Magna
Scuola Europa – Via Majno – 39
Per Info Prof. Habimana 02-76007804
27-01-2023 ore 21.00 Sala conferenze- Villa Camperio
Via Confalonieri,3 – Villasanta (MB)
Per Info 039 23754272 ( Ingresso libero)
29-01-2023 ore 16.00 Museo della Seta
Via Castelnuovo,9 – Como-
Per Info : 031 303180
02-02-2023 ore 9.00 – 11.00 teatro Coccia
Via F.lli Rosselli, 47 – Novara (NO)
Per Info 0321 233200 – 392 1922607
BARI, POLIGNANO – 3 e 4 febbraio 2023 – Sudestival celebra il centenario del cinema armeno
Si rinnova anche per il 2023 il gemellaggio del Sudestival col cinema armeno, un’occasione unica per celebrare i cento anni della settima arte di questa straordinaria terra, insostituibile ponte culturale fra Europa e Asia. Dopo il protocollo firmato in duplice lingua nel 2019, fortemente voluto dal direttore artistico del festival Michele Suma, il Sudestival dedicherà un’attenzione particolare al mondo audiovisivo di questa terra attraverso un programma esclusivo di due giorni, espressione del gemellaggio con il GAIFF, Golden Apricot Yerevan International Film Festival, che si tiene dal 2004 ogni anno nella capitale Yerevan.
Le proiezioni e gli incontri si terranno sia a Bari, città che può narrare la storia umana, religiosa e culturale che lega l’Armenia alla Puglia, che a Polignano a Mare. In rappresentanza del GAIFF sarà presente il regista e fondatore del festival, Harutyun Khachatryan, e assieme a lui interverrà una importante delegazione artistico-diplomatica formata composta da: Kristina Mehrabekyan,
L’Armenia è la regione più europea dell’Asia, con una grande tradizione cinematografica alle spalle che nel 2023 arriva a ben 100 anni di storia. Contaminata sia dall’influenza sovietica che da quella europea, la tecnica filmica di questa terra ha visto un continuo rinnovamento attraverso la firma di grandi maestri. L’Armenia ha anche un legame molto stretto con l’Italia e in particolare con Bari, dove da tre generazioni è presente una comunità perfettamente integrata e in contatto anche con la madrepatria. Lo grande rapporto che lega il Sudestival e il cinema armeno è stato avviato grazie all’ambasciata armena ed è stato sviluppato per il 2023 dell’Associazione Armeni Apulia, in particolare grazie al supporto del suo segretario Carlo Coppola, anche presidente del Centro Studi “Hrand Nazariantz”.
Il programma delle proiezioni dedicate ai 100 anni del cinema armeno prevede:
3 febbraio 2023
Cinema Galleria | Bari | ore 19.00
GREAT EXPECTATIONS di Sona Simonyan
Gyumri è la seconda città più grande dell’Armenia, semidistrutta da un terremoto che nel 1988 in 8 secondi ha ucciso 30.000 persone e spazzato via tutto nel raggio di 20 km. Io sono nata in questa città morta, che ha smesso di crescere ed è rimasta per sempre sotto l’ombra scura della catastrofe, nella quale ogni neonato doveva in qualche modo prendere il posto di un morto. Trent’anni dopo, la mia generazione del post-cataclisma continua a farsi la stessa domanda: restare o andarsene?
THREE GRAVES OF THE ARTIST di Harutyun Khachatryan
Il film racconta la storia della vita avventurosa e del patrimonio artistico del talentuoso pittore armeno Vahan Ananyan. Vahan, nato e cresciuto a Yerevan, ma sempre più deluso nella realtà armena (il terremoto, la guerra, il crollo dell’Unione Sovietica), si trasferisce a Tallinn, poi Kiev e Odessa a lavorare lì. Dopo la sua morte i resti di Vahan furono sepolti a Tallinn, Odessa e Yerevan. Il suo patrimonio artistico rimane in paesi lontani.
KAFKA’S DREAM di David Babayan
Miserabile me. Ho due piastre avvitate alle tempie, pensò Franz, chiudendo gli occhi. Un abisso oscuro, il tribunale dei matti, la condanna da scontare sotto forma di insonnia perenne.
AURORA’S SUNRISE di Inna Sahakyan
Durante l’orrore del genocidio armeno, a soli 14 anni Aurora perse tutto. Quattro anni dopo, grazie al suo straordinario coraggio e un po’ di fortuna, Aurora riuscì scappare a New York. Lì la sua storia divenne un caso mediatico. Recitò nel ruolo di sé stessa nel blockbuster hollywoodiano Auction of Souls e divenne il volto di una delle più importanti campagne di beneficienza nella storia degli Stati Uniti. Alternando animazione, interviste dell’epoca e estratti di Auction of Souls, il film racconta una storia di sopravvivenza che era stata dimenticata.
4 febbraio 2023
Cinema Vignola | Polignano a Mare | ore 20.00
AMERIKATSI di Michael Goorjian
Da ragazzo, Charlie fuggì dal genocidio armeno diretto negli Stati Uniti. La sua famiglia non fu così fortunata. La nostra storia inizia nel 1947, quando Charlie rimpatria in Armenia solo per essere colpito dalla dura realtà del comunismo sovietico. Quasi immediatamente Charlie viene arrestato e condannato e portato in prigione. Proprio mentre sembra soccombere al terrore della sua situazione, scopre che il muro della prigione fuori dalla finestra della sua cella era stato danneggiato durante un recente terremoto. E attraverso un buco può vedere in un condominio vicino… La coppia armena che vive nell’appartamento, Tigran e Ruzan, diventano l’unica connessione di Charlie con il mondo esterno, vivendo indirettamente attraverso la loro vita privata, condividendo i pasti con loro, ridendo, piangendo, cantando e ballando con loro, mentre scopriva la cultura armena che non conosceva. WHEN I AM SAD di Lilit Altunyan
Un sorriso viaggia attraverso il mondo della tristezza, trasformato da emozioni e pensieri ma un bacio d’amore lo riporta a casa. 5 DREAMERS AND A HORSE di Aren Malakyan e Vahagn Khachatryan
Il film ci confronta con una galleria di personaggi che cercano di imporre la loro identità al di fuori di una soffocante “normalità”. Grazie allo sguardo empatico ed esteticamente poetico dei due registi, 5 Dreamers and a Horse mette in scena tre facce dell’Armenia: quella incarnata dalla responsabile di un ascensore in un ospedale cittadino che sogna di diventare astronauta, portavoce di un sovietismo urbano dai toni esaltati, una seconda capitanata da un contadino alla ricerca della moglie perfetta confrontato con un problema di sterilità, esempio tristemente perfetto di una società rurale dominata dal patriarcato e una terza impersonata da due personaggi queer che militano per la libertà di essere semplicemente quello che sono, simbolo di un’apertura verso un occidente sognato ed idealizzato.





