Il Presidente Mattarella ha ricevuto il Presidente della Repubblica d’Armenia, Armen Sarkissian (Quirinale.it 06.10.21)

Il Presidente Mattarella ha ricevuto il Presidente della Repubblica d’Armenia, Armen Sarkissian
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Presidente della Repubblica d’Armenia, Armen Sarkissian, il visita di Stato in Italia.
Al termine dei colloqui, i due Capi di Stato hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa.
Era presente il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Marina Sereni.
Dichiarazioni alla stampa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Visita di Stato del Presidente della Repubblica d’Armenia, Armen Sarkissian

È per me un piacere molto grande accogliere il Presidente Sarkissian qui al Quirinale, insieme alla sua gentile consorte e alla delegazione che lo accompagna, per questa prima visita di Stato di un Presidente della Repubblica d’Armenia in Italia.

Questa visita è storica. Viene compiuta, ed è un ulteriore significato, nell’anno in cui la Repubblica d’Armenia festeggia il trentesimo anniversario dell’Indipendenza. E anche per questa ricorrenza rinnovo gli auguri al Presidente Sarkissian.

Sono lieto che siamo riusciti a realizzare questa visita, rinviata per effetto della pandemia l’anno passato, in modo che si colleghi a quella che ho svolto a Jerevan nel 2018 e di cui serbo un ricordo veramente magnifico.

L’Armenia e l’Italia vantano rapporti di amicizia molto grandi, tradizionali, con relazioni eccellenti, caratterizzate da collaborazione crescente e contatti sempre più intensi.

Abbiamo anche tante forme di collaborazione. Ho ringraziato il Presidente Sarkissian per la collaborazione che i militari armeni forniscono alla missione UNIFIL in Libano.

Questi vincoli di amicizia e di collaborazione sono stati confermati anche durante la pandemia. Ho ricordato al Presidente Sarkissian la sua cortese telefonata nel marzo del 2020, quando in Italia la tempesta della pandemia stava imperversando in maniera drammatica.

I nostri medici hanno collaborato con quelli armeni a Jerevan, e stiamo collaborando perché vi sia un’adeguata distribuzione di vaccini ovunque. E abbiamo chiesto al sistema Covax, di considerare, per i vaccini che l’Italia ha posto a disposizione – sono quarantacinque milioni – l’Armenia Paese prioritario.

Abbiamo parlato molto, nei colloqui di questa mattina, delle nostre relazioni collaborative e ho sottolineato come, per l’Italia, l’Armenia costituisca un partner affidabile e importante nella Regione, e che questo porta a una collaborazione crescente, operativa, con il nostro intento di contribuire in maniera amichevole al percorso di riforma in corso in Armenia, con gli scambi di esperienze che reciprocamente ci facciamo e possiamo fare.

Uno di questi settori è quello delle Forze dell’ordine e del sistema giudiziario. Tra gli accordi firmati, in costanza di questa visita, vi sarà oggi un accordo tra le Scuole della Magistratura armena e italiana.

Abbiamo parlato molto delle nostre aziende, dell’interesse delle nostre aziende per il mercato armeno. Alcune sono già presenti, altre guardano con grande interesse che il nostro governo incoraggia.

Abbiamo poi constatato, con grande soddisfazione, ancora una volta – come avevamo già fatto a Jerevan – la grande qualità dei rapporti di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica.

Abbiamo tradizionalmente un grande interesse reciproco sul piano culturale e artistico. Tra le varie manifestazioni, qui al Quirinale, abbiamo esposte oggi alcune opere d’arte armene del XIX e del XX secolo, per le quali ringrazio il Presidente Sarkissian.

A Jerevan abbiamo inaugurato insieme il Centro regionale per la conservazione e per la valorizzazione del patrimonio culturale, e intendiamo continuare l’impegno per la sua attività.

Con il Presidente Sarkissian abbiamo affrontato naturalmente il tema della ricerca di una soluzione stabile e duratura della questione del Nagorno Karabakh. E riteniamo che sia importante affidarsi all’azione del Gruppo di Minsk, alla copresidenza del Gruppo di Minsk, come forum negoziale privilegiato e più efficace per poter trovare una soluzione negoziale soddisfacente e stabile.

Vorrei esprimere la vicinanza, che ho già espresso, per tutte le vittime del conflitto che vi è stato, degli scontri che vi sono stati. L’Italia incoraggia le parti a trovare nel dialogo una soluzione condivisa e stabile che garantisca sviluppo in tutta la Regione.

Infine, l’Italia attribuisce grande importanza al rapporto collaborativo tra l’Armenia e l’Unione Europea che è stato consacrato nell’accordo di cooperazione globale rafforzata entrato in vigore nel marzo scorso. È un ambito in cui si può sviluppare ulteriormente anche la nostra collaborazione bilaterale.

Ringrazio quindi nuovamente il Presidente Sarkissian per la sua visita, per questa occasione di registrare ancora una volta l’eccellenza dei nostri rapporti e fare il punto sulle prospettive di crescente collaborazione nell’amicizia che contrassegna il rapporto tra Armenia e Italia.

Grazie, e benvenuto Signor Presidente.

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Mattarella e Sarkissian alla mostra sui capolavori armeni (Ansa 06.10.21)

Mattarella e Sarkissian visitano “I capolavori armeni in Italia” (Video Askanews 06.10.21)

Coronavirus Covid-19: Mattarella, “considerare l’Armenia Paese prioritario per i vaccini messi a disposizione dall’Italia con Covax” (Agensir 06.10.1)

Nagorno-Karabakh: Mattarella, “affidarsi all’azione del Gruppo di Minsk per trovare una soluzione negoziale soddisfacente e stabile” (Agensir 06.10.21)

Italia-Armenia: Mattarella vede Presidente Sarkissian, ‘rapporti eccellenti’ (Adnkronos 06.10.21)

Italia-Armenia: Mattarella, con Sarkissian focus su aziende italiane nel mercato armeno
Roma, 06 ott 13:40 – (Agenzia Nova) – “Abbiamo parlato molto delle aziende italiane nel mercato armeno. Il governo incoraggia questo interesse e abbiamo espresso soddisfazione per la grande qualità dei rapporti di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine dell’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica dell’Armenia, Armen Sarkissian. “Tradizionalmente c’è poi un grande interesse reciproco culturale e artistico – ha aggiunto il capo dello Stato -. Al Quirinale sono esposte alcune opere d’arte armene del 19esimo e 20esimo secolo”. (Rin)

 

Grecia. Cei e Caritas armena: la cura dell’ascolto nel primo Consultorio familiare ellenico (SIR 05.10.21)

Dopo lo stop provocato dal Covid, riparte ad Atene il primo Consultorio familiare ellenico. Il progetto, avviato tre anni fa, si chiama “Carità è famiglia” ed è sostenuto dalla Caritas dell’esarcato armeno cattolico di Atene, in sinergia con Caritas Hellas, l’arcidiocesi della capitale e la Cei, attraverso Caritas Italiana e l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia. Sir ne ha parlato con fr. Marco Vianelli, responsabile dell’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia

Un consultorio familiare per rispondere in modo efficace ai bisogni delle famiglie in difficoltà: è il progetto messo in campo dall’esarcato armeno cattolico di Atene, in sinergia con Caritas Hellas, l’arcidiocesi della capitale e la Cei, attraverso Caritas Italiana e l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia. Avviato tre anni fa, il progetto, che porta significativamente il nome di “Carità è famiglia”, ha trovato i suoi spazi all’interno dell’esarcato armeno cattolico di Atene, nel quartiere di Neos Kosmos, ad Atene. Dopo lo stop provocato dalla pandemia da Covid-19, oggi riparte e rilancia i suoi obiettivi non più limitati ad un servizio di consulenza ma puntando anche ad un maggiore scambio pastorale sui temi della famiglia tra Chiesa italiana e Chiesa greca.

Delegazione Cei ad Atene

Il viaggio, nei giorni scorsi (3-7 ottobre), di una delegazione italiana in Grecia ha avuto proprio questa finalità. La delegazione era guidata da fr. Marco Vianelli, responsabile dell’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia, da Danilo Feliciangeli, in rappresentanza di Caritas Italiana, membri di alcune diocesi italiane interessate ad avviare gemellaggi con famiglie greche e volontari dell’associazione italiana Neos Kosmos Aps, attiva ad Atene per lo sviluppo di un centro giovanile. Attualmente il Consultorio segue, in maniera continuativa, circa 30 famiglie. Alcune hanno terminato il loro percorso e altre lo hanno cominciato. Al Consultorio presta la propria opera una piccola task force composta da una psicologa, una ginecologa e una consulente familiare, coadiuvate da diversi volontari e sostenute dall’Università cattolica di Brescia e dalla Confederazione italiana dei consultori familiari di ispirazione cristiana.

Rifugiati siriani a Neos Kosmos (Atene) foto Rocchi/Sir

“Il Covid ha aggravato molti bisogni delle famiglie sia greche che rifugiate. La crisi finanziaria greca e il programma di salvataggio voluto dalla Troika (Bce, Ue e Fmi) ha prodotto come conseguenza duri pacchetti di tagli alla spesa sociale, dalla sanità alle pensioni, dal lavoro all’istruzione, che hanno penalizzato in modo particolare le famiglie – spiega Feliciangeli –. Il debito pubblico è altissimo, gli stipendi sono molto bassi. Tutto ciò impedisce alle famiglie una vita dignitosa e provoca ulteriore indebitamento con acquisti a rate cui poi fare fronte. Nel frattempo il fenomeno migratorio non è più una emergenza ma una costante e deve essere gestito all’interno della società greca in termini di integrazione e inclusione sociale. Dare nuova linfa al progetto diventa una priorità”.

“‘Carità è famiglia’ è un progetto di prossimità che vuole fare proprio l’appello di Papa Benedetto XVI lanciato al VII Incontro mondiale delle famiglie del 2012 a Milano, quando disse che ‘è tempo che una famiglia dell’Italia, della Germania, della Francia prenda la responsabilità di aiutare un’altra famiglia’ – dichiara al Sir fr. Vianelli -. La Grecia è una realtà multiculturale e può aiutarci a individuare nuove piste lavoro su come vivere in un contesto multietnico. Per questo vogliamo mettere a disposizione del progetto la nostra esperienza nel campo”. Per il responsabile dell’Ufficio famiglia della Cei,

“si tratta di un progetto apripista utile non solo a favorire lo sviluppo della pastorale familiare in Grecia ma anche a rafforzare la nostra dotandola di uno sguardo nuovo. Non solo aiuto concreto alle famiglie per fronteggiare bisogni materiali ma anche un sostegno di natura pastorale per accompagnare la famiglia, la coppia, in ogni dimensione della vita umana, affettiva e di fede”.

La ripartenza di questo progetto avrà come primo focus la riqualificazione delle relazioni all’interno della comunità armeno cattolica, attraverso la creazione di un gruppo di “famiglie-per-le famiglie”. A padre Joseph Bazouzou, nativo di Aleppo in Siria e amministratore apostolico degli armeni cattolici in Grecia, il compito di accompagnare spiritualmente queste famiglie. “Il Consultorio – conclude fr. Vianelli – intende creare occasioni di aggregazione e di formulazione di bisogni sia spirituali che psicologici. Da parte nostra cercheremo come Ufficio famiglia di promuovere dei gemellaggi tra le diocesi italiane e la realtà ecclesiale greca. L’apporto della Cei al progetto si colloca nell’orizzonte del rafforzamento della comunità ecclesiale che è fatta anche di famiglie che hanno bisogno di sostegno pastorale. La cura dell’ascolto aiuterà anche in questo”.

VISITA DI STATO DEL PRESIDENTE ARMEN SARGSYAN IN ITALIA SU INVITO DEL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA (President.am 05.10.21)

Su invito del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica di Armenia Armen Sargsyan e sua moglie Nune Sargsyan sono, a partire da 5 ottobre, in visita di Stato in Italia.
Si tratta della prima visita di Stato di un Presidente Armeno in Italia durante i 30 anni di storia della Repubblica d’Armenia.
Il Presidente Sargsyan avrà un colloquio privato al Quirinale, residenza del Presidente della Repubblica Italiana, a cui seguirà un’ampia riunione delle delegazioni.
I Presidenti di Armenia e Italia rilasceranno una dichiarazione alla stampa.
Nell’ambito della visita, il presidente Sargsyan incontrerà anche il presidente del Consiglio dei ministri italiano Mario Draghi. Il Presidente dell’Armenia incontrerà anche il Presidente del Senato italiano Maria Elisabetta Casellati, il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, il Sindaco di Roma.
Gli incontri si concentreranno sull’approfondimento delle relazioni bilaterali, sull’espansione della cooperazione reciprocamente vantaggiosa in vari campi, su questioni e sviluppi regionali, nonché su altre questioni di reciproco interesse.
Durante la visita, il presidente Sargsyan sarà ospite del Pontificio Collegio Armeno di Roma, dove incontrerà i rappresentanti della comunità armena.
All’ordine del giorno della visita di Stato del presidente Sargsyan figurano anche i temi dell’approfondimento della cooperazione in ambito educativo e culturale. All’Università La Sapienza di Roma, il presidente Sargsyan sarà presente alla riapertura della Cattedra di Armenologia, mentre terrà una lezione all’Università di Bologna.
Nell’ambito della visita di Stato, sotto gli auspici dei Presidenti della Repubblica di Armenia e dell’Italia, verrà inaugurata nel palazzo del Quirinale una mostra di opere dei grandi pittori armeni Hovhannes Aivazovsky, Georg Bashinjaghyan, Martiros Saryan, Vardges Surenyants e Hakob Kojoyan.

6/7 ottobre, Roma. Popoli fratelli, terra futura. Religioni e culture in dialogo (Nev.it 05.10.21)

Roma (NEV), 5 ottobre 2021 – Si tiene a Roma il 6 e il 7 ottobre, nel cuore della Settimana per la pace, l’incontro internazionale “Popoli fratelli, terra futura – Religioni e culture in dialogo”. Per la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) partecipa Cordelia Vitiello, vice-presidente della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), nonché presidente dell’Ospedale Evangelico Betania di Napoli e membro del Consiglio della Federazione luterana mondiale (FLM).

“La pace è possibile? – questa è una delle domande che si pongono gli organizzatori, alla quale prova a rispondere Cordelia Vitiello -: Secondo me sì, basterebbe che coloro che detengono il potere politico ed economico, insieme alle religioni, si parlassero fra di loro. La parola ‘pace’ viene dal sanscrito ‘pak’, che significa saldare, fissare, unire. Quindi l’amore è la chiave universale che vince il pregiudizio e salda il legame fra gli esseri umani, unendoli nel rispetto delle proprie libertà”.

“I tempi difficili e confusi che il mondo sta attraversando hanno un bisogno crescente di incontri di dialogo come quello di Roma – si legge nell’invito all’iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio –, al fine di costruire una autentica pace ed una possibilità reale di vivere insieme tra popoli diversi”.

L’evento si articolerà attraverso una Assemblea d’Inaugurazione (mercoledì 6 ottobre, ore 17) e quattro forum tematici (giovedì 7 ottobre, ore 10) con il contributo di leader delle grandi religioni mondiali e personalità del mondo della cultura e della politica internazionale.  I temi dei forum sono: “La cura della casa comune”. “Ritrovare il noi”. “La pace è possibile?”. “Il futuro che vogliamo”. Al termine delle relazioni principali di ciascun forum, interverranno anche altri rappresentanti religiosi. In questa sede parlerà la delegata FCEI, Cordelia Vitiello.

Sono attesi, fra l’altro, esponenti protestanti, luterani, anglicani, armeni, buddisti, ebrei, induisti, musulmani e ortodossi.

In programma

Nell’incontro inaugurale partecipano Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli. Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury e primate della Chiesa d’Inghilterra. Pinchas Goldschmidt, Presidente della Conferenza dei Rabbini Europea. Mohamed Al-Duwaini Sheykh, vicario del Grande Imam di al-Azhar. Sheikh Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, Ministro della Tolleranza e della Convivenza, Emirati Arabi Uniti. Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno, Italia. Fra i relatori dei forum, anche Heinrich Bedford-Strohm, Vescovo evangelico-luterano, presidente del Consiglio della chiesa evangelica in Germania (EKD).

La due giorni si chiuderà al Colosseo di Roma con la Preghiera Ecumenica per la Pace presieduta da papa Francesco, alla presenza dei rappresentanti delle chiese e delle comunità cristiane. A seguire, la Cerimonia finale con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, e Angela Merkel, Cancelliere uscente della Repubblica Federale di Germania.

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Armenia-Italia: presidente Sarkissian in partenza per Roma, domani incontro con Mattarella (Agenzia Nova 05.10.21)

Erevan, 05 ott 10:43 – (Agenzia Nova) – Il presidente dell’Armenia Armen Sarkissian partirà oggi per l’Italia in visita di Stato su invito dell’omologo Sergio Mattarella. In una nota, la presidenza di Erevan ha affermato che questa è la prima visita di Stato di un capo di Stato dell’Armenia in Italia nei 30 anni di storia indipendente del Paese. Durante la visita è previsto un incontro riservato fra Sarkissian e Mattarella che si svolgerà domani al Quirinale, seguito da un incontro in formato esteso cui parteciperanno le delegazioni di entrambi Paesi. Successivamente, i presidenti armeno e italiano rilasceranno delle dichiarazioni alla stampa. Il presidente armeno incontrerà inoltre il presidente del Consiglio Mario Draghi, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, nonché la sindaca di Roma uscente, Virginia Raggi. Gli incontri si concentreranno sull’approfondimento delle relazioni bilaterali e sull’espansione del partenariato reciprocamente vantaggioso in diverse aree, gli sviluppi regionali e altre questioni di interesse bilaterale. (segue) (Rum)

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Il Presidente dell’Armenia in visita di Stato in Italia – Radio pubblica armena (Nbarevolution 05.10.21)

Su invito del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Moderella, il Presidente della Repubblica di Armenia, Armen Sarkin, e sua moglie, Nnne Sarkin, effettueranno una visita di Stato in Italia il prossimo 5 ottobre. Si tratta della prima visita ufficiale del Presidente dell’Armenia in Italia nei 30 anni di storia della Repubblica d’Armenia.

I Presidenti Sergio e Maderella terranno colloqui privati ​​al Palazzo Grinale, residenza del Presidente della Repubblica Italiana, a seguito di una dettagliata riunione dei delegati. I presidenti di Armenia e Italia rilasceranno un comunicato alla stampa.

Nell’ambito della visita, il presidente Sarkozy incontrerà anche Mario Draghi, presidente del Consiglio dei ministri italiano. Il Presidente dell’Armenia incontra il Presidente del Senato italiano Maria Elizabetta Casalti, il Presidente del Delegato Roberto Figo e il Sindaco di Roma.

Questi incontri si concentreranno sull’approfondimento delle relazioni bilaterali, sull’espansione della cooperazione reciprocamente vantaggiosa in vari campi, sulle questioni e sugli sviluppi regionali e su altre questioni di reciproco interesse.

Durante la visita, il Presidente Sarkisian sarà intrattenuto anche presso il Collegio Levoniano di Roma, dove incontrerà i rappresentanti della comunità armena.

Le questioni che approfondiscono la cooperazione nel campo dell’istruzione e della cultura sono all’ordine del giorno della visita di Stato del presidente Sarkozy. All’Università La Sabienza di Roma, il Presidente sarà presente alla riapertura del Preside di Arminologia, e terrà una lezione all’Università di Bologna.

Il Palazzo Criminale ospiterà una mostra di opere dei migliori pittori armeni Hovannus Ivasovsky, Jர்க்vor Bashinjakyan, Martiros Sarion, Worth Surenians e Hagop Kojoyan sotto gli auspici dei leader delle repubbliche armene e italiane.

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CHE ORIGINI HA PAOLO KESSISOGLU DEL DUO LUCA E PAOLO (Movieplayer 04.10.21)

Paolo Kessisoglu è un attore, comico, cabarettista e conduttore televisivo italiano, principalmente noto per il duo comico Luca e Paolo, formato con Luca Bizzarri, ed è nato a Genova, da una famiglia genovese di origini armene.

Il nonno paterno di Paolo, Callisto, era un profugo armeno originario di Smirne, sfuggito ancora bambino al genocidio del proprio popolo avvenuto per mano dell’Impero Ottomano durante la Grande Guerra, trovando riparo per se stesso e per la sua famiglia dapprima in Grecia, poi in Italia stabilendosi per svariati anni a Trieste ed infine a Genova.

Il cognome originario della famiglia, Keshishian, venne turchizzato durante l’esodo in Keşişoğlu al fine di destare minor attenzione, per poi italianizzarne pronuncia e grafia all’arrivo in Italia. Paolo, una volta salito alla ribalta, si è impegnato in prima persona per tramandare la memoria del massacro armeno e combattere operazioni di negazionismo.

A proposito delle su origini lo stesso Paolo Kessisoglu, durante un’intervista del 2017, ha dichiarato: “Molto in sintesi, le origini arrivano da mio nonno paterno che nel ’22 scappa con padre, madre, sorella più piccola e nonna per salvarsi dall’esercito ottomano. Le mie origini sono state chiare da subito in quanto mio nonno veniva da là, scriveva, parlava in armeno ed era orgoglioso di esserlo. Purtroppo non parlava molto della sua terra, molto pochi i racconti e le esperienze di vita. Mi avrebbe entusiasmato conoscere anche particolari della sua vita d’infanzia oltre che le barbarie dei turchi e quanto incivile fosse il loro odio.”

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Le tre cause delle tensioni ai confini fra Azerbaigian e Iran (Nova News 04.10.21)

Proseguono le tensioni fra Azerbaigian e Iran dopo che le autorità di Baku e le controparti turche hanno annunciato l’esercitazione militare Fratellanza indistruttibile 2021 nel Nakhchivan che prenderà il via domani. La manovra militare nell’exclave azerbaigiana, che confina con l’Iran, è di fatto una risposta all’esercitazione militare iraniana, battezzata “I conquistatori di Khaybar”, che si è svolta nei giorni scorsi proprio nei pressi del confine con l’Azerbaigian. Le tensioni fra Teheran e Baku sono cresciute nel corso delle ultime settimane, a causa di diversi fattori: l’esercitazione militare trilaterale condotta da Azerbaigian, Pakistan e Turchia a circa 500 chilometri dal confine iraniano; le restrizioni imposte dall’Azerbaigian all’accesso di alcuni tir iraniani – con conseguente arresto di due conducenti – diretti in Armenia; e il rafforzamento dei rapporti fra l’Azerbaigian e Israele. Questo punto non è secondario per il nuovo governo del nuovo presidente, Ebrahim Raisi, insediatosi a Teheran lo scorso 3 agosto. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian il 30 settembre ha affermato che Teheran ha il diritto di tenere esercitazioni e ha sottolineato “l’importanza” della cooperazione tra Iran e Azerbaigian, che condividono un confine di 700 chilometri. Amir-Abdollahian, tuttavia, ha aggiunto durante un incontro con il nuovo ambasciatore azerbaigiano a Teheran che l’Iran “non tollera la presenza e l’attività contro la nostra sicurezza nazionale del regime sionista” nei pressi dei propri confini, confermando che sarebbero state prese “tutte le misure necessarie al riguardo”. I rapporti fra Azerbaigian e Israele sono notoriamente positivi nonostante la vicinanza fra Baku e la Turchia. Questi legami, peraltro, sono stati oggetto di critiche anche da parte dell’Armenia, che spesso ha espresso disappunto per la vendita di armamenti israeliani all’Azerbaigian.

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Perché Iran, Azerbaijan e Turchia litigano (Formiche.it)


Manovre militari a ridosso del confine azero-iraniano: tensione alta, ma conflitto improbabile (Sputniknews 05.10.21)

Russia-Armenia: Lavrov riceve presidente Parlamento Simonyan, focus su relazioni bilaterali (Agenzianova 04.10.21)

Mosca, 04 ott 17:05 – (Agenzia Nova) – Una delegazione armena guidata dal presidente del parlamento Alen Simonyan ha incontrato oggi a Mosca il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Lo ha riferito l’ufficio stampa del parlamento armeno. Il ministro russo ha molto apprezzato le relazioni strategiche e di partenariato bilaterale, definendo la prima visita ufficiale del presidente del Parlamento armeno in Russia come prova di questi rapporti. Simonyan ha ringraziato per l’accoglienza e ha espresso le sue congratulazioni al popolo russo per le recenti elezioni parlamentari. I due hanno discusso nel dettaglio l’attuale situazione nella regione, parlando anche della necessità di garantire una pace duratura ed eliminare i problemi che ostacolano tale processo. In tale contesto hanno sottolineato in particolare l’importanza del ritorno dei prigionieri di guerra armeni e dei prigionieri civili dall’Azerbiagian.

I Nobel per la Medicina che hanno svelato i segreti del dolore (Ansa 04.10.21)

Permettono di percepire il caldo e il freddo, ma sono anche la base per capire il dolore, i meccanismi antichissimi la cui scoperta è stata premiata con il Nobel per la Medicina 2021. A individuarli sono stati l’americano David Julius, 66 anni, che insegna nell’università della Columbia University di New York e il libanese Ardem Patapoutian, 54 anni, che lavora negli Stati Uniti nell’istituto californiano Scripps a La Jolla.

Se la telefonata della Fondazione Nobel che poco prima dell’annuncio avverte i vincitori è sempre una sorpresa, per Patapoutian lo è stata doppiamente. “Avevo impostato la modalità ‘non disturbare’ sul mio telefono e per questo non ho ricevuto le sue telefonate”, ha detto in seguito parlando con un rappresentante della Fondazione. “Poi – ha aggiunto – in qualche modo ho trovato la chiamata di mio padre, che ha 92 anni e vive a Los Angeles. E così ho saputo del premio da lui”.

Le loro sono state scoperte apripista, destinate ad avere ricadute nei prossimi anni. Tutto è cominciato alla fine degli anni ’90, dalle ricerche su un composto presente nel peperoncino, la capsaicina responsabile della sensazione di bruciore. Con i suoi collaboratori mise quindi a punto una banca dati con milioni di geni espressi dai neuroni sensoriali che reagiscono al dolore, al calore e al tatto ed è stata questa la base della ricerca lunga e complessa che ha permesso di scoprire il gene TRPV1. Patapoutian è stato invece premiato per la scoperta dei geni Piezo1 e Piezo2, legati alla percezione della pressione e che hanno aperto la via alla ricerca sui meccanismi alla base del dolore. “Capire le basi molecolari del dolore è fondamentale perché è alla base del nostro rapporto con l’ambiente: è un meccanismo evolutivo importante perché è sulla base di questa percezione che si decide se fuggire o meno davanti a un pericolo”, ha osservato il genetista Giuseppe Novelli, dell’Università di Roma Tor Vergata.

Quasi tutti i geni scoperti da Julius e Patapoutian sono dei canali ionici, ossia proteine che si comportano come vere e proprie vie di comunicazione delle cellule che, attraversando la membrana che avvolge la cellula permette il passaggio di ioni dall’esterno all’interno e viceversa.

Le ricerche premiate con il Nobel hanno anche fornito e continuano a fornire materiale per studiare il problema del dolore cronico, del quale si stima che nel mondo colpisca un miliardo e mezzo di persone. Per esempio uno dei geni scoperti da Patapoutian, chiamato Piezo1, ha mutazioni legate a malattie importanti, come distrofia muscolare e forme di anemia, come la stomatocitosi che porta i globuli rossi a disidratarsi e dà resistenza alla malaria”.

Con Patapoutian dall’Italia ‘a caccia di future terapie’
“Il nostro prossimo obiettivo è capire meglio il meccanismo di attivazione del carico di ferro per poter individuare nuovi bersagli terapeutici”: a parlare è la genetista Immacolata Andolfo, 38 anni, che lavora nel gruppo di Achille Iolascon, docente di Genetica medica del dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie mediche dell’Università Federico II, principal investigator del Ceinge e presidente della Società italiana di genetica umana (Sigu). Il ‘noi’ è riferito alla sua collaborazione con Ardem Patapoutian, nell’istituto californiano Scripps, premiato oggi co il Nobel per la Medicina con David Julius. “Avremmo dovuto andare nel laboratorio di Patapoutian a fine 2020, speriamo di poter andare l’anno prossimo”, ha detto all’ANSA.

La storia che ha portato alla collaborazione era cominciata molto tempo prima, racconta Iolascon: “in collaborazione con un gruppo di ricerca britannico avevo individuato una nuova malattia, una forma di anemia chiamata stomacitosi. Ci ho messo 15 anni a trovare il gene e quando l’ho identificato ho visto che era Piezo1”, lo stesso che contemporaneamente aveva scoperto Patapoutian nella sua caccia alle molecole importanti per le sensazioni di caldo, freddo e dolore.

E’ stato allora che è entrata in gioco Immacolata Andolfo. Era il 2017 e da allora la giovane ricercatrice e il vincitore del Nobel hanno hanno sempre collaborato a distanza, per email o con collegamenti in video su Skype, anche per colpa della pandemia di Covid-19. “E’ sempre stato molto cordiale, come tutti i ricercatori americani è molto alla mano, collaborativo e pratico: siamo entrati subito nel vivo e abbiamo cominciato a programmare esperimenti sul gene Piezo1”. Il primo risultato è stato, nel dicembre 2020, l’articolo scientifico firmato con Patapoutian sulle mutazioni del gene Piezo1 come fattori di rischio del sovraccarico di ferro.

Tutto era cominciato con le ricerche sulla stomatocitosi inaugurate da Iolascon: il meccanismo alla base di quella malattia aveva rivelato il ruolo del gene Piezo1 e adesso è chiaro, osserva Andolfo, che il gene Piezo1 è uno dei meccanismi coinvolti nella regolazione del ferro, non noti fino al febbraio 2021 non noti. “Adesso – ha concluso la ricercatrice – è possibile aprire la strada ad altre ricerche, a caccia dei meccanismi responsabili di altre forme di anemia, come quella falciforme, e della cirrosi epatica, e poi cercare farmaci in grado di inibirli o di promuoverli”.


Nobel per la Medicina 2021 a David Julius e Ardem Patapoutian (Euronews 04.10.21)

Annunciati i vincitori del premio Nobel 2021 per la Medicina: il prestigioso riconoscimento assegnato dall’Istituto Karolinska di Stoccolma va allo statunitense David Julius ed all’armeno Ardem Patapoutian per le loro scoperte sui recettori per la temperatura e il tatto.

Julius ha utilizzato la capsicina, sostanza irritante presente nei peperoncini, il collega ha invece approfondito gli studi su particolari tipi di cellule sensibili alla pressione.

“La capacità di percepire il caldo, il freddo e il tatto è essenziale per la sopravvivenza e sostiene la nostra interazione con il mondo che ci circonda – si legge nella motivazione – nella vita quotidiana diamo per scontate queste sensazioni, ma come vengono avviati gli impulsi nervosi in modo che la temperatura e la pressione possano essere percepite? A questa domanda rispondono i premi Nobel di quest’anno”.

Julius, 66enne newyorkese, insegna all’Università della California a San Francisco, mentre il 54enne Patapoutian (metà armeno, metà statunitense, ma libanese di nascita) lavora allo Scripps Research Institute di La Jolla, in California.

Dalla prima assegnazione, avvenuta nel lontano 1901, sono sei gli italiani insigniti del premio.

Primo connazionale ad ottenerlo fu Camillo Golgi nel 1906, a seguire Daniel Bovet, Salvatore Luria, Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini e Mario Renato Capecchi.

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IRAN. Esercitazioni e tensione al confine con l’Azerbaijan (Agcnews 01.10.21)

Teheran ha richiamato le relazioni amichevoli dell’Azerbaigian con Israele, e ha definito infondate le obiezioni di Baku in merito alle grandi manovre militari iraniane al suo confine, percepite come una minaccia.

La Repubblica islamica si è irritata nelle ultime settimane a causa di una serie di esercitazioni militari in Azerbaigian che hanno coinvolto le forze azere, turche e pakistane, nonché anche della presenza di forze armate turche che hanno preso parte alle esercitazioni navali sul Mar Caspio.

Per l’Iran, questo va contro lo spirito dell’accordo sul Caspio in base al quale solo i paesi che si affacciano sul mare sono autorizzati a schierarvi forze militari. Ma è stato il fatto che l’Azerbaigian mantenga buone relazioni con Israele, così come l’acquisto da parte di Baku, nel corso degli anni, di miliardi di dollari di armi israeliane, compresi i “droni kamikaze”, che si sono dimostrate devastanti ed efficaci per la vittoria azera nella seconda guerra del Nagorno-Karabakh dell’anno scorso con l’Armenia.

Sono stati questi i chiari punti di riferimento quando il portavoce del ministero degli esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha risposto a un commento del presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev che si era detto “molto sorpreso” dalla decisione di Teheran di tenere esercitazioni vicino al confine del suo paese.

«È chiaro che la Repubblica Islamica dell’Iran non tollererà la presenza del regime sionista vicino ai suoi confini, anche se è solo uno spettacolo, e prenderà qualsiasi azione necessaria per proteggere la sua sicurezza nazionale», ha detto Khatibzadeh il 28 settembre, ripesò da BneIntellinews. «Le esercitazioni effettuate dal nostro paese nelle zone di confine nord-occidentali… sono una questione di sovranità», ha aggiunto Khatibzadeh.

Un video apparso su YouTube ha mostrato l’Iran trasferire un gran numero di carri armati e obici semoventi in una zona di confine per le manovre militari. Khatibzadeh ha anche detto che i commenti di Aliyev vanno contro la natura favorevole delle relazioni tra Teheran e Baku, sottolineando che le esercitazioni sono state necessarie per contribuire alla «calma e stabilità dell’intera regione».

Aliyev ha anche obiettato ultimamente su come i camion iraniani hanno preso un percorso attraverso un angolo dell’Azerbaigian per trasportare rifornimenti ai territori del Karabakh ancora controllati dagli armeni. Le autorità azere hanno iniziato a far pagare agli autisti di questi camion una “tassa” stradale, mentre due autisti sono stati arrestati. L’Iran ha detto che il trasporto è condotto da aziende private, e che lo stato iraniano non ha alcuna mano nell’uso della rotta.

La Repubblica islamica dell’Iran e l’Azerbaigian, stato laico a maggioranza musulmana, condividono un confine di circa 700 chilometri e normalmente godono di relazioni tranquille. L’Iran si mantiene neutrale per quanto riguarda il conflitto tra Armenia e Azerbaigian, ma il regime ha regolarmente appoggiato la posizione dell’Azerbaigian che, per Teheran ha il diritto di reclamare i territori che sono azeri per il diritto internazionale; infine ci sono circa 15 milioni di iraniano-azeri tra gli 84 milioni di abitanti dell’Iran, che vivono principalmente nelle province nord-occidentali del paese.

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