BARI – 20 aprile 2018 – Presentazione del libro “ Il Genocidio armeno 1915 nel pensiero degli Intellettuali arabi siriani” di Nora Arissian

Venerdì 20 aprile, alle ore 18, nella sala Massari di Palazzo di Città, sarà presentato il volume “Il Genocidio Armeno 1915 nel pensiero degli intellettuali arabi siriani” di Nora Arissian, armena siriana di Damasco, ricercatrice e traduttrice, in questo caso scrittrice con l’obiettivo di offrire nuovi punti di vista sul genocidio armeno

Il libro, pubblicato dalla casa editrice Radici Future, è composto da testimonianze, raccolte da Damasco ad Aleppo, che aiutano a comprendere i motivi della strage e a ricostruire i piani della “soluzione finale” orditi dai turchi per l’eliminazione del popolo armeno.

A curare la pubblicazione Kegham J. Boloyan, armeno siriano di Aleppo, docente di lingua e traduzione araba all’Università del Salento.

All’incontro di domani, oltre al professor Boloyan, interverranno l’assessore alle Culture Silvio Maselli, il vicepresidente della cooperativa editoriale Radici Future Vito Antonio Loprieno, la poetessa Anna SantoliquidoLeonardo Lestingi dell’Istituto Superiore di Scienze religiose “San Sabino” di Bari, il rappresentante emerito della Comunità armena a Bari Rupen Timurian, e Cosma Cafueri del centro Hrand Nazariant.

La presentazione sarà accompagnata da momenti musicali affidati al mezzosoprano Tiziana Portoghese.


Il libro sarà presento anche a:

Francavilla Fontana, Lunedì 23 Aprile , ore 17:30 presso Istituto Comprensivo “Aldo Moro – Publio Virgilio Marone” Scuola Secondaria di 1° Grado

Galatina , Sabato 28 Aprile, ore 19:00 Centro Ecumenico Oikos, presso la Sala Pollio della Chiesa di San Biagio.

San Vito dei Normanni, Lunedì 30 Aprile, ore 19:00 presso la Biblioteca delle Suore Oblate Benedettine – Via Prete Alcide, 1.

PADOVA- 20 aprile 2018 – “La grande arte” del manoscritto nell’Armenia medievale

VENERDI’ 20 APRILE 2018, alle ore 17.00
si terrà la conferenza dal titolo:
“La grande arte”
 del manoscritto nell’Armenia medievale
 Profilo storico e peculiarità della produzione libraria armena
Relatori:
Dott.ssa Marta Silvia Filippini, ICRCPAL (Roma)
Prof. Paolo Lucca, Università Ca’ Foscari (Venezia)

La conferenza tratterà dell’antica produzione libraria armena, in particolare di due manoscritti appartenuti ai Padri Mechitaristi di Trebisonda, salvati dai Cappuccini della Provincia Emiliano-Romagnola e della singolare vicenda del loro ritrovamento e restauro.

presso
la “CASA DI CRISTALLO”, Via Altinate 114/116 – PADOVA

ALESSANDRIA – 14 aprile 2018 – Seminario “La Musica armena: fra tradizione e contemporaneità”

SEMINARIO  LA MUSICA ARMENA: FRA TRADIZIONE E CONTEMPORANEITA’

 Sabato 14 Aprile 2018, ore 14

Relatore ed esecutore: MAURIZIO REDEGOSO KHARITIAN

Conservatorio Statale “Antonio Vivaldi”    Via Parma 1, 15121 Alessandria Tel. 0131.051500 www.conservatoriovivaldi.it

L’Armenia è terra dall’antichissima civiltà che ha espresso eccellenze in tutte le forme d’arte fra le quali naturalmente la musica. Musica che si può certamente intendere come extraeuropea in quanto racchiude diverse anime, oltre quell’armena, dell’area caucasica e mediorientale (persiana, araba, georgiana, turca, ebraica).  Questo seminario si rivolge a studenti, docenti, musicologi, ecc. ai quali viene offerto uno sguardo originale e autentico di una cultura ancora misconosciuta. Verranno proposti ascolti registrati e dal vivo (alla viola) delle diverse tradizioni armene (popolare, sacra, contemporanea). Si tratterà inizialmente della figura emblematica e decisiva di Padre Komitas, colui che ha reso accessibile in Occidente la conoscenza di uno sterminato patrimonio di canti e melodie grazie a una fedele trascrizione dalla notazione “stenografica” tipicamente armena a quella su pentagramma occidentale. Si farà un passo indietro con Sayat Nova, il principe dei trovatori armeni che ci ha lasciato centinaia di poemi musicali. Passeremo al novecento storico con Aram Khatchaturian, tenuto in gran conto dal regime sovietico, e che ha potuto esprimere l’anima del suo paese in tutte le sue opere. Si arriverà quindi ai contemporanei guidati dal grande Tigran Mansurian. Il seminario si pone come obiettivo la diffusione di una cultura musicale che, grazie anche ai suoi strumenti tipici (primo fra tutti il duduk), ha avuto negli ultimi anni accesso anche a forme di musica popolare moderna in tutto l’Occidente. La conseguenza di questa proposta potrà certamente essere quella di favorire un ulteriore scambio musicale fra compositori a Est e ad Ovest del mondo: le dinamiche culturali della nostra era sono sempre invitate e sollecitate infatti a nuove forme d’integrazione.

 

LECCE – 12 aprile 2018 – Presentazione del libro “ Il Genocidio armeno 1915 nel pensiero degli Intellettuali arabi siriani” di Nora Arissian

Un punto di vista inedito in Italia sulla questione del Genocidio Armeno, ovvero quello degli arabi siriani. Le testimonianze raccolte aiutano a comprendere a fondo i motivi della strage e a ricostruire puntualmente le fasi e i piani della “soluzione finale”, scrupolosamente orditi dai Turchi per l’eliminazione del popolo armeno. Da Damasco ad Aleppo, a nord del deserto, i ricordi della gente riaffiorano sotto forma di racconti e testimonianze degli avvenimenti.


Il libro sarà presento anche a:

Bari, Venerdì 20 Aprile. ore 18.00, Comune di Bari, presso la Sala Massari del Palazzo di Città Corso V. Emanuele,84

Francavilla Fontana, Lunedì 23 Aprile , ore 17:30 presso Istituto Comprensivo “Aldo Moro – Publio Virgilio Marone” Scuola Secondaria di 1° Grado

Galatina , Sabato 28 Aprile, ore 19:00 Centro Ecumenico Oikos, presso la Sala Pollio della Chiesa di San Biagio.

San Vito dei Normanni, Lunedì 30 Aprile, ore 19:00 presso la Biblioteca delle Suore Oblate Benedettine – Via Prete Alcide, 1.

MILANO – 09 aprile 2018 – Commemorazione di Sumgait Karabakh oggi, rapporti con l’Unione Europea

 Milano-Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano 

Tel.: +39 3402101174 e-mail mekitar@libero.it 

HADUCASARMENA

Programma di aprile 2018

Lunedì 9  h. 20.00

1988-2018

Commemorazione di  Sumgait

Karabakh oggi, rapporti con l’Unione Europea

intervengono

Pietro Kuciukian, console onorario della Repubblica Armena in Italia

e Baykar  Sivazliyan, presidente emerito dell’Unione Armeni d’Italia

segue rinfresco

 evento in collaborazione con UAI e UGAB

(Incontro riservato agli invitati)

SAN ROCCO CARNAGO – Dal 7 al 24 aprile – Mostra delle opere di Dott.Yervant Der Mossighian in arte VANADUR

Mostra delle opere di Dott.Yervant Der Mossighian in arte VANADUR, intitolato – L’Attesa della Pittura a San Rocco, Carnago, Varese. 

 
Inaugurazione, Sabato, 7 aprile ore 17:30.

ROMA – dal 15 al 25 marzo 2018 – La Bastarda di Istanbul al Teatro Sala Umberto

15 – 25 marzo 2018
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
presentano
SERRA YILMAZ

LA BASTARDA DI ISTANBUL
con VALENTINA CHICO, RICCARDO NALDINI, MONICA BAUCO
MARCELLA ERMINI, FIORELLA SCIARRETTA, DILETTA OCULISTI, ELISA VITIELLO
video-scenografie di Giuseppe Ragazzini
costumi Serena Sarti – luci Alfredo Piras – elementi scenici Tuttascena
riduzione e regia di ANGELO SAVELLI

I diritti d’autore di Elif Shafak sono gestiti dall’agenzia Curtis Brown

 

Un’affascinante saga familiare multietnica, popolata da meravigliosi personaggi femminili, da storie brucianti e da segreti indicibili che legano Istanbul all’America e la Turchia all’Armenia.
Elif Shafak, indiscussa protagonista della letteratura turca, grande conoscitrice del passato e profonda osservatrice del presente del suo Paese; Serra Yilmaz, attrice amatissima e fascinosa affabulatrice nonchè testimone vivente della fecondità del dialogo interculturale; Angelo Savelli autore di un’audace riduzione del complesso romanzo e saldo timoniere di un cast attoriale di grande spessore; tutti insieme affrontano questo viaggio teatrale nella cattiva coscienza di una famiglia e di un popolo, navigando tra gli scogli della tragedia e le onde dell’ironia, mentre all’orizzonte scorrono le mobili e colorate video-scenografie di Giuseppe Ragazzini.
Durata spettacolo: 135′ compreso intervallo

Vai al sito

TORINO – 24 marzo 2018 – Nur – Tesori della musica armena

Salone d’Onore di Palazzo Barolo (per maggiori info Vai al sito)

Rosy Anoush Svazlian, soprano
Andrea Manzoni, pianoforte

Oror
Keler tsoler
Yes siretzi
Kakavik
Hov arek

Gurdjeff per pianoforte
Brano originale
Brano originale
Dle yaman
Kani vur jan im
Oror (berceuse)
Alagyaz/khnki tsar
Ervum em
Shogher jan

NUR – Giovanni Tasso

Stretta tra l’Europa, il Medio Oriente, la Russia e i paesi dell’Asia centrale, l’Armenia ha risentito delle influenze culturali degli imperi che con il tempo si sono succeduti in questa regione. In particolare, nel corso dei secoli nel territorio corrispondente all’attuale Armenia sono passati tra gli altri gli urartei, una civiltà fiorita all’epoca degli assiri nella zona del Lago di Van e tuttora avvolta dalle nebbie del tempo, i greci, i persiani, i romani, gli arabi, gli ottomani e i russi ma – nonostante questo – il popolo armeno ha sempre saputo preservare la propria identità culturale, che iniziò a svilupparsi con l’adozione del Cristianesimo come religione di stato, avvenuta nel 301 d.C. – oltre un decennio prima dell’Editto di Milano emanato da Costantino e Licinio – e la creazione di un proprio alfabeto, che permise la traduzione in lingua armena dei testi sacri e la creazione di una fiorente letteratura.

Sotto il profilo musicale, l’Armenia vanta una tradizione antichissima, le cui prime testimonianze certe risalgono al V secolo, quando vennero tradotti in armeno alcuni tropari e canti liturgici e vide la luce una serie di inni sacri originali. L’importanza fondamentale di queste prime opere musicali fu sottolineata dall’antico storico armeno Mosè di Corene, che giunse al punto da definire la musica un elemento distintivo dell’identità nazionale.
Tra le tempestose vicende che funestarono la storia del popolo armeno, nel 1869 nacque Soghomon Gevorki Soghomonyan, un compositore e musicologo geniale, passato alla storia della musica con il suo nome da monaco Komitas Vartapet. Rimasto orfano in tenera età, il ragazzo venne allevato dagli zii, che gli fecero proseguire gli studi nel seminario di Etchimiadzin, dove imparò la lingua armena – in precedenza era in grado di esprimersi solo in turco. Accanto agli studi sacri e letterari, il giovane Soghomon si avvicinò alla musica, iniziando a nutrire un interesse sempre maggiore per la musica tradizionale del suo popolo, che lo portò a diventare l’antesignano degli etnomusicologi, molto tempo prima dell’ungherese Béla Bartók. Questa passione lo condusse a girare per anni di villaggio in villaggio, alla ricerca di canti contadini, che raccolse con sistematicità, rielaborò e fece conoscere a un pubblico sempre più vasto e variegato. Con ogni probabilità, senza la sua opera questo suggestivo patrimonio culturale sarebbe andato in gran parte perduto. Secondo Avedis Nazarian, un musicista contemporaneo armeno residente in Italia, Komitas ebbe «il merito di aver portato il canto popolare a un livello altissimo, ponendo le fondamenta della musica sinfonica e orchestrale armena». Con la sua capillare ricerca, il compositore intendeva andare alle radici della musica armena, partendo da canti di epoca precristiana e non tralasciando espressioni musicali turche e curde. La tipologia dei canti raccolti è quanto mai ampia, comprendendo l’horovel, legato alla vita dei campi, canti domestici, ninne nanne, canti patriottici, canti di montagna e di pianura, canti di accompagnamento a danze maschili e femminili, canti d’amore, canti rituali, canti di emigrazione, uno dei quali è dedicato alla gru, l’uccello che nell’immaginario armeno simboleggia la diaspora.

Dopo avere pronunciato gli ordini sacri e assunto il nome Komitas, il compositore iniziò a scrivere una Divina Liturgia (Badarak) diventata una delle più utilizzate dalla Chiesa apostolica armena, e a presentare il patrimonio musicale del suo paese in tutti i principali stati europei. Durante il genocidio armeno perpetrato dalle truppe ottomane Komitas venne deportato in uno sperduto paese dell’Anatolia centrale, ma l’intervento di alcuni intellettuali e dell’ambasciatore degli Stati Uniti ne permise la liberazione e il ritorno a Istanbul, dove si era trasferito nel 1910. Purtroppo, le atrocità dei massacri compiuti contro il suo popolo fecero vacillare il suo equilibrio psico-fisico, al punto da renderne necessario nel 1919 il ricovero in una clinica psichiatrica parigina, dove si spense nel 1935. In seguito le sue ceneri furono traslate a Yerevan, dove oggi riposano con tutti gli onori nel Pantheon.
A oltre ottant’anni di distanza dalla scomparsa di Komitas, il soprano americano di origine armena Rosy Anoush Svazlian e il pianista e compositore italiano Andrea Manzoni stanno portando avanti un’ambiziosa opera di riscoperta della musica tradizionale armena, presentandola – come aveva fatto pioneristicamente lo stesso compositore – in alcune delle sale da concerto più importanti del mondo. In particolare, i due interpreti si pongono l’obiettivo di proporre al grande pubblico una serie di brani, mantenendone intatto da un lato lo spirito evocativo e aggiungendo dall’altro sonorità fresche ed estremamente attraenti, per tramandare alle generazioni che verranno la preziosa eredità di Komitas e di un millennio e mezzo di storia della musica armena.

BOLOGNA – 21 marzo 2018 – Antonia Arslan a “Un thè con la poesia”

EstroVersi – Associazione di promozione dell’arte e della cultura

e Grand Hotel Majestic Bologna “già” Baglioni

Con il sostegno del sito culturale italo-francese www.Altritaliani.net per gli articoli sugli autori pubblicati in Missione Poesia http://www.altritaliani.net/spip.php?rubrique58

 Vi invitano

Mercoledì 21 marzo 2018 –  con inizio alle ore 17.30

all’appuntamento con la grande poesia contemporanea 

“Un thè con la poesia”  presso il

Grand Hotel Majestic già “Baglioni” di Bologna

condotto da Cinzia Demi, con noi gli autori:  

Antonia Arslan, scrittrice  armena    –    Alessandro Rivali, poeta, editore

Intervento di Arthur Alixanian, scrittore armeno

Parleremo della poesia armena, in occasione dell’uscita dell’antologia “Benedici questa croce di spighe” (ARES Edizioni, 2017)

Accompagnerà il percorso poetico la musica di : Nicolas Palombarini (clarinetto) – Maria Chiara Bignozzi (fagotto) Conservatorio G.B. Martini 

Si raccomanda la prenotazione presso l’Hotel al n. 051 225445.

(Costo dell’evento comprensivo della consumazione di thè e pasticcini 10,00 €., costo speciale studenti 5,00 €.)

Segnaliamo inoltre che:

Giovedì 22 marzo, ore 11.00, Aula Mansarda, Via Zamboni 32, Università degli Studi di Bologna: “Benedici questa croce di spighe…” La voce Armena della poesia. In occasione della pubblicazione dell’Antologia di scrittori armeni, vittime del Genocidio, un appuntamento con Antonia Arslan, scrittrice armena, e Alessandro Rivali, per la Casa editrice ARES, che incontreranno gli studenti. Interverranno Riccardo Frolloni, Direttore del Centro di Poesia Contemporanea dell’UNIBO e Cinzia Demi. Ingresso aperto al pubblico.

Si ringraziano: Grand Hotel Majestic “già” Baglioni di Bologna, Università di Bologna, Centro di Poesia Contemporanea dell’Università e Conservatorio G. B. Martini di Bologna, Ristorante “Il Veliero di Bologna, The Dammann Frères– Domori Gruppo Illy Caffè, Pasticceria Gino Fabbri, il Sito culturale italo-Francese Altritaliani, la Casa della Poesia di Como, Associazione Gruppo del Tasso (Ferrara)