‘Racconti d’Armenia’: musica, libri e cinema alla Fondazione Siotto (Sardiniapost 19.04.25)

Récital, reading, musica, cinema, presentazioni di libri e una mostra per celebrare l’Armenia, un paese dalla storia millenaria che custodice una cultura unica al mondo. Dal 24 al 26 aprile nella sua sede di via Dei Genovesi 114, a Cagliari, la Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto” presenta Racconti d’Armenia, tre giornate dedicate alla valorizzazione e alla conoscenza della cultura armena, ideate dalla pianista e compositrice Irma Toudjian, che cura anche la direzione artistica.

La manifestazione ritorna dopo qualche anno di pausa, e non è un caso che la data scelta per dare il via alla rassegna sia il 24 aprile, data della commemorazione del Genocidio armeno avvenuto a opera del governo “Giovani Turchi” all’inizio del 1915 provocando la morte di più di un milione e mezzo di armeni.

Giovedì 24 aprile Racconti d’Armenia si apre alle 18 nella Galleria Siotto (lo spazio espositivo della Fondazione) con l’inaugurazione di “Ashkhar: tra cielo e terra”, mostra di Sonya Orfalian, artista visiva, scrittrice e drammaturga, figlia della diaspora armena stabilitasi a Roma negli anni Settanta.

Curata da Alice Deledda, la mostra (che sarà visitabile sino a domenica 27 aprile dalle 18 alle 20) espone venti opere di piccola e media dimensione realizzate dall’artista su carta Pescia utilizzando gli smalti industriali. Ashkar è il Creato.  Lo sguardo di Orfalian si concentra su alcuni dettagli del mondo che abitiamo ma che non riusciamo a cogliere perché troppo distratti. In questo mondo in continua osservazione l’opera d’arte è in continuo movimento e luci, colori, ombre si susseguono presentando in ciascun quadro elementi che sono poi riproposti in quello successivo, ma che si possono cogliere anche nell’opera precedente, come in un fotogramma.

Dopo l’inagurazione della mostra la serata prosegue alle 20,30 con Quelle voci, melologo sulla vicenda del Genocidio armeno, nato dalla penna di Sonya Orfalian. Sul palco ci sarà l’attrice Anna – Lou Toudjian accompagnata al pianoforte da Irma Toudjian.

Venerdì 25 aprile altro doppio appuntamento: alle 19,30 è in programma la proiezione del film del regista armeno Artavazd Peliscian Les Saisons (1975), che mette in risalto le contraddizioni e l’armonia tra uomo e natura. Una pellicola in cui per l’occasione le musiche di Antonio Vivaldi sono sostituite da quelle composte dall’informatico e musicista elettronico Arnaldo Pontis che ha curato anche le insonorizzazioni.

Si va avanti, alle 20,30, con la presentazione del numero 29 della rivista di cultura poetica Erbafoglio, diretta da Antonello Zanda. Il tema scelto per questo numero è Futuro: durante la serata saranno proposti reading, proiezioni e interventi di poeti, musicisti e redattori che firmano questo numero della pubblicazione.

Sabato 26 aprile alle 18 Alberto Soi, visual designer, divulgatore e artista presenta il suo libro Grande Armenia. Il libro, pubblicato a febbraio per le Edizioni Racconti d’Armenia, schiude lo sguardo sulla realtà affascinante di una splendida terra e sulla storia, lunga più di venticinque secoli, di un popolo pacifico, di grande cultura, nostalgico di un suo tempo di pace e ancora perseguitato.

Alle 20,30 Racconti d’Armenia chiude il sipario con le parole di un grande romanzo del Novecento La commedia umana dello scrittore statunitense di orgine armena William Saroyan. A dar voce sarà anche stavolta l’attrice Anna – Lou Toudjian, accompagnata al pianoforte da Irma Toudjian.

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Il drago azero tiene la sua spada sopra la testa degli armeni (Tempi 19.04.25)

Il Molokano manterrà la promessa di parlare del destino di Komitas, il grande musicista armeno deportato dai turchi nell’aprile del 1915, nel prossimo numero.
Ora urge l’attualità, o la quasi attualità. La notizia è che intorno alla metà di marzo le istituzioni internazionali tirarono (uso il passato remoto, purtroppo) un respiro di sollievo. Il segretario del Consiglio d’Europa, il francese Alain Berset, ha accolto con favore l’annuncio dell’Armenia e dell’Azerbaigian sulla conclusione dei negoziati sulla bozza dell’Accordo sulla pace e l’istituzione di relazioni interstatali.
Dice Berset: «Al momento dell’adesione al Consiglio d’Europa nel 2001, entrambi i paesi si sono impegnati a lavorare per una cooperazione pacifica. Questa bozza dell’accordo dimostra la volontà di entrambi gli Stati membri di realizzare questo potenziale e di costruire una pace stabile e duratura nella regione».
Ottimo e abbondante. Nessun quotidiano italiano ha dato spazio a questa notizia. Perché? Un’idea c…

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A Brancaleone il convegno “Gli Armeni in Calabria, storia e memoria di un popolo” (Ilreggino 19.04.25)

Il convegno si è svolto nella giornata del 16 aprile 2025, presso la Biblioteca Comunale Cesare Pavese di Brancaleone, un incontro che ha approfondito la storia e l’influenza della Armena nella nostra regione.

Il convento é stato organizzato dalla Comunità Armena Calabria, dalla Pro Loco di Brancaleone con il patrocinio del Comune di Brancaleone e la collaborazione dell’associazione socio culturale Pensionati Brancaleone che ha visto la partecipazione di esperti, storici e rappresentanti della comunità armena, che hanno condiviso nuove e inedite scoperte che testimoniano con più forza la presenza armena in Calabria e nello specifico nella zona di Brancaleone.

Durante l’incontro, il saluto del Sindaco Silvestro Garoffolo ha sottolineato l’importanza dell’incontro e la rilevanza dell’iniziativa. La presidente del Comitato Tecnico scientifico della Biblioteca Sara Martini ha posto l’accento sul valore della tematica e sulla memoria storica della conferenza che si pone al centro degli obbiettivi programmatici del calendario eventi della Biblioteca, la parola è passata alla prima relatrice Grazia Furferi (scrittrice e antropologa) che ha affrontato il tema dell’Armenia nella sua esperienza come viaggiatrice ma anche come collaborazione di diversi progetti di cooperazione internazionale.

La parola è poi passata al ricercatore Sebastiano Stranges che ha illustrato il percorso storico degli Armeni in Calabria, attraverso 28 slide video, evidenziando il contributo culturale e sociale delle prime comunità armena presenti in Calabria e in particolare in questo territorio. É stato discusso il progetto turistico “Valle degli Armeni” , un itinerario creato ed entrato anche nell’ambito turistico regionale dal 2015 grazie all’intuizione di Carmine Verduci presidente della pro loco di Brancaleone e fondatore dell’Associazione Kalabria Experience nonché segretario della Comunità Armena Calabria, un itinerario che collega i paesi di Brancaleone ad altre località come Staiti, Bruzzano Zeffirio, Ferruzzano con una forte impronta armena dovuta ai lasciti culturali, linguistici e archeologici.

Carmine Verduci presente al tavolo dei pavori in veste di coordinatore e moderatore ha posto l’accento sull’operato culturale della Comunità Armena in questi otto anni di attività e annunciato l’evento che si svolgerà il 25 aprile presso il Parco Archeologico Urbano di Brancaleone Vetus per la commemorazione del 110° anniversario del genocidio del popolo armeno.

Il convegno ha offerto un’importante occasione di dialogo tra la comunità armena e la popolazione locale, rafforzando i legami culturali e favorendo nuove iniziative di collaborazione. Infatti presente al tavolo dei relatori l’artista e sculture Armeno Vighen Avetis, che ha testimoniato sulla situazione politica e sociale dell’Armenia di oggi costretta a subire minacce da parte dei governi ostili di Turchia e Azerbaijan che continuano a minacciare l’integrità della Repubblica. Nel contempo è anche stato annunciato un progetto artistico che é stato accolto dal Comune di Brancaleone per un festival della scultura che dovrebbe svolgersi nel mese di novembre.

L’evento ha riscosso grande successo, oltre due ore di interventi che ha tenuto il pubblico incollato alle sedie, con una partecipazione attiva del pubblico che ha avuto anche modo di intervenire e dibattere su molti aspetti per i quali sono state date tutte le risposte da parte dei relatori.

La Biblioteca Comunale Cesare Pavese si conferma essere un punto di riferimento per la cultura e la divulgazione storica a Brancaleone, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio multiculturale della Calabria.

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Che cos’è Speranza? Una Risposta dal Cuore dell’Armenia Ferita. Teresa Mkhitaryan. (Stilum Curiae 19.04.25)

Carissimi StilumCuriali, riceviamo questo bellissimo messaggio da Teresa Mkhitaryan, un’amica che si occupa fattivamente di aiutare le famiglie armene in difficoltà (comprese le vittime, decine di migliaia, della pulizia etnica compiuta dall’Azerbaijan in Artsakh – Nagorno Karabagh, e lo portiamo alla vostra attenzione. Buona lettura e diffusione.

§§§

Carissimi,

– Cristo è Risorto.

– Sia benedetta la Risurrezione di Gesù .

la vita dopo la vita continua, non ho dubbi su questo. L’anima dell’uomo è immortale.

Gesù, che amo tanto,  ha dato la Speranza a noi uomini, e nessuno ce la può togliere.

Lui ha vinto la morte e ci ha  insegnato a sorridere anche nei momenti più difficili.

Perché qualsiasi sia la circostanza, sai che questa non è la fine.

Dico sempre a tutte le persone che amo: “Viviamo questa vita  in modo, da ritrovarci tutti nello stesso posto quando la lasciamo”.

Recentemente ho dato intervista alla Radio Vaticana (ve la allego qui sotto il link; sotto il testo c’è anche l’audio dell’intervista).

  • Che cosa per te è la Speranza?
  • La speranza per me è la certezza che Dio c’è e che la giustizia ultimamente e alla fine non dipende dagli uomini, ma dal Signore, cioè che il Bene vince sempre …. E poi la speranza per me sono i bambini delle scuole domenicali, che continuano ad aumentare e diffondono la luce di Dio.

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2025-03/solidarieta-armenia-banco-alimentare-aiuti-conversione.html

Sono in Armenia, oggi il Monte Biblico Ararat è bellissimo.

Cerchiamo di distribuire il più possibili di pacchi alimentari. È sempre bella la Letizia  nel cuore quando ti siedi al tavolo Pasquale e sai che da qualche altra parte ci sono delle famiglie in difficoltà che hanno anche  la possibilità di festeggiare.

Se qualcuno volesse partecipare, potrebbe fare tramite il nostro Germoglio. Grazie.

– Cristo è Risorto.

– Sia benedetta la Risurrezione di Gesù .

Buona Pasqua!

Vi allego anche i disegni di Pasqua della Risurrezione che mi mandano i bambini delle nostre scuole domenicali, le nuove scuole che si sono aperte…

Grazie per l’Amicizia

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Bosco Sacro – Live at Chiesa Armena (Impatto Sonoro 18.04.25)

C’è un punto, nel tempo e nello spazio, in cui la musica smette di essere intrattenimento e si trasfigura in rito. In quel punto dimora “Live at Chiesa Armena”, il nuovo, necessario album dei Bosco Sacro, quartetto italiano che pare suonare non strumenti ma elementi: fuoco, vento, pietra, spirito.

Registrato nella cappella cinquecentesca di una villa immersa nel silenzio arcano del nord-est italiano, questo disco è un documento che cattura l’essenza di un respiro collettivo che attraversa i corpi e si fa suono. C’è una tensione sacra in ogni brano, una liturgia profana che unisce la solennità degli Swans alla sospensione eterea dei Cocteau Twins, passando per l’abissale bellezza dei Dead Can Dance.

La voce di Giulia Parin Zecchin, evoca. È un richiamo ancestrale, a tratti madre, a tratti spettro, che fluttua tra le chitarre dilatate e oblique di Paolo Monti e Francesco Vara. Le loro corde non tremolano: si aprono come crepe nella terra, lasciando emergere paesaggi interiori devastati e fertili. Luca Scotti, con la batteria, sembra scandire il tempo di un cuore collettivo che batte lento, profondissimo, quasi geologico.

L’apertura con The Future Past è già un varco dimensionale: un lento dischiudersi dell’aria, in cui strati di suono si accartocciano come foglie d’autunno sul pavimento di una cattedrale abbandonata. Il tempo si dilata, si torce, si spezza – come in un sogno lucido da cui non si vuole più uscire. Dong Dee emerge invece come un battito sciamanico nel sottobosco: un incantesimo ritmato da pulsazioni tribali e riflessi acustici, dove ogni eco sembra un richiamo da un’altra epoca, o forse da un’altra vita. Una danza delle ombre che si chiudono in cerchio. Undertow è una discesa ipnotica, una corrente sotterranea che cattura e trascina dolcemente verso l’ignoto. Più che un brano, è una carezza scura, che consola mentre inghiotte.

Le tracce tratte da “Gem”, illuminate ora dalla luce obliqua di questa nuova incarnazione dal vivo, non sono semplicemente reinterpretazioni: sono metamorfosi. E Bosco Sacro, emblema e sigillo del progetto, si innalza come una liturgia selvaggia, un canto devoto al ciclo eterno di distruzione e rinascita.

Ma è nella scelta del luogo, nella sua riverberante sacralità, che il gruppo compie il suo gesto più radicale: registrare il presente come se fosse già memoria. Lì, ogni nota è intrisa di spazio, ogni silenzio è una presenza. Il pubblico – mai invadente – sembra respirare con la band, testimone silenzioso di un’esecuzione che è anche esorcismo, trasmutazione, dono.

“Live at Chiesa Armena” si attraversa come una foresta in sogno, a piedi nudi, con il cuore in ascolto. È per chi ha bisogno di ricordare che la musica può ancora essere un luogo, un cammino, una soglia.

Ascoltatelo al buio. A occhi chiusi. In silenzio profondo.

È lì che il Bosco si manifesta.

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La Giornata della Memoria del popolo armeno a 110 anni dal crimine del primo genocidio del XX Secolo (Korazym 17.04.25)

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 17.04.2025 – Vik van Brantegem] – 24 aprile ricorre la Giornata della Memoria del popolo armeno, che in tale data ricorda l’inizio di uno dei più atroci crimini contro l’umanità: il genocidio del 1915. A Roma la Cerimonia di commemorazione del 110° anniversario del genocidio armeno si svolgerà mercoledì 23 aprile 2025 alle ore 19.15 presso il Giardino del Genocidio Armeno in piazza Augusto Lorenzini di Roma (quartiere Portuense), alla presenza dei Responsabili delle Chiese Armene, delle rappresentanze diplomatiche della Repubblica di Armenia presso il Quirinale e presso la Santa Sede, oltre ad esponenti del mondo politico, diplomatico, ecclesiastico e della società civile. Insieme condanneranno ogni violenza, e ribadiranno il NO alle guerre e al negazionismo e il SÌ al rispetto dei diritti fondamentali di ogni essere umano.

 

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Giorno del Ricordo per il genocidio armeno con Amerikatsi di Michael Goorjian (Comune Venezia 17.04.25)

Mercoledì, 23 Aprile, 2025

Scarica la programmazione dal 17 al 23 aprile 2025

 

Mercoledì 23 aprile, alle ore 19 al Rossini, è in programma la prima veneziana di Amerikatsi di Michael Goorjian; il film sarà presentato da Minas Lourian, Direttore del Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena. L’evento rientra nel programma delle celebrazioni del Giorno del Ricordo per il genocidio armeno, organizzato dal Comune di Venezia.

 

Amerikatsi di Michael Goorjian scivola sul filo della commedia e del dramma con la storia di Charlie Bakhchinyan sfuggito da bambino al genocidio armeno.

Nel 1948 Charlie è un americano tornato volontariamente in Armenia, la patria dalla quale era scappato nel 1915. In quello che era stato l’Impero Ottomano, ora regna il comunismo e Charlie si ritrova rocambolescamente in una prigione sovietica. Nella sua cella, però, c’è una finestra dalla quale può osservare l’appartamento di fronte e, attraverso le scene di vita quotidiana che si svolgono al suo interno, scoprire la ricchezza e la vivacità della vita e della cultura armena. Per molti anni quella vista sarà per lui il mondo intero.

La prima veneziana del film Amerikatsi di Michael Goorjian sarà al Rossini mercoledì 23 aprile alle ore 19; il film sarà presentato da Minas Luorian; proiezione in versione originale con sottotitoli italiani.

Per restare aggiornati sulla programmazione dei film e degli eventi di Circuito Cinema Venezia, completi di trame e trailer, e per acquistare comodamente i biglietti, invitiamo gli spettatori a collegarsi al sito https://www.circuitocinemavenezia.it/

Sempre attivo anche il servizio WhatsApp per ricevere gli aggiornamenti su tutta la programmazione di Circuito Cinema Venezia: è sufficiente memorizzare il numero 342 761 1875 e inviare un messaggio WhatsApp contenente Nome + Cognome + Circuito Cinema.

È disponibile il canale Telegram Circuito Cinema Venezia, con la possibilità di iscriversi e seguire gli aggiornamenti sulla programmazione cinematografica.

Grazie per l’attenzione. 

Vi aspettiamo al Rossini! 

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IL GENOCIDIO ARMENO RACCONTATO DA VITTORIO ROBIATI BENDAUD (Opinione 17.04.25)

Vittorio Robiati Bendaud ha firmato un importante saggio sulla tragedia armena. Non ti scordar di me. Storia e oblio del genocidio armeno, edito da Liberilibri, preceduto da un testo introduttivo curato da Paolo Mieli, racconta e analizza la storia e le cause di questo colossale dramma, ma ne mostra anche la bruciante attualità. Il genocidio armeno infatti è “tuttora in essere” nonostante un “negazionismo, magistralmente perseguito e realizzato”, scrive l’autore. Un negazionismo che è “parte costitutiva, anzi “essenziale” del processo genocidario”, ribadisce Mieli, e che “ha permesso, ai nostri giorni, il riattivarsi di politiche belliche contro gli armeni”. Il Metz Yeghérn, o il grande male, consumatosi fra il 1915 e il 1921 e finalizzato all’annientamento della popolazione armena, è stato definito il peccato originale del Novecento.

Da allora fino ai nostri giorni, la Repubblica di Turchia, erede diretta dell’Impero ottomano, non è stata sanzionata né punita, come invece è accaduto alla Germania alla fine della Prima guerra mondiale, né tantomeno obbligata a fare i conti con la propria tenebra genocidaria, com’è avvenuto in seguito alla caduta del nazismo. Gli armeni sono tuttora sotto l’attacco di Ankara e di Baku, sono vittime di pulizia etnica e di etnocidio nei territori dell’Artsakh (o Nagorno-Karabakh) nel silenzio quasi assoluto del mondo libero. Funzionale alle antiche e nuove politiche antiarmene è appunto un inquietante e mostruoso negazionismo del Metz Yeghérn perdurante da oltre un secolo. Tale negazionismo, “di Stato” in Turchia e in Azerbaigian, trova ora insidiosa sponda anche in Occidente grazie a politicigiornalisti e intellettuali compiacenti e a finanziamenti a dipartimenti accademici.

(*) Non ti scordar di me. Storia e oblio del genocidio armeno di Vittorio Robiati Bendaud, con saggio introduttivo di Paolo Mieli, Liberilibri 2025, Collana Altrove, 216 pagine, 18 euro

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GeopoliticaIl premier armeno: pronti a firmare la pace con l’Azerbaigian (Renovatio21 17.04.25)

Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha annunciato che Yerevan è pronta a firmare un accordo di pace con l’Azerbaigian e contemporaneamente a sciogliere il Gruppo di Minsk dell’OSCE, un formato di mediazione ormai defunto per il conflitto del Nagorno-Karabakh.

La dichiarazione fa seguito alla decennale disputa tra le due ex repubbliche sovietiche sulla regione del Karabakh. L’Azerbaigian ha ripreso il controllo del territorio nel 2023, provocando la partenza della rimanente popolazione di etnia armena e lo scioglimento della sua amministrazione separatista. Da allora, Baku ha chiesto lo scioglimento formale del Gruppo di Minsk, istituito nell’ambito dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), come condizione per la firma di un accordo di pace.

Parlando martedì al parlamento armeno, Pashinyan ha affermato che Yerevan «comprende l’agenda dell’Azerbaigian in merito allo scioglimento del Gruppo di Minsk dell’OSCE. In effetti, se stiamo chiudendo il capitolo sul conflitto del Nagorno-Karabakh – e lo stiamo facendo – allora qual è lo scopo di un formato che si occupi della sua risoluzione?»

Pashinyan ha aggiunto che l’Armenia è pronta a formalizzare entrambi i passaggi contemporaneamente. «Proponiamo di firmare l’accordo di pace e di sciogliere contemporaneamente il Gruppo di Minsk dell’OSCE, il che significa la firma di entrambi i documenti lo stesso giorno», ha affermato.

I funzionari azeri hanno dichiarato in precedenza che qualsiasi accordo di pace dovrà includere lo scioglimento del Gruppo di Minsk dell’OSCE e modifiche alla costituzione armena, che a loro dire conterrà rivendicazioni territoriali nei confronti di Baku.

Il Gruppo di Minsk, presieduto congiuntamente da Russia, Francia e Stati Uniti, è stato istituito nell’ambito dell’OSCE negli anni Novanta. È rimasto in gran parte inattivo dopo la guerra del Nagorno-Karabakh del 2020 e l’operazione militare azera del 2023 che ha ripristinato il controllo di Baku sulla regione.

Nel 2022, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha riconosciuto che il Gruppo di Minsk dell’OSCE aveva di fatto cessato di funzionare su iniziativa di Stati Uniti e Francia. La risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh è stata quindi realizzata principalmente attraverso contatti diretti tra i leader di Russia, Azerbaigian e Armenia, ha aggiunto.

In precedenza, anche il ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan aveva dichiarato ai giornalisti che Yerevan e Baku si erano riconosciute reciprocamente l’integrità territoriale in base ai rispettivi confini al momento del crollo dell’Unione Sovietica. Ha descritto l’attuale versione del trattato di pace come «una questione storica».

Secondo Mirzoyan, le consultazioni per la firma del trattato dovrebbero iniziare presto, anche se non ha fornito né una data né un luogo.

Come riportato da Renovatio 21, l’esodo degli armeni dell’Artsakh (così chiamano l’area del Nagorno-Karabakh) a seguito dell’invasione nell’énclave delle forze azere arriverebbe a contare 100 mila persone, in una zona dove la popolazione armena ha un numero di poco superiore. Le immagini del corridoio di Lachin intasato da vetture di famiglie che fuggono sono a dir poco impressionanti.

Il primo ministro Pashinyan, cedendo alle lusinghe dell’Ovest, ha irritato giocoforza la Russia, che è l’unico Paese che si era impegnato davvero per la pace nell’area. Mosca non può aver preso bene né le esercitazioni congiunte con i militari americani (specie considerando che Yerevan aderisce al CSTO, il «Patto di Varsavia» dei Paesi ex sovietici) né l’adesione dell’Armenia alla Corte Penale Internazionale, che vuole processare Putin.

Bisogna aggiungere anche i rapporti dell’Occidente con Baku, considerato un fornitore energetico affidabile e ora piuttosto necessario all’Europa privata del gas russo. L’Azerbaigian è una delle ex repubbliche sovietiche ritenute più strategicamente vicine all’Occidente: si consideri inoltre le frizioni con l’Iran e quindi il ruolo nel contenimento degli Ayatollah.

Dietro all’Azerbaigian vi è l’appoggio sfacciato della Turchia e, si dice, quello militare-tecnologico di Israele. È stato detto che la Turchia avrebbe impiegato nell’area migliaia di mercenari siriani ISIS per combattere contro i cristiani armeni.

Come riportato da Renovatio 21, il clan Erdogan farebbe affari milionari in Nagorno-Karabakh e la Turchia, come noto, è già stata accusata di genocidio per il massacro degli armeni ad inizio Novecento.

Baku invece accusa la Francia di essere responsabile dei nuovi conflitti con l’Armenia. Il dissidio tra i due Paesi è arrivato al punto che il ministro degli interni di Parigi ha accusato l’Azerbaigian di aver avuto un ruolo nelle recenti rivolte in Nuova Caledonia.

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L’università vaticana e quel convegno che nega gli armeni (Ilfattoquotidiano 17.04.25)

Il 10 aprile scorso la Pontificia università Gregoriana di Roma ha ospitato un convegno dal titolo Christianity in Azerbaijan: History and Modernity, organizzato dall’ambasciata dell’Azerbaigian presso la Santa Sede. A questo incontro a porte chiuse, tenuto segreto, sono stati invitati vari rappresentanti del mondo accademico, ma nessuno studioso armeno né ricercatori esperti di cose armene. […]

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