GERUSALEMME. Santo Sepolcro. Al via il restauro della Tomba di Cristo (nena-news.it 18.06.16)

Non è stato facile arrivare all’accordo per le riparazioni. Sono antichi i contrasti che dividono le varie Chiese sulla gestione del Luogo Santo più importante per la Cristianità. I lavori erano attesi da decenni

di Alessandra Angeloni*

Gerusalemme, 18 giugno 2016, Nena NewsSono finalmente cominciati  i lavori di restauro dell’Edicola che racchiude la Tomba di Cristo, diretti dalla professoressa Antonia Moropoulou dell’Università tecnica nazionale di Atene, su incarico delle tre principali comunità cristiane presenti all’interno della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme: chiesa cattolica Latina (francescani), Armeni e Greci ortodossi, che superando divisioni e contrasti hanno siglato, lo scorso 5 marzo ad Atene, l’accordo che stabilisce tutti i dettagli necessari a procedere.

Diversi fattori hanno contribuito al degrado del luogo santo.  Il più importante è stato il terremoto del 1927 ma incide anche l’alto numero di pellegrini e turisti che, assieme alle candele, genera l’umidità prodotta dalla condensa del respiro dei visitatori.  I lavori saranno seguiti da uno staff di docenti dell’università di Atene e da esperti cattolici ed armeni. Ai finanziamenti delle tre confessioni cristiane si aggiungeranno quelli del Governo greco, del Fondo Mondiale per la conservazione dei monumenti e del re giordano Abdallah, nella sua veste di Custode islamico dei luoghi santi di Gerusalemme.

L’Edicola attuale è stata realizzata dai Greci Ortodossi dopo l’incendio del 1808, che carbonizzò la precedente costruita dai francescani nel XVI sec. Le precarie condizioni in cui versa oggi sono dovute agli effetti del terremoto del 1927, che costrinse i tecnici del Mandato Britannico a consolidarla con una struttura in ferro.

La Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme è l’edificio più rappresentativo della cristianità, poichè memoriale del massimo mistero cristiano della morte e della Resurrezione di Cristo. Mistero che si dipana attraverso una struttura architettonica apparentemente caotica, posta proprio nel cuore del Suq Gerosolimitano.

La chiesa della Resurrezione rimane un modello unico di monumento che è anche “reliquia” di se stesso, un luogo straordinario di cui non dimenticare la genesi storica, il peso simbolico e le necessità pratiche di conservazione.

E’ importante sottolineare che all’interno del Santuario ufficiano cinque diverse confessioni Cristiane: i Latini, i Greci, gli Armeni, i Copti e i Siriani e che per ogni cambiamento occorre tener conto di tutte le comunità, compresa quella Etiope che ha accesso al tetto sopra la cappella di Sant’Elena e ad alcune cappelle esterne alla chiesa.

Nel secolo XIX la questione dei Luoghi Santi divenne un contenzioso politico, specialmente tra Francia e Russia. La Francia ottenne la protezione esclusiva sui diritti dei Cattolici, mentre la Russia quella sui cristiani ortodossi. Un accordo tra le parti fu ratificato da un firmano dell’8 febbraio 1852 e indicato col termine di “Statu quo”.

Da allora lo Status Quo non fu più modificato, e tutt’oggi stabilisce concretamente gli spazi dentro il Santuario, gli orari e i tempi delle funzioni e il loro svolgimento, gli spostamenti e i percorsi. Ciò legittima anche lo stato proprietario delle comunità delle diverse parti della Basilica e fa si che raggiungere accordi per lavori di vasta entità, come i restauri dell’Edicola, sia il risultato di lunghe trattative. Nena News

 

*Alessandra Angeloni, laureata in Architettura all’Università degli studi di Firenze, è specializzata in Archeologia e Storia delle Arti all’Università degli studi di Siena.  Dal 2009 lavora nel Vicino Oriente.  E’ membro dell’Albright Institute of Archaeological Research di Gerusalemme (Glassman Holland Research Fellow) dove svolge ricerca sul metodo dell’analisi stratigrafica degli elevati applicata  ai paramenti murari del Santo Sepolcro.

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