SARONNO – 26 aprile 2022 – “Armenia 1915: il grande male – Un genocidio che non possiamo dimenticare”
Il 24 aprile 1915 l’Impero Ottomano dava inizio al genocidio del popolo armeno. Un milione e mezzo di donne, uomini e bambini persero la vita subendo spesso atroci crudeltà o furono lasciati morire di fame e stenti dopo essere stati deportati dall’Anatolia ed abbandonati nel deserto della Siria o della Mesopotamia.
Gli amici de Il Circolo della Bussola hanno preparato un incontro per conoscere e non dimenticare questo genocidio, “…che inaugurò purtroppo il triste elenco delle immani catastrofi del secolo scorso, rese possibili da aberranti motivazioni razziali, ideologiche o religiose, che ottenebrarono la mente dei carnefici fino al punto di prefiggersi l’intento di annientare interi popoli”, (Papa Francesco, Yerevan 2016), e la cui responsabilità è ancora oggi negata dalle autorità turche.
L’incontro dal titolo “Armenia 1915: il grande male – Un genocidio che non possiamo dimenticare” si svolgerà il 26 aprile alle ore 21.00 presso il Teatro della Regina Pacis, via Roma 110, Saronno.
Relatore della serata sarà Rodolfo Casadei, inviato internazionale del periodico “Tempi”, interverrà la cantante lirica armena Elisaveta Martirosyan e gli attori della Compagnia della Ruota ci offriranno brani e testimonianze del popolo armeno.
ROMA – 24 aprile 2022 – ore 11.00 – Messa in occasione del 107° anniversario del Genocidio Armeno
Il 24 aprile Giorno della Memoria del Genocidio Amreno
Mons. Narek Naamoyan
Rettore del Pont. Collegio Amreno
celebrerà un solenne Messa in rito armeno
Presieduta da
Sua Eminenza il Cardinal Leonardo Sandri –
Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali
presso la
Chiesa Armena di San Nicola da Tolentino
(Sal. San Nicola da Tolenitno 17)
A termine della liturgia avrà luogo l’atto di commemorazione dinanzi al Khatchkar
ROMA – 24 aprile 2022 – Atto di commemorazione presso il Giardino del Genocidio Armeno
ROMA
Domenica 24 aprile 2022 ore 10.00
Atto di commemorazione
in presenza di
Sua Eccellenza Ambasciatrice
Tsovinar Hambartzumyan
presso il
Giardino del Genocidio Armeno
in Piazza Augusto Lorenzini
per onorare la Memoria del milione e mezzo di martiri Armeni
vittima del primo genocidio del XX secolo
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La toponomastica del Giardino di Piazza Lorenzini (quartiere Portuense) intitolato al Genocidio Armeno fu inaugurata a seguito della delibera della Giunta Capitolina, il 28 maggio 2010, alla presenza di autorità capitoline e dei rappresentanti del “Consiglio per la comunità armena di Roma”. Tale iniziativa rafforzava ancora di più il legame tra la Capitale d’ Italia e il popolo armeno, dopo che nel 2006, sempre su delibera del comune di Roma, venne scoperta una targa dedicata ai martiri del Metz Yeghern, nello slargo antistante la chiesa armena di s. Nicola da Tolentino.
CAGLIARI – 24 aprile 2022 – “La bastarda di Istanbul” un reading con la voce recitante
Domenica 24 aprile alle h. 19.00
Presso la Sala dei Ritratti Fondazione Siotto,
“La bastarda di Istanbul”
un reading con la voce recitante
di Anna-Lou Toudjian e Irma Toudjian al pianoforte, tratto dall’omonimo romanzo di Elif Şhafak.
Nel suo libro, la scrittrice turca racconta l’amicizia tra Armanoush, giovane armena americana, e Asya, una giovane turca nata fuori dal matrimonio, affrontando un tema ancora scottante: quel buco nero nella coscienza del suo Paese che è la questione armena.
MILANO – VENEZIA – PADOVA – ROMA- LUINO – 24 aprile – Funzioni religiose in memoria del 107° del Genocidio Armeno
MILANO
Ore 11:00 Liturgia dedicata ai Santi Martiri del genocidio Armeno,
Chiesa armena di via Jommelli.
Ore 14.00 Cerimonia di intercessione davanti al khachkar di piazza S. Ambrogio
PADOVA
Alle 11:00 – Chiesa di S. Andrea
Liturgia in rito armeno in memoria dei martiri del Genocidio degli Armeni
officiata dai Padri della Congregazione Mechitarista dell’isola di San Lazzaro degli Armeni di Venezia
VENEZIA
Ore 11.00, Isola di S.Lazzaro degli armeni
Messa Solenne commemorazione dei martiri del genocidio.
>> ROMA – 24 aprile 2022 – ore 11.00 – Messa in occasione del 107° anniversario del Genocidio Armeno
LUINO
Sabato 30 aprile 0re 18.00 chiesa Prepositurale SS.Pietro e Paolo – piazza Giovanni XXIII,
Liturgia dedicata ai Santi Martiri del Genocidio degli armeni, celebrata da P. Tyrair Hakobyan.
CAGLIARI – 24 aprile 2022 – “La bastarda di Istanbul“.Nell’ambito della rassegna “Teatro da Camera”
Nell’ambito della mini rassegna “Teatro da Camera”
Al via a Cagliari “Teatro da Camera”. Sabato 26 e domenica 27 marzo torna la mini rassegna teatrale de La Fabbrica Illuminata: quattro spettacoli fino al 19 giugno che, per l’edizione 2022 ospitata tra la Sala Eleonora d’Arborea del polo bibliotecario F35 (in via Falzarego) e la Fondazione Siotto (in via San Giovanni), aprono una finestra sull’universo femminile, sulla questione armena e sulla drammaturgia beckettiana.
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Sala dei Ritratti Fondazione Siotto,
24 aprile alle 19:00: “La bastarda di Istanbul“,
un reading con la voce recitante di Anna-Lou Toudjian e Irma Toudjian al pianoforte, tratto dall’omonimo romanzo di Elif Şhafak. Nel suo libro, la scrittrice turca racconta l’amicizia tra Armanoush, giovane armena americana, e Asya, una giovane turca nata fuori dal matrimonio (la “bastarda”, appunto), affrontando un tema ancora scottante: quel buco nero nella coscienza del suo Paese che è la questione armena. L’evento è una collaborazione de La Fabbrica Illuminata con la Fondazione Siotto.
PADOVA – 23 aprile 2022 – Cerimonia commemorativa per il 107esimo anniversario del genocidio armeno
Nel quadro storico del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex Impero Ottomano in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915-1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo dei Giovani Turchi, che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Gli storici stimano che persero la vita circa i 2/3 degli armeni dell’Impero Ottomano, quindi circa un milione cinquecentomila persone.
Medz Yegern – il Grande Male – è l’espressione con la quale gli Armeni nel mondo designano il massacro subito in Anatolia dal loro popolo, tra il 1915 e il 1916.
Volantino anniversario genocidio armeni
In occasione del 107° anniversario del genocidio, l’associazione Italiarmenia e il Comune di Padova organizzano una cerimonia commemorativa che quest’anno, vista l’attuale situazione di emergenza sanitaria, si svolge in forma ridotta.
Cerimonia commemorativa
Sabato 23 aprile, ore 10
Cortile di Palazzo Moroni, via VIII Febbraio
Deposizione di una corona di alloro, presso il bassorilievo in bronzo, a ricordo dei martiri del genocidio armeno.
Interventi di:
- Sergio Giordani, sindaco di Padova;
- Aram Giacomelli, rappresentante della Comunità Armena e dell’Associazione Italiarmenia.
Eventi collegati
- Venerdì 8 aprile ore 17 – Sala degli Anziani di Palazzo Moroni
Presentazione del libro di Sandra Fabbro Canzian “Il genocidio armeno. Dalle cause di ieri alle conseguenze di oggi” l’autrice ne discuterà con Pierpaolo Faggi e Nicoletta Prandoni; - Sabato 23 aprile ore 11 – Chiesa di S. Andrea
Liturgia in rito armeno in memoria dei martiri del Genocidio degli Armeni officiata dai Padri della Congregazione Mechitarista dell’isola di San Lazzaro degli Armeni di Venezia; - Venerdì 6 maggio ore 17.30 – Musei Civici – Palazzo Zuckermann
Inaugurazione della mostra “Armenia. Dipinti murali nelle chiese cristiane armene VII-XIII secolo”; - Venerdì 27 maggio ore 17 – Sala Paladin di Palazzo Moroni
Conferenza “La conservazione del patrimonio artistico armeno” con Antonia Arslan saggista e scrittrice, Martina Corgnati storica dell’arte e docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Accademia di Brera di Milano, Arà Zarian architetto restauratore, Christine Lamoureux restauratrice.
Per informazioni
- ufficio relazioni esterne – Settore Gabinetto del Sindaco
telefono 049 8205232 – 8205095
email relazioni.esterne@comune.padova.it - Associazione Italiarmenia
email info@italiarmenia.it
sito www.italiarmenia.it
Info web
https://www.padovanet.it/evento/cerimonia-il-107%C2%B0-anniversario-del-genocidio-armeno
FIRENZE – dal 23 aprile al 01 luglio – Jean Boghossian: antinomia ardente
La galleria Il Ponte prosegue la stagione espositiva in presenza con una personale dedicata a Jean Boghossian, artista libanese di origine armena. Vengono esposti tredici lavori, tra i quali carte – per la maggior parte – di medie e grandi dimensioni, e oggetti (tele, libri) trattati con fuoco e fumo, realizzati tra il 2011 e il 2021.
Il suo lavoro, basato sull’uso del fuoco e la trasformazione dei materiali impiegati attraverso di esso o i suoi effetti collaterali quali il fumo, le ceneri o anche i vuoti e i colori che esso rilascia o a cui si combina, è profondamente caratterizzato da un principio di assoluta antinomia – il binomio distruzione/costruzione.
Boghossian è uno dei pochi artisti a livello globale che sperimenta applicando fuoco e fumo a varie opere. Il fuoco è il suo linguaggio artistico prediletto e usa una vasta gamma di pennelli e torce come strumenti. ”La fiamma ossidrica, come il pennello, diventa l’estensione del mio braccio”.
“Da una certa distanza vedi l’aspetto magico generale del fumo, quando ti avvicini scorgi incredibili dettagli, linee come se fossero disegnate, pigmenti bruciati che formano un imprevedibile intreccio di vuoti e pieni” (cit.) Gli oggetti bruciati spesso includono vari mezzi quali tele, carta, libri, sedie, e dipinti, a volte lasciando dietro di sé modelli di perforazione, usando tecniche distintive e diverse.
“L’opera di Jean Boghossian è testimone dei nostri tempi, cattura i paradossi che ci circondano: la guerra e la pace, la ricchezza e la povertà, contrasti tanto divergenti e reali che si impongono ai nostri occhi. Come può allora un artista spiegare queste contraddizioni con il linguaggio mimetico, il linguaggio della metafora… L’artista può essere testimone della sua epoca con il linguaggio della sua epoca. Il linguaggio di Jean Boghossian da solo incarna questo mondo di contraddizioni e contrasti, creatore e distruttore insieme: è il fuoco. Addomesticato, il fuoco diventa forza creatrice, ridisegna l’armonia, scolpisce la bellezza, installa i suoi colori. Il fuoco produce e diffonde ciò che è più vivo nell’arte. Questo linguaggio, creatore e distruttore, significa la rinascita della bellezza, dell’arte, della pace, tutte qualità che l’arte ha sempre trasmesso… E’ quasi uno sciamano che restituisce la connessione tra il cielo e la terra, perché è collegato alla trasformazione della materia…E’ quasi un Alchimista. Non si può omettere che Jean Boghossian comincia con l’oreficeria. Lavora l’oro. L’oro è legato alla pietra filosofale, il pensiero, la sensibilità. l’intuizione contro la realtà.” (Bruno Corà, Jean Boghossian. Cessez le feu!)
Biografia
Tra le mostre personali in spazi pubblici e privati, non solo europei, si citano “Burning”, Centro Mostre di Beirut, 2011; “A l’épreuve du feu”, Black Box/Galerie Guy Ledune, Bruxelles, 2012; “Tra due fuochi”, Centro Mostre di Beirut 2015; “Tracce sensibili”, Museo di Ixelles, Bruxelles, Febbraio-Maggio 2017; “Fiamma Inestinguibile”, LVII Biennale di Venezia nel Padiglione della Repubblica dell’Armenia, maggio-novembre 2017; “Unpredictable Horizons”, Ayyam Gallery, Dubai, “Building with fire”, L’Orient Le Jour building, Beirut, “Flamme intérieure”, Museum Ground, Corea del Sud, e “Rapsody in Red and Blue”, Galerie Pièce Unique, Parigi, 2018; “About Nature and Colors”, Galerie Valérie Tanit, Monaco, 2019; “Ritmo intenso”, Mandarin Oriental, Ginevra, 2020; “Antinomia ardente”, Galleria Il Ponte, Firenze, 2022. Tra le mostre collettive partecipa a “Vers la lumière”, Young museum of contemporary art, Corea del Sud, 2012; “Sonoro Visiva. Esperienze di confine linguistico”, Museo Archeologico di Atina e della Valle di Comino “G.Visacchi”, Atina (FR), 2015 (insieme a B. Bassiri, G. Chiari, J. Kounellis, D. Lombardi, R. Ranaldi, C. Rea); “1914-1918: Not then, Not Now, Not Ever!”, Bundestag Tedesco, Berlino, 2018 (insieme a T. Cragg, A. Kapoor, H. Nitsch, K. Smith).
Jean Boghossian è anche presidente della Fondazione Boghossian, fondata nel 1992 dal padre Robert e dal fratello Albert, gioiellieri libanesi di origini armene. Dopo aver completamente rinnovato Villa Empain a Bruxelles, la Fondazione Boghossian stabilisce in Belgio la sua sede centrale nel 2010.





