Le conseguenze dello scrivere: L’azero Akrann Aylisli e il libro sul conflitto con gli armeni: da «autore del popolo» a «vergogna» (Corriere della Sera 14.10.15)

Di Gian Antonio Stella

Questi arrivano e uccidono, poi arrivano quelli e uccidono. Se si accendesse almeno una candela per ogni armeno ucciso violentemente, la luce di queste candele sarebbe più viva di quella della luna». Sono bastate frasi così messe in bocca a
uno dei protagonisti del libro Sogni di pietra, a stravolgere la vita di Akram Aylisli. Era uno dei più celebrati scrittori azeri: di colpo si è ritrovato a essere un appestato. Il più… Continua

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Shoah, via libera della Camera a ddl contro negazionismo (Adnkronos 13.10.15)

Via libera dell’Aula della Camera al ddl che introduce nel codice penale l’aggravante di negazionismo. Il testo, approvato con 340 sì, un no e 107 astenuti, torna ora al Senato in terza lettura.
Il testo interviene sulla cosiddetta legge Mancino sui reati di discriminazione. Introduce l’aggravante di negazionismo, con la previsione di un aumento di pena quando la propaganda all’odio razziale o il pubblico incitamento alla discriminazione o alla violenza si fondano sulla negazione della Shoah, dei crimini di genocidio e di quelli contro l’umanità e di guerra. Questo in riferimento alla definizione data dallo Statuto della Corte penale internazionale, tenendo conto dei fatti accertati con sentenza definitiva pronunciata da un organo di giustizia internazionale ovvero da atti di organismi internazionali e sovranazionali dei quali l’Italia è membro.
“Anche la Camera, dopo il Senato, oggi – sottolinea il relatore del provvedimento Walter Verini – ha scritto una pagina importante, con il voto che punisce con pene esemplari – attraverso una aggravante – coloro che commettono istigazioni all’odio razziale, etnico, religioso, e lo fanno in nome del negazionismo di crimini contro l’umanità, a partire dalla Shoah. Mi auguro che il Senato, il cui importante lavoro abbiamo pienamente recepito, possa approvare in via definitiva il provvedimento”.

Bagnacavallo: inaugurate due mostre di artisti armeni alla presenza dell’ambasciatore Ghazaryan (Lugonotizie.it 13.10.15)

Si è svolta sabato 10 ottobre, al convento di San Francesco a Bagnacavallo, l’inaugurazione delle mostre Segni e parole e Loss of relevance, dedicate a due importanti artisti di origini armene: Alice Tachdjian e Norayr Kasper.

Un pubblico molto numeroso ha seguito gli interventi del sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni, di Sargis Ghazaryan, ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, che ha patrocinato l’iniziativa, del curatore delle mostre Carlo Polgrossi e dell’artista visuale Norayr Kasper. Alcuni momenti di intensa commozione hanno accompagnato il ricordo di Alice Tachdjan, cittadina bagnacavallese di origine armena, scomparsa nel 2008 che con il proprio impegno ha contribuito a sensibilizzare la comunità sulla drammatica vicenda del genocidio degli armeni, di cui quest’anno ricorre il centenario.

Alla cerimonia hanno partecipato il viceprefetto vicario Antonio Giannelli, il consigliere regionale Mirco Bagnari, l’assessore provinciale alla Cultura Paolo Valenti, assessori e consiglieri comunali di Bagnacavallo. Segni e parole propone dipinti a olio e alla nacre (smalti per unghie) con figure umane, fiori o paesaggi in immagini che vanno dal figurativo all’informale di Alice Tachdjian (1934-2008), nata a Parigi nel 1934 da genitori armeni scampati al genocidio del 1915 e in seguito accolti in Francia.

“Immagini liquide ove tutto ciò che è rappresentato – scrive Carlo Polgrossi – sembra muoversi ed espandersi oltre il supporto che lo contiene. Una sorta di totale modernità espressionista ottenuta con colori dai toni quattrocenteschi”. Continua

“Spirito d’Armenia”: a palazzo Torriani inaugura la mostra fotografica di Graziella Vigo (Udine.diariodelweb.it 13.10.15)

UDINE – Dal 17 al 23 ottobre palazzo Torriani ospiterà la mostra fotografica di Graziella Vigo: «Spirito d’Armenia». Promossa dall’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia nella cornice degli eventi e commemorazioni  del 2015, con il supporto del Comune, della Camera di Commercio e di Confindustria Udine , la mostra è un invito al pubblico friulano a scoprire questo Paese, la sua storia, la sua tradizione, la sua cultura e i suoi paesaggi indimenticabili.

La mostra
Scattate tra l’Armenia contemporanea, il Nagorno Karabakh, e la Venezia del Collegio Armeno Moorat-Raphael a Dorsoduro e dell’isola di San Lazzaro degli Armeni col Monastero Mechitarista, le immagini di Graziella Vigo portano il visitatore a esplorare un mondo nuovo. È un invito a scoprire la vera essenza dell’Armenia: dai monasteri millenari, nascosti nel fondo delle valli, scavati nella roccia delle montagne, apparentemente vuoti e deserti, ma sempre vivi e aperti al culto della Chiesa cristiana più antica del mondo, alle immagini ingenue delle Madonne, fino agli khachkar, le croci di pietra, sbalzate, ricamate, incise nella caratteristica pietra rossa e grigia. Senza dimenticare l’Armenia contemporanea che emerge vivida nelle fotografie delle cerimonie più sacre, dei momenti di vita quotidiana, dei mestieri perduti, dei bambini vestiti a festa per il primo giorno di scuola, del mercato e dei contadini dal volto antico. E poi ancora il lavash, il tipico pane armeno, le focacce del Karabakh, la vendemmia e i panorami pieni di sole o sotto la neve. Il frutto del melograno è il simbolo di un Paese che ha resistito a secoli di invasioni, di usurpazioni e di massacri, qualche volta sconfitto ma mai vinto, ieri come oggi proiettato verso il futuro. Continua

Armeni: io, turco, denuncio il Genocidio (Avvenire 13.10.15)

Per scrivere questo libro, seduto di fronte al computer, mi son detto: mi sa che nella mia vita non posso non fare il bilancio del passato. Mi si son destati nell’animo strani sentimenti, interrogativi.
Chissà se scrivere un libro simile può essere opportunismo oppure ostentare eroismo? Chissà se qualcuno potrebbe giudicarmi in questo modo? Oppure, si potrebbe, ogni anno in certe date, aggirarsi nei corridoi dell’“Agos” con espressioni tristi sul viso, partecipare ogni 19 gennaio alle manifestazioni, alle celebrazioni commemorative di Hrant Dink… Chissà se gli armeni volevano
condividere i loro dolori con «il nipote di Cemal Pascià»?
Ma dopo, mi sono ricordato di quel mattino a Yerevan, quando il sole nasceva tra la nebbia colorando di porpora tutt’intorno. Deponendo tre garofani bianchi sul Monumento del genocidio armeno avevo sussurrato tra me e me: «Caro Hrant, mi hanno portato qui i tuoi dolori; cerco di provarli nel mio cuore, di capire i dolori tuoi e dei tuoi antenati, e li condivido. Riposa in pace fratello mio» Continua

Venturina: abbiamo visitato l’Armenia nel 100° anniversario del genocidio (corriereetrusco.it 12.10.15)

Venturina (LI) – Dopo Giordania, Turchia, Polonia, Israele, Spagna, Portogallo, quest’anno la parrocchia della «Sacra famiglia» di Venturina Terme ha scelto una meta euro-asiatica per il suo pellegrinaggio annuale all’estero. Da martedì 15 settembre per otto giorni il gruppo, del parroco don Gianfranco Cirilli ha visitato l’Armenia, dove quest’anno si celebra il centesimo anniversario del genocidio del 1915 il cui museo è stato visitato nell’escursione del primo giorno.
Tappe del pellegrinaggio sono state Kiev, per proseguire poi verso la capitale Yerevan. Nel programma erano previste le visite di diversi monasteri sparsi nelle vicinanze della Capitale: così Gegahrd, Khor Virap, Gosbavank, Sanahin e Haghpat e sono stati toccati nel pellegrinaggio anche i siti archeologici delle antiche capitali di Dvin e Echmiadzin.
Riportiamo a qualche giorno dal ritorno della comitiva un interessante reportage di Fiorenzo Bucci. Continua

Centenario del genocidio armeno, a Mozzo incontro con Antonia Arslan (Bergamonews.it 11.10.15)

La notte del 24 aprile 1915 ebbe inizio il “Metz Yeghern”, che in lingua armena significa “Grande Male”.

Il genocidio armeno è stato il primo del Novecento, nonché uno dei più dimenticati. Così cent’anni fa un popolo vivace, fecondo e ricco di una cultura (cristiana) millenaria fu spazzato via dalla propria terra con una furia tale da lasciare intere generazioni senza parole. “Molte fedi sotto lo stesso cielo” non vuole dimenticare ciò che accadde cent’anni fa e dedica una sezione della rassegna proprio al ricordo del genocidio dimenticato.

Ospite d’onore della sezione è la scrittrice italiana d’origine armene Antonia Arslan, che incontrerà il pubblico al cineteatro di Mozzo (via San Giovanni Battista 6), lunedì 12 ottobre, alle 20.45. Titolo dell’appuntamento “Nelle piaghe del massacro, storie e volti di armeni”. Antonia Arslan è una scrittrice e saggista italiana di origine armena. Continua

JUNIOR EUROVISION 2015, Armenia: Mika e la sua “Love” con Aram Mp3 guest star (eurofestivalnews.com)

Manca sempre meno allo Junior Eurovision Song Contest 2015: ieri vi abbiamo fatto ascoltare i brani di Georgia e Macedonia, oggi è il turno dell’Armenia.

Il paese caucasico salirà sul palco della Armeec Arena di Sofia in Bulgaria con Mika (ebbene sì, proprio come il collega giudice di X Factor!), al secolo Michael Varosyan, 12enne non sconosciuto in patria. Ha infatti già preso parte alle selezioni nazionali per lo Junior Eurovision sin dal 2012.

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Il brano che canterà si intitola Love, un pezzo trascinante e retrò, sospeso fra pop e funky-soul, che si farà di certo notare nel baby contest europeo aperto a ragazzi dai 10 ai 15 anni.

Nel video di Love una guest star: Aram Mp3, personaggio di fama nazionale, quarto classificato per l’Armenia all’Eurovision Song Contest 2014 con Not alone.

La clip ruota attorno alla fantasiosa Cupid Incorporated, azienda guidata da Mika con un grande obiettivo, spargere amore e felicità nel mondo. Il protagonista è naturalmente il giovane cantante che, assieme ai suoi colorati colleghi, lavora duramente ogni giorno per assicurare che tutti siano felici.

http://eurofestivalnews.com/2015/10/10/junior-eurovision-2015-armenia-mika-e-la-sua-love-con-aram-mp3-guest-star/

L’Armenia mostra i suoi tesori (messaggeroveneto.gelocal.it 09.10.15)

Inserire Palazzo Torriani nel flusso attivo e dinamico della vita culturale e sociale di Udine e del territorio. È questo il motivo che sta alla base dell’apertura alla cittadinanza della mostra fotografica “Spirito d’Armenia”, a cura di Graziella Vigo, che sarà allestita nel salone d’onore al primo piano della sede degli industriali, in largo Carlo Melzi 2, da domenica 18 sino a venerdì 23 ottobre. Un’iniziativa fortemente voluta dal presidente di Confindustria Udine Matteo Tonon, supportata dall’ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia e sostenuta dal Comune di Udine oltre che dalla Camera di commercio cittadina. «Palazzo Torriani è uno degli edifici più interessanti della città – spiega Matteo Tonon – e con questa mostra offriamo la possibilità a tutte le persone, studenti inclusi, di coglierne la bellezza architettonica e la valenza storica, e al tempo stesso di apprezzare un’illustre fotografa del panorama internazionale scoprendo l’intrecciarsi di tradizioni, cultura e religione che caratterizza Italia e Armenia». Continua

Inaugurano domani a Bagnacavallo due mostre di artisti armeni allestite al convento di San Francesco (Lugonotizie.it 09.10.15)

Saranno inaugurate alle 16 di sabato 10 ottobre al convento di San Francesco a Bagnacavallo le mostre Segni e parole e Loss of relevance, dedicate a due importanti artisti di origini armene: Alice Tachdjian e Norayr Kasper. All’inaugurazione interverrà, accanto al curatore Carlo Polgrossi, al sindaco Eleonora Proni e all’assessore alla Cultura Enrico Sama, Sargis Ghazaryan, ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, che ha patrocinato l’iniziativa.

Sarà presente inoltre il viceprefetto vicario Antonio Giannelli. Segni e parole propone dipinti a olio e alla “nacre” (smalti per unghie) con figure umane, fiori o paesaggi, in immagini che vanno dal figurativo all’informale di Alice Tachdjian (1934-2008), nata a Parigi nel 1934 da genitori armeni scampati al genocidio del 1915 e in seguito accolti in Francia.

“Immagini liquide ove tutto ciò che è rappresentato – scrive Carlo Polgrossi – sembra muoversi ed espandersi oltre il supporto che lo contiene. Una sorta di totale modernità espressionista ottenuta con colori dai toni quattrocenteschi”. Continua