MILANO – 15 gennaio 2023 – Presentazione di  “Garò-Una storia Armena”

Domenica 15 alle h. 19.00

  CASA ARMENA

   HAY DUN

Milano-Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.:  0039 3402101174

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Presentazione di
 “Garò-Una storia Armena” 
che andra’ in scena a Milano il 24 gennaio alle 20.30 presso il Teatro Munari
 
Partecipano all’ incontro:
 
Giuseppe Di Bello, regista
Stefano Panzeri, attore
Michele Ciarle, responsabile organizzativo della compagnia teatrale Anfiteatro
Agop Manoukian, presidente onorario UAI
        
Era necessaria un’altra storia armena?   Ne abbiamo lette e udite tante! Quelle più tragiche di chi non è riuscito a raccontarle.  Quelle scritte su piccoli quaderni (per anni tenuti nascosti) che raccontano le tappe della lunga marcia verso il deserto.   Quelle di chi le ha vissute e ha potuto scriverle e raccontarle ed esibirle come una medaglia; o quelle di chi le ha solo udite o lette nei libri e ha provato a rinarrarle a suo modo aggiungendo o togliendo … Eppure, sì … è comunque utile – necessario raccontare e ascoltare un’altra storia armena: raccontarla e ascoltarla oggi a fronte di tutto quello che continua ad accadere in Armenia e altrove. Ѐ utile e necessario   perché la storia continua a generare altre storie ugualmente tragiche, armene o non armene; e il rischio di considerarle ormai “normali” è sempre incombente. 
(Agop Manoukian)

MORIAGO DELLA BATTAGLIA – 12 gennaio 2023 – Dall’Armenia all’India, la memoria del tempo e le sfide del domani – Festival della Cultura

Il mondo davanti a noi, tra “itinerari di coraggio e speranza” in territori difficili segnati dall’odio, sguardi su uomini e donne alle prese con la vita di tutti i giorni sullo sfondo delle architetture dell’India settentrionale, e riflessioni controcorrente sulle trasformazioni contemporanee, partendo da un’idea di sviluppo etica e “umana”.
Il Festival della Cultura di Moriago della Battaglia apre il 2023 indagando il nostro presente, e nello stesso tempo il passato che ci ha guidato verso l’oggi, attraverso molteplici punti di vista e con ospiti importanti: sarà un viaggio che spazia dalla storia armena con le scrittrici Antonia Arslan e Siobhan Nash-Marshall (giovedì 12 gennaio), alla visione di un’India inaspettata ricca di fascino e stupore nelle immagini in bianco e nero del fotografo Pietro Casonato (dal 14 al 29 gennaio), per toccare infine una riflessione fuori dagli schemi sull’economia di oggi con lo studioso e saggista Antonio Calabrò (giovedì 19 gennaio).
«I mesi di gennaio e di febbraio sono mesi dedicati alla memoria – spiega la curatrice del Festival Lorena Gava – il 27 gennaio è dedicato alla Memoria delle vittime dell’Olocausto, il 10 febbraio a quella del Ricordo dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Proprio per questo abbiamo pensato di iniziare il 2023 invitando Antonia Arslan e Siobhan Nash-Marshall, per affrontare il tema della Memoria e più in generale il tema del Male, in varie forme e manifestazioni, che sempre insegue la storia passata e presente».

ARSLAN E NASH-MARSHALL TRA FIAMME, FUMI E LIBRI PREZIOSI

Si comincia giovedì 12 gennaio alle 20.30, alla Casa del Musichiere di Moriago, con l’incontro “Tra fiamme, fumi e libri preziosi: itinerari di coraggio e speranza” che vede appunto protagoniste la scrittrice padovana Antonia Arslan e la studiosa e docente di filosofia Siobhan Nash-Marshall. Entrambe di origine armena, veneta l’una, americana l’altra, le due autrici, in dialogo con Lorena Gava, parleranno della Turchia di oggi e del genocidio armeno del 1915, ancora a lungo negato nella spiazzante indifferenza di molti paesi del mondo.
Antonia Arslan, autrice del bestseller “La Masseria delle Allodole” (2004) poi diventato un film dei Taviani, racconterà i suoi ultimi romanzi, dal recentissimo “Il destino di Aghavnì” (Ares edizioni) dedicato alla strana vicenda di una parente scomparsa poco prima del massacro turco a “Il libro di Mush” (uscito nel 2012 per i tipi di Skira e ripubblicato a giugno 2022 per Bur), storia di due donne coraggiose che salvano un prezioso manoscritto miniato scappando attraverso i monti del Caucaso durante i giorni terribili del genocidio.
«Salvare il libro è salvare il popolo armeno – spiega l’autrice –. Il Libro, testimonianza unica e preziosa degli Armeni avviati alla distruzione. Salvare il Libro è salvare una lingua, una tradizione, una storia altrimenti destinata a perire».
La filosofa Siobhan Nash-Marshall, insegnante al Manhattanville College di New York con specialiazzazioni all’Università di Padova e alla Cattolica di Milano, spazierà dal suo celebre saggio “I peccati dei padri” (Guerini Ass. 2018) in cui si occupa del negazionismo turco e del genocidio armeno, al suo nuovo lavoro, “George” (Ares edizioni). Come scrive Antonia Arslan, che ha curato la prefazione del libro, «il protagonista è un uomo di successo che inciampa nel Drago, un drago moderno che non lascia scampo: percorre una strada di fatica, di patimenti e di coraggio per riuscire a sconfiggerlo». Il Drago, così, diventa il simbolo di un presente insidioso, della corsa sfrenata al successo, al “controllo del mondo”, alla non accettazione delle angosce del nostro tempo (come la recente pandemia), quando invece la storia ci dice che pestilenze, drammi e paure, da sempre, attraversano il tempo.

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NAPOLI – 27 dicembre 2022 – Antonia Arslan a Stelle di Pace con il suo nuovo libro

Il destino di Aghavnì, è il titolo del nuovo libro di Antonia Arslan, che sarà presentato in anteprima nazionale al primo piano del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore (Sala del Capitolo), martedì 27 dicembre 2022, alle ore 16.30.

Durante l’incontro ci saranno letture dal testo a cura di Salvatore Guadagnuolo e Giuseppe Coppola di Agita Teatro, accompagnati dalla fisarmonica di Mari Zingarina e la conduzione di Donatella Trotta.

Il libro:

Una struggente storia natalizia ambientata nell’Anatolia del 1915, narrata con una scrittura il cui nitore è un felice incontro di verità storica e invenzione con la cadenza e la suggestione del racconto orale, a tratti corale, ma anche con la dimensione della fiaba, se a narrare è lo sguardo dell’infanzia: il nuovo libro di Antonia Arslan ci proietta nella primavera del 1915, pochi giorni prima dell’inizio del genocidio degli armeni, in una Piccola Città del centro dell’Anatolia dove una ragazza di 23 anni, Aghavnì, esce di casa con il marito e i due figli (un bimbo di 6 anni e la sorellina di due) per non farvi mai ritorno. Nessuno li vedrà più. Scompaiono, senza lasciar traccia. Sono stati uccisi? O rapiti? Ma da chi? Nonostante le intense ricerche delle due famiglie, nessuno sembra saperne qualcosa. Poi, anche il loro ricordo sbiadisce fino a scomparire, nell’imperversare dei terribili eventi che iniziano proprio in quei giorni. Da una vecchia fotografia di famiglia, ritrovata a casa di un cugino in America, l’Autrice scopre la vicenda perduta e ora ritrovata di Aghavnì e da qui trae un racconto avventuroso di dolore e di coraggio, di morte e di rinascita che culmina in uno strano Natale, in un misterioso presepio che diventa un riscatto dei cuori.

L’autrice:

Antonia Arslan, scrittrice, traduttrice e studiosa di origine armena, è Emerita di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. Autrice di saggi sulla scrittura femminile che hanno rivalutato le scrittrici italiane dimenticate o ignorate del passato, si è riappropriata della sua identità culturale armena con un cammino di traduzioni e ricerche culminato nel suo primo romanzo, La masseria delle allodole (2004), sullo sterminio degli uomini della famiglia Arslanian per mano di soldati turchi nel maggio del 1915: un successo internazionale tradotto in 23 lingue, divenuto nel 2009 film dei Fratelli Taviani e seguito da La strada di Smirne (2009), del cui incendio ricorre nel 2022 il centenario. Tra i suoi libri a sfondo autobiografico anche Il cortile dei girasoli parlanti (2011), Il rumore delle perle di legno (2015) e Il libro di Mush (2012), per la salvaguardia culturale di un popolo quasi estinto. Anche i tre racconti di Lettera a una ragazza in Turchia (2016) riguardano l’Armenia e attingono alla memoria familiare, in cui coesistono cultura italiana e armena; mentre Benedici questa croce di spighe… (2017) è il suo personale invito alla lettura all’antologia di scrittori armeni vittime del Genocidio. Scrittrice di storie d’Armenia che riscoprono e tramandano un passato oscurato, Antonia Arslan da anni è impegnata in conferenze, manifestazioni culturali e incontri con studenti nelle scuole per promuovere la conoscenza del popolo armeno e della sua storia, e divulgarne la memoria. Anche del Metz Yeghérn, “il Grande Male”, l’olocausto degli Armeni.

La presentazione si inserisce all’interno della rassegna natalizia “Stelle di Pace” di Kolibrì (reading in contrappunto musicale, laboratori per bambini e adulti, mostre, concerti e spettacoli, realizzati in sodalizio con Agita Teatro, Voce alle Arti, Accademia Belle Arti Napoli, con il patrocinio del Consolato onorario del Portogallo), promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito del palinsesto “Altri Natali”.

LECCO – 16 dicembre 2022 – Italia e Armenia, un’amicizia che continua

“Italia e Armenia, un’amicizia che continua”, questo il titolo dell’evento organizzato per venerdì 16, alle 21, dal gruppo “Amici Lecco-Vanadzor Italia Armenia”.

Italia e Armenia, un’amicizia che continua

L’evento si terrà nel salone dell’Unione Industriali di Lecco e vedrà la presenza del professor Aldo Ferrari, docente all’Università Cà Foscari di Venezia, studioso ed esperto slavista e scrittore, che analizzerà le cause dei conflitti in corso in Armenia Ucraina e la Russia, individuando le ragioni che porteranno a una pace duratura.

A seguire, si aprirà un dibattito in cui scambiarsi opinioni e idee.

VENEZIA – 14 dicembre 2022 – Incontro con Antonia Arslan

Con una grande voce della letteratura internazionale, la scrittrice di origine armena Antonia Arslan, raccontata sullo sfondo di una città unica al mondo, Venezia, giunge a conclusione – mercoledì 14 dicembre, alle 11 nell’Isola di San Lazzaro degli Armeni – il progetto “Conoscere, incontrare: uno scrittore, una città“, ideato e promosso in questa sua prima edizione da Crédit Agricole FriulAdria con Fondazione Pordenonelegge, per avvicinare i lettori a rilevanti figure letterarie del nostro tempo e ai luoghi che questi scrittori hanno vissuto e raccontato nelle loro opere. Antonia Arslan si racconta, e racconta la città di Venezia anche nella docu-produzione “L’isola di San Lazzaro e l’eredità armena” che le ha dedicato Fondazione Pordenonelegge, e che sarà proiettata e presentata in occasione dell’incontro. Con l’autrice dialogherà il poeta e scrittore Gian Mario Villalta. L’evento è già sold out.

Ulteriori info

ROMA – 3 dicembre 2022 – Concerto di Haig Vartanian

CIVITELLA DI CHIETI – 2 dicembre 2022 – Inaugurazione Mostra “Qui è come Altrove”

INVITO

ANTICHITÀ CLASSICA E FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA: LA MOSTRA ‘QUI È COME ALTROVE’ ALLA CIVITELLA DI CHIETI

La Fondazione Aria e la Direzione Regionale Musei Abruzzo presentano dal 2 dicembre e fino al 22 gennaio la mostra “Qui è come Altrove”, uno spin-off della rassegna Stills of Peace, dedicato a una selezione di opere di quattro fotografi armeni a cura di Paolo Dell’Elce.

Un nuovo appuntamento dedicato all’arte nasce dalla collaborazione virtuosa fra Fondazione Aria e la Direzione Regionale Musei Abruzzo, con il Museo Archeologico Nazionale La Civitella di Chieti. Una contaminazione tra resti d’epoca romana dell’antica Teate e immagini in bianco e nero, realizzate da quattro apprezzatissimi fotografi armeni che raccontano la loro Terra.

Una nuova collaborazione con la città di Chieti della rassegna Stills of Peace and Everyday Life, giunta alla sua nona edizione, che da luglio a ottobre ha animato le sale del Museo Colonna a Pescara e tre sedi espositive del Comune di Atri (Cisterne di Palazzo Acquaviva, Palazzo Cardinal Cicada e Anfiteatro Romano).

L’inaugurazione della mostra è per venerdì 2 dicembre alle ore 18.00  nella splendida Sala dei Frontoni con il Presidente della Fondazione Aria Dante Marianacci, la Direttrice Regionale dei Musei d’Abruzzo Federica Zalambra, la Direttrice della Fondazione Aria e della rassegna Stills of Peace, Giovanna Dello Iacono, il direttore del Museo La Civitella di Chieti, Marcello Iannicca  e il curatore della mostra Paolo Dell’Elce.

 

In ‘Qui è come Altrove’ quattro fotografi armeni ci restituiscono aspetti della vita quotidiana; pur nelle loro diversità stilistiche, nella loro ricerca possiamo trovare molte affinità. L’intento narrativo con cui essi utilizzano il linguaggio visivo. Una narrazione che fa da controcanto alla collezione storica ospitata dalla Civitella nella Sala dei Frontoni. Protagonisti due affermati fotografi della scena internazionale, Nazik Armenakyan e Zaven Khachikyan, insieme a due giovani artisti emergenti, Ani Gevorgyan e Aram Kirakosyan. Per un binomio, quello fra arte contemporanea e statuaria classica, che offre una nuova luce sulla mostra allestita dalla Fondazione ARIA e sponsorizzata dal gruppo Unicredit.

Vi aspettiamo sabato 2 dicembre ore 18.00 – Museo La Civitella via Giuseppe Salvatore Pianell, 1

Ingresso gratuito  inviando un’ e-mail a: info@fondazionearia.it

 

La mostra proseguirà fino al 22 gennaio 2023, seguendo gli orari di apertura del Museo: dal martedì alla domenica, con orario continuato 09.00 – 19.30 (ultimo turno d’ingresso alle 19.00). Il Museo resterà chiuso il 25 dicembre ’22 e il 1 gennaio ’23. Ingresso: € 4,00 / ridotto: € 2,00 

Ufficio Stampa
Delloiacono Comunica
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085.45.49.859

FRASCATI – 25 novembre 2022 – Nell’ambito del Convegno su Storiografia Ecclesiastica, Riccardo Pane interviene su storiografia armena

Convegno Internazionale

Storiografia Ecclesisatica dall’antichità alle soglie dell’età moderna

MILANO – 22 novembre 2022 – Accademia di Brera – “Armenia, nuova vita ai dipinti murali delle chiese cristiane”

Milano sabato 22 alle h. 17.00,

all’ Accademia di Brera, Sala Napoleonica, 

“Armenia, nuova vita ai dipinti murali delle chiese cristiane”

Con Arà Zarian e Christine Lamoureux.