Bendaud, Mieli, Nordio non dimenticano il Genocidio Armeno. Foto di Pizzi (Formiche 08.05.25)

Si è tenuta ieri la presentazione del libro “Non ti scordar di me – Storia e oblio del Genocidio Armeno” a Roma, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, sede della Camera dei Deputati. L’iniziativa ha visto la partecipazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito il genocidio armeno come parte di un “catalogo buio di omissioni”, sottolineando l’importanza della memoria storica per evitare il ripetersi di simili tragedie.

Il volume, scritto da Vittorio Robiati Bendaud con prefazione di Paolo Mieli, è stato presentato alla presenza di numerose personalità istituzionali, tra cui il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha evidenziato come “la memoria è un dovere di verità”. L’evento ha incluso anche interventi di parlamentari e dell’Ambasciatore della Repubblica Armena in Italia, Vladimir Karapetian.

Ecco le foto di Umberto Pizzi.

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Genocidio armeno: Fontana, ‘trasmettere memoria perché non si ripetano più tragedie’ (La Sicilia 07.05.25)

oma, 7 mag “L’orrore che si consumò 110 anni fa costò la vita a oltre un milione e mezzo di innocenti, civili e militari, appartenenti alle minoranze cristiane dell’Impero ottomano. Insieme agli Armeni, infatti, furono duramente colpite anche le antiche comunità assiro-caldee. Rievocare quei drammatici fatti offre l’occasione per trasmettere, soprattutto ai giovani, la memoria del passato, perché simili tragedie non si ripetano più”. Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana alla presentazione del libro ‘Non ti scordar di me. Storia e oblio del Genocidio Armeno’.

“Considerati per un certo periodo sudditi fedeli, i cristiani armeni e assiro-caldei furono trasformati in nemici. Non si trattò di una violenza improvvisa, ma dell’esito di un processo lungo e consapevole, frutto di un pericoloso intreccio tra nazionalismo e rivendicazioni ideologiche. Si passò, dunque, dalla tolleranza all’odio, dalla diffidenza alla persecuzione”, ha sottolineato Fontana.

“Ecco perché, in un momento storico segnato dal riemergere di tensioni identitarie e di conflitti ideologici, la memoria è un dovere di verità che nessun Paese può negare. Ma il ricordo è anche un richiamo a tutti noi a rafforzare concretamente gli strumenti che promuovono il dialogo e la cooperazione internazionale”, ha detto ancora Fontana, aggiungendo: “Ritengo quindi indispensabile mantenere sempre alto l’impegno in difesa della pace e dei diritti inalienabili di ciascun individuo, intensificando al contempo gli sforzi per una riconciliazione vera e duratura dei popoli coinvolti”.

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Genocidio Armeno, alla Camera il libro “Non ti scordar di me”. Nordio: “Quanto non è negli atti non è nel mondo” (IlDifforme 07.05.25)

Quod non est in actis non est in mundo“. Così il ministro della giustizia Carlo Nordio in apertura alla presentazione del libro sul genocidio armeno “Non ti scordar di me” di Vittorio Robiati Bendaud, avvenuta questa mattina alla Sala del refettorio di palazzo San Macuto della Camera dei deputati. A dispetto del numero esorbitante delle morti – che dovrebbe aggirarsi attorno al milione -,  il Medz yeghern, il “grande crimine” consumato ai danni della popolazione armena all’inizio del secolo scorso rimane fra le pagine meno indagate e conosciute della storia.

Esistono pochissimi documenti, soprattutto visivi, di quanto è accaduto“, ha sottolineato infatti Nordio, parlando di un vero e proprio “catalogo buio di omissioni“, che rischia di cancellare completamente il ricordo delle vittime. L’obiettivo, allora, è custodire la memoria, intraprendere un difficile compito di ricostruzione affidato alle generazioni presenti e future per restituire al mondo quanto accaduto. Un’ esigenza, questa, che s’intreccia indissolubilmente con un impegno volto a far sì che quanto subito dal popolo armeno non si verifichi ancora.

Raccontare un genocidio

Cosa significa, oggi, raccontare un genocidio? Ma soprattutto, che tipo di sguardo sul presente ci invita ad assumere l’impegno a rinnovare questa memoria storica? La questione è pregnante soprattutto perché, come ricordato da Nordio stesso, “purtroppo l’opera di sterminare popoli diversi c’è ancora, lo sappiamoQuesto va affrontato – ha proseguito il ministro – con una solida difesa militare, ma anche con la consapevolezza di quello che è accaduto negli anni passati e che speriamo non riaccada più“.

Sulla stessa scia l’intervento dell’onorevole Chiara Gribaudo, che ha sottolineato: “Noi siamo la memoria che coltiviamo: coltivarla è indice di civiltà. Il negazionismo si annida in troppi conflittianche in quelli contemporanei”. Inevitabile allora rivolgere il pensiero alla Palestina, che la deputata del Pd decide di menzionare pur richiamandosi alle parole di Liliana Segre che, com’è noto, esclude senza dubbio l’idea che a Gaza si possa parlare di genocidio.

Ricordare per capire il presente. Ma per Bendaud e Mieli oggi “nessun genocidio”

Molto più categorica e priva di ambiguità invece la posizione dell’autore, Vittorio Robiati Bendaud. Il filosofo e coordinatore del tribunale Rabbinico del Centro-Nord Italia, sollecitato sul tema del negazionismo e della memoria, ha esordito accostando esplicitamente la questione del ricordo della Shoah alla situazione attuale dello Stato ebraico: “Appartengo a un popolo che sa cos’è la memoria, perché l’ha subita e deve cercare di sopravvivere. Anche e soprattutto oggi Israele“.

Affermazioni, queste, che non lasciano spazio all’eventualità che il popolo palestinese stia affrontando oggi una condizione simile a quella degli armeni o degli ebrei nel XX secolo. Non solo, ma in questa prospettiva le azioni di Israele, che ha da poco annunciato la prossima occupazione totale di Gaza e lo sfollamento dei civili, vengono considerate una legittima strategia di sopravvivenza. Lo Stato ebraico, ha detto Robiati Bendaud, “è in pericolo” e non ammetterlo è “l’ultima forma di negazionismo” della Shoah.

Anche Paolo Mieli, autore della prefazione al testo presentato alla Camera, si è espresso in modo netto sulla questione: “Oggi la parola genocidio viene confusa: cose che non sono genocidio vengono definite tali”. E ancora, ha aggiunto il giornalista, “dobbiamo abituarci al fatto che possono essere fatte cose terribili, che condanniamo, che non sono genocidio. Chi parla di genocidio compie manipolazioni che hanno conseguenze pesanti“.

Negazionismo occulto ed ethos del genocidio

Proprio il tema del negazionismo è stato al centro degli interventi successivi: chi nega quanto accaduto, è stato ripetuto da Mieli e da diversi altri relatori, si rende complice. Nel suo testo Robiati Bendaud approfondisce la questione parlando anche di forme di negazionismo occulto, più insidioso, che rimuove le cause profonde delle violenze. L’odio che porta al genocidio ha radici profonde: “Non ci fu nessuna banalità nel male fatto dai nazisti, non sono d’accordo con Hannah Arendt“, ha detto l’autore, sottolineando come ci sia piuttosto un vero e proprio ethos del genocidio.

Eppure, questo ethos non è stato a lungo riconosciuto. Paolo Mieli ha ricordato infatti il percorso tortuoso che portò a riconoscere che l’eccidio degli armeni fosse in realtà un vero e proprio genocidio. Ciò accadde, spiega, anche “a causa della diffidenza di Israele e di molti ebrei“, che opponevano resistenza all’idea che la vicenda armena “potesse essere messa sullo stesso piano” della Shoah.

Forse, l’impegno affinché quanto accaduto non si ripeta dovrebbe partire proprio da qui: evitando che la cura della propria memoria storica si atrofizzi, evitando che il dolore delle ferite ancora aperte ci renda incapaci di riconoscere la multiformità dell’ethos genocidario.

Bari decolla verso l’Armenia: dal 26 ottobre il primo volo diretto per Erevan (Buonasera24 07.05.25)

BARI – Un nuovo ponte tra la Puglia e il Caucaso si apre nei cieli del Mediterraneo. Dal 26 ottobre 2024, l’aeroporto di Bari sarà collegato direttamente a Erevan, capitale dell’Armenia, grazie a un nuovo volo operato dalla compagnia WizzAir. La tratta, che rappresenta una prima assoluta per il network internazionale dello scalo barese, avrà frequenza bisettimanale con voli il mercoledì e la domenica: partenza da Erevan alle 05:30 con arrivo a Bari alle 06:10, e ripartenza dallo scalo pugliese alle 06:45 con arrivo in Armenia alle 13:20.

Aeroporti di Puglia, in sinergia con Regione Puglia, ha lavorato a lungo per concretizzare questo obiettivo, rispondendo alle richieste della comunità armena residente nel territorio, da tempo attiva e ben integrata nel tessuto locale. «È un passo strategico per rafforzare la nostra rete internazionale e ampliare le connessioni verso l’Est Europa e il Caucaso – ha dichiarato Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia –. Il volo nasce dall’ascolto del territorio e rappresenta un’opportunità concreta per turismo, economia e relazioni culturali, oltre che un riconoscimento alla presenza armena in Puglia».

Il nuovo collegamento non è solo una rotta commerciale, ma un segno tangibile di fratellanza tra popoli, ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: «È un ponte simbolico che unisce tradizioni, persone e visioni, in linea con la vocazione storica della nostra terra: quella di essere una porta aperta sul Mediterraneo, un crocevia di civiltà».

Anche l’ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia, Vladimir Karapetyan, ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto: «Questo volo accorcia le distanze fisiche, ma soprattutto rafforza legami culturali, economici e turistici tra il Sud Italia e l’Armenia. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nella possibilità di realizzarlo».

Per Bari si tratta di una nuova tappa nel percorso di internazionalizzazione. Il sindaco Vito Leccese ha evidenziato come questa connessione rappresenti «una chance concreta per aprire la città a nuovi flussi turistici dall’Europa orientale, favorendo anche la destagionalizzazione». Non solo: «È anche un gesto di memoria storica, che rinsalda il legame con quella parte di comunità armena che trovò rifugio in città all’inizio del secolo scorso».

Soddisfazione profonda anche da parte di Dario Rupen Timurian, console onorario della Repubblica di Armenia in Puglia: «È un risultato che nasce dalla collaborazione continua e dalla vicinanza istituzionale. Come armeno e come pugliese, non posso che essere fiero di questo traguardo che guarda al futuro, senza dimenticare le nostre radici».

Con il nuovo volo Bari–Erevan, la Puglia si apre a scenari inediti, rafforzando il suo ruolo centrale nel Mediterraneo e dimostrando ancora una volta di saper ascoltare le comunità che la abitano e di scommettere sul dialogo tra i popoli.


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Non ti scordar di me: il genocidio armeno tra memoria e presente (Leggo 07.05.25)

di Redazione web
Non ti scordar di me è un videoreportage che attraversa la storia e la memoria del genocidio armeno. Un racconto che non si limita alla commemorazione, ma cerca il senso profondo del ricordo, interrogando anche il nostro presente.

Per non dimenticare

Il “Metz Yeghern”, il genocidio del 1915, non è infatti un evento chiuso nei libri di storia, le sue ombre si proiettano ancora oggi sul Caucaso meridionale dove il popolo armeno affronta nuove forme di precarietà, isolamento e violenza. Il conflitto nel Nagorno-Karabakh, l’esodo forzato di decine di migliaia di persone, l’indifferenza diplomatica e mediatica di fronte a un’intera popolazione costretta all’abbandono, sono ferite attuali che parlano la stessa lingua del passato: quella dell’espulsione, del silenzio, della cancellazione.

A queste riflessioni si affianca il libro Non ti scordar di me di Vittorio Robiati Bendaud, recentemente pubblicato da Liberilibri.

Il volume ricostruisce e analizza le radici storiche del genocidio armeno, denunciando il persistente negazionismo di Stato in Turchia e in Azerbaijan, e la complicità passiva o attiva di parte del mondo occidentale. Un contributo documentato e appassionato sulla memoria, l’identità e la giustizia.

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Al via in Armenia restauro del mosaico del Tempio di Garni (Ansa 07.05.25)

(ANSA) – ROMA, 07 MAG – E’ stato avviato il progetto di restauro del mosaico delle terme risalenti al III secolo d.C.
del Tempio di Garni, il solo tempio Greco-Romano colonnato rimasto in Armenia. Realizzato in stile ionico è la struttura più conosciuta dell’Armenia pre-cristiana. A guidare i lavori sono gli esperti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, nell’ambito di un più ampio progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e dello Sport della Repubblica d’Armenia.
I lavori di restauro, con tempi previsti di circa tre anni, comprenderanno sia il recupero del mosaico pavimentale sia una serie di importanti interventi strutturali sull’intero edificio termale.
Il progetto congiunto, sin dall’inizio supportato dall’Ambasciata d’Italia a Jerevan, è testimonianza della forte sinergia tra Italia e Armenia ed è destinato ad avere un impatto significativo anche sul settore turistico. (ANSA).

L’Opificio delle Pietre Dure in Armenia: al via il restauro del mosaico delle terme antiche del Tempio di Garni (Aise)

 

L’I­ta­lia gui­da il re­stau­ro del mo­sai­co ro­ma­no al Tem­pio di Gar­ni in Ar­me­nia (Italiani.net)

Presentato a Roma il volume “Non ti scordar di me – Storia e oblio del Genocidio Armeno”

Importante presentazione a Palazzo Mancuso sul GENOCIDIO ARMENO
Alle ore 11, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto si svolge la presentazione del volume “Non ti scordar di me – Storia e oblio del Genocidio Armeno”, di Vittorio Robiati Bendaud, con saggio introduttivo di Paolo Mieli. Saluti del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Intervengono, oltre agli autori, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, la deputata Chiara Gribaudo, i deputati Giulio Centemero e Maurizio Lupi, il professor Aldo Ferrari. Modera Nicola Porro.
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Vi è una sola risposta oppositiva al negazionismo: affermare la Memoria del Metz Yeghérn e testimoniare che questo è stato”.

 

L’evento tenutosi lunedì 7 maggio 2025 alla sala del refettorio di palazzo San Macuto alla Camera dei Deputati non è stata solo l’occasione per presentare il bel libro di Vittorio Robiati Bendaud “Non ti scordar di me”, prefazione di Paolo Mieli, Edizioni Liberilibri, dedicato al genocidio armeno.

Alla presenza del presidente della Camera, Lorenzo Fontana e del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, l’autore coadiuvato da Mieli e Nicola Porro  ha rimarcato ancora una volta la fondamentale importanza di coltivare la memoria del genocidio e ha invitato non a soffermarsi sulle conseguenze delle brutali azioni dell’uomo (genocidi e pulizie etniche) ma sulle cause a monte che portano a compiere tali efferatezze.

Grazie anche agli interventi di alcuni deputati presenti (citiamo fra gli altri Centemero, Gribaudo, Lupi, Bignami), questa mattina non sono state ascoltate solo frasi di circostanza e vuote parole ma si è avuta l’impressione di un comune sentire, di una sinergica azione tra il popolo italiano, le sue istituzioni e quelle armene rappresentate dall’ambasciatore Karapetyan e dalla diaspora.

Oggi, 7 maggio, ancora una volta l’Italia ha mostrato vicinanza e sensibilità alla causa armena. E lo ha fatto con la solennità e autorevolezza della sede ospitante e delle Istituzioni che hanno partecipato all’evento

Non scordiamoci il genocidio armeno: lo dobbiamo alla memoria delle vittime di allora, lo dobbiamo al futuro delle prossime generazioni.

A Saronno La Bussola organizza una serata sull’Armenia: “Il genocidio infinito, ma la Croce rinasce” (IlSaronno 06.05.25)

SARONNO – Il circolo culturale La Bussola organizzerà per Giovedì 8 maggio alle 21, all’Aula Magna Aldo Moro di Saronno, si terrà un incontro pubblico dal titolo “Armenia. Il genocidio infinito, ma la Croce rinasce”. L’evento vedrà la partecipazione di due importanti firme del giornalismo italiano: Stefania Battistini, inviata speciale del TG1 Rai nota per i suoi reportage dall’Ucraina, Myanmar e Argentina, e Renato Farina, recentemente insignito della Medaglia della gratitudine dalla Repubblica di Armenia.

Al centro della serata ci sarà l’attuale situazione dell’Armenia, un Paese che, pur essendo stato il primo stato al mondo ad abbracciare il cristianesimo nel 310 d.C., continua a subire pressioni e violenze. Ricordando il genocidio del 1915, che causò la morte di oltre un milione e mezzo di armeni — in gran parte donne e bambini — gli ospiti denunceranno il silenzio e l’indifferenza che ancora oggi circondano le persecuzioni contro questa nazione.

L’incontro si propone come un’occasione di informazione e riflessione su una tragedia spesso dimenticata e su un popolo che, nonostante tutto, continua a difendere la propria identità cristiana. Approfondimenti e materiale sono disponibili sul sito della Bussola Saronno.

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“Lo specchio armeno” di Paolo Codazzi, una storia suggestiva di arte e amore nella Palermo dell’Inquisizione (Versiliapost 06.05.25)

Lo specchio armeno è il romanzo di Paolo Codazzi, che verrà presentato venerdì 9 maggio alle 17 nel Giardino d’Inverno di Villa Bertelli a Forte dei Marmi. A dialogare con l’autore ci sarà Davide Pugnana, storico dell’arte, scrittore e affezionato ospite della Villa.

L’opera racconta la storia del pittore-copista Cosimo Armagnati quando riceve la commissione di riprodurre un ritratto di donna conservato nella Galleria di Palermo: per straordinaria coincidenza, questa tela rappresenta per lui il punto di riferimento di tutti i suoi pensieri amorosi, definendosi come l’obiettivo di una lunga ricerca, tutta astratta e interiore, dell’amore assoluto e per questo inattingibile. Il quadro si rivela il punto di convergenza di diversi destini, anche lontanissimi nel tempo, che portano Cosimo a immergersi in una intricata tela di riferimenti storici che hanno a che fare con la pratica della stregoneria, con l’operato della Santa Inquisizione in Sicilia e con i destini di alcuni personaggi storici che sono collegati in modo indissolubile al protagonista e a coloro che gli stanno intorno.

Un’opera ricca di suggestioni e di riferimenti che affonda le sue radici in un passato a tratti lontano, a tratti vicino, in cui le esistenze dei personaggi narrati si incrociano dando vita a una storia originale e affascinante.

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“Non ti scordar di me”. Alla Camera il libro sul genocidio armeno (Nicola Porro 06.05.25)

Segui in diretta l’evento di presentazione del volume “Non ti scordar di me – Storia e oblio del Genocidio Armeno”, di Vittorio Robiati Bendaudche può essere acquistato sul sito dell’editore Liberilibri

L’incontro si svolge presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto e rappresenta un’occasione di approfondimento su una delle pagine più drammatiche – e dimenticate – del Novecento con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione pubblica la memoria del genocidio armeno.

Partecipano all’evento il Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, la deputata Chiara Gribaudo, i deputati Giulio Centemero e Maurizio Lupi, il giornalista Nicola Porro, il giornalista – e autore della prefazione – Paolo Mieli e l’autore del volume.

L’evento sarà trasmesso in diretta a partire dalle ore 11:00 di mercoledì 7 maggio 2025.

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