In Armenia gli scacchi sono secondi soltanto al calcio (Italiaoggi.it 13.03.16)

Il fervore per il gioco degli scacchi non si è mai placato in Armenia, dove la disciplina è seconda soltanto al calcio. E questo da quando Tigran Petrossian fu incoronato campione del mondo nel 1963 con una partita che si giocava a Mosca. Ebbene, quella partita di lunedì 20 marzo 1963 ha tenuto col fiato sospeso un intero paese a 2 mila chilometri di distanza.

Le notizie arrivavano per telefono da un emissario incaricato di riferire ogni singola mossa dello scacchista di origine armena. Le ore di gioia di Tigran Petrossian sono state le stesse per la città di Erevan. È da allora, da quella primavera storica, che la febbre degli scacchi non ha mai più lasciato l’Armenia, la piccola repubblica sovietica ai confini del Caucaso.

Sull’onda del successo di Tigran Petrossian è nato il club di scacchi che porta il suo nome dove il campione ha disputato numerose partite. E che anima una città grigia, Erevan, che evoca nello stesso tempo tutta la grandezza e l’altrettanta decadenza del sistema sovietico. Dopo la vittoria di Tigran Petrossian tutti a Erevan si sono messi a giocare a scacchi. È stato un vero boom. E ancora oggi, da mattina a sera, i tavoli del club intitolato al campione mondiale armeno sono pieni di giocatori, di tutte le età, giovani e pensionati. Tanto che l’Armenia è diventata una potenzia mondiale in questa disciplina. Dal 1972 ogni settimana nasce una nuova rivista dedicata agli scacchi. Questo gioco sviluppa la logica e per i bambini, quando il loro carattere si sta formando, è molto importante ha spiegato un insegnante di scacchi della scuola Srednja. All’ultimo piano del club Tigran Petrossian si giocano i tornei cui partecipano centinaia di bambini che si impegnano per un’ora, due o tre. Alcuni dimenticano le regole e si mettono a piangere e gli arbitri devono intervenire per consolarli.

A 9 anni i bambini possono già giocare bene e ci sono esercizi da fare a casa per imparare le regole del gioco che poi vengono messe in pratica nella scuola dove i bambini vanno a fare le esercitazioni pratiche e dove trovano compagni per giocare con l’insegnante che circola fra i tavoli correggendo mosse sbagliate. Prima di fare qualsiasi mossa dovete riflettere, è la raccomandazione dell’insegnante ai suoi piccoli allievi, perchè dice, «dovete sapere che ogni singola mossa influenzerà l’esito della partita. Un ragionamento che ha la sua validità anche nella vita e che insegna che bisogna riflettere prima di agire».

Internet ha completamente rivoluzionato il mondo degli scacchi. Permettendo di giocare contro se stessi ha ucciso tutto: la sorpresa, la creatività, i trucchi. Comunque, in Armenia, i giocatori di scacchi sono ancora delle star nazionali.

Vai al sito