Anche la Diocesi di Albano in visita in Armenia rappresentata da don Paone (Ilcaffetv 20.09.19)

Anche la Diocesi di Albano è rappresentata dal pellegrinaggio che la Federazione Italiana Settimanali Cattolici ha organizzato in Armenia. Presente con don Alessandro Paone, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Diocesano e nuovo parroco ad Ardea, nelle due parrocchie dei quartieri Pian di Frasso e Castagnetta, dopo tanti anni di servizio a Pavona nella chiesa di Sant’Eugenio I° Papa. “A circa 50 km da Yerevan, capitale dell’Armenia, sorge una piccola città di nome Artashat, dice don Alessandro, dove la chiesa cattolica armena ha aperto un centro diurno in cui 42 bambini, seguiti da operatori e volontari, giocano, studiano e crescono e soprattutto possono sorridere. La struttura dal nome Piccolo Principe è una delle opere finanziata con i fondi dell’8xmille: una firma che diventa speranza e sopravvivenza per molti. Qui abbiamo incontrato bambini dai 7 ai 17 anni. Questa per loro non è una semplice struttura, è una vera e propria casa. Sono bambini e ragazzi senza padre o madre, con genitori che non lavorano o con situazioni particolari. Sono figli che senza qualcuno che li accoglie vivrebbero in mezzo alla strada. Il vescovo del posto Mnassian ci ha detto : “Quei soldi dell’otto per mille, danno una speranza di vita a coloro che più ne hanno bisogno. Per voi è una cifra esigua, per noi una vita”. Poco distante dai bambini c’è la Caritas che si occupa anche dei più anziani. “Qui la pensione sociale è di circa 26euro mensili. Riprende don Alessandro, Con un altro progetto sono arrivati altri fondi dall’italia sempre attraverso l’8xmille. A 60 anziani viene portato un pacco di viveri di prima necessità due volte al mese e negli inverni dove le temperature arrivano a -20°C viene portata della legna per scaldare le fatiscenti baracche con tetto in eternit. A nord del paese, nella periferia di Gyumri, è stato realizzato un ospedale prefabbricato. La zona si raggiunge attraverso una strada di montagna che sembra una mulattiera. Un’ora e mezza di viaggio in auto. Entrando nella struttura si incontrano volti sorridenti. Qui tutto sembra nuovo anche se da quasi 30 anni questi pannelli resistono al freddo che sfiora i -40°C. Anche questa di opera è stata realizzata dalla Chiesa cattolica Armena e va avanti grazie a donazioni di privati, dei padri camilliani che gestiscono la struttura, ai fondi dell’8xmille e ad una parte di fatturato”. In queste terre come ha sottolineato la comitiva italiana ed europea che la sta visitando, la popolazione è molto povera, per questo è stato scelto di non far pagare nulla o quasi a chi arriva per una visita medica. Oltre all’ospedale, sempre attraverso lo stesso progetto, sono stati realizzati 21 ambulatori sparsi nei piccoli paesi limitrofi. “Andare in Armenia non è scoprire la grande povertà di un paese schiacciato dalle nazioni confinanti, andare in Armenia è scoprire che è possibile donare speranza” conclude il sacerdote dei Castelli Romani.

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Roma-Istanbul tra calcio e politica: una partita che spezza i confini (Romanews.eu 19.09.19)

ROMA ISTANBUL ARMENIA TURCHIA – La partita di stasera tra Roma e Istanbul Basaksehir nasconde una sottotrama che vede come protagonista uno dei nuovi acquisti realizzati dai giallorossi nell’ultima sessione di calciomercato: Henrikh Mkhitaryan. La stella del calcio armeno, qualora Fonseca dovesse decidere di schierarlo, si troverà di fronte la squadra più vicina al governo turco, essendo il Basaksehir nota per essere la squadra preferita da Erdogan.

Quella di Armenia e Turchia è una storia fatta di guerre, massacri, rapporti conflittuali o inesistenti. Una storia dove riecheggia la parola “genocidio”, gridata, con rabbia, dal mondo.  Il “Grande Male”, così definito dagli armeni, avvenuto durante la Prima Guerra Mondiale, quando centinaia di migliaia di armeni furono vittima delle sevizie o dei fucili dell’allora Impero Ottomano, non è mai stato riconosciuto ufficialmente dalla Turchia. Pur ammettendo le efferatezze commesse, infatti, il governo turco ha sempre rifiutato l’idea che un massacro svolto per sterminare un’intera etnia possa macchiare le radici della Repubblica, minacciandone “l’identità nazionale”. Nonostante lo scenario geopolitico sia cambiato nell’ultimo secolo, il conflitto tra i due popoli e le due nazioni non si è mai spento del tutto.

Come spesso accade, nonostante sia forse maggiormente noto per gli scontri che è in grado di generare, il calcio ha vestito la parte di ambasciatore per la pace, grazie anche alla complicità del destino. Infatti, in occasione dei sorteggi per le qualificazioni ai mondiali del 2010 in Sud Africa, il caso ha voluto che Turchia e Armenia fossero estratte nello stesso girone, destinandole quindi a una doppia sfida dal sapore storico. I presidenti dei due paesi assistettero insieme, dagli spalti, alle gare andate in scena nel 2008-2009, proprio in un periodo in cui la Turchia era interessata ad allentare la tensione con l’Armenia per favorire un eventuale ingresso nell’Unione Europea. I discreti rapporti, considerato il difficile passato, tra i due paesi si interruppero di fatto quando, nel 2014, Erdogan divenne presidente turco.

Ancora una volta, quindi, il destino si è reso protagonista quando ha sorteggiato l’Istanbul Basaksehir, squadra molto vicina ad Erdogan, nello stesso girone della Roma. Tra i giallorossi, infatti, milita quello che è ritenuto il più grande giocatore del calcio armeno, Henrikh Mkhitaryan, ufficializzato dalla società di Pallotta poche ore dopo le urne di Montecarlo. Per il trequartista, che non ha partecipato alla finale di Europa League tra Arsenal e Chelsea, svoltasi a Baku, capitale azera, proprio a causa della sua nazionalità, quelle contro l’Istanbul Basaksehir saranno gare inevitabilmente particolari. Tuttavia, non sarà il battesimo di Mkhitaryan contro squadre turche. La stella dell’Armenia ha infatti già trovato sulla sua strada Galatasaray, contro il quale sono arrivati due successi in Champions League, e Fenerbache, che invece trionfò nel precedente di Europa League, quando l’armeno vestiva maglie diverse da quella giallorossa.

La Roma, a modo suo, si è ritagliata un ruolo nel dimostrare la possibile coabitazione tra le nuove generazioni di armeni e turchi. Tra le fila giallorosse, infatti, si annoverano anche Under, che la Roma ha prelevato due anni fa, guarda caso, proprio dall’Istanbul Basaksehir, e Cetin, giunto invece in estate dal Gençlerbirligi. In particolare, Under e Mkhitaryan, entrambi orgoglio calcistico dei rispettivi paesi, condivideranno anche la zona del campo, giocando spesso insieme sulla trequarti giallorossa. Turchia e Armenia, unite dal destino per la causa della Roma.

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Armenia: nella periferia di Artashat la Chiesa a fianco dei poveri (Agensir 19.09.19)

Viaggio nella periferia di Yerevan, al confine con la Turchia, alla conoscenza di due progetti finanziati anche con l’8xmille donato dai contribuenti italiani alla Chiesa cattolica. “Non avete idea del bene che l’Italia fa per noi”, confida il vescovo Minassian ad un gruppo di giornalisti italiani della Federazione dei settimanali cattolici (Fisc): “Quei soldi danno una speranza di vita a coloro che più ne hanno bisogno. Per voi è una cifra. Per noi, una vita”

Lunghe strade sterrate. Campi sterminati dove non c’è niente. Villaggi di case costruite in mattone, con tetti in lamiera, purtroppo anche di eternit. Appena si esce fuori da Yerevan, la capitale dell’Armenia, si sprofonda in un infinito di povertà. All’orizzonte gli antichi monasteri delineano il paesaggio, Al loro interno conservano le reliquie dei santi e dei grandi protagonisti della storia armena,  si ergono con le loro croci sulle colline quasi come fari di una speranza di pace e futuro che qui non si è mai spenta.  E qui in questa periferia della periferia che la Chiesa cattolica ha deciso di puntare lo sguardo. vescovo armeno-cattolico Raphael Minassian  confessa:

“Come vedo un povero, dentro qualcosa mi dice: no, non lo posso lasciare indietro”.

Siamo ad Artashat, città che si trova ad una cinquantina di chilometri da Yerevan, al confine con la Turchia. All’orizzonte si staglia possente la cima innevata del Monte Ararat, dove secondo la narrazione biblica si fermò l’Arca di Noè.  In lontananza, sullo stesso orizzonte, si vedono le vedette sulle quali i militari russi sorvegliano la frontiera, proibendo qualsiasi transito in uscita e in entrata. Lo stesso avviene ad Est al confine con Azerbaigian, paese con il quale è in corso un conflitto latente per la contesa del territorio del Nagorno-Karabakh. Una guerra mai del tutto pacificata (nonostante la tregua) che costringe il paese a vivere in un clima di forte tensione.

E’ anche la  chiusura dei confini ad ovest e ad est del Paese a far sprofondare l’Armenia in una crisi economica seria impendendo il transito delle merci, lo sviluppo del commercio. Gli armeni parlano di un “genocidio bianco”.

Secondo gli analisti, il decollo dell’economia verso un più alto livello di benessere non può non prescindere da un miglioramento con la Turchia così come da un accordo definitivo con l’Azerbaigian. Intanto, la crisi sta mettendo alla prova le famiglie, soprattutto quelle che vivono nelle campagne.

Ed è qui in questa regione dove apparentemente non c’è nulla che la Chiesa cattolica armena con la Caritas ha attivato due progetti a favore delle due fasce della popolazione più vulnerabili: i bambini e gli anziani.  La sede della Caritas ad Artashat si trova nel quartiere più popolare del villaggio. Tra panni stesi e case dissestate, su una porta come tante altre, si fa notare una targa elegante e in argento con il nome della Caritas scritta in rosso e in armeno. Da qui, i volontari coordinano l’assistenza domiciliare per gli anziani della zona. Uno staff di una ventina di persone che ogni giorno fanno il giro, casa per casa, per andare a trovare gli anziani. Sono 60 le persone quotidianamente curate. Nelle loro case non c’è nulla. Non ci sono bagni. L’acqua corrente non  arriva. Vengono lavati, vestiti e in caso di malattie curati. Dal Centro Caritas ogni 15 giorni si smistano sacchi di viveri con dentro burro e formaggio, riso e zucchero e prodotti per l’igiene

Ma è la solitudine, spesso l’abbandono, il male più grande e i volontari ascoltano, sorridono, abbracciano.

Il progetto va avanti grazie ai soldi dell’8xmille, una donazione di 120mila euro che dai contribuenti Italiani arrivano qui. “Non avete idea del bene che l’Italia fa per noi”, confida il vescovo Minassian ad un gruppo di giornalisti italiani della Federazione dei settimanali cattolici (Fisc). “Quei soldi danno una speranza di vita a coloro che più ne hanno bisogno.  Per voi è una cifra. Per noi una vita”.

Poco più in là c’è il Centro “Piccolo Principe”. I bambini si sono messi in fila fuori dall’ingresso. Intonano una canzone e poi come benvenuto offrono una pizza da inzuppare nello zucchero. Sono felici. Ansiosi di presentarsi. Stringere mani. Hanno dai 7 ai 17 anni. Sono una quarantina.

Per loro qui è una seconda casa. Anzi la loro casa. Alle spalle – ci racconta il vescovo – hanno famiglie spezzate.

Alcuni di loro non hanno il padre. Alcuni non hanno la madre. Altri, orfani, vivono con i nonni. Una condizione che li rende vulnerabili.  Arrivano dopo la scuola e prima di immergersi nei compiti mangiano e fanno varie attività. Corsi di danza. Musica. Arte. Sport. All’inizio è stato il comune a segnalare i casi più delicati. Ora che il centro è conosciuto, i ragazzi vengono qui da soli.  Anche questo progetto non ci sarebbe se non ci fosse il contributo dell’8xmille della Chiesa italiana che per le attività del Centro eroga 50mila euro. E si sa che la solidarietà è contagiosa. Al piano di sopra ci sono macchine da cucire offerte da un gruppo di sacerdoti bresciani che servono per la produzione di calze ed offrono un’opportunità di lavoro per le famiglie di questi ragazzi. Gaiane Hovhannissian è la responsabile del centro ed è una educatrice. “Vogliamo seminare la laboriosità. Formare cioè gli uomini e le donne del nostro futuro a lavorare con anima e cuore. Ma quello che più conta, è che qui questi ragazzi non perdano mai il sorriso”.

“La Chiesa povera per i poveri”: così il vescovo Minassian definisce la presenza dei cattolici qui in Armenia.

“La Chiesa qui soffre e vive con i poveri ma lo fa con gioia. E’ questa la nostra testimonianza, la nostra missione qui in Armenia: portare il sorriso a quelli che soffrono. Questo è l’umile servizio al quale lavoriamo, per amore di Dio”.

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Armenia: confermata custodia cautelare dell’ex presidente Kocharyan (Agenzia nova 17.09.19)

Erevan, 17 set 14:49 – (Agenzia Nova) – Un tribunale di Erevan ha deciso oggi di respingere la mozione degli avvocati del secondo presidente dell’Armenia Robert Kocharyan per garantirne la scarcerazione preventiva e sospendere il procedimento penale. L’ex capo dello Stato armeno resterà quindi in custodia. I legali di Kocharyan hanno presentato una mozione alla Corte generale di Erevan a seguito della decisione della Corte costituzionale dell’Armenia, che ha chiesto di modificare la sua misura preventiva e sospeso il procedimento penale. La Corte costituzionale ha emesso il verdetto nei confronti dell’ex presidente in merito al suo arresto per l’accusa di aver tentato rovesciare l’ordinamento costituzionale durante i disordini avvenuti a Erevan nel 2008. Kocharyan ha chiesto alla Corte costituzionale di stabilire la costituzionalità del suo arresto. Il 4 settembre, la Corte costituzionale ha emesso un verdetto, approvando parzialmente la mozione di Kocharyan. La Corte costituzionale ha stabilito che l’articolo 35 del codice di procedura penale – quello che determina l’accusa nei confronti di Kocharyan – contraddice alcuni articoli della Costituzione. (Res)

Fisc: in partenza oggi per l’Armenia una delegazione di giornalisti. (Agenzia Sir 17.09.19)

Don Bianchi (presidente), “raccontare le periferie e il bene che la Chiesa italiana fa attraverso l’8xmille”

Parte oggi per l’Armenia una delegazione di giornalisti legati alla Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici. Sono i vincitori di un concorso al quale, come ogni anno, hanno partecipato numerose testate Fisc che hanno voluto, nei propri articoli, raccontare le  “buone notizie” dei progetti realizzati in Italia e nel mondo dalla Chiesa grazie ai fondi destinati dagli italiani attraverso l’8xmille. La delegazione della Fisc – guidata da Chiara Genisio, vicepresidente nazionale – sarà accolta a Yerevan dal vescovo armeno-cattolico Raphael Minassian. I giornalisti avranno la possibilità di visitare ad Artashat un progetto di assistenza domiciliare per gli anziani e il centro “Piccolo Principe”, per la protezione e sostegno ai bambini e alle loro famiglie. A Gyumri è prevista una visita al centro diurno di accoglienza Armenian Caritas, Caldo inverno, per anziani e i centri di cura per anziani. E a Ashotsk la visita della Fondazione e Ospedale Redemptions Mater. Il viaggio prevede anche un percorso lungo gli antichi monasteri del Paese, luoghi di spiritualità armena.

“L’obiettivo di questi viaggi – racconta al Sir don Adriano Bianchi, presidente nazionale della Fisc – è quello di fare il nostro mestiere e cioè raccontare. Lo faremo mettendoci in contatto diretto con una realtà, con una storia, con una comunità, con una Chiesa, con una terra dalla fede radicata, che sta vivendo ancora una situazione di povertà. E lo facciamo in modo che certe periferie non siano estranee all’Europa. Da questi popoli abbiamo molto da imparare, dalla loro esperienza di fede, dal loro cammino storico e da come hanno vissuto e superato le prove. La Fisc va in Armenia per condividere un pezzo di questa vita”.
Riguardo ai progetti finanziati con l’8xmille della Chiesa italiana, don Bianchi dice: “C’è in questo racconto il bene che attraverso l’8xmille alla Chiesa italiana si fa in luoghi sconosciuti. Ogni anno noi andiamo a raccontare dove vanno i soldi dati alla Chiesa italiana e cosa con quei soldi si sta concretamente realizzando. Poterlo raccontare significa uscire dallo slogan ‘Aiutiamoli a casa loro’, perché effettivamente qualcuno lo sta facendo e i risultati si vedono e si raccontano”. Farà parte della delegazione Fisc anche don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio degli interventi caritativi a favore dei Paesi del terzo mondo della Cei.

È già la Roma di Mkhitaryan: l’armeno incanta al suo debutto (calcio.fanpage.it 15.09.19)

Nella vittoria della squadra giallorossa sul Sassuolo, spicca la prima convincente prestazione del giocatore armeno con la maglia della Roma. L’ex Arsenal si è infatti presentato alla grande ai suoi nuovi tifosi, con una partita giocata con classe e personalità e con una rete da dedicare al padre Hamlet: scomparso nel 1996 a causa di un brutto male.

Dopo i pareggi con Genoa e Lazio, Paulo Fonseca si è tolto la soddisfazione della sua prima vittoria in campionato. Il successo contro il Sassuolo, arrivato al termine di una partita a tratti spettacolare, ha regalato al tecnico giallorosso un pomeriggio da ricordare e diverse conferme sulla bontà del suo lavoro e sulla qualità della rosa romanista. A strappare applausi al popolo giallorosso è stato soprattutto Henrikh Mkhitaryan: autore di un debutto da sette in pagella.

Schierato subito dietro Dzeko, il giocatore armeno ha infatti confermato la sua buona condizione fisica (già messa in mostra nelle recenti partite con la sua nazionale) e un feeling naturale con il resto della squadra. Il suo esordio, seguito anche in patria grazie ad una delle principali televisioni armene che ha acquistato i diritti delle partite della Roma, è stato inoltre bagnato anche dal suo primo gol italiano: un sinistro vincente che nel primo tempo ha bucato le mani a Consigli.L’armeno che va come un treno, come cantano i tifosi della Curva Sud, ha dato dunque dimostrazione di poter essere un giocatore decisivo anche nel nostro campionato. Quello che per molti era considerato una scommessa della dirigenza romanista, si è invece rivelato un giocatore in grado di garantire alla squadra di Fonseca quell’imprevedibilità e quelle opzioni di gioco offensivo che nella scorsa stagione erano mancate alla Roma.

Per l’ex Arsenal non poteva inoltre arrivare momento migliore per festeggiare il suo settimo esordio dopo le maglie indossate in Armenia, Ucraina, Germania e Inghilterra. Proprio nelle scorse ore, il nuovo numero 77 della Roma ha infatti celebrato l’anniversario della nascita del padre Hamlet: uno dei più grandi calciatori dell’Europa dell’Est del secolo scorso, scomparso nel maggio del ’96, a soli trentatré anni, per un tumore al cervello

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Mkhitaryan, esordio da brividi: in diretta in Armenia, nel ricordo del padre (Corrieredellosposrt 15.09.19)

ROMA – I selfie, le canzoni, le prime maglie vendute e tanto entusiasmo per il colpo last minute messo a segno dalla Roma. I tifosi aspettano in trepida attesa l’esordio di Henrikh Mkhitaryan con la maglia giallorossa, convinti delle qualità del giocatore e dell’apporto che potrà dare al reparto offensivo, decimato adesso dagli infortuni. Oggi contro il Sassuolo scenderà per la prima volta sul prato dell’Olimpico, oltre trentamila sguardi saranno puntati su di lui, aspettando di vedere un guizzo o un’invenzione palla al piede.

Roma, Fonseca: “Smalling out. Infortuni? Alcuni non normali, ma basta alibi”

Fonseca: “Infortuni? Alcuni non normali”

Il trequartista però sarà osservato speciale anche in Armenia, sua terra d’origine, che ha già predisposto tutti gli strumenti per il debutto di Henrikh con la maglia giallorossa. Il fuso orario di sole due ore più avanti rispetto all’Italia aiuterà i suoi connazionali a non perdersi Roma-Sassuolo, disponibile sugli schermi delle televisioni del paese. Perché una delle principali reti armene ha acquistato rapidamente i diritti delle partite della Roma, per ammirare il loro idolo cimentarsi nel campionato italiano e seguire per l’intera stagione le prestazioni del 77 giallorosso. Un numero di maglia che aveva portato durante il suo primo anno all’Arsenal, quando non potè prendere il 7 in Europa League perché già indossato nel nel torneo da Alexis Sanchez, poi passato al Manchester United.

Pallotta e Florenzi: “Buona fortuna alla Roma femminile”

Tutti pazzi per Mkhitaryan: la canzone dei tifosi per l’armeno

A proposito di sette, quello di stasera sarà il suo settimo esordio con una nuova maglia dopo le esperienze in Armenia, Ucraina, Germania e Inghilterra. Sicuramente sarà un debutto molto emozionante per Henrikh, che ieri ha celebrato l’anniversario della nascita del padre Hamlet, uno dei più grandi calciatori uno dei più forti attaccanti dell’Europa dell’Est dello scorso secolo, che morì a trentatré anni per un tumore al cervello. Il figlio quando aveva sette anni promise di seguire le sue orme da calciatore e di onorare il padre in ogni partita. Alle 18 la sua prima all’Olimpico, Mkhitaryan spera di mostrare subito il suo repertorio per la Roma, i tifosi giallorossi ma soprattutto nel nome del padre.

Premio Marzani, domani e domenica l’evento (Ottopagine 13.09.19)

Si terrà nel fine settimana la 12esima edizione del Premio Internazionale Giornalistico e Letterario Marzani. L’organizzazione annuncia i diversi momenti dell’evento. Domani, sabato 14 settembre, alle ore 18,30 in piazza Bocchini è previsto un convegno sulla situazione nell’area mediorientale e nordafricana.
L’Italia e l’Unione Europea alla ricerca di un equilibrio per le aree di conflitto.
È prevista la partecipazione del ministro degli Affari Europei, Enzo Amendola (Pd), del vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo (M5S), del giornalista inglese John Phillips, del giornalista libanese, Sevag K Hagopian, delll’Ambasciatrice in Italia dell’Armenia, Victoria Bagdassarian, l’Ambasciatrice in Italia del Libano, Mira Daher Violedes e della Console della Tunisia in Campania, Beya Abdelbaky Fraoua.

Il dibattito sarà moderato da Roberto Roggero, direttore di “Assadakah”.
Domenica 15 settembre alle ore 11 presso il Salone delle conferenze nella Camera di Commercio di Benevento incontro delle rappresentanze diplomatiche di Libano, Armenia e Tunisia con il mondo imprenditoriale locale. Interverranno il presidente dell’ente camerale, Antonio Campese, il presidente di “Campania Europa Mediterraneo”, Enzo Parziale, il sindaco di San Giorgio del Sannio, Mario Pepe, e il presidente della Provincia, Antonio Di Maria. Nel corso del meeting, sarà proiettato il video “Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019”.

Alle ore 18 a San Giorgio del Sannio in Piazza Bocchini conferimento delle cittadinanze onorarie di San Giorgio del Sannio a: Mira Daher Violedes, Ambasciatrice in Italia della Repubblica del Libano, Victoria Bagdassarian, Ambasciatrice in Italia della Repubblica d’Armenia e Beya Abdelbaky Fraoua, Console della Repubblica di Tunisia a Napoli, in Campania e regioni dell’Italia meridionale.
A seguire la cerimonia d’assegnazione del Premio Marzani 2019, presentata da Carmen Di Marzo.

Per l’edizione 2019 i riconoscimenti saranno assegnati ad Anna Foa: storica, scrittrice – autrice del libro “Andare per i luoghi di confino”. Paolo Borrometi: giornalista – Per la sua tenace lotta contro la mafia. Isaia Sales: giornalista, meridionalista, scrittore. John Phillips: giornalista, direttore “ItalianiInsider.it”, ex corrispondente del Times. Roberto Roggeri: giornalista, direttore dell’agenzia di stampa Italo/Araba “Assadakah”. Laura Sleiman: direttrice Agenzia nazionale “Informazione Libano”. Armn Aranian: giornalista, direttore Agenzia “Armen Press”. Senag Hagopian: giornalista, direttore “Zartonk Armenian NewsPaper”. Letizia Leonardi: giornalista e scrittrice – Autrice del libro “Il chicco acre della melagrana”. Andrea D’Ambrosio: regista del film “Due euro l’ora”. Alessandra Mulas: giornalista, scrittrice – Autrice del libro “Non sono 007. Le verità nascoste”. Massimiliano Virgilio: scrittore – autore del libro “L’Americano”. Fortunato Vesce: scrittore – Autore del libro “Agguato di nostalgia”. Paolo Speranza: giornalista e storico del cinema. Il Quartetto dell’Accademia Sannita: per il costante impegno nella comunicazione della bellezza universale della musica.

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Premio Marzani tra S. Giorgio e Benevento (Ilvaglio 12.09.19)

Scrivono gli organizzatori: Il programma degli appuntamenti del Premio Marzani edizione 2019: Sabato 14 settembre, Ore 18,30 piazza Bocchini, San Giorgio del Sannio, Convegno sulla situazione nell’area mediorientale e nordafricana. L’Italia e l’Unione Europea alla ricerca di un equilibrio per le aree di conflitto. È prevista la partecipazione del ministro degli Affari Europei, Enzo Amendola (Pd), del vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo (M5S), del giornalista inglese John Phillips, del giornalista libanese, Sevag K Hagopian, delll’Ambasciatrice in Italia dell’Armenia, Victoria Bagdassarian, l’Ambasciatrice in Italia del Libano, Mira Daher Violedes e della Console della Tunisia in Campania, Beya Abdelbaky Fraoua. Il dibattito sarà moderato da Roberto Roggero, direttore di “Assadakah”.

Domenica 15 settembre, Ore 11, Camera di Commercio di Benevento, Salone delle conferenze. Incontro delle rappresentanze diplomatiche di Libano, Armenia e Tunisia con il mondo imprenditoriale locale. Interverranno il presidente dell’ente camerale, Antonio Campese, il presidente di “Campania Europa Mediterraneo”, Enzo Parziale, il sindaco di San Giorgio del Sannio, Mario Pepe, e il presidente della Provincia, Antonio Di Maria. Nel corso del meeting, sarà proiettato il video “Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019”.

Ore 18, Piazza Bocchini, San Giorgio del Sannio, Conferimento della cittadinanze onorarie di San Giorgio del Sannio a: -1) Mira Daher Violedes Ambasciatrice in Italia della Repubblica del Libano; 2) Victoria Bagdassarian Ambasciatrice in Italia della Repubblica d’Armenia; 3) Beya Abdelbaky Fraoua Console della Repubblica di Tunisia a Napoli, in Campania e regioni dell’Italia meridionale. A seguire la cerimonia d’assegnazione del Premio Marzani 2019, presentata da Carmen Di Marzo.

Nagorno-Karabakh: ministri Esteri di Armenia e Azerbaigian hanno accettato di incontrarsi (Agenzia nova 13.09.19)

Erevan , 13 set 16:55 – (Agenzia Nova) – Il Gruppo di Minsk creato dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) per la risoluzione del conflitto nel Nagorno-Karabakh si è proposto di organizzare il prossimo incontro tra i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian, Zohrab Mnatsakanyan e Elmar Mammadyarov. Lo ha annunciato oggi ai giornalisti la portavoce del dicastero di Erevan, Anna Naghdalyan. “I ministri hanno accettato di incontrarsi, ma la data e il luogo del colloquio sono ancora da stabilire: le autorità dei nostri paesi hanno sempre annunciato dettagli del genere nello stesso momento, e continueremo a seguire questo principio”, ha detto la portavoce della diplomazia armena.

Dal Mantegna per insegnare ai profughi siriani (armeni) a fare dolci (Giornaledibrescia 13.09.19)

Alice Pedersoli, studentessa del Mantegna, ha negli occhi la gioia, l’emozione e le aspettative del viaggio che la attende.

Il prossimo 23 settembre, con Denny Boventi e Alessia Carrisi, che come Alice frequentano la V E pasticceria e il loro docente, lo chef pasticcere Gianfranco Piliego voleranno a Yerevan, in Armenia, per insegnare ad un gruppo di profughi siriani di origine armena, l’arte della pasticceria. Con loro ci sarà anche il preside dell’istituto alberghiero, Giovanni Rosa.

La bottega in cui insegneranno i segreti dell’arte della pasticceria ai profughi siriani approdati a Yerevan dopo essere fuggiti dagli orrori della guerra in Siria è un laboratorio di pasticceria, fortemente voluto dall’arcivescovo Cattolico di Armenia, Raphael Francois Minassian per dare a quei profughi la possibilità di una nuova vita. Apprendendo un nuovo lavoro.

E tra i dolci sfornati in quel laboratorio ci saranno sicuramente le specialità bresciane, come il bossolà.

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Musiche dalla via della seta, il concerto (Mentelocale 13.09.19)

Nuovo evento del Festival del Mediterraneo 2019 a Genova: si tratta del concerto in prima nazionale Musiche dalla via della seta, seconda parte con Hovanissian e Gültekin (Armenia e Turchia) venerdì 13 settembre 2019, a Palazzo Tursi, dalle ore 21. Vardan Hovanissian (duduk, Armenia) e Emre Gültekin (saz, baglama, voce, Turchia) simboleggiano la riconciliazione tra due popoli con suoni malinconici, ma pieni di speranza. Il loro programma scava nella grande varietà dei repertori tradizionali, riportando in vita diversi tesori perduti e offre anche nuove composizioni che affrontano temi di attualità come il destino dei rifugiati. La biglietteria è aperta in sede da 2 ore prima dell’inizio dell’evento, posti non numerati (8 e 10 euro). Abbonamento Festival 60 euro; tutte le info (e il calendario eventi completo) all’indirizzo sul sito EchoArt o al numero 335 6184611.