Erevan, 24 set 08:32 – (Agenzia Nova) – I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian, Zohrab Mnatsakanyan e Elmar Mammadyarov, si sono incontrati ieri sera a New York, alla presenza dei copresidenti del gruppo Minsk dell’Osce Igor Popov (Russia), Stéphane Visconti (Francia) e Andrew Schofer (Stati Uniti). Focus dell’incontro, cui ha partecipato anche il rappresentante personale del presidente in esercizio dell’Osce Andrzej Kasprzyk, un nuovo round di colloqui sul conflitto del Nagorno-Karabakh. Durante la discussione, riferisce il dicastero degli Esteri di Erevan, la parte armena ha sottolineato i continui sforzi, anche attraverso l’introduzione e il rafforzamento di adeguati meccanismi, per rafforzare il cessate il fuoco e ridurre le tensioni. È stata inoltre sottolineata la necessità di misure coerenti, anche mediante l’attuazione degli accordi precedentemente raggiunti, per creare un clima di fiducia. Per quanto riguarda i cittadini armeni in custodia in Azerbaigian, la parte armena ha sottolineato la necessità di garantire un loro ritorno in patria. Mnatsakanyan ha attribuito importanza a garantire la proporzionalità degli impegni che le parti assumeranno nel quadro della risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh e ha ribadito la posizione e gli approcci di principio dell’Armenia in questo processo. Le parti hanno delineato i passi futuri in questa direzione, tra cui la visita dei copresidenti nella regione e lo svolgimento di una riunione regolare a livello dei ministri degli Esteri. (segue) (Res)
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2019-09-24 17:27:052019-09-24 17:27:05Nagorno-Karabakh: incontro ministri Esteri Armenia-Azerbaigian a New York, ridurre le tensioni (Agenzianova 24.09.19)
“Quello che fa qui, in Armenia, la Chiesa italiana purtroppo non è conosciuto affatto in Italia a partire dagli stessi italiani. Eppure viaggiando in questi luoghi, ci rendiamo conto che è una presenza costante e importantissima che cambia e migliora la vita di tante persone”. Matteo Calabresi è il responsabile del Servizio Promozione per il sostengo economico alla Chiesa grazie ai fondi dell’8xmille. Fa parte di una delegazione di giornalisti legati alla Fisc (la Federazione italiana dei settimanali cattolici), in viaggio per l’Armenia per raccontare le “buone notizie” dei progetti realizzati grazie appunto all’8xmille. Si tratta di un impegno capillare in tutta l’Armenia a favore soprattutto delle due fasce di popolazione più vulnerabili, gli anziani e i bambini, in un Paese in cui la mancanza cronica di occupazione spinge la popolazione più giovane a lasciare il Paese. Un esodo che sta svuotando interi villaggi. Grazie ai fondi 8xmille gli operatori della Caritas sono riusciti a realizzare ad Artashat un progetto di assistenza domiciliare per gli anziani e il centro “Piccolo Principe”, per la protezione e sostegno ai bambini e alle loro famiglie. A Gyumri invece opera il centro diurno di Accoglienza sempre per anziani e il progetto “Caldo inverno” per il riscaldamento delle loro case. A Ashotsk invece l’Ospedale Redemptions Mater grazie ai camilliani serve in un territorio isolato e abbandonato 13mila persone garantendo l’assistenza e la cura sanitaria.
Viaggio della Fisc in Armenia per raccontare i progetti sostenuti grazie ai fondi dell’8xmille. Matteo Calabresi: “Certo. Si può sempre fare di più. Per la carità i bisogni sono infiniti. Però quello che si fa, è un segno importante. Gli interventi della chiesa italiana sono tra i più importanti al mondo. Sono 10 anni che faccio questo lavoro. Ho visitato tantissimi progetti in tantissimi paesi e vedo che gli italiani con la chiesa italiana sono presenti nei punti più poveri del mondo. Dal Madagascar al Brasile”. È “una presenza costante e importantissima perché cambia e migliora la vita di tante persone”
“Quello che fa qui, in Armenia, la Chiesa italiana purtroppo non è conosciuto affatto in Italia a partire dagli stessi italiani. Eppure viaggiando in questi luoghi, ci rendiamo conto che è una presenza costante e importantissima che cambia e migliora la vita di tante persone”. Matteo Calabresi è il responsabile del Servizio Promozione per il sostengo economico alla Chiesa grazie ai fondi dell’8xmille. Fa parte di una delegazione di giornalisti legati alla Fisc (la Federazione italiana dei settimanali cattolici), in viaggio per l’Armenia per raccontare le “buone notizie” dei progetti realizzati grazie appunto all’8xmille. Si tratta di un impegno capillare in tutta l’Armenia a favore soprattutto delle due fasce di popolazione più vulnerabili, gli anziani e i bambini, in un Paese in cui la mancanza cronica di occupazione spinge la popolazione più giovane a lasciare il Paese. Un esodo che sta svuotando interi villaggi. Grazie ai fondi 8xmille gli operatori della Caritas sono riusciti a realizzare ad Artashat un progetto di assistenza domiciliare per gli anziani e il centro “Piccolo Principe”, per la protezione e sostegno ai bambini e alle loro famiglie. A Gyumri invece opera il centro diurno di Accoglienza sempre per anziani e il progetto “Caldo inverno” per il riscaldamento delle loro case. A Ashotsk invece l’Ospedale Redemptions Mater grazie ai camilliani serve in un territorio isolato e abbandonato 13mila persone garantendo l’assistenza e la cura sanitaria.
Calabresi, cosa l’ha colpita di più di questa terra?
Ho conosciuto una povertà molto simile ai paesi meno sviluppati. Una realtà che non mi aspettavo. Quello che mi ha colpito di più, è la solitudine in cui vivono qui le persone e in particolare gli anziani. In Africa o in Sud America siamo sicuramente di fronte a povertà estreme ma c’è sempre una famiglia allargata che rimane vicina. Qui invece abbiamo visto una solitudine assoluta. Ma abbiamo anche conosciuto persone estremamente dignitose.C’è un orgoglio nazionale molto radicato e il cristianesimo fa parte dell’identità di questo popolo. Mi sembra che ci sia una grande speranza in questa Chiesa e per questo Paese.
Come si scelgono i progetti da finanziare?
Con i soldi che noi eroghiamo ogni anno per gli interventi caritativa al Terzo Mondo pari ad un costo di 40 milioni di Euro, si riescono a fare molte cose. La procedura è chiara. Le ong, appoggiandosi alla Chiesa locale, formulano una domanda di progetti all’ufficio Cei per gli interventi caritativi al terzo mondo. La domanda viene valutata da un Comitato e se approvata, con una procedura trasparente e di rendiconto, si inviano tranche per tranche i soldi per il progetto.
Potremmo fare di più?
Certo. Si può sempre fare di più. Per la carità i bisogni sono infiniti.
Però quello che si fa, è un segno importante. Gli interventi della chiesa italiana sono tra i più importanti al mondo. Sono 10 anni che faccio questo lavoro. Ho visitato tantissimi progetti in tantissimi paesi e vedo che gli italiani con la chiesa italiana sono presenti nei punti più poveri del mondo. Dal Madagascar al Brasile.
Di fronti ai mali del mondo, questi progetti, seppur importanti, sembrano una goccia nell’oceano. Si sente scoraggiato?
Perché scoraggiato? Quando si avviano progetti così belli, torno al contrario, con grande speranza.
Questi progetti sono poco conosciuti. Sembra quasi che ci sia un disagio in Italia a parlare di 8xmille. Come pensate di superarlo?
È una domanda che ci stiamo chiedendo da anni. Sembra quasi una famiglia in cui i bambini non sanno nulla del modo in cui vengono spesi i soldi. Non siamo però bambini e credo che tutti dobbiamo chiederci come la Chiesa realizza i progetti che vediamo o come vengono finanziati gli oratori dove mandiamo i nostri figli.
Nessuno si chiede come si pagano queste spese.
Quindi cosa state facendo?
Noi, per esempio, stiamo incentivando dei corsi di formazione in tutte le parrocchie. Le ricerche ci dicono che da una parte i fedeli per pudore non chiedono e dall’altra i sacerdoti stentano a parlare perché hanno paura di toccare un argomento scomodo. Quando invece, grazie agli incaricati diocesani, si fanno questi corsi di formazione, i riscontri sono tutti positivi.
Si scopre che non c’è nulla da nascondere, che non c’è nessuno scheletro nell’armadio e che è possibile ritrovarsi in un rapporto di fiducia nuovo.
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2019-09-24 15:47:192019-09-26 15:50:12Armenia. Calabresi: “Una presenza nel mondo che cambia e migliora la vita” (Ceinews 24.09.19)
Istanbul (Agenzia Fides) –Esponenti della Commissione del Patriarcato armeno apostolico di Costantinopoli incaricata di coordinare e accompagnare l’intero processo per l’elezione del nuovo Patriarca hanno espresso l’auspicio che non siano poste restrizioni alla lista dei potenziali candidati alla carica patriarcale. L’auspicio è stato espresso in particolare dai Vescovi che ricoprono ruoli autorevoli nel Patriarcato, compresi l’Arcivescovo Aram Ateşyan – per lungo tempo “locum tenens” del Patriarcato, durante gli anni di malattia invalidante del Precedente Patriarca Mesrob II Mutafyan, scomparso lo scorso marzo – e l’Arcivescovo Sahak Masalyan, incaricato di coordinare l’intero processo elettorale, con il titolo di “Degabah” (fiduciario). Tutti e due gli Arcivescovi hanno manifestato il proprio desiderio che vengano riproposte le stesse direttive utilizzate nelle precedenti elezioni patriarcali, senza porre artificiali limitazioni alla rosa di possibili candidati.
L’applicazione del decreto che determina le procedure per l’elezione del nuovo Patriarca armeno di Costantinopoli, in via di elaborazione da parte del Ministero degli interni turco, sarà volta a regolare il processo elettorale. Il precedente giuridico utilizzato come punto di riferimento negli ultimi decenni è una procedura risalente al 1961. Da allora, riferisce il giornale bilingue armeno-turco Agos, i Decreti per lo svolgimento dell’elezione patriarcale non hanno mai escluso dal processo elettorale i potenziali candidati nati in Turchia ma residenti all’estero.
All’inizio di agosto, come riferito dall’Agenzia Fides (vedi Fides 9/8/2019), era stata fissata la tabella di marcia che porterà all’elezione dei successore di Mesrob. La Commissione delegata a preparare l’elezione del Patriarca degli armeni della Turchia aveva stabilito di proporre alla Prefettura di Istanbul le giornate del 7, 8 e 11 dicembre 2019 come date in cui si svolgeranno le fasi finali dell’elezione patriarcale. Secondo il calendario proposto, il 7 dicembre saranno eletti i delegati religiosi chiamati a scegliere il nome del nuovo Patriarca nella lista dei potenziali candidati. L’8 dicembre si terranno le elezioni dei delegati civili. Infine, l’11 dicembre, i delegati eletti si riuniranno per partecipare all’elezione vera e propria del futuro Patriarca.
Intanto la Fondazione Hrant Dink, che porta il nome del giornalista turco di origine armena assassinato nel 2007, ha pubblicato il rapporto annuale relativo ai messaggi discriminatori apparsi sui mezzi di comunicazione turchi nel 2018. Dal rapporto emerge che ancora una volta i principali bersagli di espressioni a carattere discriminatorio veicolati dai media turchi lo scorso anno sono stati ebrei, armeni e siriani. (GV) (Agenzia Fides 23/9/2019)
Torna in scena la tecnologia LO.LA. messa a punto dal Conservatorio di musica “Giuseppe Tartini” di Trieste con la rete GARR: martedì 24 settembre riflettori su un nuovo concerto a distanza reso possibile anche grazie a questo supporto tecnico, con un risultato a dir poco prodigioso. Dalle 19 alle 20, infatti, all’Università Ca’ Foscari di Venezia (Aula Magna Silvio Trentin, Ca’ Dolfin), filo diretto con l’Armenia, ad oltre 5000 chilometri di distanza, per il concerto che collegherà la città lagunare alla capitale armena, Yerevan. Attraverso il concerto Connecting with Culture, patrocinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, la musica valicherà i confini geografici unendo culture differenti: due prestigiosi cori si esibiranno con un repertorio di musica sacra, i Solisti della Cappella Marciana a Venezia e l’Hover State Chamber Choir a Yerevan, Armenia. Cantare insieme a questa distanza, con un collegamento che attraversa 7 Paesi europei, è una vera sfida ma è resa possibile grazie alla collaborazione tra le e reti dell’istruzione e della ricerca. LoLa (Low Latency) è un’innovazione tutta italiana nata dalla cooperazione tra la rete GARR e il Conservatorio di musica Tartini di Trieste, e permette ai musicisti di eseguire performance live indipendentemente dalle distanze geografiche grazie alle elevate prestazioni della rete della ricerca. Il concerto si inserisce nel quadro della conferenza EaPEC2019 sulle e-infrastructure del partenariato orientale dell’Unione Europea, quest’anno ospitata nella capitale armena. LoLa è un sistema di videoconferenza ad altissima qualità, composto da un hardware per l’acquisizione audio-video e da un software che gestisce l’integrazione e ottimizzazione dell’acquisizione, presentazione e trasmissione dei flussi audio e video. Il sistema è caratterizzato da un’interfaccia utente estremamente semplice e dalla massima trasparenza in modo da assomigliare molto più ad un ambiente naturale piuttosto che a uno strumento artificiale.
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2019-09-23 17:28:492019-09-24 17:31:20Dall'Armenia a Venezia concerto a distanza (Il Friuli 23.09.19)
Erevan, 23 set 10:00 – (Agenzia Nova) – Il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, si è recato a Los Angeles nel quadro della sua visita ufficiale negli Stati Uniti. Lo riferisce il servizio stampa del governo di Erevan, aggiungendo che il premier del paese caucasico è stato accolto al municipio cittadino per poi avere un colloquio bilaterale con il sindaco, Eric Garcetti. “La comunità armena a Los Angeles è molto attiva nella vita pubblica: la nostra città è gemellata con Erevan, e siamo determinati a rafforzare la cooperazione bilaterale nel prossimo futuro”, ha detto il sindaco. Il premier, di contro, ha dichiarato che “circa metà della mia agenda sarà dedicata all’organizzazione di incontri tesi ad espandere la cooperazione con Los Angeles e con la California in generale. “Per adesso abbiamo avuto buoni risultati in termini di crescita economica, lotta alla corruzione e avanzamento tecnologico”, ha aggiunto Pashinyan. (Res)
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n Armenia i medici non riescono a fare una diagnosi alla 22enne Satenik Karazyan, nei cui occhi si formano cristalli al posto delle lacrime, riporta il canale televisivo Mir 24.
I primi sintomi della ragazza sono comparsi due mesi fa. Inizialmente Satenik pensava che le fosse caduta della polvere negli occhi dopo una visita da un dentista. I familiari avevano ipotizzato che nell’occhio fossero finiti frammenti di vetro, riporta l’edizione armena di Sputnik. Tuttavia ogni giorno appena alzata la ragazza è costretta a togliersi dai suoi occhi cristalli affilati. In un giorno può lacrimare fino a 50 cristalli.
“Ora la mia vita è diventata un inferno”, ha detto la ragazza ai giornalisti, lamentandosi del dolore che sente nei suoi occhi.
Satenik si era rivolta ad un oculista, tuttavia non era riuscito a diagnosticare la malattia. La famiglia aveva portato la ragazza dai dottori di una città vicina, poi sono andati fino alla capitale Yerevan, tuttavia nessuno è riuscito a capire e spiegare questa lacrimazione.
Secondo quanto raccontato dai familiari, alcuni medici non credevano alle lamentele di Satenik perchè non avevano mai visto sintomi del genere.
“Quando siamo andati ad Yerevan, un medico ci ha mandato da un neuropatologo, ci ha ricevuto. Ha estratto i cristalli. Poi abbiamo chiesto di uscire per mangiare qualcosa, siamo tornati cinque minuti dopo, e di nuovo alcuni cristalli sono usciti dall’occhio di Satenik. Poi il dottore ha detto di non crederci e ci ha chiesto di uscire”, ha detto la suocera della ragazza.
I medici hanno prescritto gocce e antibiotici al paziente, ma a causa di questi farmaci le sue condizioni sono peggiorate e Satenik ha smesso di assumerli.
Secondo Sputnik Armenia, recentemente i cristalli sono stati inviati in laboratorio. Non si sa quando i risultati saranno noti.
Il ministero della Salute del Paese si è interessato alla malattia di Satenik: nel dicastero si sono svolte già 2 riunioni con il capo consigliere del ministero, l’oftalmologo Artashes Zilfyan.
Una società informatica in Armenia è stata accusata di aver utilizzato illegalmente la rete elettrica per minare criptovalute.
150.000$ in energia elettrica
Il 21 settembre, in un annuncio del servizio di sicurezza nazionale armeno, la società è stata accusata di aver minato illegalmente criptovaluta all’interno di una centrale centrale idroelettrica.
Secondo quanto riportato dall’agenzia statale, la compagnia avrebbe installato dei dispostivi di mining all’interno di una delle centrali idroelettriche del territorio, consumando illegalmente 1,5 milioni di kilowattora di elettricità, per un valore di oltre 150.000$, nel corso di circa un anno e mezzo
Mining illegale in Cina
Come riportato a settembre da Cointelegraph, i regolatori della provincia autonoma cinese della Mongolia Interna hanno emesso un avviso in cui viene chiesta la “riordinazione” delle società di mining della regione.
Diversi dipartimenti della Mongolia Interna ritengono sia necessario rettificare l’industria del mining all’interno della provincia. Tra questi vi sono la Commissione per lo sviluppo e le riforme, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, il Ministero dell’Industria, l’Ufficio Finanziario e l’Ufficio Big Data.
Secondo alcuni dati raccolti a fine maggio, la Cina era responsabile del 70% delle attività di mining di BTC globali. Al tempo, è emerso che i regolatori cinesi stavano indagando su alcune attività di mining illegali nel Sichuan, regione dove si trovano la maggior parte delle mining farm della nazione per via dell’elettricità generata dal bacino del fiume Dadu.
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2019-09-22 09:54:492019-09-23 14:55:59Armenia: società informatica rubava energia elettrica per minare criptovalute (cointelegraph.com 22.09.19)
Viaggio tra i progetti in Armenia sostenuti dall’8xmille della Chiesa italiana. A Gyumri un centro diurno di cura per gli anziani e ad Ashotsk un Ospedale gestito da un padre camilliano italiano. Una regione distrutta dal terremoto che ancora oggi fa i conti con la caduta dell’Unione Sovietica. La Chiesa cattolica qui è un “segno” di amore donato a tutti e in modo disinteressato
Il terremoto del 1988 ha distrutto tutto. Gyurmi era una città fantasma, rasa al suolo. 25mila i morti accertati. Ma le vittime furono molte di più. Fu una catastrofe che ha messo in ginocchio la popolazione. Nonostante le promesse, 3mila persone vivono ancora nei container. Siamo nel nord dell’Armenia a confine con la Georgia. Dopo soli tre anni dal terremoto il crollo dell’Unione Sovietica è la botta finale. Le industrie che qui il regime aveva fatto costruire, chiudono. La popolazione che con il sisma aveva perso tutto, ora si ritrova senza una occupazione. Sono stati anni difficilissimi. I giovani se ne vanno. I villaggi si svuotano. La povertà di chi rimane è infinita.
È qui nella città di Gyurmi che si trova la sede della Caritas Armena. Ci lavorano oggi 200 persone e sono 55 i progetti realizzati in tutto il Paese. Progetti a favore dell’infanzia, a sostegno degli anziani, per i disabili e i migranti. Sono 6mila i rifugiati dalla Siria. Ma non ci sono solo loro: ci sono anche gli armeni che hanno tentato una nuova vita all’estero. Per farlo hanno venduto tutto e quando sono stati costretti dalla crisi a ritornare a casa, sono ritornati avendo però perso tutto. “Lo scopo del nostro lavoro – racconta Anahit Gevoegyan, project manager Caritas – è generare un cambiamento di vita nelle persone promuovendo dalla base un contributo allo sviluppo e alla giustizia sociale del paese”. “Il problema più importante – aggiunge Gagik Tarasyan, direttore della Caritas Armena – è la mancanza di lavoro che genera povertà ed emigrazione”. I giovani non restano. Cercano fuori una speranza di vita. Il nostro obiettivo è fermare questo esodo di massa ma per convincerli a rimanere occorre promuovere sviluppo e soprattutto possibilità di lavoro”.
Se i giovani partono, i genitori si invecchiano soli. Sono tanti qui gli anziani che hanno bisogno di assistenza ma soprattutto di qualcuno che tende loro una mano non lasciandoli soli. È per questo motivo che a Gyurmi la Caritas ha avviato un Centro diurno per anziani. Lo può fare grazie anche ai fondi dell’8xmille che i contribuenti danno alla chiesa cattolica. Un aiuto di 89mila euro per tre anni che riescono a dare un sorriso a queste persone. Gli anziani accendini la musica e si mettono a ballare. C’è chi gioca a scacchi e chi alle carte. “Questa è la loro casa. Qui possono incontrare gente. Parlare. Mangiare. Lavare e stirare la biancheria. Curarsi”, dice un operatore. Il centro si occupa di 60 anziani ma c’è anche un servizio di assistenza a domicilio che permette a 120 persone a anziane di essere seguite e curate.
Ci vuole un’ora di macchina per raggiungere Ashotsk da Gyumri. La strada è dissestata. Siamo su un altopiano a 2mila metri di altezza dove all’orizzonte non c’è nulla. Solo aquile e mucche qua e là fanno compagnia al viaggiatore. Il resto sono colline di colore giallo. È qui che ad un certo punto sbuca praticamente dal nulla l’Ospedale Redemptoris Mater dei Camilliani. Un edificio di 5mila metri quadri tutto a piano terra per evitare che i cali di elettricità possano bloccare gli ascensori. Ad accogliere una delegazione di giornalisti italiani (in Armenia per raccontare i progetti 8xmille della chiesa italiana) c’è padre Mario Cuccarollo vicentino, direttore amministrativo dell’ospedale. Con il terremoto poi il crollo dell’Unione Sovietica anche questo territorio è diventato una zona franca. I camilliani hanno accettato la sfida di tenere aperto l’ospedale. Un’ impresa coraggiosa che rappresenta l’unica possibilità per questa gente di accedere a cura sanitarie ma che ogni anno costa 650mila euro, vissuta sul filo di lana o come dice padre Mario “con l’acqua alla gola” ma sempre nella certezza che la Provvidenza arriva ed è sempre puntuale.
L’ospedale conta oggi 140 dipendenti e serve un bacino di 13mila persone ma arrivano qui a curarsi anche dalla capitale Yerevan e addirittura dalla Georgia perché qui i trattamenti medici costano pochissimo o sono addirittura gratuiti in un paese dove la sanità è a pagamento. Gratuiti sono la pediatria, la maternità, il pronto soccorso così come le visite nei 21 ambulatori distribuiti in tutti i villaggi del territorio e coordinati dall’ospedale. Le malattie più comuni sono quelle legate alla povertà. Arrivano bimbi con disturbi gastro intestinali a causa della poca igiene o addirittura affetti di rachitismo per una cattiva alimentazione e talmente debilitati da non riuscire a tenersi in piedi. D’altronde qui si vive di pastorizia. Anche i bambini vanno al pascolo. E il lavoro è pagato pochissimi con paghe che non superano i 5 euro al giorno. Anche qui in questo luogo sperduto è arrivato il contributo dell’8xmille italiano. La Cei ha donato a questo progetto, nel 2015, 600mila euro per tre anni e nel 2018 ha stanziato 300mila per altri tre anni. ‘Quando i miei superiori mi hanno chiesto di venire qui mi hanno dato solo 10 minuti per pensarci. Ho detto di si è sono rimasto qui 30 anni”, racconta padre Mario. “La nostra presenza qui è un segnale. Di amore a questa terra e a questo popolo dato a tutti e in modo disinteressato”.
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2019-09-20 13:38:402019-09-21 13:40:14In Armenia alla scoperta dei progetti sostenuti dall’8xmille: dal centro di cura per anziani all’Ospedale Redemptoris Mater (Agenzia SIR 20.09.19)
Erevan, 20 set 13:01 – (Agenzia Nova) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato una lettera di congratulazioni all’omologo armeno, Armen Sarkissian, in occasione dell’imminente Giornata dell’indipendenza del paese caucasico. Lo ha annunciato oggi il servizio stampa della presidenza di Erevan. “Colgo questa occasione per congratularmi a nome del popolo italiano e augurare un futuro prospero alla Repubblica d’Armenia: i nostri rapporti bilaterali sono ottimi, e si basano storicamente su valori di amicizia e rispetto reciproco”, si legge nella lettera.
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2019-09-20 13:31:052019-09-21 13:31:38Italia-Armenia: Mattarella, congratulazioni a omologo Sarkissian per indipendenza paese (Agenzianova 20.09.19)
Dall’intervento di ringraziamento di S.E. L’ambasciatrice della Repubblica d’Armenia in Italia, Victoria Bagdassarian, in occasione della concessione della cittadinanza onoraria di S.Giorgio dl Sannio (Benevento), durante la cerimonia di consegna del Premio Internazionale Giornalistico-Letterario “Marzani”, 12a Edizione: “(…) Nel ringraziare l’organizzazione della Associazione Campania Europa Mediterraneo e il Comune di San Giorgio del Sannio, vorrei sottolineare l’impegno di tutti i premiati per il loro prezioso lavoro, perché sia uno stimolo alla continuazione di un prestigioso percorso professionale, per una continua crescita e impegno sociale.
Ringrazio per avermi onorata con la concessione della cittadinanza onoraria di San Giorgio del Sannio, apprezzo particolarmente questo riconoscimento e sono lieta di poter contribuire con il mio lavoro, nel favorire la comunione interculturale nell’ottica della promozione delle già eccellenti relazioni storiche, e di amicizia, esistenti fra i popoli italiano e armeno. Infine, e non certo per importanza, sono certa di parlare a nome dell’intero popolo armeno, sono infinitamente grata al Consiglio Comunale di San Giorgio per lo straordinario gesto di umanità, solidarietà e coraggio, che ha dimostrato con la delibera per il riconoscimento del genocidio del popolo armeno.
San Giorgio del Sannio si unisce così agli oltre 140 Comuni, Province e Regioni italiane che hanno ufficialmente riconosciuto i genocidio armeno, a conferma della sensibilità del popolo italiano verso questo tema. Fatto per altro già dimostrato lo scorso 10 aprile di quest’anno, quando la stessa Camera dei Deputati del Parlamento italiano, ha approvato all’unanimità la risoluzione per i riconoscimento del genocidio armeno. E’ importante il riconoscimento storico e culturale, e la condanna del genocidio armeno, da parte della comunità internazionale, anche e soprattutto a distanza di cento anni, in quanto testimonia la vittoria della giustizia della storia. Se quello che considerato il primo genocidio del secolo scorso, fosse stato a suo tempo riconosciuto e condannato, credo che i successivi crimini contro l’umanità forse non sarebbero avvenuti, ne assisteremmo oggi a quanto sta purtroppo succedendo in diverse parti del mondo, sotto i nostri occhi.
Con l’approvazione di questa delibera, San Giorgio del Sannio ha evidenziato la propria fedeltà ai valori universali, apportando il suo significativo contributo alla no bile causa della prevenzione dei crimini contro l’umanità. Grazie ancora e buon lavoro a tutti”.
http://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.png00adminwphttp://www.comunitaarmena.it/wp-content/uploads/2022/08/Logo_armenia-04-1-300x92.pngadminwp2019-09-20 13:27:212019-09-21 13:28:46San Giorgio del Sannio – Ambasciatrice dell’Armenia celebra l’impegno per il dialogo interculturale (Assadakah 20.09.19)
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